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RECENSIONE I REFUSE IT “CRONACHE DEL VIDEOTOPO” (CD, 2005, Wide Records 5/5)

Correva l’anno 2005, e su Flash NUMERO 205pubblicammo la recensione della ristampa della discografia degli I Refuse It alla voce # BOX REWIND (disco ristampato)

Un po’ per ragioni anagrafiche, un po’ per averlo vissuto in prima persona, quando si parla della vecchia scuola hardcore Italiana, quella degli anni 80, e soprattutto di Granducato Hardcore (GDHC per gli amici…), beh, in queste occasioni al sottoscritto brillano gli occhi. Brillano ancora di più, certamente, se si parla di gruppi del calibro degli I Refuse It, band Fiorentina di cui oggi la Wide Records pubblica un CD che contiene tutta la loro discografia, per un totale di venticinque brani, uno dei quali (“Teleurna 9000”) addirittura inedito. Sperimentatori ancora oggi ineguagliati, gli I Refuse It prendevano spunto dall’allora nuovo frenetico modello dell’Hardcore Americano, contaminandolo con New Wave e spunti free Jazz, e scrissero piccoli capolavori come la Title track, il cui ritornello (“Scrutiamo con occhi di cavia impazzita la nostra fugace realtà”) continuo a canticchiare dopo quasi un quarto di secolo, o come “Chocu Umeret”, in Russo, devastante dal vivo e su disco. Curioso segnalare come 3/5 della prima formazione degli IRI si sia poi convertita al Reggae, con il cantante Stefano Bettini giunto agli onori delle cronache come Generale. Ma forse è il segnale di come, in un momento di integralismo militante come era quello, i nostri erano tra i pochi capaci di ascoltare di tutto, non solo HC, e di metterlo in musica senza paura.

# STAMPA ORIGINALE – Vari dischi, tra il 1982 e il 1987

# COSA CAMBIA – Aggiunto un inedito (“Teleurna 9000”)

(Riki Signorini)

I BRANI

1.  Nuove dal fronte
2.  Hit 'n' Run Attack
3.  Chocu Umeret
4.  Fall Down
5.  Josephine (The Camel Girl)
6.  Sacrifici umani
7.  The Story Of My House
8.  Mannikin
9.  Spread Of Disease (contagio)
10.      Mira il tuo popolo
11.      Chocu Umeret 2
12.      Fuggi fuggi
13.      Agguato
14.      Frecce avvelenate sul comitato disastri
15.      Noi vi odiamo
16.      Sogni a doppie vie
17.      Cronache del videotopo
18.      M
19.      Ricatti
20.      Questo è l'inferno... Questa è Eleusi
21.      Che Cosa Posso Fare di Erotico (Per non Diventare Nevrotico)
22.      Il gatto
23.      Paradiso zero
24.      Tele Urna 9000

25.      Mind The Gap

RECENSIONE TSOL “THE TRIGGER COMPLEX” (CD, RISE RECORDS, 1/5)

Per chi (spero pochi) non conoscono i T.S.O.L., una piccola, doverosa, introduzione.
Si formano in California nel 1979, ed i primi membri della band sono Jack Grisham (vocals), Ron Emory (guitar), Mike Roche (bass) e Todd Barnes (drums).
Il loro primo 12” (“T.S.O.L.”) è un capolavoro: Hardcore punk veloce e politicizzato, che influenzerà un’infinità di band nei decenni successivi.
Il successivo LP di esordio, “Dance With Me”, segna già un cambio di sound, più virato verso il dark, sia nei testi che nella musica, tanto che si inizia a parlare di Death Rock.
A partire dall’anno seguente (1982), si aggiunge alla band il tastierista Greg Kuehn, ed il successivo album “Beneath the Shadows” segna il passaggio ad un suono decisamente pop, e poco punk.
Per me i TSOL finiscono qua, anche se nei successivi 35 anni non smettono mai di suonare.
Addirittura l’anno scorso la loro partecipazione al Distruggi La Bassa 2016 venne apertamente elogiata da Heintz Zaccagnini (QUA).
Ecco perché quando vedo che esce un loro nuovo discocedo e lo metto nel lettore, anche se dai tempi di “Beneath The Shadows” avevo volutamente ignorato la band Californiana.
Errore madornale. Forse (ma lo scopro solo dopo) perché il tastierista Greg Kuehn è tornato ad avere un ruolo importante nella stesura dei testi, come ai tempi del disco che mi aveva spinto ad abbandonare i T.S.O.L.
E così, se “Give Me More”, la prima canzone di questo nuovo album dei TSOL, mi lascia ben sperare, poi però si arriva ad episodi come “Strange World” che sono veramente deprimenti. Anche se un paio di pezzi si lasciano ascoltare (penso a “The right side”, che insieme all’opening track ed a “Wildlife” è uno dei prezzi più rock e validi del lotto), per il resto ci troviamo di fronte ad un Indie Pop indisponente e melenso senza alcun motivo di esistere. Se penso che questa band è una discendente diretta di quella che 36 anni fa compose “True Sounds Of Liberty” e “Dance With Me”, mi prende male.


(Riki Signorini)


I brani
1
Give Me More
2
Sometimes
3
Strange World
4
Satellites
5
The Right Side
6
Why Can't We Do It Again
7
I Wanted To See You
8
Wild Life
9
Nothing Ever Lasts
10
Going Steady
11
You're Still The Same
12
Don't You Want Me
13
Bats

I contatti

RECENSIONE GANG GREEN “I FEAR/THE OTHER PLACE” (7”, 2011 TAANG! 201, 1/5)

Uhmmmmm… che brutta roba questa qui…
La title track è una lagna hardrockettara che sa tanto di alternative rock primi anni ’90.
Il lato B è decisamente meglio, molto più veloce ed aggressivo, hc a tratti, ma poi nella seconda parte si involve in un’inutile produzione strumentale sempre hard rock.
Nessun inserto. Vinile nero.
I don’t like.
Gianni Bandini (gianni@ngi.it) 

I brani:
     1) I Fear
     2) The Other Place

I Contatti:

RECENSIONE SBS “GRANITE EYES” (Autoprodotto, 2015, CD, 3/5)


Hardcore? Nu metal? Crossover? Hardcore evoluto? Boh, io direi nu-core, perché di fatto i tre Pisani ci propongono un cd che parte dal punk ma con un tasso di complessità indubbiamente superiore alla media. Addirittura talvolta anche troppo complesso per un gruppo di giovanissimi come gli SBS, che infatti preferisco nei momenti più furiosi.
Ma procediamo con ordine. 
Otto i brani presentati, tre i componenti della band al momento dell’incisione del CD,  in una classica impostazione basso (Adriano Leonardi), batteria (Tiziano Carosi) e chitarra (Enrico Cecchi, degno erede della Strato che negli anni Ottanta suonò suo padre Antonio sui palchi di mezzo mondo come chitarrista dei Cheetah Chrome Motherfuckers, gruppo di punta della scena hardcore del tempo). I tre si alternano alla voce, e questo è forse uno dei limiti del disco, superato nel frattempo con l’aggiunta di un vocalist in pianta stabile che permette ai tre bravissimi colleghi di dedicarsi full time ai loro strumenti.
Mi piace molto la complessità di “Big Brother”, o la granitica “Streets Of P.”, ma i pezzi che più mi piacciono di questo esordio sulla lunga distanza dei miei concittadini sono “Inception #3” e soprattutto “Another HC song”, un pezzo che è una vera e propria istigazione allo stage diving estremo. 
Bravi ragazzi, continuate così!

I brani

  1. Big Brother
  2. Streets of P.
  3. Another HC song
  4. He reads the law
  5. Inception#3
  6. Monster
  7. Hairy maths
  8. A song



RECENSIONE iFasti “PALESTRE” (I DISCHI DEL MINOLLO, 2015, CD)

De iFasti mi ero occupato già in due occasioni in passato. Prima per recensire il cd d’esordio o, “Lei si è alzata dal sordo mormorio”, poi per il successivo “Ovatta” del 2010.
Quando è uscito questo “Palestre”, lo confesso, avevo preparato una recensione che, colpa dell’età, non ho poi mai pubblicato. Colgo l’occasione dell’uscita del nuovo videoclip di “Seminole” in anteprima su Impatto Sonoro, per correre ai ripari e finalmente pubblicare il mio umile pensiero su questo nuovo cd della band piemontese, come sempre contraddistinto da distorsioni noise, parole irriverenti ed allucina(n)ti beat elettronici. Difficile fornire un punto di riferimento per questo gruppo. Forse gli Offlaga Disco Pax, forse i CSI. Comunque due bassi, due computer, due chitarre elettriche ed una voce, che declama parole scomode ed urticanti, di quelle che colpiscono diritte alla bocca dello stomaco, e parlano di protesta ed attivismo.
Come già detto in passato, sicuramente non è il mio genere musicale preferito, ma consiglio agli amanti delle nuove emozioni di provarlo.

(Riki Signorini)

I brani
1.      SEMINOLE
2.      CAGNOLINI DI GESSO
3.      HANNO UMILIATO L'AMORE
4.      CORPO
5.      CADONO PIOGGE
6.      MERCY
7.      GRACIDI
8.      JOE CORONADO
9.      ORWELL 2015
10.   IL PRIMO NATALE IN FAMIGLIA

I contattisito ufficiale
​#ifasti #palestre #cagnolinidigesso

RECENSIONE ADOLESCENTS VS SVETLANAS “HOT WAR” SPLIT EP7” (ALTERCATION RECORDS, 2015, EP7”) VOTO 5/5


Quando navigando qua e là su Internet ho letto di un EP a metà tra Adolescents e Svetlanas, per poco non mi sono messo a saltare di gioia.

Cazzarola, da una parte gli Adolescents, un pezzo di storia dell’Hardcore Californiano e non solo (proprio l’altro giorno, mentre mio figlio giocava sulla PS4 a GTA, ho scoperto che nella colonna sonora di questo videogame appare proprio la loro “Amoeba”); e dall’altra gli Svetlanas, una delle pochissime punk rock bands Italiane (o Russe?) capaci di eccitarmi oggi (vedi la mia recensione del loro omonimo album del 2010 per capire di cosa parlo…).

Due pezzi ciascuno, e la cosa straordinaria è che a vincere questa caldissima guerra sono gli Svetlanas, con brani travolgenti che ti tolgono il respiro.

In particolare adoro la devastante “Tales From The Alpha Brigade”  (potete vedere il video cliccando qua) che permette alla bravissima front-woman Olga di mostrarci tutta la sua ferocia distruttiva.

Per i Californiani, invece, assolutamente non male la melodica “Forever Summer”, da canticchiare allegramente.

Da segnalare che “Hot War” precede il nuovo album degli Svetlanas, che sarà prodotto da Blag Dahl (The Dwarves), e che Olga e c., dopo i tours in mezz mondo con Dickies, D.O.A., Discharge, TSOL, e Adolescents, adesso stanno girando tutta Europa proprio con i Dwarves (e scusate se è poco….)



I brani

1.    Fukushima Lemon Twist (Adolescents)

2.    Tales From The Alpha Brigade (Svetlanas)

3.    Step Back (Svetlanas)

4.    Forever Summer (Adolescents)


I contatti




RECENSIONE INTEGRITY “Mirror In Reverse/ Walpurgisnacht” (7”, 2008, A389 23)

Rieccolo rispuntare il veterano Dwid (il progetto INTEGRITY è lui più i vari sessionmen del momento). Come ormai storia ci insegna, questo alterato personaggio della scena hc alterna a capolavori, a lavori inspidi ad altri brutti. Ma tant’è che va bene così. E’ comunque un personaggio dalla fortissima personalità, degno del massimo rispetto. Se non altro per quei due fondamentali dischi che hanno segnato la storia del’hc, cioè “Those Who Fear Tomorrow” e “Humanity Is The Devil”. Ma non solo quelli. In questo caso ci troviamo di fronte ad un dischetto abbastanza routinario, nel metalcore che da anni ormai ripete senza variazioni significative. Ok, ma non indispensabile. Vinile marmoreo.


Gianni Bandini (gianni@ngi.it)



TRACCE


1) Mirror In Reverse


2) Walpurgisnacht



CONTATTI


www.dwidhellion.com


www.a389records.com

RECENSIONE S.B.V. “Swallow The Pill” (7”, 2009, REFUSE)

Capitolo finale per questa band di S. Diego, band che non penso abbia mai avuto nessun’altra pretesa se non quella di suonare un buon hardcore melodico di stampo Uniform Choice. E l’obiettivo è ancora una volta raggiunto! Il 7” in questione si pone in perfetta continuità con l’LP che lo ha preceduto, qui però la registrazione ed i suoni sono decisamente più curati, facendone un lavoro tecnicamente migliore. Certo se è l’originalità che si cerca, è bene girare al largo da questo prodotto. Questa volta la pubblicazione è toccata alla polacca Refuse, che ha curato davvero il lavoro sotto ogni aspetto, dalla copertina patinata, al vinile (rosso).

Bel lavoro!


Gianni Bandini (gianni@ngi.it)


I BRANI


1) Revising The Alphabet

2) The Search For Carrion

3) The Church

4) Grammar Nazi

5) A Modern proposal

6) Chaos In Paradise


CONTATTI

www.myspace.com/sbvsilentbutviolent

www.myspace.com/refuserecords

RECENSIONE DI FINE BEFORE YOU CAME “SFORTUNA” (CD 2009)

Hardcore, in senso lato, meditato e drammatico, per i FBYC da Milano, che, per giungere finalmente alla pubblicazione di questo CD, sono passati da una serie infinite di sfighe (e non so se il nome “Sfortuna” è una conseguenza di quanto raccontano questi giovanotti al proposito della genesi del disco o meno….). Un disco scaricabile gratuitamente dal sito della band (www.finebeforeyoucame.com), composto da 7 brani cantati stavolta in Italiano, intensissimi dal punto di vista emotivo, tanto quanto intricati da quello musicale. Un po’ come se gli I Refuse It tornassero sui palchi in questo nuovo millennio a suonare emo di quello buono, non quello da riviste patinate per teenagers brufolosi… Il tutto si segnala per il massiccio uso di chitarra non distorta, ma addirittura accarezzata arpeggiando in molteplici passaggi. Molto belli e poetici i testi, la parte migliore, ma purtroppo il tutto risulta un po’ troppo monocorde, senza un pezzo che stacchi sugli altri, tanto che alla fine anche la complessità dei brani sembra appiattire il tutto. Peccato.

Contatti

www.myspace.com/finebeforeyoucamerock

Tracce
  1. Lista
  2. Buio
  3. Fede
  4. Natale
  5. Piovono pietre
  6. O è un cerchio che si chiude
  7. VIXI

RECENSIONE CIRCLES “LAY OF THE LAND B/W THE LIVES OF OTHERS” (2008, SILLY GIRL 12, 7”)

A questo giro la SILLY GIRL ci propone una band canadese che suona taaaaaanto Dag Nasty! Anche questi Circles (ma veh te che nome… chissà com’è…) sono al loro esordio discografico, e l’EP di due brani in questione è un esercizio di stile molto ben fatto…. Chiariamoci, qui siamo al limite del plagio, ma del resto loro certo non lo nascondono. Il mio giudizio? Molto grazioso! Due brani proprio piacevoli!

Gianni Bandini (gianni@ngi.it)

I Brani

  1. Lay Of The Land
  2. The Lives of Others

Contatti

www.myspace.com/circlesvancouver

RECENSIONE AGONY WAY “FOR RENT” (Autoproduzione 2010)

Torinesi e giovanissimi, gli Agony Way mi ricordano un po’ i J-Church, un po’ (di più) i Jawbreaker, ed un po’ (ma molto meno) gli All e i Descendents. Dunque pop punk di chiara matrice americana, con insperata originalità ed ottimi risultati. Sette i pezzi proposti, sereni e pacati, strumentalmente ineccepibili e con voci eccezionali. Mi piacerebbe un suono un po’ più cattivo, e qualche distorsore in più, come accade ad esempio in “The Quick Brown Fox”, forse la traccia più bella dell’EP, o nella esplosiva “Dunzo”, l’unico pezzo in cui accaci è anche la velocità, almeno nell’incipit, il brano nel corso del quale maggiormente si spinge sull’acceleratore. Decisamente coinvolgente e trascinante il secondo brano, “32”, che richiama alla mente i Vanilla Sky. Mi piace da morire la batteria che si sposa alla grande con il genere proposto. Ottima la registrazione, effettuata nei primi mesi del 2009 presso lo One Way Studio, con masterizzazione ad opera di Alessandro Vanara (Vanilla Sky, Melody Fall). Il disco è distribuito da Wynona Digital (in vendita sui principali negozi online) a partire da Gennaio 2010.

I brani
1. The Quick Brown Fox
2. 32
3. Don't Worry
4. NYC
5. Dunzo
6. Saturday Morning
7. At Terror Street

Contatti

RECENSIONE NORTHERN TOWNS “GOOD AS GOLD” 10” (SWAGGER CITY 03, 2009)

Ed ecco subito la prima rece di Gianni Bandini (gianni@ngi.it). Ovviamente si tratta di Vinile, a 10 pollici.....:

I Northern Towns sono di San Diego, California, e sono al loro esordio discografico.
Fondati da un membro degli OVER MY DEAD BODY, una delle band hc che più ho apprezzato negli ultimi anni, hanno messo in atto un progetto alquanto ambizioso, in quanto vorrebbero porsi come esecutori di quel che potremmo definire “mod-core”. Nel loro sito Myspace questa cosa è espressamente spiegata. Il disco è un buon esordio, ma non col botto. Il loro scopo è solo parzialmente riuscito: alla fine le influenze northern soul sono solo risicate, e il tutto si traduce in una successione brani di hardcore melodico che ricordano molto le cose su Fat Wreck o Lookout. Giusto con un po’ più di grinta, del resto la precedente esperienza nei O.M.D.B. non può non aver lasciato un segno. Brani abbastanza corti, sempre dinamici, molto melodici con intrusioni punk ’77 e coretti energici. Produzione direi perfetta, davvero professionale ma negli standard hardcore (non mainstream); potrebbero fare un salto importante. E’ in uscita in questi giorni uno split 7” con un’altra band della stessa etichetta, gli SHARKS. Vedrò di procurarmelo!
Inclusi nella confezione un mini poster con i testi, e un coupon per il download gratuito del disco intero.

I BRANI

1) Latchford
2) Life Pisses By
3) The Family Name
4) Full Steam Ahead
5) Changing Of The Guard
6) Dead Waves Make No Sound
7) From Lamb To MuttonPurple Hearts


RECENSIONE PEACEBREAKERS “READY TO GO” (AUTOPRODUZIONE, 2009)

Altra recensione, altra stroncatura… Lo dico subito, così mi tolgo il pensiero, e me ne dispiaccio, perché si dice che a Natale tutti sono più buoni, ed io invece faccio lo stronzetto….. Ma tant’è, questo è il terzo demo per i Peacebreakers, ed io purtroppo non lo digerisco perché è così piatto che più piatto non si può, e registrato in modo se possibile ancora più piatto. La voce è moscia e non c’è grinta, pop puro senza molto punk, che magari avrà successo nel circuito mainstream, circuito al quale si addice più che a quello punk. Nel grigiore generale spicca lo ska di “Ready To Go”, che emerge come farebbe un orbo in una moltitudine di ciechi (nel senso che nel piattume generale anche una collinetta può sembrare una Cima Coppi a chi non conosce le montagne vere). I Napoletani sono comunque giovanissimi, per cui posso augurare loro di tutto cuore di maturare prontamente.

I BRANI

01 - Forse

02 - Scegliere

03 - Ready To Go

04 - Rabbia

05 - M'Immergo


CONTATTI


RECENSIONE L'ONDES "TOT I DE''" (AUTOPRODUZIONE 2009)

Un altro disco di quelli che, purtroppo, mi piacciono al primo ascolto del primo pezzo, e poi mi vengono rapidamente a noia. Così, se “Le parole per farla piangere” è un brano accattivante, già il brano seguente smarona scadendo nel banale ska-core trito e ritrito, e da lì in poi non c’è nulla che possa aggiungere qualcosa alla mia piuttosto nutrita collezione musicale. Tutto già ascoltato, e meglio. E pensare che l’ONDES (dal dialetto reggiano/modenese) è, della dozzina d’uova, quello malconcio o troppo acerbo o venuto male e che comunque non si deve buttare mai via… tanto un utilizzo glielo si trova! In questo caso, invece, io un’utilità a questo demo stenterei a trovarla, e oltre alla opening track salverei solo la conclusiva “Coppa Samurai”. La hidden track, cover de “Gli anni” degli 883, è francamente improponibile. Trattandosi di un demo, c’è spazio per migliorare. Io glielo auguro, perché così non c’è motivo di continuare. Sorry guys; i dischi si mandano a recensire anche prevedendo stroncature e si devono accettare i consigli. Non ve la prendete….. E considerate che per me c'è l'aggravante che l'ondes nasce dalle ceneri dei Dolceuchessina, che a me piacevano parecchio….

I brani
  1. Le parole per farla piangere
  2. Antimilitarista (shocked guys)
  3. Cade
  4. L'ordine del gino
  5. Coppa samurai

Contatti
www.myspace.com/gliondes

RECENSIONE PUNK VIRUS (“FIUMI DI RABBIA”- AUTOPRODUZIONE 2009)

Suonare punk rock, specialmente di protesta, non è mai stato semplice al Sud, e non penso che lo sia neppure a Catanzaro.Eppure è proprio da quella provincia che provengono questi quattro cumpa’, che suonano street punk ed Oi! Ribelle, esattamente a metà strada tra Nabat ed Erode, e in "Catanzaro" definiscono “la nostra città che per noi non ha mai avuto pietà”. Bel disco con cori da stadio che si affacciano qua e la, una voce bella incazzata (anche se il sigmatismo -difetto di pronuncia della s- del cantante mi fa un po’ sorridere), e testi nichilisti alla vecchia maniera, forse scontati e risentiti, che danno però un brivido old school che non mi dispiace affatto. Il CD, dedicato ai reietti del sistema, è autoprodotto, ma aiutato nella distribuzione dal Nucleo Pisano HC (Pisa), da Feccia Autoproduzioni (Palermo) e supportato da altre etichette DIY del circuito italiano. Segnalo titoli simbolici come “Costretti a sanguinare”, “Fiumi di Rabbia” (scorrono nelle vene) e “Vomito” (vomito sulle leggi e sull’oppressione / vomito su questa cazzo di costituzione), e che qualcosa da ridire la avrei sulla qualità del suono, non eccelsa.

Brani
1. Sopravvissuto
2. Costretti A Sanguinare
3. Catanzaro
4. Rifiuto
5. Fiumi Di Rabbia
6. Volti Infastiditi
7. Dall'Alto Al Basso
8. Vomito

Contatti
www.myspace.com/punkvirus3
www.myspace.com/nucleopisanohc
www.myspace.com/fecciatricolore

RECENSIONE LATTE+ "NON E’ FINITA" (Controtempo/2009)

Gli Empolesi tornano alla carica con un altro bel dischetto, allegro e scanzonato, forse un pelino più introspettivo e malinconico del solito. Un disco ispirato da e dedicato a Diego Armando Maradona, il più grande campione calcistico di sempre (e io lo condivido…), con una canzone cantata prima in Italiano (“Diego”) e poi in Spagnolo (“El Diego”), della quale esiste anche una hidden version declamata da quello che mi immagino essere un vecchio porteño, mi immagino). Come sempre abili a fagocitare ed inglobare umori della strada e cori e canti da stadio e/o manifestazione, i Latte+ riescono a catturare subito l’attenzione. Divertente la bongo-acustica “Vorrei un SUV”, dedicata al SUV “Italian style”, memorabile “Lo stato nello stato”, pieno di emozioni e power chords, e mitica “Non è finita”, che mi sono sparato a diecimila decibel e ritrovandomi a saltellare come un pazzo memore dei vecchi tempi del pogo selvaggio e scatenato. Rovina!!!!!!

I brani

  1. Non è finita

  2. Regresso

  3. Fino alla fine

  4. Lo stato nello stato

  5. Diego

  6. Qualcuno non sa

  7. Kane da caccia

  8. La bandiera

  9. Ultima sera d’estate

  10. Vorrei un SUV

  11. El Diego

  12. Quando la vita prende a schiaffi

Contatti

www.myspace.com/lattepiu