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RECENSIONE GUTTERMOUTH "FULL LENGHT LP" (LP, 1992, DR STRANGE, SV)

Ecco un’altra recensione originariamente apparsa su Flash n. 41 (Giugno 1992)

Prendete cinque baldi gio­vanotti del Sud della California, una manciata di strumenti, una forte dose di ironia, una cultu­ra musicale a base di Bad Religion, Vandals e Social Distortion, mescolate be­ne e otterrete questi Guttermouth. Giunti al primo Lp dopo un paio di 7", ci propongono 15 pezzi musicalmente molto buoni (hardco­re melodico da Los Angeles e dintorni, per intendersi), ma dai testi che, in mezzo ad e­pisodi divertenti come "Bruce Lee vs. The Kiss Army", nascondono tematiche nazionali­ste e fascistoidi. 
Il lyric sheet è incasinato, ma sembra di capire che l'openening “Race Track” sia una cover di “Riverside” di Hendrix; se così è, premio speciale per esser riusciti a stravolgerla così bene. Ah, c'è anche una co­ver dei Dayglo Abortions... (RS)

i brani
  1. "Race Track"
  2. "No More"
  3. "Jack La Lanne"
  4. "Where Was I?"
  5. "Old Glory"
  6. "I'm Punk"
  7. "Mr. Barbeque"
  8. "Bruce Lee vs. the Kiss Army"
  9. "Chicken Box"
  10. "Carp"
  11. "Toilet"
  12. "Oats"
  13. "1, 2, 3...Slam!"
  14. "I Used to be 20" (written & originally performed by the Dayglo Abortions as "I Used to be in Love")
  15. "Reggae Man"

RECENSIONE GUTTERMOUTH “GOT IT MADE” EP (RUDE RECORDS / BIRD ATTACK RECORDS, 3/5)

Non sono mai stato un fan dei Guttermouth, ed il fatto che fossero passati 10 anni dalla loro ultima uscita mi lasciava più che indifferente. Poi però mi son trovato tra le mani (o meglio sul PC) questo nuovo EP (con sei pezzi) e mi sono (moderatamente) entusiasmato. Sarà che la scarsa durata del disco non lascia spazio a cali di tensione, sarà che i 10 anni passati da “Shave The Planet”, e trascorsi in gran parte on the road, hanno ispirato la vena musicale degli (ex!?)
skaters di Huntington Beach, fatto sta che “Got it made” mi piace.
Certo, resta il solito punto debole dei Guttermouth, che continuano ad ispirarsi ad Adolescents, Vandals, Social Distortion, Fear, Descendents, Angry Samoans, Bad Religion e chi più ne ha più ne metta, e così facendo non danno certo segno di originalità. Ma in questi brani i ritmi sono intensi e trascinanti, e il songwriting ispirato.
I’ve Got It Made” è un pezzo davvero intenso, con vocals in stile Biafra, “The Point”, con un testo fatto di due parole o poco più ripetute per due minuti e rotti si presta bene (e come poteva essere diversamente) al sing-along per i cori, e in “Freckles the pony” mi sembrano i Punkreas che cantano in inglese. Insomma, niente di eccezionale, per carità, ma ascoltabilissimo.

(Riki Signorini)

I brani
01. The point
02. Freckles the pony
03. I’ve got it made
04. A punk rock tail of woe
05. Shitty situation
06. Old man

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