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RECENSIONE - REVIEW VVAA “LAST WHITE CHRISTMAS” (2XCD, 2020, AREA PIRATA, 5/5)

**** ENGLISH VERSION FOLLOWS *****

Ci sono un sacco di cose che potrei raccontare a proposito del Last White Christmas, un concerto che si è tenuto a Pisa il 4 dicembre dicembre 1983 e che rappresenta una delle pietre miliari nella storia della musica hardcore italiana.
Potrei raccontarvi che quella giornata segnò una svolta nella mia vita di adolescente, che pochi mesi prima aveva preso parte anche all’adunata Oi! di Certaldo, e che da quel giorno niente è più stato lo stesso per me.
Potrei raccontarvi che quel giorno lasciai un pezzo di cuore nell’abbazia di San Zeno, la chiesa sconsacrata di Pisa dove si tenne il concerto.
Oppure potrei raccontarvi che quello stesso giorno in quella stessa chiesa lasciai nel pogo anche un pezzo di lingua, causa uno zompo del mio brother in arm (nonché uomo copertina di questa ristampa) Stefano Cantini, quando partì un pezzo dei Raw Power.
Oppure potrei raccontarvi che quel giorno giocava il Pisa di Vinicio contro l'Ascoli di Mazzone, che a quel tempo la politica in curva era molto importante, e che da Ascoli venivano i destri, ma ciononostante anziché sui gradoni della curva mi presentai a San Zeno (per inciso il Pisa perse uno a zero).
Potrei raccontarvi che al concerto parteciparono 11 band toscane ed una emiliana, i Raw Power, che con la Toscana erano legatissimi, e quel pomeriggio fecero uno show indimenticabile e spaccarono letteralmente.
Potrei raccontarvi che purtroppo solo i Raw Power non sono presenti in questo doppio CD che ripropone i live di quel giorno, perché sembra che la loro attuale etichetta discografica non abbia acconsentito alla pubblicazione.
Potrei dirvi che le cassette di quel concerto se le portò in USA poco dopo Antonio Cecchi (al tempo bassista, e poi chitarrista dei CCM), e che di quelle cassette si innamorò Chris Chacon di Bad Compilation/Borderless Countries Tapes (BCT per gli amici), che le pubblicò, invaghendosi anche dell’Italia, e contribuì a far conoscere al mondo l’hardcore made in Italy.
Potrei raccontarvi che proprio Chris ha scritto le note di copertina di questa riedizione, che vi consiglio di leggere attentamente per capire l’entusiasmo che generò (e tutt’ora genera) questa raccolta.
Potrei dire che i Brontosauri e la loro “Capsius Cabanis (Berlino Fuck Off)” anche se un po' primitivi inchiodavano comunque.
Potrei raccontarvi che suonarono gli A'ufschlag, che io conoscevo fino a quella sera come Ossessione, che mi piacquero parecchio soprattutto per la loro “Wojtila Fottiti” che avremmo potuto cantare sugli spalti alo stadio.
Potrei ricordare a tutti come gli Juggernaut fossero uno dei migliori gruppi del Granducato Hardcore, meglio conosciuto come GDHC, il nascente movimento Toscano che avrebbe contrassegnato la storia seguente dell’HC del belpaese.
Potrei raccontarvi che anche Grosseto era presente sulla mappa del GDHC con gli Stato Di Polizia, un gruppo attivissimo, e che i livornesi Traumatic proposero una grande versione della loro classica “No Way To Be”.
Potrei aggiungere che quella sera suonarono anche i Dements da Viareggio, un combo dalla durata effimera di cui francamente in questi anni mi ero dimenticato, che mi sorprendono piacevolmente con la loro No Wave alla newyorkese.
Potrei dire che il GDHC rappresentò una esperienza praticamente unica in Italia, e che già quel giorno a San Zeno la qualità sonora era decisamente buona, come lo fu negli anni a seguire quella dei concerti al Victor Charlie di Pisa, dove si provò a fare le cose ni modo professionale, senza fare usare ai batteristi “i fustini del Dixan” (cit. Stefano Bettini, I Refuse It) come avveniva altrove.
Potrei raccontarvi di quanto erano avanti proprio i fiorentini I Refuse It, capaci di inserire le tastiere in modo egregio nel loro Hardcore frenetico (ed ascoltando “Chocu Umeret” potrete forse immaginarvi che pogo potessero scatenare sotto il palco (anche se a dire il vero quel giorno un palco non c’era, ma nessuno se ne rese conto)
Potrei dire che anche i fiorentini Juggernaut avrebbero meritato maggiori successi, così come i Putrid Fever, una delle mie bands preferite del tempo con il loro accaci molto americano che avrebbe fatto invidia a molte formazioni blasonate di oltreoceano.
Potrei aggiungere che in mezzo a questo oceano hardcore suonarono anche gli Useless Boys, formazione garage psichedelica Pisana della quale anni dopo, quando ebbi modo di conoscerlo a San Francisco, Jello Biafra mi chiese subito informazioni spiegandomi che gli piacevano tantissimo.
Potrei aggiungere che i Cheetah Chrome Motherfuckers quella sera fecero uno degli show più travolgenti della loro straordinaria storia, anche a detta dei membri del gruppo. Un concerto che lasciò tutti senza fiato, come si può capire riascoltandolo in questi CD. Francamente non ricordo se furono gli ultimi a suonare. Certamente se qualcuno suonò dopo di loro, si trovò di fronte un pubblico stremato da un gig come questo.
Potrei aggiungere che suonarono benissimo anche i Wardogs, la band lucchese della quale il buon Syd (cantante dei CCM) diceva che “iniziavano dove finivano i CCM” da tanto erano potenti, soprattutto on stage.
Potrei anche raccontarvi di come anche stavolta il buon Ovi Sportelli abbia fatto un lavoro egregio rimasterizzando benissimo le registrazioni di quella giornata, e di come i ragazzi di Area Pirata abbiano realizzato un doppio CD dalla grafica eccelsa.
Insomma, ormai lo avete capito, a proposito del Last White Christmas potrei raccontarvi un sacco di cose, ma quello che conta davvero è che consiglio a tutti di avere questo doppio cd nella propria collezione, in primis perché riporta alla luce un pezzo di storia che per troppo tempo è rimasto in mano dei soli collezionisti, e poi perché ricorda un concerto indimenticabile, di cui non a caso si parla ancora dopo quasi 40 anni.

**** ENGLISH VERSION (AS PROMISED) ****

There are many things I could tell about Last White Christmas, a concert that took place in Pisa on December 4, 1983 and that represents one of the milestones in the history of Italian hardcore music.
I could tell you that that day marked a turning point in my life as a teenager, who a few months before had also taken part in the Certaldo Oi! Gathering, and that since that day nothing has been the same for me.
I could tell you that that day I left a piece of my heart in the abbey of San Zeno, the deconsecrated church of Pisa where the concert was held.
Or I could tell you that that same day in that same church I left a piece of tongue in the pogo, because of a jump of my brother in arm (and cover man of this reprint) Stefano Cantini, when a Raw Power song started.
On the other hand, I could tell you that on that day Vinicio's Pisa was playing against Mazzone's Ascoli, that at that time politics on the stands was very important, and that rightwing supporters came from Ascoli, but nevertheless I went to San Zeno instead of on the stands (Pisa lost one to zero, by the way).
I could tell you that the concert was attended by 11 Tuscan bands and one from Emilia, Raw Power, who were very close to Tuscany, and that afternoon they did an unforgettable show and literally rocked.
I could tell you that unfortunately only Raw Power are not present in this double CD that records the live shows of that day, because it seems that their current record label didn't agree to the release.
I could say that Antonio Cecchi (at the time bassist and then guitarist of CCM) took the tapes of that concert to the USA shortly afterwards, and that Chris Chacon of Bad Compilation/Borderless Countries Tapes (BCT for friends) fell in love with them, published them, also falling in love with Italy, and contributed to make the world know the hardcore made in Italy.
I could tell you that Chris himself wrote the liner notes of this reissue, which I suggest you to read carefully to understand the enthusiasm that this collection generated (and still generates).
I could say that the Brontosauri and their "Capsius Cabanis (Berlino Fuck Off)", even if a bit primitive still nails.
I could tell you that the A'ufschlag played, which I knew until that night as Ossessione, that I liked a lot especially for their "Wojtila Fuck Off" that we could have sung on the stands at the stadium.
I could remind everybody how Juggernaut were one of the best bands of the Gran Ducato Hardcore, better known as GDHC, the newborn Tuscan movement that would have marked the following HC history of the Belpaese.
I could tell you that also Grosseto was present on the GDHC map with Stato Di Polizia, a very active band, and that the Leghorn-based Traumatic proposed a great version of their classic "No Way To Be".
I could add that that night also played Dements from Viareggio, a combo of ephemeral duration that frankly in these years I had forgotten, which today pleasantly surprises me with its New York style No Wave.
I could say that the GDHC represented a practically unique experience in Italy, and that already that day in San Zeno the sound quality was definitely good, as it was in the years following the concerts at the Victor Charlie in Pisa, where one tried to do things in a professional way, without making the drummers use "the Dixan drums" (cit. Stefano Bettini, I Refuse It) as they did elsewhere.
I could tell you how far ahead were the Florentines I Refuse It, able to insert the keyboards in a very good way in their frantic Hardcore (and listening to "Chocu Umeret" you can maybe imagine that pogo could unleash under the stage (even if to tell the truth there was no stage that day, but nobody realized it).
I could say that also Juggernaut from Florence would have deserved more success, as well as Putrid Fever, one of my favorite bands of the time with their very American HC that would have made envy to many overseas bands.
I could add that in the middle of this hardcore ocean also played the Useless Boys, psychedelic Pisan garage band of which years later, when I met him in San Francisco, Jello Biafra immediately asked me for information, because he told me he liked them very much.
I might add that the Cheetah Chrome Motherfuckers that night made one of the most overwhelming shows of their extraordinary history, even according to the members of the group. A concert that left everyone breathless, as you can understand from listening to it on these CDs. Frankly, I can't remember if they were the last to play. Certainly if someone played after them, they found themselves in front of an audience exhausted by a gig like this.
I might add that Wardogs, the band from Lucca that Syd (CCM’s singer) said they "started where the CCM ended" played very well, and they were powerful, especially on stage.
I could also tell you how also this time the good Ovi Sportelli did a great job remastering very well the recordings of that day, and how the guys of Area Pirata made a double CD with excellent graphics.
In short, by now you have understood it, I could tell you a lot of things about Last White Christmas, but what really matters is that I suggest everyone to have this double CD in their collection. First of all because it brings to light a piece of history that for too long has remained in the sole hands of collectors, and then because it reminds an unforgettable concert, which not surprisingly is still talked about after almost 40 years.

(Riki Signorini)

I brani

1.       Brontosauri - Capsius Cabanis 00:39
2.       Brontosauri - Brontosauri 00:42
3.       Brontosauri - Opposition 00:57
4.       Juggernaut - Convact 01:31
5.       Juggernaut - Tomorrow 01:19
6.       Juggernaut - X002 01:46
7.       Juggernaut - Inquisitor 01:52
8.       Juggernaut - X003 01:17
9.       Stato Di Polizia - Odio 00:48
10.    Stato Di Polizia - Mente Sconvolta 01:43
11.    Stato Di Polizia - Uccidi Tuo Fratello 02:09
12.    Putrid Fever - Draw Of Fear 01:43
13.    Putrid Fever - Motorhead 01:20
14.    Putrid Fever - Anger 01:19
15.    Putrid Fever - Reality 01:24
16.    Putrid Fever - Song From War 01:07
17.    Putrid Fever - Naked Real Gun 02:08
18.    Putrid Fever - Rats 01:16
19.    Dements - I Am Not 02:03
20.    Dements - Points Of View 01:43
21.    Useless Boys - I Don't Need Your Love 03:09
22.    Useless Boys - Weekend Trip 02:11
23.    Useless Boys - I Need You So 02:56
24.    Useless Boys - I Can't Judge A Book By The Cover 01:55
25.    Useless Boys - Barracuda 02:30
26.    Wardogs - The State Of Things 02:21
27.    Wardogs - Fried Brains 01:23
28.    Wardogs - Snakes 01:58
29.    Wardogs - Wardogs 03:03
30.    Wardogs - I Hate The Families 00:59
31.    Wardogs - Red Hot Phones 00:28
32.    Wardogs - Mg 00:29
33.    A'ufschlag - Grazie Patria 01:22
34.    A'ufschlag - Vittime 00:45
35.    A'ufschlag - Nessuno 00:59
36.    A'ufschlag - Woityla Vattene 00:50
37.    A'ufschlag - Siamo Stanchi 01:26
38.    A'ufschlag - In Carcere 01:46
39.    A'ufschlag - Ribellati 01:47
40.    A'ufschlag - A Fuoco 00:56
41.    CCM - Commandos 02:32
42.    CCM - We Are The Juvenile Delinquency 01:22
43.    CCM - (Right To Be) Italian 01:03
44.    CCM - Envy 01:08
45.    CCM - Barbed Wire World 01:12
46.    CCM - Terminal Fun 01:58
47.    CCM - Work (Means Death) 01:17
48.    CCM - Bendix Power Secret Hate 01:58
49.    CCM - Alkool 00:57
50.    CCM - Foe Or Friend 01:35
51.    CCM - Camp Derby Blues 01:13
52.    CCM - Everyday Is A Regan Day 01:01
53.    CCM - Mad Race 02:49
54.    CCM - Best Party Ever / No Bore 01:58
55.    CCM - Need A Crime / Ultracore 01:27
56.    CCM - Mercenaries 01:50
57.    CCM - Tellyson 01:00
58.    CCM - Life Of Punishement 01:43
59.    I Refuse It - Noi Vi Odiamo 02:15
60.    I Refuse It - Nuove Dal Fronte 02:30
61.    I Refuse It - Contagio 02:20
62.    I Refuse It - Mira Il Tuo Popolo 01:14
63.    I Refuse It - Agguato 02:09
64.    I Refuse It - Chocu Umeret 02:08
65.    I Refuse It - Fall Down 01:46
66.    I Refuse It - Frecce Avvelenate Sul Comitato Disastri 01:40
67.    Traumatic - Last Kids From Nowhere 01:54
68.    Traumatic - No Mans Land 02:15
69.    Traumatic - No Police No Army 01:37
70.    Traumatic - No Way To Be 01:37
71.    Traumatic - I Don't Mind 01:59

I contatti

https://areapiratarec.bandcamp.com/album/the-last-white-x-mas

INTERVISTA A STEFANO BETTINI E GABRIELE BRAMANTE PER L’USCITA DI "CRONACHE DEL VIDEOTOPO” DEGLI I REFUSE IT!

È di questi giorni la notizia che, al termine di un percorso durato oltre un anno, finalmente Spittle Records ha fatto uscire il doppio LP retrospettivo “Cronache del Videotopo” che raccoglie pressoché tutta la discografia degli I Refuse It!, senza dubbio una delle più importanti e innovative band del movimento punk hardcore italiano (anche se definire hardcore gli I Refuse It! è qualcosa di quantomeno riduttivo).
Visto che essere anziani porta anche delle piacevoli conseguenze, io ho avuto l’onore di vedere gli IRI dal vivo, e di conoscere il loro frontman, l’eclettico e iperattivo Stefano Bettini, oggi noto come “Il Generale”, che oggi intervisto assieme a Gabriele Bramante, tra le altre cose fondatore di Wide Records, che ha curato la raccolta.

D: Stefano, dì la verità: come diavolo vi venne in mente, in un periodo in cui l’hardcore Italiano nasceva perlopiù su binari iperveloci e politicizzati, di tirar su una band che suonava come gli IRI? E a proposito, come suonavano gli IRI?

Stefano: Ah, mi stai chiedendo perché eravamo così diversi dagli altri gruppi hardcore, e forse addirittura diversi dall'HC? Beh, a parte che c'era una scelta precisa di non essere banali (non per dire che l'HC era banale - essenziale si però, … - ma che era banale farlo nel modo in cui più o meno lo facevano tutti …), ma, al di là di questo, il punto è che eravamo tutti con qualche anno in più rispetto alla maggioranza dei membri dei gruppi italiani (e anche stranieri se è per questo) …
Se tieni presente che era l'82, anche solo 3 o 4 anni facevano una notevole differenza (ad esempio una cosa è se nel '77 avevi 16/17 anni, un'altra se ne avevi 12/13 …) … oltre che di esperienze anche di gusti …
Io arrivai nel gruppo da ultimo, ma Sandro, Pino e Walter suonavano insieme già da un paio di anni o giù di lì … e oltre che dal punk (a dire il vero più quello di Germs o Dead Kennedys che l'hardcore) erano ispirati da tutta la new wave più radicale: Pop Group, Pere Ubu, PIL, Chrome, Fall, … tanto per fare alcuni nomi.
Anche dopo l'arrivo di Lapo e il mio, i riferimenti restavano più gruppi come Flipper o Meat Puppets
Mi ricordo che alle prove venivano scartati tutti i i giri e tutte le melodie che venivano bollate come “autoindulgenti”, mentre veniva più volte sottolineato come il risultato finale di un pezzo dovesse essere “teso e nervoso” …
A pensarci: “Chocu Umeret” fu una mia proposta, e rischiò di essere bocciato per via delle ragioni suddette, anche se poi diventò uno dei cavalli di battaglia …

D: Tutto questo avveniva nella vostra sala prove in Borgo Pinti, un punto di ritrovo per la scena del GDHC, con una intensa attività politica e di controinformazione. Ce ne puoi parlare?

Il punto è che si provava anche 4/5 volte la settimana e se una sera passavi e mancava qualcuno nascevano session con i presenti e miriadi di formazioni inedite. Alcune di queste anche se hanno suonato insieme solo 1 o due volte alle prove si sono pure date un nome... come i Mayonese Boys o i mitici Brood con Walter alla batteria che aveva messo il nome alla band ispirato da Cronenberg e, alla voce, a volte Syd dei CCM, a volte Picchio della Stazione Suicida, a volte nessuno … Di loro resta la registrazione di una strepitosa serata live al Discipline
Fai conto che oltre a noi cinque nella cantina di Borgo Pinti transitavano decine di individui/e, la maggior parte dei quali non vedeva l'ora di suonare qualcosa e la maggior parte dei quali, secondo i canoni, rientrava nelle categorie “strano” e “molto strano”. Ti poteva capitare di trovarti in una session tipo Slits del gruppo tutto femminile con Antonella alla batteria, o in una session delirante dei Rich Fish in Hand con Ninnì al sax e Bibo (che ci ha lasciati nel '92) che sproloquiava “avvenire atrofizzato … cosa c'era scritto sui rotocalchi?”
In questo panorama patafisico ancor prima che anarchico gli IRI erano la faccia strutturata …
La struttura consisteva in serate in cantina sul pezzo: musica tesa, nervosa e non autoindulgente.
Le cose cambiarono un po' dopo la famosa storia del muro (non mi va di riraccontarla qui, leggetevi “Lumi di punk” …) quando la presenza in cantina si espanse … e la cantina stessa divenne punto di riferimento non solo degli IRI e dei loro amici ma di tutti (o, almeno, parecchi) punk e punx di Firenze e dintorni (e anche di Pisa, Lucca, Poggibonsi, Livorno, ecc...)… Il tutto naturalmente sotto l'egida GDHC. Da lì partì anche la Belfagor, la fanzine Nuove dal Fronte, ecc ecc

D: Quanti concerti avete fatto?

Nonostante le innumerevoli prove e le serate aperte in cantina (pressoché sempre!) concerti propriamente detti se ne sono fatti relativamente pochi. A braccio non si arriva a 40 … forse a malapena a 30 …
Un po' per la solita attitudine di cui sopra (lì no perché sono degli stronzi, lì no perché fanno pagare troppo il biglietto, lì no perché sono di questo o di quello, alle feste de l'Unità ovviamente no)…
Le possibilità erano limitate anche perché poi s'era di quelli che alla parte tecnica ci tenevano … per cui leva da una parte tutti i locali fichetti, tutti i posti troppo del “sistema”, tutti quelli troppo new wave fiorentina da bere … e togli dall'altra tutti quei covi di punk tipo Tuwat (dove l'unica volta che s'è suonato ci hanno fatto trovare una batteria fatta con i fustini di Dash … per non dire delle amplificazioni ridicole …) privi di cose fondamentali per un concerto …
Le situazioni che restavano erano poche… e non è che s'aveva la puzza sotto il naso, ma le idee chiare si: “o come si dice noi o nada”...
Da un certo punto in poi ci fu il Victor Charlie … posto punk sì, ma dove la musica si sentiva di molto bene… 
Ma prima …. s'è suonato al Discipline, che in precedenza era stato il Banana Moon … e rimaneva un posto parecchio underground … s'è suonato il mitico “Last White Xmas” nella chiesa sconsacrata di San Zeno a Pisa … e poi di qua e di là … 
A Bologna un paio di volte organizzato dai Raf Punk (una volta senza tastiere per motivi tecnici con Lapo che sclerava …), persino all'Università di Roma ….
La seconda formazione ha fatto un tour inglese che dire sgangherato è poco… si ruppe il pulmino (a dirla così sembra una cosa che accade, in realtà si trattò di un'epopea fatta di spingere all'alba sotto la pioggia in una non ben precisata località del Galles questo pulmino arcaico che sembrava tirato fuori da un film del free cinema inglese con Vipera che chiedeva un pound per la birra e gli inglesi che sentenziavano che l'artista doveva arrivare sul luogo dell'esibizione a costo della propria vita senza un minimo di coscienza della realtà … risultato finale: scortati dalla polizia fino a prendere un carro attrezzi che ci riportasse a  Londra) … però penso che chi ha partecipato a quei pochi concerti rimase colpito … e anche positivamente ...

D: due band che per me erano molto legate agli IRI erano CCM e Putrid Fever. Quale delle due porteresti con te sulla fatidica isola deserta? E quale dei vostri dischi?

No dai, queste dinamiche “scegline uno anziché un altro” non mi garbano! A me piacerebbe casomai portare sull'isola il clima generale che c'era nel GDHC … ma sai bene che sono quelle cose che accadono segnano un periodo e non si ripetono.

D: i vostri dischi sono stati ristampati, agli inizi, da due etichette in qualche modo famose nella scena underground del tempo: Children Of The Revolution e Bad Compilation Tapes. Quale delle due ricordi meglio?

BCT la ricordo meglio per il semplice fatto che Chris, il “boss” della label, ha ospitato me e Giovanna vari giorni a casa sua a San Diego, e al ritorno dal Messico mi ha dato la medicina che mi ha fatto guarire dalla Montezuma Revenge dopo giorni che continuavo a digiunare, defecare e vomitare senza sosta … e con una specie di galla enorme in pieno petto dovuta a una super ustione solare … credo che Chris lo ricordi ancora!

D: Poi, improvviso, ci fu il passaggio al Ragga de Il Generale; perché?

Mica tanto all'improvviso… Lapo e Walter si staccarono dagli I Refuse it per suonare musica etnica e reggae … il disco che Ludus ha fatto per la Wide, “Village Criers”, si chiama come il gruppo che tirarono su con dei musicisti africani che stavano a Firenze, fra cui Smail Aissa Kouider, che in Algeria era una star del rai (Walter andò a suonare con lui ad Algeri e racconta di migliaia di persone), e con il quale nel '90 si suonava insieme dal vivo (il Generale e lui con quella che poi sarebbe stata la Ludus Dub Band ma che ancora si chiamava appunto Village Criers) …
Io cominciai a suonare alle prime dancehall artigianali nel 1985 ...era una “attività” parallela che poi prese il sopravvento dal punto di vista musicale quando gli IRI si sciolsero in maniera brutale e definitiva (ci sono vari pezzi inediti che avrebbero dovuto far parte di un nuovo disco, ma solo quello che c'è nel disco, “TeleUrna 9000”, è quasi ascoltabile, sebbene moooolto low fi!)

D: Tu ormai da anni ti muovi nel mondo Ragga; cosa conosci del mondo HC Punk? Hai ancora contatti?

Contatti recenti no, con quelli della vecchia scena si.
Legami indissolubili direi. 
E poi ho collaborato con Tax come Generale, ho recentemente pubblicato un libro (“Grande realtà immaginaria. Storie segrete dal multiverso dei comic”) per l'Agenzia X di Philopat, libro che ho presentato a volte insieme al Cecchi che presentava il suo “No More Pain” (qua la recensione).
Se vado a Torino vado di solito a dormire dal Bernelli (Silvio, ex di Declino e Indigesti, NdRiki), e ogni tanto scambio qualche messaggio facebook con Helena o altri della vecchia scena …
Per quanto ognuno abbia preso una sua strada c'è qualcosa che continua a unire chi ha fatto parte di quella scena … …

D: E della scena Ragga – Hip Hop - Rap cosa pensi? Io ad esempio amo gli Assalti Frontali, e li trovo la risposta rap al punk dei nostri tempi.

No, dai che palle! Sono anni che mi chiedono questa cosa. Sono arrivato alla conclusione che i generi in genere sono una stronzata. Il genere va bene quando c'è un movimento dietro (sia esso il flower power o il punk), ma ora c'è solo inquadramento senza movimento e il genere corrisponde a un
ghetto, più o meno …
Per questo di recente mi garbano sempre meno anche quelli che seguono il reggae e credono che sia la musica di chi si fa le canne ed è per questo alternativo …
L'underground purtroppo è finito, I movimenti pure … ma mi piacerebbe tanto che saltasse fuori qualcosa che mi smentisse ...

D: adesso un paio di domande per Gabriele. Visto che anche tu sei abbastanza vecchio da poter dire “io c’ero”, cosa ricordi di IRI?

Mi colpì l'originalità.
Il loro era hardcore punk evoluto, non mancavano riferimenti no wave e jazz, ma erano fondamentalmente originali e piuttosto fedeli allo spirito del tempo e del luogo da cui vennero fuori.
C'era quel male di vivere tipico della provincia, quell'angst di chi non vive nel conflitto metropolitano ma nondimeno sente il disagio dell'epoca. C'erano anche molta ironia e della sperimentazione linguistica nei testi, secondo me di gran spessore, di Stefano Bettini. 
Gli arrangiamenti erano eclettici e bizzarri, ma arrivano diretti. Dal vivo li vidi due o tre volte, mi piacquero sempre, pensavo fossero notevoli e, al tempo stesso, inafferrabili.
Per anni ascoltai la cassetta “Permanent Scar” a metà con i leggendari CCM.
Essendo arrivato all'hardcore dopo aver ascoltato e assorbito molte altre cose, gli I Refuse It!, mi davano l'impressione di essere tra i più completi esempi di come l'attitudine punk potesse sposarsi con un discorso artistico indipendente, non allineato.
Mi ricordavano sia l'articolata claustrofobia di Pere Ubu e Pop Group, sia la meravigliosa stagione della SST di Meat Puppets e Minutemen: ritrovavo quindi l'elemento art con l'urgenza hardcore.
Credo che riascoltati oggi questi brani non abbiano perso molta della linfa dell'epoca e questa è, al di là di tutto, prerogativa delle cose di qualità.

D: Gabriele, tu hai partecipato alla realizzazione di entrambe le raccolte dedicate agli IRI, questa e la “cronache del videotopo” curata nel 2005 dalla Wide Records e da me recensita qua. Perché
questo amore per la band fiorentina?

Oltre a piacermi molto per i motivi appena detti, sono legato ad alcuni membri della band da lunghi rapporti di amicizia e lavoro.
Nel 1988 con Sandro Favilli (bassista di I Refuse It!) fondai la Wide Records, che esordì producendo “Mind The Gap” e proseguì con i primi dischi de Il Generale (Stefano Bettini, voce di I Refuse It!). Aggiungiamo poi che all'epoca suonavo la batteria e partecipai ad alcune session in cantina con alcuni di loro.

D: Gabriele, cosa pensi delle due raccolte?

Entrambe le raccolte sono state da me curate e fortemente volute così come le potete vedere e ascoltare.
La versione in CD (uscita per Wide Records nel 2005) rispecchiava il medium leader dell'epoca e fu scelta deliberata azzerare molto del pregresso bagaglio grafico per creare una compilation quasi omni-comprensiva per la prima volta in CD recuperando, in una nuova veste, il gap dei dischi fuori catalogo da molti anni.
La nuova versione in doppio LP vuole riportare tutto a casa, ovvero creare l'opera omnia divisa in quattro capitoli, ognuno dei quali rappresentante i dischi originali, assemblata secondo un rigore filologico e arricchita da interessanti materiali extra. In questa versione tutte le grafiche originali sono state riprodotte, tutte le versioni dei brani mai pubblicati sono state riproposte in ordine cronologico. Ho trovato belle foto inedite che sono state assemblate nell'ottica di aggiungere con rispetto. È stato un lavoro piuttosto impegnativo che mi ha visto impegnato per quasi un anno, con molte difficoltà pratiche e limiti di budget. Mi pare che il risultato finale sia abbastanza vicino a quanto avevo sperato all'inizio del lavoro.

D: Stefano, torniamo a te. Oltre che di musica, tu sei famoso per un amore viscerale per i telefilm anni 70 (se non sbaglio) e per i fumetti. Hai anche scritto un libro di recente. Ce ne vuoi parlare?

Mmmh no ora no … Comunque il libro si chiama “Grande realtà immaginaria: storie segrete dal multiverso dei comic” … se siete curiosi dategli un occhio

D: Finiamo con una “domandona”. Se tu potessi tornare al 1982, cosa non rifaresti? E cosa rifaresti assolutamente nello stesso modo?

Se potessi andare indietro nel tempo preferirei andare in tempi in cui non sono mai stato …


Onestamente, come darti torto? Beh, Stefano e Gabriele, grazie della disponibilità e a presto!!!!

(Riki Signorini)