RECENSIONE STRANGOLATORI DEL GANGE “STRANGOLATORI DEL GANGE” (CD, 2023, AUTOPRODUZIONE, 3/5)

Gli Strangolatori del Gange hanno scelto un monicker che è fighissimo, vengono dal Piemonte (e si sente) e sono al debutto discografico ma sfornano subito un album molto maturo.

“Finché la barca va / lasciala affondare” è il refrain della opening track, “Naufragio”, che subito li introduce come band capace di suonare bene, e capace di fare convivere Arturo, Frammenti e iFasti nelle stesse tracce.

E tutto il CD prosegue sulla stessa falsariga, regalandoci spesso anche citazioni di Belli-Cosi (provare “Calaferte” per credere).

Definirlo hardcore è estremamente limitativo, perché molte sono le influenze diverse, soprattutto quelle Noise (Hammerhead), e perché non renderebbe il dovuto. Diciamo almeno hardcore per palati fini, a volte diretto a volte un po’ strampalato, con 9 brani molto elaborati e complessi, talvolta anche piuttosto lunghi, come nel caso di “Dope Darling”, che dura oltre 5 minuti ed è l'unico pezzo in inglese, almeno nella prima parte.

Per me l’unico brano non all’altezza è il conclusivo “Desolazioni”, troppo lungo e troppo indie per i miei gusti.

Per il resto, pollici in alto!


(Riki Signorini)

I brani

1.   Naufragio

2.   Cintura Ovest

3.   Calaferte

4.   Bess

5.   Dope Darling

6.   Francesca

7.   Vita

8.   Gabbie

9.   Desolazioni

I contatti

Strangolatori del Gange | Strangolatori del Gange (bandcamp.com)