martedì 22 dicembre 2009

RECENSIONE PUNK VIRUS (“FIUMI DI RABBIA”- AUTOPRODUZIONE 2009)

Suonare punk rock, specialmente di protesta, non è mai stato semplice al Sud, e non penso che lo sia neppure a Catanzaro.Eppure è proprio da quella provincia che provengono questi quattro cumpa’, che suonano street punk ed Oi! Ribelle, esattamente a metà strada tra Nabat ed Erode, e in "Catanzaro" definiscono “la nostra città che per noi non ha mai avuto pietà”. Bel disco con cori da stadio che si affacciano qua e la, una voce bella incazzata (anche se il sigmatismo -difetto di pronuncia della s- del cantante mi fa un po’ sorridere), e testi nichilisti alla vecchia maniera, forse scontati e risentiti, che danno però un brivido old school che non mi dispiace affatto. Il CD, dedicato ai reietti del sistema, è autoprodotto, ma aiutato nella distribuzione dal Nucleo Pisano HC (Pisa), da Feccia Autoproduzioni (Palermo) e supportato da altre etichette DIY del circuito italiano. Segnalo titoli simbolici come “Costretti a sanguinare”, “Fiumi di Rabbia” (scorrono nelle vene) e “Vomito” (vomito sulle leggi e sull’oppressione / vomito su questa cazzo di costituzione), e che qualcosa da ridire la avrei sulla qualità del suono, non eccelsa.

Brani
1. Sopravvissuto
2. Costretti A Sanguinare
3. Catanzaro
4. Rifiuto
5. Fiumi Di Rabbia
6. Volti Infastiditi
7. Dall'Alto Al Basso
8. Vomito

Contatti
www.myspace.com/punkvirus3
www.myspace.com/nucleopisanohc
www.myspace.com/fecciatricolore

sabato 12 dicembre 2009

RECENSIONE LATTE+ "NON E’ FINITA" (Controtempo/2009)

Gli Empolesi tornano alla carica con un altro bel dischetto, allegro e scanzonato, forse un pelino più introspettivo e malinconico del solito. Un disco ispirato da e dedicato a Diego Armando Maradona, il più grande campione calcistico di sempre (e io lo condivido…), con una canzone cantata prima in Italiano (“Diego”) e poi in Spagnolo (“El Diego”), della quale esiste anche una hidden version declamata da quello che mi immagino essere un vecchio porteño, mi immagino). Come sempre abili a fagocitare ed inglobare umori della strada e cori e canti da stadio e/o manifestazione, i Latte+ riescono a catturare subito l’attenzione. Divertente la bongo-acustica “Vorrei un SUV”, dedicata al SUV “Italian style”, memorabile “Lo stato nello stato”, pieno di emozioni e power chords, e mitica “Non è finita”, che mi sono sparato a diecimila decibel e ritrovandomi a saltellare come un pazzo memore dei vecchi tempi del pogo selvaggio e scatenato. Rovina!!!!!!

I brani

  1. Non è finita

  2. Regresso

  3. Fino alla fine

  4. Lo stato nello stato

  5. Diego

  6. Qualcuno non sa

  7. Kane da caccia

  8. La bandiera

  9. Ultima sera d’estate

  10. Vorrei un SUV

  11. El Diego

  12. Quando la vita prende a schiaffi

Contatti

www.myspace.com/lattepiu

mercoledì 9 dicembre 2009

RECENSIONE DURACEL "LA FABBRICA DEI MOSTRI" (INDIEBOX MUSIC/HALIDON)

Canzoni per timidi nerds impacciati, con un solo paio di jeans strappati, chiodo e converse, oltre che una perenne dose di sfiga ed un debole per le ragazze griffate che non se li filano. Canzoni in cui molti si riconosceranno, apprezzando il consueto condimento di ironia e voglia di divertirsi. Prendete ad esempio “Non Mi Piace Ballare”, e ditemi quanti di voi non ci si rivedono….. Un altro bel colpo da parte dei Duracel (il gruppo punk rock dal nome più brutto di tutto il panorama italico), che dopo “Domani è come oggi” (clicca qua per leggere la recensione) tornano con 13 brani di Punk Rock adolescenziale, semplice e ben assemblato, che ti colpisce al primo ascolto. Le coordinate sono sempre quelle: dai Ramones e i Queers su fino agli Screeching Weasel. Carina e pop al mille per mille il manifesto “Canzone per la gente”, che si autodefinisce ironicamente come canzone scritta per piacere, e “Caramella” che ti si appiccica in testa come una caramella sull’asfalto bollente di Ferragosto. Il mio brano preferito è “Daria”, un’altra punk rock love song di quelle che piacciono a me, con la voce più cattiva del lotto, e “Novanta”, dedicata a quel decennio del millennio passato segnato da un certo flower pop punk caramelloso al quale i nostri si ispirano chiaramente. Sottotono invece “Vieni al mare con me”, e debole, o quantomeno meno frizzante, la conclusiva “Quasi identici”. Chiaramente nulla di nuovo sotto il sole, ma quando il materiale per quanto tradizionalissimo, è fatto così bene, io mi esalto, perché, è il caso di dirlo ancora una volta, tre accordi non significano per forza semplicità e banalità. Anzi… Un album di punk rock di ieri suonato da chi lo ama ancora oggi. 1, 2, 3, 4 go!


I brani
1. Di Nuovo Lunedi
2. Daria
3. Novanta
4. La Fabbrica dei Mostri
5. Canzone per la gente
6. Caramella
7. Timido
8. Non siamo più amici
9. Non mi piace ballare
10. Sfaticato
11. Vieni al mare con me
12. Largo Tempini
13. Quasi Identici

Contatti
www.myspace.com/duracelpunkrock

martedì 1 dicembre 2009

RECENSIONE HAULIN’ ASS “TOWARDS WHICH FUTURE” (Vacation House, 2009)

Un disco di HARDCORE (le maiuscole non sono messe per caso!), furioso e possente, senza se e senza ma, di quelli che da molto tempo non mi capitava di ascoltare. Bravi ragazzi. E qua potrebbe concludersi la recensione, perché quanto ho detto dovrebbe bastare a farvi correre a contattare Vacation House per accattare il disco in questione.


Se comunque vogliamo dire qualcosa in più, aggiungiamo per completezza di informazione che si tratta dell’esordio sulla lunga distanza per gli Haulin’ Ass, che si cimentano con un concept album che si snoda in tre capitoli (passato presente e futuro) e dodici canzoni, perlopiù in Inglese. Un disco fatto per chi è “nato per essere veloce”, contraddistinto da una batteria che ci dà che ci dà che ci dà, una voce urlata e un numero infinito di stacchi furiosi e stop’n’go che mi immagino generare mucchi giganteschi sotto il palco ai loro concerti (l’attacco di “Get me sick" è di quelli che ti riconciliano con la vita). Testi intelligenti, furia ritmica e grinta vocale, uniti ad un suono ricercato e inusuale, che guarda all’hardcore nu-school come al rock’n’roll, passando per metal e crossover: questi sono gli Haulin’Ass. E ora correte a contattare Vacation House, cosa state aspettando?????

I brani

01. Knots to the comb

02. Get me sick

03. Present from the past

04. Burning the core

05. Lei Regina

06. Pretty conspiracy

07. Rock'n'roll nightmare

08. Bornfreak

09. Liar10. Sleeping mostro

11. Vampire manifesto

12. Human after all

Contatti
www.myspace.com/haulinasshc
www.haulinass.it
vacationhouse@tin.it

lunedì 16 novembre 2009

Recensione DRINK TO ME/EDIBLE WOMAN “SPLIT EP” (SMARTZ RECORDS, 2009)

Smartz Records si conferma una volta di più una delle etichette più eclettiche ed imprevedibile del panorama discografico nostrano, che non a caso ci ha regalato chicche come Laghetto, Frontiera ed Isobel. Stavolta ci propone un sette pollici a tiratura limitata (500 copie, 100 delle quali in vinile bianco reperibili solo attraverso il mailorder di Smartz), diviso a metà tra i Drink To Me di Ivrea ed i Fanesi Edible Woman. Entrambi i gruppi sono presenti con un pezzo di circa cinque minuti, senza chitarre con sonorità in bilico fra sperimentazione, post-punk, melodie pop e rumore. Per i Piemontesi, kraut-rock pulsante con synth, drum machines e molta elettronica, difficilissimo da inquadrare. Anche gli ED sono eclettici ed elettronici, come e più dei DTM, ma forse un po’ meno sporchi e sicuramente più pop (nella più lata delle accezioni del termine….). Per loro un bassone incalzante ed un giro ossessivo e ipnotizzante che fa da tappeto sonoro ad un testo cantato in modo curioso, quasi new wave. Su un ipotetico ring sarebbero loro a vincere ai punti. A piccole dosi, leggi un brano ciascuno, i due gruppi mi piacciono molto. Sarei curioso di sapere se reggerei l’urto di un full length…


Tracklist
A. Drink To Me – The end of history (America)
B. Edible Woman - The beat goes on

Contatti
http://www.smartzrecords.org/

domenica 8 novembre 2009

Recensione Gerson "Il Miracolo" (Tube Records, 2005)

Di tanto in tanto mi diletto a ripescare dai miei polverosi archivi qualche recensione fatta a suo tempo per vecchie riviste e pubblicazioni, tanto per condividerle con voi.....
Iniziamo subito con i Gerson e con il loro secondo album (“Il Miracolo”, Tube Records. Undici tracce di punk rock grezzo e tarro, undici proiettili Punk'n' Roll irriverenti e frizzanti, cantati in Italiano (a parte “Quero Morir”, in Portoghese), tra i quali segnalo, perché superiore alla media, la Motorheadiana “Tua Madre è Preoccupata”.

I brani
01. Tua madre è preoccupata
02. Trappola per topi
03. Via
04. Il miracolo
05. Crocevia 666
06. Correvo per salvarmi
07. Quero morir
08. Numero
09. Overdose da tubo catodico
10. Il figlio del disastro
11. Il segno del tempo

Contatti

www.myspace.com/gersonrocks

www.gerson.it



giovedì 5 novembre 2009

RECENSIONE GREEN ARROWS “THE EARTH” (Vacation House, 2009)

Nuovo lavoro per I Bolzanesi Green Arrows giunti con “The Earth” al loro secondo lavoro dopo “The Sky” del 2002 (sempre su Vacation House) e soprattutto dopo molti cambi di formazione. Dieci pezzi di hardcore metal cupo e furioso dai toni apocalittici e diretto come un pugno in faccia. Il cantato in Italiano si alterna a quello in Inglese, così come momenti di relativa tranquillità sonora lasciano il campo in modo assolutamente repentino a staffilate di totale furia devastatrice. Inquadrarli in un genere musicale è difficile. Loro stessi, elencando le loro influenze, dicono “tutto e niente”, ed in definitiva concordo, anche se poi a predominare è sicuramente il brutale trash-death-core sulla scia di Soulfly, Biohazard & co, con testi incazzati e politicizzati, assolutamente senza compromessi, che si alternano ad altri più personali. Difficile parlarne male, ma anche difficile trovare un brano per il quale valga la pena precipitarsi fuori per comprare il CD. A me piace comunque “Hypocrite” per i suoi frequenti cambi di ritmo e di tono, e le contaminazioni etniche di “Kazkhstan”, il brano se vogliamo più crossover che risulta anche essere il mio preferito. Un CD che avrà comunque un grande riscontro tra chi ama i Sepultura ed i Pantera più di quanto non li ami io.


I brani
1. g@ v.2.0 - 5:00
2. Final X-plosion - 2:58
3. Slave of Today - 3:06
4. God's Mistake - 2:19
5. Hypocrite - 5:00
6. Kazkhstan - 4:13
7. Before my Last Breath - 4:35
8. Moloch - 5:01
9. Frustrati - 3:37
10. Commerciable - 3:06

giovedì 29 ottobre 2009

Recensione The Flowers "It's Hard To Say I Love You In Punk Rock" (Virtual Loser Records ed altri, 2009)

Secondo lavoro per i miei Baresi preferiti, dei quali mi ero già occupato l’anno scorso in occasione dell’uscita del loro mini-CD di esordio (“Put Your Brain In Its Fucking Place”). Anche stavolta pochi pezzi, ma buoni, anzi ottimi, per questi paladini del Flower punk nostrano (o dovrei chiamarlo bubblegum punk?). Quello che cambia è il supporto, un bel sette pollice in vinile, che fa’ tanto vintage, come vintage è l’eccellente grafica di copertina. Peccato soltanto che con tre piccole pesti, due delle quali di appena diciassette mesi, in giro per casa, non ho più un giradischi a portata di mano, per cui alla fine ho dovuto chiedere ai Flowers di mandarmi gli mp3….. Comunque, a parte le note di folklore domestico, consiglio caldamente a tutti di accaparrarsi con ogni mezzo questo disco frutto della cooperazione tra varie etichette nazionali ed internazionali, tra le quali cito Virtual Loser, Making Believe, Knowhere e Voodoo Doll. Solo quattro le tracce, due per lato, tutte piene di melodia e sentimento come nella migliore tradizione di questo particolare settore del punk rock. Difficile scegliere un brano, dal momento che sono tutti belli, ma la opening track, “Better Without You”, e la conclusiva “My Best friend”, forse sono un capellino sopra agli altri. Per il resto, punk rock come Dio comanda, che cita di volta in volta mostri sacri come Screeching Weasel, Queers, Lookouts e, decisamente, Mr T Experience, senza scimmiottare nessuno, ma, anzi emergendo dal confronto come qualcosa di molto originale (che sia la voce soave e quasi sussurrata?). Ebbbravi i miei Flowers! Promossi a pieni voti


Tracklist:
1. Better Without You
2. Where's The Love Gone?
3. Turn The Light On
4. My Best Friend

Contatti:
www.myspace.com/theflowerspunk

martedì 27 ottobre 2009

Recensione Camp Hours “Wise as a Tree” (Vacation House, 2009)

I Camp Hours sono un altro di quei gruppi a cui in questo periodo sta dedicando molta attenzione la Vacation House, etichetta del mio amico Rudy Medea (ex Indigesti) solitamente dedita a sonorità assai più hardcore punk. Nascono nel 2007 come progetto di Carlo Di Buono, autore dei testi e delle musiche, insieme al bassista Francesco Amendola ed al batterista Francesco Filardo. Di loro, il buon Rudy dice (tagliando ed incollando dal sito della sua etichetta): “Intrigantemente interessante il taglio del traguardo nel debut album dei The Camp Hours. Un super brillante e raffinato cristallino incrocio tra Indie rock di matrice americana (Radiohead, Pixies, Pavement), british alternative pop (The Smiths, Verve, Blur ecc.) e influenze Sixties (Pink Floyd e Beatles). Un delizioso full lenght album che si snoda elegantemente su 10 tracce di accattivante e avvolgente melodia e che in quanto a sincerità e passione risulta impeccabile”. La mia versione dei fatti è, però, completamente diversa. Per me è un disco inutile, il peggiore che mi sia mai capitato di recensire, che poco o nulla ha da spartire con le sonorità che mi piacciono. Per me questo è prog rock e come tale, pur se ben suonato, inutile e pretenzioso, proprio il genere di musica elefantiaco e innamorato di se stesso contestato dai primi punk rockers negli anni 70. Sorry Rudy, sai che ti voglio bene e stimo la tua etichetta, ma questo è un passo falso.

I brani

1. A Liquid Sky
2. The Road To London
3. Wise As A Tree
4. Pills For Ordinary Secrets
5. Sunday Meet
6. Someway
7. The Worth
8. Falling Down
9. You’re Singing For Me
10. Ice Bold

Contatti
www.myspace.com/thecamphours
vacationhouse@tin.it

venerdì 23 ottobre 2009

Recensione Presa Diretta “Mediocratia” (Autoproduzione, 2009)


Leggo sul loro Myspace che sono di Rimini, e che si sono formati nell’estate 2000 fuoriuscendo dai Marsh Mallows, band con cui hanno in corso una diatriba sulla paternità di alcuni brani portati al successo dalla loro vecchia formazione. Il riff iniziale di “Calcolato” fa molto “old school” e lascia sperare per il meglio, poi però i Presa Diretta si perdono per strada, volendo spaziare un po’ in troppi generi, dallo ska core all’hardcore old school passando per i Punkreas (“Il Nostro Dio”) ed i Peter Punk con qualche riff metallico di troppo. Già il secondo brano, “Americanicità”, un po’ per il testo, un po’ per il sound, perde colpi. Per il resto, 14 pezzi di classico punk rock Italiano che avrebbe forse fatto figura a metà anni ’90, ma che oggi suona un po’ troppo scontato con i suoi testi di accusa sociale un po’ infantili (valga di esempio quello di “Cospirazione Mondana”). Mi piace molto “Dimensione Complessa” per l’uso che vi si fa della doppia voce, mentre boccio senza rimedio lo ska-core di “Mercato Mediatico”. I fiati si sposano invece bene ad “Havana Anni 50, uno dei brani che preferisco dedicato alla Revolucion, più hardcore melodico che ska-core, una strada che consiglierei comunque ai nostri di seguire con maggiore assiduità.  Tra i brani interessanti cito anche l’hardcore-swing di “Necessità Economica”, con un sapiente uso della tromba che lo rende decisamente diverso dal resto dei 14 pezzi, mentre “Trentalance vs Milingo” avrebbero dovuto ridsparmiarcelo, dato che ha velleità comiche ma fa ridere meno del Bagaglino….. Punti in più per l’appello anti-televisione, citazione da “Quinto Potere”.


Contatti