RECENSIONE SKASSAPUNKA “REVOLUTIONARY ROOTS” (CD, 2020, DMB RECORDS, 4/5)


Riemergono dalle nebbiose lande di Lainate gli Skassapunka, ormai dal 2008 assidui frequentatori di Centri Sociali e palchi sparsi in tutta Europa, e lo fanno con un nuovo album, “Revolutionary Roots”, che piace parecchio.
Tra i Talco ed i Punkreas, la Banda Bassotti e l’Irish Pub Rock, la musica Balcanica ed il Funk, passando per l'hardcore ed ovviamente anche per lo Ska, questi Milanesi fanno politica divertendosi e divertendoci, con brani pieni di vita e di gioia di suonare.
Da segnalare le partecipazioni di Shandon e Maleducazione Alcolica, oltre alla prima collaborazione estera, con i No Konforme da Vallekas, per un disco veloce e ballabile cantato in Italiano, Spagnolo ed Inglese.
I pezzi che preferisco sono la opening Track, "Cambiare Rotta", che presenta subito un buon Ska-Punk ritmato con parti offbeat, e "Nel Vuoto”, un pezzo nel quale il combo Milanese aumenta ulteriormente il ritmo.
Ma ancora più apprezzo "Scrivo Solo" e "Somos Rebeldes", che aprono anche a suoni balcanici. Chiude le danze alla grande "Polvere e Cemento", un pezzo molto vivace che colpisce nel segno, per “figli della stessa rabbia”.
Infine ricordo che gli Skassapunka hanno dato vita alla campagna #rudesagainstcovid: per ogni "Revolutionary Roots" acquistato una parte verrà devoluta agli ospedali di Rho (MI) e Garbagnate (MI), che hanno bisogno di tutto il supporto possibile.


(Riki Signorini)


I brani

02 – Here We Now Begin
03 – Nel Vuoto
04 – Liberati
07 – Che fare?
08 – Scrivo Solo
09 – Non Fa Per Me


I contatti


DRITTI CONTRO UN MURO ED ALTRI RACCONTI


Chi mi conosce sa quanto mi è piaciuto il libro “Dritti Contro Un Muro, (e non solo perché sono uno degli intervistati… ;-).
Per questo mi fa molto piacere pubblicare questo messaggio dell’autore, Giorgio Senesi.

Ciao a tutti

Ancora disponibili le ultime 100 copie di

DRITTI CONTRO UN MURO
L’hardcore punk italiano degli anni ‘80 raccontato da 140 protagonisti
a cura di Giorgio S. Senesi
Prefazione di Stiv “Rottame” Valli
L’origine. Le città e i centri nevralgici. Le band. La politica, l’autogestione, i posti occupati. L’autoproduzione e le etichette indipendenti. Le fanzine. I raduni, le contestazioni, i concerti. Le forze dell’ordine e i tamarri. La violenza, le droghe, gli eccessi nichilisti. Il rapporto conflittuale tra punk e stampa. L’apice: dall’Europa all’America. Il declino: la fine delle grandi band italiane.
12 capitoli per 140 protagonisti della prima ondata hardcore punk italiana. 512 pagine dirette, velocissime, distorte, sudate. Oltre 100 band. Tantissime immagini inedite, fotografie, manifesti, volantini, copertine e articoli di giornali dell’epoca. 
Costo: 25 euro

In aggiunta ancora disponibili pochissime copie del libro TVOR e del film in DVD "Italian punk hardcore 1980-1989".

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BILINGUAL RECENSIONE – REVIEW SVETLANAS “DISCO SUCKS” (CD, 2020, DEMONS RUN AMOK RECORDS, 5/5)


Io ed il buon Heintz Zaccagnini avevamo programmato una chiacchierata in radio con Olga e C. proprio il giorno in cui ha avuto inizio questa maledetta quarantena, ed ovviamente l’intervista è saltata.
Approfitto allora di questa lunga segregazione domiciliare per recensire il nuovo lavoro della band soviet-milanese, il quinto se non sbaglio, che, lo dico subito, non delude affatto le aspettative.
Rabbioso Hardcore Punk, caratterizzato dalla voce indomita e fiera di Olga, sempre più a suo agio nel cantare in Inglese con accento (ed “erre arrotata”) sovietico, ed impreziosito dalla presenza di Nick Oliveri, uno che dopo aver suonato in Queens Of The Stone Age, Kyuss e Dwarves ormai da qualche anno presta Basso (e voce) anche al collettivo lombardo.
Dieci pezzi, tutti belli, anche se una menzione speciale voglio farla per “Pussification of Punk Rock” e “Jump”, che mi si sono piantate in testa prepotentemente sin dal primo ascolto.
A proposito di “Jump”, qua potete vedere il video, impreziosito dalla presenza di skaters che gravitano al Pinbowl Skatepark dove “la band più pericolosa al mondo” ha posto il proprio quartier generale e lo studio di registrazione nel qale è nato “Disco Sucks”.
Lunga vita agli Svetlanas!!!

ENGLISH VERSION

The good Heintz Zaccagnini and me had planned a radio chat with Olga and C. the very day this damn quarantine started, and obviously the interview was blown.
So I made the most of this long house segregation to review the new work of the soviet-milanese band, the fifth one if I'm not mistaken, which, I say it now, doesn't disappoint expectations at all.
Raging Hardcore Punk, characterized by Olga's fierce and wild voice, more and more at ease in singing in English with Soviet accent (and "rolled Rs").
All embellished by the presence of Nick Oliveri, one who after having played in Queens Of The Stone Age, Kyuss and Dwarves for some years now lends his bass (and voice) also to the Lombard collective.
Ten pieces, all beautiful, even if I want to make a special mention for "Pussification of Punk Rock" and "Jump", which have stuck in my head overwhelmingly since the first listening.
Speaking of "Jump", here you can see the video, enriched by the presence of skaters that hang out at the Pinbowl Skatepark where "the most dangerous band in the world" has set its headquarters and recording studio in where "Disco Sucks" was born.
Long live the Svetlanas!!!!

(Riki Signorini)

I brani

01 – Jump
02 – All I see is red
03 – Don´t do it
04 – Pussification of Punk Rock
05 – Spit on your mother´s face
06 – Karma soldier
07 – Pyromaniac
08 – Manywar
09 – Tear me down
10 – Never sleep again


I contatti


INTERVISTA AI LOS FASTIDIOS PARTE 2


Come promesso rieccoci qua a parlare con Elisa ed Enrico dei Los Fastidios, concludendo la lunga intervista iniziata qua.

1.            Negli ultimi anni ho letto che avete fatto una media di oltre 100 concerti all'anno in tutto il mondo, dall'Europa alle Americhe, ma con pochissimo spazio in Italia. Secondo voi perché?
In Italia a differenza di altri paesi europei, primo su tutti la Germania (sicuramente il meglio organizzato musicalmente e non solo), la nostra musica, quando dico nostra intendo la musica indipendente punk, ska & dintorni, negli ultimi anni non trova più sbocchi, nessuno ne parla, un esercito di musicisti fantasmi, che seppur abbiano riscontri esteri altissimi, nella penisola italiana non vengono minimamente considerati. In Germania, culturalmente avanti anni luce rispetto all'Italia, la musica viene vissuta diversamente, la musica e gli artisti sono rispettati, la musica indipendente può arrivare ovunque anche laddove in Italia arrivano solo le multinazionali della musica. In Germania e in altri paesi europei se una band vale, se una band ha riscontro, se ne parla, a differenza di un'Italia dove si racconta, si recensisce solo chi si è deciso, per interesse o chissà cos'altro, di raccontare e recensire.
In Germania e in molti altri paesi europei ogni genere musicale ha il suo affezionato e numeroso pubblico, indipendentemente se il genere sia in voga o meno, a differenza dell'Italia, paese nel quale tira solo il genere "di moda" nel momento.... In Germania, e non solo, ogni piccolo paesino ha il suo centro giovanile comunale o statale, concesso alle realtà giovanili locali, nel quale vivono collettivi, associazioni, anche fatte da giovanissimi, che organizzano eventi, concerti in questi spazi pubblici a loro disposizione, mentre in Italia i locali per i concerti chiudono oppure riscontrano sempre più problemi o difficoltà organizzative. Senza dimenticare che in ogni centro culturale si possono trovare gratuitamente a disposizione riviste musicali anche di settore (riviste che in Italia sono praticamente sparite anche dalle edicole)
In molti paesi europei nel periodo estivo i festivals punk & ska di settore non si contano, sono moltissimi, anche sullo stesso weekend, un calendario fitto di eventi a differenza dell'Italia dove di grossi festivals di settore ne conti uno, due al massimo tre in tutta la stagione (forse sto già esagerando) e dal punto di vista organizzativo ed economico risultano lontani anni luce dal modello "europeo" (senza aggiungere altro a riguardo).
Nella maggior parte degli altri paesi europei la musica viene vissuta in modo sicuramente più reale rispetto all'attuale "virtuale" stile italiano.
In Italia diminuiscono gli spazi, calano i concerti, si riduce la gente che va ai concerti e anche la stessa scena musicale ne risente.
2.            Con tutti questi concerti in giro per il mondo e l’etichetta da mandare avanti, non resta molto tempo a disposizione. Ce la fate a vivere di musica, coronando quello che sarebbe il sogno di molti di noi?
Io ed Elisa siamo fortunati, perché la nostra vita è completamente dedicata alla musica, un
full immersion quotidiano nella nostra musica. Infatti oltre alla band gestiamo lo shop online della nostra Kob Records, l'etichetta discografica e l'agenzia concerti.
Nell'insieme riusciamo a sopravvivere, ma non abbiamo mai finito di lavorare, non abbiamo orari, siamo sempre sotto, ma pienamente soddisfatti…e nella vita talvolta le soddisfazioni valgono ben di più di qualsiasi banconota.
3.            Per due natali (2018 e 2019) ci avete regalato due sette pollici che sono delle chicche, quelli di Elisa Dixan Sings Los Fastidios. A me piacciono tantissimo, e mi piace molto l’idea che Elisa (giustamente) appaia in pianta stabile on stage nei vostri concerti. Sono previste altre uscite discografiche del genere?
Era da tempo che avevo in mente di fare qualche canzone con Elisa. Lo desideravo io e lo chiedevano moltissimi amici in ogni angolo del mondo.
Elisa che dal 2011, gestisce insieme al sottoscritto la Kob Records (etichetta, shop online e agenzia concerti), segue costantemente la band e oltre ad essere tour manager del gruppo (è lei che organizza alla perfezione tutto il nostro intensissimo tour, da oltre 100 date all'anno), è anche colei che gestisce il merchandising, fotografa ufficiale nonché videomaker della band....Una figura fondamentale e molto rispettata dal pubblico Los Fastidios, tanto da divenire elemento basilare ed uno dei più amati della band...
Fu così che nel 2018 quasi per scherzo, abbiamo deciso di mettere fuori un primo EP7" con due brani Los Fastidios cantati da Elisa...e lo "scherzo" è andato più che bene, visto che il singolo ebbe fin da subito un grosso riscontro positivo.
Da quel momento ad ogni concerto Elisa è ospite fissa sul palco per cantare “Radio Babylon” e “Message pour Toi” (del nuovo album) per l'entusiasmo e gioia del pubblico...sicuramente uno dei più bei momenti del concerto Los Fastidios.
Andata bene la prima abbiamo quindi deciso di continuare con questa chiamiamola pure collana di EP7" con il secondo volume, pubblicato a dicembre 2019, che ha riscosso a sua volta ottimi consensi sia dal pubblico che dalla stampa specializzata.
Elisa ha anche registrato 2 videoclips che su Youtube stanno andando veramente alla grande!!!!
Ciliegina sulla torta, quest'anno io ed Elisa convoleremo a nozze!!!!
E sicuramente ne vedremo ancora delle belle con Elisa alla voce…restate sintonizzati sulle nostre frequenze!!!! 
4.            Avete anche preso parte al film documentario “Skinhead Attitude” del regista svizzero Daniel Schweizer, insieme ad altre leggendarie figure e bands della scena musicale street mondiale come Laurel Aitken, Bad Manners, Roddy Moreno e i suoi The Oppressed, Jimmy Pursey degli Sham 69. Come è nata questa esperienza?
Era l'oramai lontano anno 2000 quando fummo contattati dal regista Schweizer, che ci propose questo documentario, l'idea ci piacque e accettammo....
Fu una bella esperienza, il regista ci seguì con le sue telecamere durante alcuni tour in Europa. Leggendarie furono le riprese che fece in quel di Cracovia in occasione di un grosso festival a cui partecipammo insieme ad Anti-Nowhere League, Skarface, Oxymoron e molte altre bands internazionali. Quel giorno ci furono pesanti scontri fuori dal palazzetto dello sport, nel quale si svolgeva l'evento benefico, tra molti ragazzi del pubblico e la polizia che aveva ingiustamente attaccato, picchiato ed arrestato i ragazzi che si apprestavano ad entrare al festival...
Le riprese che fece in quell'occasione il regista furono fondamentali a dimostrare la
responsabilità e l'abuso perpetrato dalle forze dell'ordine, permisero di dimostrare l'innocenza di molti ragazzi ingiustamente arrestati, scagionarono l'organizzatore del Festival dalle accuse mosse dalla polizia nei suoi confronti e tutto questo portò addirittura alla rimozione dal suo incarico di uno dei capi della polizia locale. Molte immagini di quegli scontri compaiono anche nel documentario.
Fummo abbastanza soddisfatti del prodotto finito, ovviamente una grande emozione condividere questo documentario insieme a mostri sacri della scena punk & ska mondiale...un documentario sicuramente da vedere. Un interessante spaccato di quegli anni.
5.            Avete in testa un concerto, un evento che resterà per sempre nel vostro cuore?
Non ne abbiamo uno, ne abbiamo decine, centinaia, anche perché ogni concerto ha la sua storia, dal grande evento al concerto nel "peggior" baraccio dei sobborghi metropolitani. Ovunque siamo arrivati, amici vecchi e nuovi ad aspettarci con grande entusiasmo, ragazzi e ragazze che anche se era la prima volta che incontravamo, dopo qualche minuto di chiacchiere, ti sembrava comunque di conoscere da sempre...
Cambiano le città, i paesi, i continenti, ma le situazioni sono sempre le stesse, cambiano le lingue, ma gli argomenti, i problemi, i valori, le lotte sono comuni, in ogni angolo del mondo... e le emozioni sono sempre intense. 
Siamo veramente fortunati, perché la nostra è da anni una vita sulle strade del mondo, una enciclopedia on the road, che ci permette giorno dopo giorno, data dopo data, di arricchire il nostro bagaglio personale di conoscenze ed esperienze. Una vita che non cambieremmo con niente e per niente al mondo.

6.            I Los Fastidios sono legati al mondo del calcio e delle gradinate a più mandate, dalla Virtus Verona al St. Pauli. Ci raccontate qualcosa?
Siamo sempre stati molto legati al mondo del calcio, abbiamo sempre visto la gradinata come uno spazio di aggregazione e partecipazione reale dal basso. Oltretutto la "Curva" è da sempre legatissima al mondo musicale, una vita parallela. Gradinata e suoni della
strada, un connubio perfetto, dagli anni 60/70 ad oggi.
Negli anni abbiamo sempre supportato con la band, moltissime tifoserie antirazziste ovunque in Europa e nel mondo, suonando in moltissime feste ed eventi ufficiali di gruppi ultras, con i quali abbiamo mantenuto poi nel tempo un bellissimo rapporto di amicizia e rispetto reciproco: da Marsiglia a Wrexham, da St Pauli a Glasgow (Celtic FC), da Friburgo (D) a Manchester (FC United), da Jena (D) a Fasano (I), da Potsdam (Babelsberg) a Mainz, da Duisburg (D) ad Augsburg (D), fino anche a molte belle ed importanti realtà di Calcio Popolare, da Napoli (Quartograd) a Padova (San Precario e Quadrato Meticcio), da Caserta (RFC Lions) a Glasgow (United Glasgow) e moltissime altre bellissime realtà che portiamo tutte nel cuore. Moltissime anche le nostre partecipazioni musicali a tornei calcistici antirazzisti estivi organizzati dai vari gruppi ultras o dalle squadre di calcio popolare. Quando siamo stati in Cile a Santiago, siamo stati ricevuti addirittura oltre che dai capi della tifoseria del Colo Colo anche da membri dello staff societario, nella sala stampa dell' Estadio Monumental David Arellan che mi hanno conferito anche la tessera di membro onorario del leggendario club cileno.
In Brasile a Sao Paolo al nostro concerto c'erano i rappresentati di tutti i gruppi antifascisti ed antirazzisti di tutte le squadre Pauliste (sono moltissime), il tutto senza nessun problema di ordine pubblico. Una esperienza bellissima. Lo stesso a Città del Messico....
La musica unisce e talvolta fa convivere festosamente, magari solo per il tempo del concerto o dell'evento, anche tifoserie storicamente nemiche. Ancora una volta a dimostrazione di come la musica possa tutto ed è anche per questo motivo che alla musica abbiamo deciso di dedicare tutta la nostra vita. Joy Joy Joy !!!!
7.            Nel nuovo disco ci sono un sacco di collaborazioni interessanti, ma quella che più colpisce è quella con Paul Heaton (cantante delle storiche pop band inglesi The Housemartins e The Beautiful South e attualmente ai primi posti delle classifiche inglesi con il suo progetto solista) alla voce nella canzone "I have a dream". Come è nata questa collaborazione?
A te colpisce, a me il solo pensiero fa venire la pelle d'oca. Questo featuring rappresenta più di un sogno per me (tra l'altro il brano, si intitola proprio così). Condividere un nostro brano con il "mio" cantante, l'artista che da sempre ritengo il miglior vocalist del mondo, il cantante del quale fin da ragazzotto sono stato e, sono tuttora, un grandissimo fan, non è cosa da tutti i giorni...
I The Housemartins sono sicuramente la band che più ha segnato la mia passione e crescita musicale e avere oggi il leader/frontman, Paul Heaton, ospite nel nuovo album Los Fastidios, mi fa scendere più di una lacrima!!! Con Paul sono in contatto da molti anni, da quando avevo ricevuto un suo apprezzamento riguardo il nostro album “Siempre Contra”...era il 2004...
Già allora ero rimasto shockato, il mio idolo di sempre, che si complimentava con noi per le nostre canzoni e la nostra attitudine. Da quel giorno siamo sempre rimasti in contatto, ci sentiamo spesso e l'ho incontrato una volta a Ferrara qualche anno dopo in occasione di un suo concerto.
Poi un paio di anni fa, in fase di preparazione dell'album, gli ho semplicemente chiesto se avesse voluto e potuto dare un contributo vocale ad un nostro brano e ha risposto con grande entusiasmo, dimostrando ancora una volta una grandissima umiltà... una persona speciale, un grande artista che ha dato al nostro nuovo album un tocco di magia, quel tocco che solo Paul Heaton può dare ad una band. Ha scritto e cantato la sua parte, registrandola direttamente a Manchester, in quanto un inconveniente gli ha impedito, come aveva invece previsto, di venire a Verona a trovarci per qualche giorno durante le registrazioni. Un'altra piccola curiosità, Paul Heaton lo si vede spesso sia nelle dirette BBC o in altri programmi indossare orgogliosamente la t-shirt Los Fastidios.... da lacrime.
Bene, siamo giunti alla fine di questa lunga intervista, ma speriamo di avere presto modo di riparlare con i Los Fastidios, magari sotto ad un palco con una birra in mano.
(Riki Signorini)

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INTERVISTA AI LOS FASTIDIOS PARTE 1


Giorni tristi questi che ci vedono costretti in casa a causa del Covid19. E allora proviamo a spezzare la monotonia intervistando I Veronesi Los Fastidios. E visto che la nostra chiacchierata è stata lunghissima, la dividiamo in due parti, ricordandovi anche l’intervista fatta qualche settimana fa su Grageradio.it  (che potete riascoltare cliccando qua: https://www.mixcloud.com/heintz_fera/los-fastidios/).

1.            Ciao Enrico ed Elisa, e grazie per la disponibilità ad una intervista “stampata” dopo quella fatta in radio I Los Fastidios si sono formati nel 91 a Verona, in una città non è esattamente di sinistra. Voi siete un gruppo dichiaratamente antifa che canta “Bella Ciao” ai propri concerti. Come vivete questa situazione? E come vive Verona la vostra presenza?
Fastidiosi di nome e di fatto, questo concetto ci è sempre piaciuto, fin dagli esordi. All'inizio eravamo meno involved nella politica, ma poi gli eventi e la crescita esponenziale, anche nella nostra città, di rigurgiti fascisti e razzisti, ci hanno spinto a prendere una netta posizione, per ricordare a tutto e a tutti che la musica non ha mai avuto e mai avrà niente a che fare con razzismo e neofascismo/nazismo. La musica che ascoltiamo tutti oggi ha profonde radici nere, di pelle, di voce e di storia!!!!
Per noi è stato sempre importante, oltre che un onore, portare in giro per il mondo, l'immagine dell'"altra Verona", di quella Verona che, seppur a livello mediatico se ne parli poco, invece esiste, resiste e si fa sentire, sempre più forte, sia sul palco che nella strada. Noi siamo solo una piccola goccia, di una grande bella realtà cittadina, la Verona Medaglia d'Oro della Resistenza, la Verona antirazzista ed antifascista che da anni, passo dopo passo, cresce e si fa sempre più sentire in Italia e nel mondo.

2.            Se non sbaglio "JOY JOY JOY" è il nono album in studio, uscito a maggio 2019 su Kob Records in collaborazione con varie realtà Inglesi, Spagnole e Tedesche. Ce ne parlate un attimo?
Non sbagli affatto, nono album in studio, prodotto come al solito dalla nostra piccola, ma "resistente" etichetta indipendente Kob Records, in collaborazione con la madrilena Potencial Hardcore (che ha partecipato alla produzione del formato vinile) e supportata da altre importanti realtà come Fire and Flames Records di Kiel (D) True Rebel Store di
Amburgo (D), Lonsdale in Deutschland di Neuss (D), Relco di Londra (UK), Coretex di Berlino (D) e Ufip di Pistoia (I).
La copertina è stata disegnata da Mai, un'amica tatuatrice di Città del Messico, che abbiamo conosciuto in occasione dell'ultimo tour (2018) in Latino America, colorata e completata graficamente da Elisa.
Tredici nuovi brani, tra i quali due cover "Ellos dicen mierda" della band basca La Polla Records e "Joy Joy Joy" brano popolare inglese (già coverizzato in stile gospel dai The Housemartins negli anni 80), rivisitato da noi in chiave ska, oltre ad un nostro vecchio pezzo "Guarda avanti" uscito nel 2001 e ri-arrangiato ora in una nuova divertente versione ancora più energica e ballabile.
Gli altri sono tutti brani nuovi, frutto di un bel lavoro di squadra, che ci ha portati, a mio modesto parere, a realizzare il miglior album di sempre della band. A darmi ragione moltissime recensioni sulla stampa specializzata internazionale che hanno definito “Joy Joy Joy” il miglior full length della band, una gran bella soddisfazione.  
E' un album che rispecchia come sempre le sonorità Los Fastidios, ovvero quella miscela di suoni della strada a noi sempre cari, dal punkrock all'oi!, dallo ska2tone al rocksteady/reggae, dal rock’n’roll all'hardcore melodico, con un tocco anche di pop.
Nell'album per la prima volta, molti amici/ospiti: Dirk & Elf (della storica band punk tedesca Slime) alla voce e chitarra nella canzone "Schönen Cafe" (gli Slime in questo momento sono tra l'altro ai primi posti delle classifiche tedesche con il loro nuovo album uscito qualche settimana fa), il rapper italiano Dj Koma aka Mauràs alla voce nel brano "Il suono della strada", Elisa Dixan alla voce in "A message pour toi", Fulvio e Lorenzo (della skapunk band milanese Skassapunka) ai cori in tutti i brani dell'album, De Veggent (già tastierista della skapunk band romagnola RedSka) alle tastiere in tre brani come nei precedenti lavori della band, Giotanni (della band vogherese Ashpipe) al violino nel brano "Marichiweu" e nientemeno che il grande Paul Heaton nella canzone "I have a dream" (Paul è il grandissimo cantante delle storiche pop band inglesi The Housemartins & The Beautiful South ed ora in attività con un progetto musicale insieme a Jaqui Abbott, già co-voce femminile dei The Beautiful South. In questi giorni Paul and Jaqui hanno conquistato il primo posto della classifica album inglese con il loro nuovissimo lavoro "Manchester Calling" uscito a fine febbraio).
Che dire, sicuramente soddisfatti di questo lavoro discografico e lo dimostra anche il fatto che ben dieci brani dell'album sono sempre presenti nella tracklist del concerto.

3.            Da un inizio a base di birra oi e divertimento ed hasta la baldoria siempre ad un impegno sociale sempre maggiore, in una scena che spesso fa del nichilismo e l’apolitica un segno distintivo. Come avete vissuto questo cambiamento? Avete subito molte critiche?
Nella mia vita ho imparato che chi fa è e sarà sempre oggetto di critiche, quindi come puoi immaginare, di critiche siamo sempre stati bersagliati. Ancora una volta fastidiosi di nome e di fatto, su tutti i fronti. Ma sinceramente delle critiche ricevute non me ne sono mai fatto un problema, anzi, al contrario un motivo di orgoglio. Sinceramente credo che anche se si canta di cose leggere, un artista, una band debbano avere comunque di base i valori dell'antirazzismo e dell'antifascismo, che rappresentano per me, valori di civiltà più che bandiera politica.

4.            La critica che più vi ha fatto male?
Le critiche non fanno male, fanno male quando si tratta di attacchi gratuiti, fatti magari da chi ritieni erroneamente amico, da chi ti gira le spalle solo perché non ha avuto da te ciò che voleva o che era convinto di poter avere. Questo negli anni mi ha fatto imparare a pesare con molta attenzione la vera amicizia, la fiducia e la stima delle persone. 

5.            Di cosa trattano i vostri testi e come nascono?
Raccontano della nostra vita, delle nostre emozioni, dei nostri pensieri... I testi sono al 95% scritti dal sottoscritto (Enrico, ndRiki) ed ogni album ha sempre rappresentato il racconto musicale del mio vivere e del mio pensare in quel preciso periodo.

6.            Siete molto legati al mondo del calcio, in particolare alla Virtus Verona, la terza squadra professionistica della città scaligera, una squadra che ha una storia particolarissima, guidata dal 1982 da un presidente allenatore, che si dedica anche al sociale, al quale avete dedicato anche un pezzo, “El Presidente”. Cosa ci potete raccontare di questa avventura?
Il calcio e la gradinata fanno parte del mio, nostro DNA, una malattia che non va più via, fa
parte di noi…e la Virtus Verona è la squadra che per me, per Elisa e per tutti i suoi tifosi rappresenta ben più di una squadra di calcio. Un presidente allenatore che qualunque tifoso vorrebbe a guida della propria squadra, il grandissimo Luigi Fresco al quale abbiamo dedicato "El Presidente", un brano che in poche parole fa capire il vero spirito di questo grande team, vincente in campo, sugli spalti e nella vita sociale del quartiere e non solo, visto che sono molteplici le iniziative solidali messe in atto dalla società virtussina: dall'accoglienza ed inserimento dei fratelli e sorelle migranti, prima ancora con le comunità sinti e rom, passando per la solidarietà sportiva con squadre giovanili in quel di Cuba....
Alla Virtus Verona abbiamo dedicato anche il brano "Reds in the Blue" (2007) per il quale nel 2018 abbiamo registrato un videoclip in occasione della promozione della squadra in Serie C. Nell'ultimo lavoro discografico invece il brano “Rude Firm” è una nostra dedica speciale al gruppo di supporters rossoblu che porta proprio questo nome, una piccola ma grande realtà organizzata che vede tra le proprie fila molti tifosi virtussini provenienti da molte città italiane ed europee....oltre il quartiere, oltre la città !!!!

7.            C’è almeno un altro pezzo famosissimo nel mondo del calcio, “Antifa Hooligans”, che se non sbaglio infiamma anche la curva del St. Pauli, squadra a cui siete molto legati….
Il brano “Antifa Hooligans” viene trasmesso dagli altoparlanti dello stadio Millerntor di St Pauli tra il primo ed il secondo tempo di ogni match casalingo del St Pauli FC (Bundesliga 2). Una grande emozione, ascoltare uno stadio intero cantare un nostro brano. Abbiamo più volte avuto occasione di vederlo e sentirlo dal vivo in quel di St Pauli....da brividi. Con la tifoseria del St Pauli abbiamo un forte legame di amicizia e di rispetto reciproco, abbiamo in più occasioni suonato ad eventi musicali/sportivi della società e della tifoseria in quel di St Pauli, sia nel locale all'interno dello Stadio, il mitico "Fanraume", sia in occasione della grande festa al porto, sia all'anniversario del gruppo Skinheads St Pauli.
Tornando al brano “Antifa Hooligans”, è bello vedere come questo pezzo sia molto sentito nell'ambito delle tifoserie antirazziste di tutto il mondo e come sia stato fatto proprio, non solo dal St Pauli e dalla sua tifoseria, ma anche da moltissimi gruppi ultras in ogni angolo del pianeta). Mai avremmo pensato ad un riscontro del genere.
Abbiamo anche un altro bellissimo brano calcistico, "Football is coming" nell'album "All'arrembaggio" (2009) che tra l'altro si aggiudicò il premio di inno dei Mondiali Antirazzisti 2013.
Siamo sempre stati molto legati al mondo del calcio, abbiamo sempre visto la gradinata come uno spazio di aggregazione e partecipazione reale dal basso, oltretutto da sempre legatissimo al mondo musicale. Abbiamo sempre supportato come band molte tifoserie antirazziste ovunque in Europa e nel mondo, suonando in moltissime feste ufficiali di gruppi ultras, con i quali manteniamo poi nel tempo un bellissimo rapporto di amicizia e rispetto reciproco, da Marsiglia a Wrexham, da St Pauli a Glasgow (Celtic FC), da Friburgo (D) a Manchester (FC United), da Jena (D) a Fasano (I), da Potsdam (Babelsberg) a Mainz, da Duisburg (D) ad Augsburg (D) e moltissime altre bellissime realtà che portiamo tutte nel cuore. Moltissime anche le nostre partecipazioni a tornei calcistici antirazzisti estivi organizzati dai vari gruppi ultras.
Quando siamo stati in Cile a Santiago, siamo stati ricevuti addirittura oltre che dai capi della tifoseria del Colo Colo anche da membri dello staff societario, nella sala stampa dell'Estadio Monumental David Arellan e mi hanno conferito anche la tessera di membro onorario del leggendario club cileno.

Ok grazie per ora, ed a presto con la seconda parte di questa lunga ed interessante intervista.

(Riki Signorini)

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