RECENSIONE BLEEKER “ERASE YOU” (CD, 2017, FIVE SEVEN RECORDS, 1/5)

I Canadesi Bleeker fanno Rock'n'Roll, e stanno avendo un gran successo dalle loro parti soprattutto grazie al singolo Highway” (che potete ascoltare qui), primo estratto dall’album d'esordio Erase Youpubblicato negli States lo scorso ottobre e dal 10 febbraio nel resto del mondo.  
Come dicevamo il singolo ha ottenuto consensi unanimi, arrivando al #1 most added track at US Active Rock Radio, e raggiungendo il primo posto nella Canadian Active Rock Charts.
Questo fatto mi ha spinto ad ascoltare “Erase You” benpredisposto, ma la mia predisposizione non è stata sufficiente a farmi arrivare in fondo al disco senza provare un senso di stanchezza.
Per cui, anche se la opening track, “Highway”, è davvero molto rock (tra Rolling Stones e Pretty Reckless), con qualche sprazzo di elettronica ed una bella voce maschile, e se anche la successiva “Free” non mi dispiace (r’n’r sincopato), di lì in poi faccio fatica a trovare qualcosa di interessante.
Un disco piatto e moscio, che raggiunge il suo apice negativo con I’m Not Laughing Now”, un pezzo decisamente troppo pop e melenso per i miei gusti. Molto meglio il pop-punk di “Radio Radio”, ma, in generale, servirebbe una maggiore decisione su che cosa fare musicalmente, senza passare dal glam di "Where's Your Money" alla malinconica semi-ballad "Close My Eyes", passando per "Emergency", con accenni al sound del nuovo millennio in stile Papa Roach.

(Riki Signorini)

I brani

1.        Highway
2.        Free
3.        Getting Out
4.        Erase You
5.        I’m Not Laughing Now
6.        Still Got Love
7.        Radio Radio
8.        Where’s Your Money 
9.        Emergency
10.     Close My Eyes Every Time You Call

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RECENSIONE TSOL “THE TRIGGER COMPLEX” (CD, RISE RECORDS, 1/5)

Per chi (spero pochi) non conoscono i T.S.O.L., una piccola, doverosa, introduzione.
Si formano in California nel 1979, ed i primi membri della band sono Jack Grisham (vocals), Ron Emory (guitar), Mike Roche (bass) e Todd Barnes (drums).
Il loro primo 12” (“T.S.O.L.”) è un capolavoro: Hardcore punk veloce e politicizzato, che influenzerà un’infinità di band nei decenni successivi.
Il successivo LP di esordio, “Dance With Me”, segna già un cambio di sound, più virato verso il dark, sia nei testi che nella musica, tanto che si inizia a parlare di Death Rock.
A partire dall’anno seguente (1982), si aggiunge alla band il tastierista Greg Kuehn, ed il successivo album “Beneath the Shadows” segna il passaggio ad un suono decisamente pop, e poco punk.
Per me i TSOL finiscono qua, anche se nei successivi 35 anni non smettono mai di suonare.
Addirittura l’anno scorso la loro partecipazione al Distruggi La Bassa 2016 venne apertamente elogiata da Heintz Zaccagnini (QUA).
Ecco perché quando vedo che esce un loro nuovo discocedo e lo metto nel lettore, anche se dai tempi di “Beneath The Shadows” avevo volutamente ignorato la band Californiana.
Errore madornale. Forse (ma lo scopro solo dopo) perché il tastierista Greg Kuehn è tornato ad avere un ruolo importante nella stesura dei testi, come ai tempi del disco che mi aveva spinto ad abbandonare i T.S.O.L.
E così, se “Give Me More”, la prima canzone di questo nuovo album dei TSOL, mi lascia ben sperare, poi però si arriva ad episodi come “Strange World” che sono veramente deprimenti. Anche se un paio di pezzi si lasciano ascoltare (penso a “The right side”, che insieme all’opening track ed a “Wildlife” è uno dei prezzi più rock e validi del lotto), per il resto ci troviamo di fronte ad un Indie Pop indisponente e melenso senza alcun motivo di esistere. Se penso che questa band è una discendente diretta di quella che 36 anni fa compose “True Sounds Of Liberty” e “Dance With Me”, mi prende male.


(Riki Signorini)


I brani
1
Give Me More
2
Sometimes
3
Strange World
4
Satellites
5
The Right Side
6
Why Can't We Do It Again
7
I Wanted To See You
8
Wild Life
9
Nothing Ever Lasts
10
Going Steady
11
You're Still The Same
12
Don't You Want Me
13
Bats

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RECENSIONE CHEETAH CHROME MOTHERFUCKERS “THE FURIOUS ERA 1979-1987” (DCD LTD ED 1000 /DLP LTD ED 1000, 2017, AREA PIRATA RECORDS, 5/5)

Yahoo! Yahoo! Yahoo! Yahoo! Yahoo! Yahoo! Yahoo! Yahoo!
Per chi i CCM ha avuto l’onore di vederli dal vivo (e nel mio caso anche tantissime volte!) non può essere che questa la reazione naturale alla notizia che (finalmente) il loro materiale torna disponibile in modo legittimo ed autorizzato, e non più solo come costosissimo bootleg.
E questa dovrebbe essere anche la reazione di chi dei CCM, e dell’alone di leggenda che da sempre li circonda, ha solo sentito parlare.
E dovrebbe essere la reazione anche di chi non sa neppure chi siano i CCM, che potrebbe attraverso questa raccolta provare a colmare una lacuna quasi incolmabile.
I CCM, una band nata a Pisa nel 1979, che ha proseguito la propria parabola sino al mitico concerto del Casalone del
1987, durante il quale il buon Stefano Ballini registrò, senza saperlo, l’unica versione dell’ultimo brano inedito (“Naymiorenggekkio”) di Syd e company, che segnò la fine di quel concerto e, come ci racconta nel suo libro (“No More Pain”, ne parliamo QUA) Antonio Cecchi (l’unico con Syd ad avere sempre fatto parte del gruppo, prima nel ruolo di bassista e poi in quello di chitarrista), anche la fine della storia della band.
Questo pezzo, registrato con un semplice Walkman (o forse un Gelosino?), vede per la prima volta la luce proprio su questa raccolta. La cosa incredibile è che la qualità del suono, a dispetto della sua origine (una semplice C90, se non sbaglio neppure l’originale ma un duplicato), sembra quella di una registrazione live professionale.
Merito senza dubbio dei due Alessandro, Paolucci e Sportelli, che al tempo condivisero molto con i CCM, e che oggi, nel loro West Link Studio sono riusciti a dare una nuova, incredibile brillantezza ai brani, catturati dai nastri originali (spesso rovinati)
È una vera emozione riascoltare brani così brutali, eppure così elaborati (parlando di loro, Heintz ha coniato il termine di Hardcore Progressivo), che vanno dalle origini di “400 Fascists” all’Album americano, “Into The Void”, passando per l’altro sette pollici (“Furious Party”) e per la mitica split tape con gli I Refuse It! (“Permanent Scare”) ed altre songs. Manca solo il Berlinese live in So. 36, ma non si può avere tutto….
Difficile consigliare un pezzo o l’altro. Per me tutti rappresentano molto. Ed è incredibile come, a distanza di così tanti anni, ogni stacco ed ogni cambio siano ancora impressi nella mia memoria, a testimonianza di quante volte ho ascoltato questi dischi, arrivando letteralmente a consumarli.
La raccolta è stata curata da Area Pirata, ma avrebbe voluto pubblicarla addirittura Jello Biafra sulla sua Alternative Tentacles (come mi raccontò al termine del concerto della sua Guantanamo School of Medicine a Bologna).
Per i collezionisti, segnalo che l’edizione in vinile, un doppio LP 140 grammi in vinile nero, apribile con doppia inner sleeve, contiene foto, flyer, testi e inserto ‘Discografia’ più la biografia in italiano e in inglese.
L’edizione in CD (doppio) include invece 36 pagine di booklet ed un materiale ancora più ricco, con copertina sovra cartonata ed il suddetto brano inedito finora.

I brani


CD 1

(dal primo 7" – “Four Hundred Fascists”) 

1- 400 Fascists

2- Tellyson
3- Alkool

(dal secondo 7"EP – “Furious Party”)
4- Easy Targets
5- Furious Party
6- Frustration I
7- Frustration II

(da “Permanent Scar” split with IRI - Side A)
8- Voice of the Blood / Barbed Wire World
9- (Right to Be) Italian

10- Nation on Fire 

11- Envy (I'm a Mess) 

12- Foe or Friend
13- Life of Punishment

14- (We're the) Juvenile Deliquency
15- Work (means Death)
16- 400 Fascists (in our Town Tonite)
17- Best Party Ever/No Bore
18- Alkool
19- (Ev'ry day's a) Reagan Day
20- Bendix Power/Secret Hate
21- Addiction
22- Camp Darby Blues
23- Any Sacrifice
24- Need A Crime / Ultracore

(da ‘Berlin session 1982’ (outtake)

25- Need A Crime
26- No Wordz

27- Terminal Fun

(da ‘Senza Tregua’ session 1984)
28- Commandos
29- Terminal Fun
30- Mad Race

CD 2

(da “Into the Void” LP)
1- Feel Like
2- Enemy
3- Sterilized
4- Sorry /R.M.
5- Daymare
6- Romeo Loves Juliet
7- Strange Pain
8- Crushed By The Wheels Of Industry
9- Into The Void

(da ‘Live at Casalone’ - Bologna, 20/06/1987 – unreleased) 

10- Naymiorenggekkio













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Cosa Nostra Live (assieme a Riot Clan e Bomber 80) al K100 Cienfuegos di Campi Bisenzio

Sabato 18 Febbraio ho avuto modo di assistere al concerto dei Cosa Nostra (assieme a Riot Clan e Bomber 80) al K100 Cienfuegos di Campi Bisenzio.
Dei Cosa Nostra ci eravamo interessati, io ed Heintz, nel corso di una intervista radiofonica su garageradio.it che potete riascoltare qua.

Poi avevo fatto una intervista (QUA) ed una recensione del loro disco (QUA), nonché una breve recensione del loro concerto al Vecchio Son di Bologna assieme a Siege Stompers e Colonna Infame (la trovate qua).

Stavolta, visto che insieme a me era presente il grande Heintz, che a scrivere è molto più bravo di me, e che oltretutto io l’ultimo gruppo (Bomber 80) non l’ho neppure ascoltato perché alla fine dei Cosa Nostra sono dovuto rientrare a Pisa, lascio a lui l’onore di parlare di questo show su FERA.

video
Io mi limito a complimentarmi con i ragazzi dell’Underdogs Collective (ai quali si deve anche il bellissimo show estivo degli Adolescents di cui parlai qua), ed a pubblicare qualche scatto, oltre al video della loro (ottima) versione hc di Spara Yuri Spara dei CCCP rivista in chiave Raw Power.

(Riki Signorini)









RECENSIONE NO FOR AN ANSWER “IT MAKES ME SICK” (7” EP 2011, TKO RECORDS)

Facendo un po' di ordine nel PC, mi sono imbattuto in alcune recensioni fatte da Gianni Bandini, carissimo amico nonché gran collezionista di vinile, che cercherò di pubblicare nelle prossime settimane.
Iniziamo da questa datata 2011.




Evvai di reunion!! Continuiamo a farci del male.
Nel 1993 i NFAA approcciarono il loro unico tour europeo a ben 4 anni dalla pubblicazione del loro unico LP “A Thought Crusade”. Già in quell’occasione si parlò di ragioni opportunistiche per quella strana tournee, dove per opportunistiche si legga economiche. E con una mossa tanto geniale quanto spiazzante, i NFAA girarono l’Europa con l’incisione “Money for an answer” sulla grancassa della batteria!!! Questo solo per far capire la caratura di un personaggio come Dan O Mahoney, una mente “superiore” del giro storico straight edge! Per la cronaca, il concerto a cui assistetti all’epoca fu stellare! Da brividi!!
Ora questo nuovo EP, ad appena 22 anni dal loro ultimo disco… Chi va piano…
Non sto a profondermi in filologie potenzialmente interminabili sulla storia della band e delle sue innumerevoli (spesso pregevoli) derivazioni. Qui si parla di mostri sacri; ogni membro della band lo è!
I brani qui presenti non sono nuove creature, bensì tracce originali dell’epoca (parliamo del 1988/89) ma mai incise prima.
Mi lasciano un po’ l’amaro in bocca, perché non spiccano particolarmente per bellezza. A pensar male, mi sorge la considerazione che se questi brani erano originariamente rimasti nel classico cassetto, una ragione deve ben esserci… La band c’è, per carità, le canzoni sono quelle che ti aspetti, la voce di Dan è rimasta piacevolmente immutata, però non ti rimangono in testa.
Certo che se questa uscita discografica fosse la scusa per una nuova tournee, non potrei esserne più contento!
In chiusura, è d’obbligo una segnalazione riguardo l’etichetta del lato B del disco: c’è rappresentato l’omone simbolo della band, che nell’LP dell’89 campeggiava in posa plastica superomista, e qui invece è rappresentato in piedi sostenuto ad un deambulatore per anziani!!! Sempre grande Dan!
Il sito della TKO riporta che sono state stampate appena 500 copie dell’ep. Non so se crederci. Vinile nero, testi stampati all’interno della copertina.

Gianni Bandini (gianni@ngi.it)


I brani

1) Man Against Man
2) It Makes Me Sick
3) In The Beginning

I contatti
https://www.facebook.com/tkorecords/


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RECENSIONE COMPILATION “PUNK AGAINST TRUMP” (CD, 2017, Denizen Records 3/5)

C'era da aspettarselo: con l'elezione del nuovo pagliaccio alla Casa Bianca esce subito una compilation contro di lui, inequivocabilmente chiamata “Punk Against Trump”. 
Rassegna di 22 gruppi punk ed hardcore più o meno emergenti, tra i quali spiccano senza dubbio i Dwarves, sempre in splendida forma, assieme a Second In Line (la loro “Stir Crazy” mi fa pensare agli Spermirds del nuovo millennio) e OC45 (molto bello il loro pezzo, “Titled”).
Gran parte dei gruppi presenti non li conoscevo sino ad oggi, e mi fa piacere venire a conoscenza di bands come gli Sky Tigers.
Difficile scegliere un brano piuttosto che l’altro, ma ci provo segnalando i +10 Damage, la cui “The Night Is Young” è all’insegna di un punk rock che fa molto San Francisco anni 90, oppure i Cavaverman, il cui brano “Vampiro” mescola Ramones, Misfits ed Elvis
Ci sono anche gruppi assai più veloci ed aggressivi, al limite del grindcore, tra i quali segnalo gli Evening Call, ma non sono certo i miei preferiti. Meglio allora concentrarsi sullo Ska-Core dei Diaspora, o sul Punk stile Irlandese degli FBF, oppure, perché no, sul rebel sound ska punk meticcio dei Niño Zombi, o sulla bella cavalcata punk, tra Blatz e Filth, dei The Dead Beat Hymns. Una segnalazione particolare, infine per gli Hasta La Vista Social Club. Mi piacciono anche solo per il nome che si sono scelti, ma li consiglio soprattutto perché, a giudicare da questo pezzo, non sono affatto male. Il loro è un hardcore  melodico che in qualche modo mi ricorda gruppi tipo seven Seconds e Youth Brigade, e per questo gli auguro un futuro brillante. Insomma se questo è lo stato dell'hardcore, direi che è decisamente meglio dello stato della politica americana.
Da segnalare che tutti i proventi dalla vendita, al netto delle fees di bandcamp, andrà ad una associazione no profit chiamata “PLANNED PARENTHOOD”.

(Riki Signorini)

I brani

01. F.B.F. - 3 Chords & The Truth
02. Barker - Hurricane
03. Skytigers - Suffocate For Beauty
04. The Defense - Fall From Grace
05. Quiet Suicides - Pulling Punches
06. Second In Line - Stir Crazy
07. Worms - Laylines
08. OC45 - Titled
09. Atomic Winter - Concrete Squall
10. Dwarves - Trailer Trash
11. Hasta La Vista Social Club - Start The Fight
12. The Dead Beat Hymns - Take The Reins
13. Running Late - Borders Crossed
14. Insect Death - Oh, The Total Bullshit Spewing From Your Mouth
15. Formally Lethargic - All Outta Bubblegum
16. Diaspora - I See Dumb People
17. Niño Zombi - Human Race Unite
18. Six Feet Above - Flux
19. Cavaverman - Vampiro
20. Voice Of Addiction - Modern Day Meltdown
21. Evening Call - Light the Fuse (Feat. Lionel Bolain)
22. +10 Damage - The Night Is Young

I contatti

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denizenrecords.bandcamp.com/
denizenrecords.bandcamp.com/album/punk-against-trump-2
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RECENSIONE LESS THAN JAKE “SOUND THE ALARM” (CD, 2017, Pure Noise Records 3/5)

Il nuovo EP dei Less Than Jake ‘Sound The Alarm’ celebra i 20 anni di carriera della band di Gainesville (Fl), ed è il primo con l’etichetta Californiana Pure Noise Records.
L’EP è stato registrato e prodotto da Roger Lima e mixato nel famoso studio di registrazione punk The Blasting Room, a Fort Collins, Colorado.
I brani sono 7, ovviamente in stile ska-punk come nella migliore (?) tradizione del gruppo.
Come sempre questo è il pregio ed il limite di dischi come questo. Nel senso che se amate i LTJ a prescindere, il disco è fresco e spumeggiante al punto giusto da meritare l’acquisto.
D’altro canto, se avete gli scaffali pieni di CD di bands che propongono Ska Punk solare e scanzonato, ispirato da Mighty Mighty Bosstones e c., potrete sicuramente fare a meno di “Sound The Alarm”, ed augurare a Vinnie Fiorello e C. un buen ritiro in quella Florida che è meta ambita di tantissimi pensionandi negli USA. Per la cronaca, al sottoscritto piacciono “Call To Arms” e “Good Sign”, e segnalo l’incipit di “Whatever The Weather”, il primo singolo estratto dal disco, che fa molto Banda Bassotti, ma non raggiunge certo l’intensità del sound dei Capitolini.
(Riki Signorini)

I brani

1.    Call to Arms
2.    Whatever the Weather
3.    Bomb Drop
4.    Welcome to My Life
5.    Good Sign
6.    Years of Living Dangerously
7.    Things Change

I contatti

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I BIFFERS IN TOUR NEGLI STATES


Non è passato molto tempo da quando abbiamo parlato del libro di Antonio Cecchi, lo storico membro dei CCM, nel quale si parla approfonditamente del loro eroico USA Tour dell’86.
Bene, a distanza di poco più di trent’anni, nel 2017 sarà la volta dei Biffers, sempre Toscani ma di Livorno, che annunciano un lungo giro negli States tra Marzo ed Aprile, ed hanno iniziato un progetto di crowdfunding per finanziarsi.
L’unica data certa, per ora, è Seattle il 18 Marzo, ma ne seguiranno molte altre.
Per il resto ecco cosa dicono i 4 livornesi sul loro sito:
“Siamo fieri di annunciare il nostro primo tour americano, che si terrà tra marzo e aprile 2017! Non vediamo l'ora di partire ma prima abbiamo bisogno del TUO aiuto!
Aiutaci a sovvenzionare il nostro tour e vinci alcune rarita'! 
Attraverseremo il paese dalla costa ovest alla costa est, attraverso 20 stati!
Sii parte di questa eccitante esperienza e sarai ricompensato con oggetti rari direttamente dal nostro catalogo della prima ora o buttati a pieno per ottenere trattamenti molto speciali, creati appositamente per te, spaziando da una buona cena all'italiana a concerti personalizzati o addirittura UN BRANO PER TE!”
Per la cronaca, il secondo e ultimo album dei Biffers si intitola “Vice”ed è uscito per Kung Fu Records e Inconsapevole Records lo scorso anno.


(Riki Signorini)

I contatti

https://www.facebook.com/officialBiffers/?fref=ts

PGA - ITALIAN PUNKS GO ACOUSTIC – IF THE KIDS ARE UNITED: TERZA USCITA DEL COLLETTIVO ARTISTICO A SUPPORTO DE "L'ISOLA CHE NON C'E'"

Il progetto PGA è l'unico progetto benefit in Italia completamente autoprodotto dagli stessi membri del collettivo; nell'ottica del Do It Yourself, tipica della scena punk/hardcore, il progetto ha scelto di non avvalersi di campagne di crowdfunding/fundraising ma solo dei propri mezzi per realizzare le diverse produzioni discografiche e live.  La compilation “PGA – Italian Punks Go Acoustic – If the Kids Are United”  in uscita quest’anno è una raccolta di 25 cover punk rock rivisitate in chiave acustica. Fedele allo spirito del collettivo, la raccolta è completamente autoprodotta dagli stessi artisti grazie al contributo di studi di registrazione, grafici, fotografi e webmaster.

Tutti i proventi di “PGA – Italian Punks Go Acoustic – If the Kids Are United” (esattamente come è stato per tutti i progetti messi in piedi dal collettivo, dai concerti al merchandising) saranno ancora una volta destinati all' Associazione ONLUS “L’isola che non c’è”, il cui obiettivo è offrire gratuitamente corsi di musica a ragazzi disabili.

Commenta Andrea: “Il genere punk è l’elemento che accomuna non solo il background artistico degli artisti coinvolti, ma anche gli stessi membri del collettivo ai ragazzi de "L’isola". Lo scopo è quello di abbattere le barriere che esistono nei confronti di chi è ritenuto "diverso".”

Tra le band presenti per la prima volta, segnaliamo la presenza di  Giò Sada, The Sun, Shandon, L'Invasione Degli Omini Verdi e The Clan.

La raccolta, per ora disponibile solo in formato digitale, è  solo la prima parte di un progetto più ampio che vedrà la luce nel 2017: un documentario che racconta la storia dei ragazzi de "L’Isola" e della loro prima volta in uno studio di registrazione.

Il disco è disponibile da oggi su tutti gli store digitali e in streaming. Clicca sulla copertina per comprare il disco, oppure su questo link:
 http://smarturl.it/IfTheKidsAreUnited

Il disco arriva a chiusura di un’intensa attività live, grazie alla quale il PGA è riuscito ad organizzare eventi  in tutta Italia, supportato da importanti artisti come Marky Ramone (batterista dei Ramones) e aprendo gli show di artisti internazionali come i NOFX, Screeching Weasel, Strung OutMe First and the Gimme GimmesChuck Ragan, Dave Hause e Tim Vantol (figure di riferimento della scena folk punk).

Tracks

  1. Giò Sada – Total Bummer (NOFX)
  2. The Sun – I Want You Bad (The Offspring)
  3. Finley – Anarchy In The UK (Sex Pistols)
  4. Jaselli – The Passenger (Iggy Pop)
  5. Andrea Rock – This Could Be Love (Alkaline Trio)
  6. Shandon – She Loves Me (Descendents)
  7. Ketty Passa Feat. The Clan – If I Ever Leave This World Alive (Flogging Molly)
  8. The Dropkills – Scream (Misfits)
  9. Garage Orchestra Feat. Andrea Rock – Ruby Soho Olympia WA Red Hot Moon (Rancid)
  10. Lags – I’m So Tired (Fugazi)
  11. The Crooks – 21st Century Digital Boy (Bad Religion)
  12. Gab De La Vega – Never Talking To You Again (Husker Du)
  13. DUFF – We Threw Gasoline On The Fire And Now We Have Stumps For Arms And No Eyebrows (NOFX)
  14. Veronal – Time Bomb (Rancid)
  15. Wardogs – She Talks To Rainbows (Ramones)
  16. Bock And The Sailors – The Impression That I Get (The Mighty Mighty Bosstones)
  17. Lights Out – I Know, Huh (The Vandals)
  18. The Clan – You’re Gonna Go Far, Kid (The Offspring)
  19. Damien McFly Feat. Riverbros – What’s My Age Again (Blink 182)
  20. Infiltrados – As Wicked (Rancid)
  21. L’Invasione Degli Omini Verdi – Zeta Reticoli (Meganoidi)
  22. Totale Apatia – Swing Life Away (Rise Against)
  23. Camera d’Ascolto – Ain’t It Fun (Paramore)
  24. Killibilli – God Save The Queen (Sex Pistols)
  25. Luca Morelli – Bro Hymn (Pennywise)

LINKS


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Merry X-mas motherfuckers!!!

Nella bella puntata di Friday Extreme Rock Adventures di venerdì 16 Dicembre, assieme a Heintz Zaccagnini abbiamo presentato una playlist a base di brani punk rock natalizi.


Qua, invece, voglio mettere alcuni dei brani più significativi, a partire da "Hava Nagila (Christmas Arrangement)" dei Me First and The Gimme Gimmes, una canzone popolare ebraica contenuta in “Ruin Jonny's Bar Mitzvah”, il quinto album della cover band statunitense Me First and the Gimme Gimmes pubblicato per la Fat Wreck Chords nel 2004. Questo album è un live registrato ad un bar mitzvah fatto di cover di canzoni evergreen, e il pezzo spacca.



Mi piace molto anche “Sporco Natal”, un pezzo storico degli indimenticabili Atrox da Monza, dei quali ricordo con affetto il drummer Concobeach del quale ho perso le tracce da anni.



Ed indimenticabile è "Merry Christmas(I Don’t Want To Fight Tonight)” dei Ramones. Tratta da “Brain Drain” l'undicesimo album del gruppo punk Ramones, uscito nel 1989, che è anche l'ultimo album inciso con Dee Dee Ramone, che sarà sostituito da C.J. Ramone durante il 1989.



Indubbiamente da ricordare “Fuck Christmas” dei Fear, che registrarono il brano al tempo del loro monumentale “The Record”, e di cui esiste una cover ad opera dei Bad Religion.



Proprio i Bad Religion, a dispetto del nome, hanno registrato un intero album (“Christmas Songs”) di classici brani natalizi rivisitati a loro modo. Tra i molti pezzi propongo “Hark! The Herald Angels Sing”.


Mi piacciono davvero molto gli Angry Snowmans. Si autodefiniscono "elfi incazzati", sono in lotta perenne contro il regime fascista del dittatore del Polo Nord, Nicholas Claus, e fanno cover di classici punk trasformandoli in canti natalizi.
Con ““Ebeneezer Uber Alles”” tocca ai Dead Kennedys, ed è un brano cult.


Finiamo con uno dei gruppi più feroci del primo BBoston Hardcore, gli SSD, qua alle prese con “Jolly old saint nicholas", brano tratto dalla compilation "A Boston Rock Christmas" del 1983. Che dire? Solo Merry X-mas motherfuckers!!!