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BILINGUAL RECENSIONE – REVIEW SVETLANAS “DISCO SUCKS” (CD, 2020, DEMONS RUN AMOK RECORDS, 5/5)


Io ed il buon Heintz Zaccagnini avevamo programmato una chiacchierata in radio con Olga e C. proprio il giorno in cui ha avuto inizio questa maledetta quarantena, ed ovviamente l’intervista è saltata.
Approfitto allora di questa lunga segregazione domiciliare per recensire il nuovo lavoro della band soviet-milanese, il quinto se non sbaglio, che, lo dico subito, non delude affatto le aspettative.
Rabbioso Hardcore Punk, caratterizzato dalla voce indomita e fiera di Olga, sempre più a suo agio nel cantare in Inglese con accento (ed “erre arrotata”) sovietico, ed impreziosito dalla presenza di Nick Oliveri, uno che dopo aver suonato in Queens Of The Stone Age, Kyuss e Dwarves ormai da qualche anno presta Basso (e voce) anche al collettivo lombardo.
Dieci pezzi, tutti belli, anche se una menzione speciale voglio farla per “Pussification of Punk Rock” e “Jump”, che mi si sono piantate in testa prepotentemente sin dal primo ascolto.
A proposito di “Jump”, qua potete vedere il video, impreziosito dalla presenza di skaters che gravitano al Pinbowl Skatepark dove “la band più pericolosa al mondo” ha posto il proprio quartier generale e lo studio di registrazione nel qale è nato “Disco Sucks”.
Lunga vita agli Svetlanas!!!

ENGLISH VERSION

The good Heintz Zaccagnini and me had planned a radio chat with Olga and C. the very day this damn quarantine started, and obviously the interview was blown.
So I made the most of this long house segregation to review the new work of the soviet-milanese band, the fifth one if I'm not mistaken, which, I say it now, doesn't disappoint expectations at all.
Raging Hardcore Punk, characterized by Olga's fierce and wild voice, more and more at ease in singing in English with Soviet accent (and "rolled Rs").
All embellished by the presence of Nick Oliveri, one who after having played in Queens Of The Stone Age, Kyuss and Dwarves for some years now lends his bass (and voice) also to the Lombard collective.
Ten pieces, all beautiful, even if I want to make a special mention for "Pussification of Punk Rock" and "Jump", which have stuck in my head overwhelmingly since the first listening.
Speaking of "Jump", here you can see the video, enriched by the presence of skaters that hang out at the Pinbowl Skatepark where "the most dangerous band in the world" has set its headquarters and recording studio in where "Disco Sucks" was born.
Long live the Svetlanas!!!!

(Riki Signorini)

I brani

01 – Jump
02 – All I see is red
03 – Don´t do it
04 – Pussification of Punk Rock
05 – Spit on your mother´s face
06 – Karma soldier
07 – Pyromaniac
08 – Manywar
09 – Tear me down
10 – Never sleep again


I contatti


RECENSIONE THE DWARVES “TAKE BACK THE NIGHT” (CD, 2018, BURGER RECORDS, 4/5)


I Dwarves li avevo visti dal vivo più di venti anni fa negli Stati Uniti e li consideravo una band di culto che però era uscita dal mio radar.
Nel senso che ne avevo perso le tracce, e li reputavo ormai pensionandi.
Ringrazio quindi Olga Svetlana per avermi riportato nel fantastico mondo dei nani raccontandomi in una intervista (che potete leggere cliccando QUA) che quando aveva avuto modo di suonarci insieme aveva constatato che continuavano ad essere una band di quella con i fiocchi e controfiocchi…
Ed in effetti è così e questo nuovo disco dimostra che i Dwarves sono veramente un gran gruppo anche nel 2018.
“Take Back The Night” è il primo disco dopo “The Dwarves Invented Rock & Roll” del 2014, e, per dirla con una parola, schioda.
Perché un disco che si apre con una bomba come “Forget Me Not”, subito seguito da un'altra bomba come “City By The Bay” non può che essere un gran bel disco!
Punk rock cattivo ma non frenetico, politicamente scorretto (“I’d fuck anything that moves”) e irriverente nello stile che da sempre è tipico dei Dwarves, che stavolta caratterizzano l’album con l'alternarsi tra la voce calma e pacata del pop punk di Blag Dahlia e quella incazzatissima di Rex Everything (pseudonimo dietro al quale si cela Nick Oliveri) che si può gustare appieno in “Devil's Level”, oppure nella Motorhead-iana “Take Back The Night”, in “Nowhere Fast”, o ancora in “It's You I Don't Believe“, il pezzo più tirato del disco.
Ma i brani che più mi piacciono sono quelli più “tradizionali”, come “Here's Looking At You”, “Dead In My Dreams” e “Trace Amounts”, o ancora più la memorabile “Julio”.
Insomma, se di un disco con 17 pezzi (4 dei quali ripetuti n versione “Clean”), ben 10 meritano una menzione speciale, penso di potere affermare senza dubbio che si tratta di un bel prodotto.  

(Riki Signorini)

I brani

1.   Forget Me Not
2.   City By The Bay
3.   Devil's Level
4.   Everything & Moore
5.   Take Back The Night
6.   It's You I Don't Believe
7.   Here's Looking At You
8.   Julio
9.   Anything That Moves
10.  Dead In My Dreams
11.  Get Away
12.  You Turn Me On
13.  Nowhere Fast
14.  Safe Space
15.  Trace Amounts
16.  Down and Dirty
17.  The Giver
18.  Forget Me Not (Clean)
19.  Julio (Clean)
20.  Here's Looking At You (Clean)
21.  Take Back The Night (Clean)


I contatti


Svetlanas, Nick Oliveri Death Electric e Dwarves Live al Freakout di Bologna (21 Febbraio 2018)

Arrivo al Freakout intorno alle 21.30, quando Olga mi ha detto che avrebbero iniziato a suonare gli Svetlanas, ed il locale è desolatamente vuoto.
Le poche persone presenti attendono in disparte sbirciando il proprio smartphone, e sono assalito dalla sensazione di imminente serata-disastro.
Poi però Olga e c. salgono on stage, e chissà da dove cominciano a radunarsi sotto il palco un bel numero di persone, catalizzate dalla presenza scenica degli Svetlanas che, capitanati da Olga, dimostrano di saper davvero tenere benissimo la scena, tanto da sembrare una band USA.
Ed è bello vedere come Nick Olivier, ex bassista di Kyuss e Queens of the Stone Age, aiuta i suoi compari Milanesi; quando al secondo brano si rompe il microfono di Olga è lui che prende quello del chitarrista e
supporta la front woman con la sua incredibile voce, e poi sale sul palco in più di una occasione per cantare con lei.
Anche se Olga ce la mette tutta il pogo non parte, ma il pubblico apprezza molto la performance della band, e partecipa comunque molto nei momenti topici, tipo “Tell Me Why”, “This Is Moskow Not LA” e “Vodka’n’Roll”.
Poco più di mezz’ora (ma che mezz’ora!) e dopo un breve break sale sul palco Nick Oliveri con i suoi Death Electric. Come direbbero gli Americani, “not my cup of coffee”, ed infatti mi defilo per fare due chiacchere con gli amici fuori, nonostante pioggia e freddo pungente. Del set segnalo sicuramente la gran cover di “Endless Vacation” dei Ramones, e soprattutto la voce DEVASTANTE di Nick che non si sa da dove riesca a tirare fuori la forza per cantare così per tre concerti consecutivi (dopo Svetlanas e Death Electric canterà anche coi Dwarves), ma spesso l’efetto Kyuss è troppo marcato per i miei gusti e non riesco a scaldarmi.
Pochi minuti di pausa e Nick veste i panni di Rex Everything e torna coi Dwarves.
Li avevo visti suonare nel 92 a San Francisco, e ricordavo uno show devastante. Visto che da allora è passato un quarto di secolo, avrei dato per scontato un naturale rilassamento, e se non fosse stato per Olga
Svetlana, che in una intervista su Ribelli A Vita di qualche tempo fa (la trovate qua) mi aveva detto che il loro live set continua ad essere fenomenale, forse non mi sarei fermato ad aspettarli e avrei ripreso la strada di casa.
Ed invece, proprio come previsto da Olga, i Dwarves continuano a spaccare, come si addice alla band più politicamente scorretta di oltreoceano. Un gran numero di pezzi punk’n’roll sciorinati ad alta velocità (ma il cantante Blag Dahlia sembra non accorgersene neppure, tanto riesce a cantare con calma
in quel marasma, ottimamente coadiuvato da Nick che presta le corde vocali anche qua), e pochissime soste tra un pezzo e l’altro. Difficile scegliere i momenti migliori del concerto, anche se senza dubbio con “Let’s fuck”, “Forget Me Not” e “Astro Boy” sono tra questi.

Insomma, una gran bella serata e tre gran bands.

(Riki Signorini)