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RECENSIONE NO MORE LIES “NEL CUORE DELLA BESTIA” (CD, 2023, AUTOPROD, 3/5)

Grazie al sempre attivissimo Heintz Zaccagnini sono venuto in possesso di questo pre-master dei romanissimi No More Lies, dei quali mi ero già occupato ai tempi del loro split coi Nabat, di cui potete leggere QUA.

Anche se non ancora nella loro versione definitiva, le 12 tracce fanno ben capire cosa ci offriranno il Marinaio ed i suoi compagni di avventura.

Un disco dalle due facce, una più legata all’universo Oi! Punk, pur se a velocità elevatissime, ed una più vicina al mondo new school nella sua accezione più veloce e brutale, ma con forti legami all’hardcore Italiano degli anni 80.

In entrambi i casi, comunque, il sound è estremamente compatto e granitico.

E pensare che il disco si apre con un arpeggio che farebbe pensare a qualcosa di melodico, ma dopo pochissimi secondi “La solita vecchia storiaesplode in modo micidiale regalandoci uno dei pezzi più riusciti dell'album.

Sempre la solita vecchia storia, un giorno di merda un giorno di gloria” è un ritornello che non a caso cita i Nabat, e ben si addice a questa musica di strada per teste rasate che amano la velocità folle e i cori strappa pogo.

Con la successiva “Skin e Punk”, introdotta da una deliziosa citazione di Alberto Sordi, si procede nella scia dello street punk sparato a mille. Un pezzo dedicato ai “ribelli senza tempo, uniti e mai divisi”, come si auspicava fin dal titolo il quasi omonimo primo EP di Campane A Stormo Records (“Skins e Punks = T.N.T.”).

Segue “Il suono della strada”, che si apre con un bel grido “oi! oi! oi!” a rimarcare la vicinanza con quello stile musicale, pur se a velocità più sostenute. E anche qua il coro è di quelli che scatena sicuramente mischie furibonde sotto al palco, dedicato al suono della strada ed alla voce dei perdenti.

Lo spirito di strada emerge forte e potente anche in “Chi è punk non muore mai", brano dedicato a Roberto Perciballi ed ai suoi Bloody Riot.

Come dicevo, però, i No More Lies si muovono su due binari diversi.

L’altro è quello più brutale e “new school”, pur se (fortunatamente) contaminato dall’hardcore Italiano degli anni 80 . A questo filone, che francamente mi ispira meno, appartengono “666” e “13 12”, così come “Il distruttore” e la conclusiva “Il sangue e la furia”, quella che preferisco nel mondo “New School”, forse perché si apre in un modo che mi ricorda i Negazione.

Insomma, un disco sconsigliato ai deboli di spirito, ma che piacerà agli amanti della musica da acufene.

Benvenuti nel cuore della bestia!!


(Riki Signorini)

I brani 

1.   La solita vecchia storia

2.   Skin & punk

3.   Il suono della strada

4.   666

5.   Anthem

6.   Chi è punk non muore mai

7.   Il cuore della bestia

8.   1312

9.   Senza fine, senza tregua

10.        Il distruttore

11.        Birra gratis

12.        Il sangue e la furia

I contatti

https://www.facebook.com/NOMORELIESSpqrHc

RECENSIONE SPLIT NABAT – NO MORE LIES “RESTA RIBELLE!” (EP, 2020, TUFO ROCK RECORDS, 3/5)


Fate i Nabat!, Fate i Nabat!”, questo è il grido che per anni si è levato per decenni ai concerti in tutta Italia, e finalmente Steno è tornato con i suoi compagni di avventura a fare quello che gli chiedevamo, i Nabat
Lo fanno contribuendo con due brani ad uno split con i No More Lies, e per quanto mi riguarda questa è la parte migliore del disco, insieme alla copertina di Zerocalcare.
Paolo Sollier” è forse il brano migliore, un autentico anthem della vecchia scuola Oi! dedicato ad un calciatore decisamente controcorrente, uno di quelli che ha avuto il coraggio di dichiarare le sue idee, tanto da salutare i suoi tifosi a pugno chiuso.
Modus” è invece un inno dedicato a chi vive la vita skinhead, “senza soldi e senza casa”, veloce e ritmata, che ti entra subito in testa.
Di tutt’altra pasta sono fatti i No More Lies, che suonano un hardcore feroce e furioso che parla di tematiche di strada e di vita sulla strada, vomitate dalla voce cattivissima del Marinaio.
Due pezzi tiratissimi (preferisco “Colpo su Colpo”), non esattamente il mio genere, ma comunque notevoli.
Tracklist
Side A
01. Nabat – Paolo Sollier
02. Nabat – Modus
Side B
01. No More Lies – La Tua Città
02. No More Lies – Colpo su Colpo

I contatti



RECENSIONE COSA NOSTRA “BOLOGNA BRUCIA” (EP 7”, 2018, ASSURD RECORDS, 4/5)

Già qualche mese fa avevamo annunciato qua l’imminente uscita del nuovo disco dei Bolognesi Cosa Nostra dei quali ci eravamo già occupati più volte in passato dispensando lodi a piene mani.
Ed ora finalmente esce il loro nuovo sette pollici su Assurd Records, contenente sette pezzi, suddivisi tra cover ed originali, ed anticipato, come ricorderete, dalla loro personalissima rivisitazione in chiave hardcore (nata da un'idea dell'amico Balzarot) dell’intramontabile “Stop al panico”, brano rap degli Isola Posse All Stars,.
Stavolta gli hardcorissimi in passamontagna che turbano i sonni dei benpensanti Bolognesi provano a scrollarsi di dosso l’etichetta di “cover band” dei Nabat (l’album “Cani Sciolti”, recensito qua, era fatto solo di brani della band di Steno), portando su vinile quello che Giangiacomo e c. già facevano (bene) on stage.
E allora oltre a tre brani propri(con “Bologna Brucia” che è ormai un classico), si segnalano le personalissime reinterpretazioni in chiave hardcore a due voci di “Mass Media” degli Indigesti (imperdibile), di “Spara Jurij” dei CCCP e di “Passione nera” dei Nerorgasmo.
In ogni caso non mera riproposizione di un suono che fu, ma una reinterpretazione che a quel suono aggiunge molto, da Slapshot a Snapcase, passando per Integrity e Ivory Cage.

Bologna brucia ancora, Rock Tha Fuck On!!!!



(Riki Signorini)

I brani

1.   Stop al panico (Isola Posse All Stars)
2.   Cosa nostra
3.   Passione nera (Nerorgasmo)
4.   Bologna Brucia
5.   Mass Media (Indigesti)
6.   Spara Jurij (CCCP)
7.   Sopra la linea

I contatti


Cosa Nostra Live (assieme a Riot Clan e Bomber 80) al K100 Cienfuegos di Campi Bisenzio

Sabato 18 Febbraio ho avuto modo di assistere al concerto dei Cosa Nostra (assieme a Riot Clan e Bomber 80) al K100 Cienfuegos di Campi Bisenzio.
Dei Cosa Nostra ci eravamo interessati, io ed Heintz, nel corso di una intervista radiofonica su garageradio.it che potete riascoltare qua.

Poi avevo fatto una intervista (QUA) ed una recensione del loro disco (QUA), nonché una breve recensione del loro concerto al Vecchio Son di Bologna assieme a Siege Stompers e Colonna Infame (la trovate qua).

Stavolta, visto che insieme a me era presente il grande Heintz, che a scrivere è molto più bravo di me, e che oltretutto io l’ultimo gruppo (Bomber 80) non l’ho neppure ascoltato perché alla fine dei Cosa Nostra sono dovuto rientrare a Pisa, lascio a lui l’onore di parlare di questo show su FERA.

Io mi limito a complimentarmi con i ragazzi dell’Underdogs Collective (ai quali si deve anche il bellissimo show estivo degli Adolescents di cui parlai qua), ed a pubblicare qualche scatto, oltre al video della loro (ottima) versione hc di Spara Yuri Spara dei CCCP rivista in chiave Raw Power.

(Riki Signorini)









RECENSIONE SERIE TV “ROTTE INDIPENDENTI” (2016, SONNE FILM, 5/5)

Rotte Indipendenti è un viaggio in quattro puntate attraverso trentacinque anni di musica indipendente Italiana.
Quattro puntate, realizzate per Sky Arte, in cui la Sonne Film di Giangiacomo De Stefano ci racconta di quello che è accaduto, ed accade, a Bologna, Milano, Torino e Roma.
Le quattro città vengono raccontate attraverso immagini d’archivio, interviste ai protagonisti, riprese dal vivo e testimonianze di giornalisti ed addetti ai lavori, il tutto raccordato dalla voce narrante di Lara Rongoni.
La prima puntata, quella dedicata alla città del regista, è quella che preferisco, perché si capisce quanto Giangiacomo ne sia coinvolto e la ami.
Spazio quindi a Skiantos, Disciplinatha, Nabat ed Isola nel Kantiere, ma anche Massimo Volume e Lo Stato Sociale, passando per la scena hip hop dei Sangue Misto.
Ben fatte, ma meno coinvolgenti, le puntate dedicate a Milano (dove si parla di Casino Royale, Ritmo Tribale,
Afterhours, Marta sui Tubi, Scisma, Cristina Donà fino ad arrivare ad oggi con i Calibro 35) e a Torino (con focus su Negazione, Africa Unite e Madaski, fino ai Subsonica, e, con una discreta licenza geografica, Raw Power, anche se questa puntata la ho soprattutto apprezzata perché mi ha fatto conoscere il rapper Willy Peyote)
Infine ritorno ai massimi livelli nell’ultima puntata, quella dedicata alla capitale ed alle sue molteplici scene, con Militant A (Assalti Frontali) che ci racconta del quartiere San Lorenzo e di Radio Onda Rossa, Paolo Petralia e l’Oi! dei Colonna Infame, i Growing Concern e il Piotta, le posse, l’hardcore e la loro curiosa commistione capitolina, passando per (e come poteva essere altrimenti) Banda Bassotti, Gridalo Forte Records, Roberto Gagliardi e Bande Bonnot/Hellnation.
E se tutto questo vi ha incuriosito, intanto godetevi il Trailer




Su Youtube, poi, troverete certamente tutte le puntate

VIDEO COSA NOSTRA LIVE AL VECCHIO SON DI BOLOGNA, 27 SETTEMBRE 2016

Inizio a pubblicare qualche video dei Cosa Nostra ripresi al Vecchio Son nel corso del loro concerto con Siege Stompers e Colonna Infame di cui mi sono occupato con questo articolo.

BOLOGNA BRUCIA



POTERE NELLE STRADE




SCENDEREMO NELLE STRADE





SIEGE STOMPERS - COSA NOSTRA - COLONNA INFAME LIVE AL VECCHIO SON DI BOLOGNA, 27 SETTEMBRE 2016

Gran serata al Vecchio Son, la sala prove Bolognese gestita da Steno, storico leader dei Nabat. Un locale dalla capienza limitata, che sfiora il tutto esaurito per uno show che sin dalla locandina si preannunciava come un massacro.

 Ad aprire le danze, se così si può dire, sono i Siege Stompers. Il loro è un Hardcore molto Old School, tra SSD, Slapshot e Minor Threat, che ai suoi tempi mi avrebbe fatto fare dei gran salti. Pochi brani ma intensi, che iniziano a riscaldare i presenti.






Seguono sul bassissimo palco (ad appena 10 cm da terra!) i Cosa Nostra. In giro dall’inizio di questo millennio, i cinque Bolognesi (ma presto saranno in sei) hanno recentemente fatto uscire un album (“Cani Scioli” – vedi qua la recensione) di cover dei Nabat, e sono la ragione principale della mia presenza al  concerto di stasera. Una dozzina di brani, tra i quali, oltre alle attesissime cover dei Nabat, spiccano anche un paio di nuovissimi pezzi originali, oltre a “Mass Media” degli Indigesti ed una fulminante “Nato Per essere Veloce” dei Crash Box. Questo brano, insieme a “Kill Khomeini”, conquista il gradino più alto del mio personale podio. Il pubblico risponde assai bene alla esplosiva carica di questi veterani, che hanno anche il tempo di cambiare chitarrista e bassista per gli ultimi pezzi. Peccato che alla fine Steno sia sparito e non abbia accompagnato le due voci dei Cosa Nostra per gli ultimi prezzi come inizialmente previsto dalla scaletta. Chiudono la serata i Colonna Infame Skinhead, autentica attrazione della serata, che non a caso portano al Vecchio Son un gran numero di teste rasate.

Paolo Petralia, il cantante, esordisce dicendo che non provano da un paio di mesi, e che probabilmente avrebbero suonato di merda. E invece nisba, neppure dopo due mesi di inattività i Capitolini riescono a deludere la platea. Street Core Oi! Potente, con cori “da paura” ed una partecipazione chiassosa da parte delle prime file, con molte teste rasate che provano a fare crowd surfing nel pochissimo spazio tra le teste del pubblico ed il soffitto. Alla fine tutti distrutti ma felici per una serata che è stata un massacro, ma che spero possa ripetersi presto.
Intanto, in attesa di pubblicare qualche video della serata, ringrazio Marco Pasini per le bellissime foto.










CONTATTI all'inizio degli anni 2000 da membri di Summer League, Ivory Cage, Sumo, Ageing e The Guilt show, COSA NOSTRA dall'inizio ha avuto una missione: suonare brani di gruppi hardcore e punk anni 80 come Crash box, Wretched, Rappresaglia, Raw Power, Nerorgasmo, Negazione, Nabat, Blue Vomit, Ghetto 84, Contrazione e Indigesti. Nelle sue varie incarnazioni i membri di COSA NOSTRA hanno suonato sempre mascherati. Dopo aver registrato nel 2002 Nichilistaggio dei Nabat per una compilation edita da Rumble Fish, fatta eccezione per un concerto nel 2012 insieme a Nabat e Colonna infame, COSA NOSTRA è finita nel dimenticatoio Oggi, COSA NOSTRA, celebra i Nabat, il più grande gruppo bolognese, con un disco composto da 8 pezzi a loro dedicati. Poi forse calerà di nuovo il silenzio all'inizio degli anni 2000 da membri di Summer League, Ivory Cage, Sumo, Ageing e The Guilt show, COSA NOSTRA dall'inizio ha avuto una missione: suonare brani di gruppi hardcore e punk anni 80 come Crash box, Wretched, Rappresaglia, Raw Power, Nerorgasmo, Negazione, Nabat, Blue Vomit, Ghetto 84, Contrazione e Indigesti. Nelle sue varie incarnazioni i membri di COSA NOSTRA hanno suonato sempre mascherati. Dopo aver registrato nel 2002 Nichilistaggio dei Nabat per una compilation edita da Rumble Fish, fatta eccezione per un concerto nel 2012 insieme a Nabat e Colonna infame, COSA NOSTRA è finita nel dimenticatoio Oggi, COSA NOSTRA, celebra i Nabat, il più grande gruppo bolognese, con un disco composto da 8 pezzi a loro dedicati. Poi forse calerà di nuovo il silenzio all'inizio degli anni 2000 da membri di Summer League, Ivory Cage, Sumo, Ageing e The Guilt show, COSA NOSTRA dall'inizio ha avuto una missione: suonare brani di gruppi hardcore e punk anni 80 come Crash box, Wretched, Rappresaglia, Raw Power, Nerorgasmo, Negazione, Nabat, Blue Vomit, Ghetto 84, Contrazione e Indigesti. Nelle sue varie incarnazioni i membri di COSA NOSTRA hanno suonato sempre mascherati. Dopo aver registrato nel 2002 Nichilistaggio dei Nabat per una compilation edita da Rumble Fish, fatta eccezione per un concerto nel 2012 insieme a Nabat e Colonna infame, COSA NOSTRA è finita nel dimenticatoio Oggi, COSA NOSTRA, celebra i Nabat, il più grande gruppo bolognese, con un disco composto da 8 pezzi a loro dedicati. Poi forse calerà di nuovo il silenzio





RECENSIONE NO MORE LIES “NESSUN RIMORSO” (CD, 2016, AUTOPRODUZIONE 3/5)

Spinto dall’entusiastico resoconto del loro live set Pisano fatto recentemente da Heintz Zaccagnini, mi sono messo sulle tracce di questa band Romana per recensirne il disco autoprodotto di esordio.
La prima delle otto tracce promette bene, e mi carica facendomi aspettare un bel disco.
Purtroppo però da lì in poi i ragazzoni capitolini si perdono, e non riescono ad entusiasmarmi più di tanto sino all’ultimo brano, che non a caso è una cover, assai possente in vero, di “Potere nelle strade” dei Nabat.
Tra l’Hardcore metalleggiante di Madball e Agnostic Front (coi quali si sono già esibiti in passato e torneranno ad esibirsi il 23 Agosto a Caramagna Piemonte), ed il teppismo dei loro concittadini Bloody Riot, passando per i Sick Of It All e l’Oi di matrice Italiana, i nostri offrono un mix di rabbia e potenza, batteria velocissima e basso possente, ma chitarra troppo smaccatamente Thrash per il sottoscritto.
Lineup a 4 formata da membri ed ex membri di Payback, Southern Drinkstruction e Disgusto.  
Per i più curiosi qua potete ascoltare "Sarà Rivolta".
Invece su Bandcamp trovate l’LP intero.

(Riki Signorini)

I brani

Nessun Rimorso
Ancora Vivo
Brucera' Questa Citta'
Sara' Rivolta
Potere Nelle Strade (Nabat Cover)

I contatti


Intervista ai Cosa Nostra

Dopo avere recensito il CD qua, ed avere avuto modo di intervistarlo in radio (qua), è adesso la volta di una intervista tutta nostra a Giangiacomo De Stefano, una delle voci dei Bolognesi Cosa Nostra. Dunque bando alle ciance e via all’intervista…

1. Ciao. Incominciamo con un po’ di storia: chi sono, e cosa sono, i Cosa Nostra? Voglio dire, quali storie si celano dietro le vostre maschere, e per quale motivo avete deciso di intraprendere proprio la strada del tributo?

La parola tributo mi fa spavento. Cosa Nostra è un progetto nato all'inizio degli anni 2000 da amici che all'epoca si dividevano tra gruppi come Summer league e Sumo, più un paio di altri che prima non avevano mai suonato in una band. Registrammo “Nichilistaggio” dei Nabat per una compilation edita da Rumble Fish, poi, dopo qualche concerto, decidemmo di smettere.
Cosa Nostra non la vedo come una tribute band. E' piuttosto un dar nuova vita a pezzi storici di grandi band che a noi sono sempre piaciuti e che ancora oggi hanno una carica impressionante. Tra le altre cose abbiamo anche un paio di brani nostri.

2. So che non ami molto le reunion, ma sembra che questo sia il trend del momento. Dai Poison Idea agli Indigesti, dai Dag Nasty ai Negative Approach e via dicendo, cosa pensi di questo fenomeno? Possibile che non ci sia nulla di valido nato dopo il 90?

Sicuro la musica estrema, per usare una citazione che viene dalla politica, ha terminato la sua spinta propulsiva e oggi molte persone tendono ad ascoltare più gruppi storici che le novità, le quali va sottolineato, almeno come ricambio generazionale, non sono poche. Se devo dirtela tutta, per certi versi molte cose sono anche migliorate. Penso ad un evento come Venezia Hardcore che, in una situazione completamente autogestita e all'interno di un centro sociale, è qualcosa di mai visto prima in Italia dal punto di vista della partecipazione e della qualità dell'iniziativa.
Mancano forse delle novità a livello di suono e immagine, dato che un po' tutta la musica è ferma a generi ormai vecchi. Se dovessi fare un confronto con la mia esperienza, potrei dirti che a partire dai miei 14 anni ho avuto la fortuna di vedere e vivere in tempo reale cose musicalmente inedite: il thrash metal quando uscivano dischi come “Master of puppets”, “Reign in blood” e “Among the living”, l'esplosione di generi come il crossover(parlo della seconda metà degli anni 80), del rap e poi del rap italiano, la nascita del grind e del death metal, la rinascita dell'hardcore italiano e l'arrivo dello straight edge come forza trainante della scena e mille altre situazioni che quando sono venute fuori erano novità assolute.
Sulle reunion? Boh, non mi fanno impazzire, poi però vado a vederli i gruppi che si riformano. C'è da dire che spesso queste bands, tranne alcune eccezioni, sono una specie di proiezione pallida di ciò che erano nel passato. Nella musica rock e non solo l'hardcore punk, conta anche la fisicità e una certa età chiaramente non aiuta.

3. Sei reduce da un gran weekend in terra Tedesca. Hai visto qualche
concerto?

Sono stato a Berlino qualche giorno per ricaricare le pile prima di un mese infernale a livello lavorativo.
Come puoi immaginare a Berlino c'è l'imbarazzo della scelta praticamente ogni sera. In quei giorni ho visto Youth of Today e Dag Nasty grazie a Walter Schreifels (Gorilla Biscuits/Quicksand/Youth of today) che mi ha fatto entrare nonostante fosse sold out da tempo.
Devo dirti che gli YOT hanno tirato giù il SO36. Il primo maggio invece non ho visto i tradizionali concerti all'aperto che si svolgono davanti a Core tex, ma la sera sono tornato al SO36 per BURN e Terror. I BURN sono uno dei miei gruppi preferiti e i Terror nonostante siano distanti attitudinalmente da quello che per me è l'hardcore, sono dei maestri nel loro genere.

4. Con le tue precedenti band hai avuto modo di vedere molti shows e locali. Di sicuro avrai un sacco di ricordi. Qualcuno da condividere con i lettori?

Credo che tutti quelli che nel passato hanno intrapreso un tour fuori dei grandi circuiti, possono raccontarti tonnellate di storie divertenti. A me anche sono capitate stranezze: con gli Ageing con i quali andai a Stoccarda per un festival, dopo una serie di situazioni rocambolesche che sfiorarono la rissa con gli organizzatori, ci trovammo alla fine nella condizione di non suonare e tornare a casa con il solo rimborso. Altre situazioni, sempre all'estero, questa volta con i Summer League durante un tour del 2004, nel quale ad un certo punto sul palco, durante un concerto a Lipsia, fummo inondati da una cascata ininterrotta di acqua causata da una tubatura rotta da uno dei presenti che, preso dalla foga, aveva distrutto tutto ciò che trovava davanti a sé.
Un tour mette alla prova l'amicizia e la tenuta di un gruppo. Aggiungo che avendone fatti decine all'estero, mi sento di dire che tour di un certo tipo li puoi affrontare solo se sei giovane e motivato. Se adesso mi dicessero di fare 15 giorni in giro su un furgone declinerei l'invito. Non c'ho l'età!!

5. Se tu potessi tornare indietro nel tempo, a quale dei gruppi in cui hai suonato vorresti dedicare qualche sforzo in più per cercare di tenerlo in vita e proseguire quella avventura?

Sono molto drastico quando parlo di musica. Bisogna capire quando è il momento di smettere. Forse avrei continuato con i Summer League che musicalmente seguivano un percorso che mescolava hc old school, melodia e suoni moderni. Devo dire però che va bene così. Purtroppo quando si suona si tende a non capire che arriva sempre il momento di smettere. Chiaramente ci sono mille eccezioni, ma pensa che bel ricordo avremmo dei Metallica se si fossero fermati a “Master of puppets”. I Minor Threat ad esempio, sono una leggenda e rimarranno tali perché si sono fermati in tempo.
Ci tengo a dire che tutti i gruppi nei quali ho militato erano fortemente ancorati all'idea di indipendenza e di essere underground. Ho sempre visto quello che facevo come un piacere e mai come un possibile business.
La musica è stata una passione che definirei pura che nel mio caso non è mai diventata routine. Provo pena per quei gruppi che continuano a ripetere la loro formula fatta di concerti, sala prove e magari pure qualche piccolo tour nella quale però la parabola non è più ascendente, ma se va bene piatta e costante.

6. La gestazione di questo “Cani Sciolti” è stata lunga e travagliata. Già qualche anno fa Steno dei Nabat mi parlava in termini entusiastici di questo progetto, che all’epoca avrebbe voluto produrre lui. Perché tempi così lunghi, e perché poi non è stato il cantante dei Nabat a produrlo?

Nel 2013 ci eravamo riformati per fare qualche concerto e produrre un lp composto da brani nostri e cover di band anni 80, non solo i Nabat.
Poi per tante ragioni ci siamo fermati e non abbiamo più realizzato quel disco che vedeva Steno come principale produttore.
“Cani sciolti” è una cosa diversa. Steno inizialmente e forse durante tutta la gestazione è stato sempre un po' perplesso. Adesso credo che anche lui sia soddisfatto del risultato.

7. Dopo anni di assenza dai palchi, sembra tornato il momento dei live shows. Così, dopo BOLOGNA BRUCIA- Live In Pompei (DOMENICA 8 MAGGIO) sarà la volta del Distruggi La Bassa Fest 2016, nella serata del 15 Luglio assieme ad Adolescents e Weirdos. Cosa dobbiamo aspettarci dal vostro live set? Solo Nabat o cos’altro?

Assolutamente no. Suoneremo i pezzi del disco, ma oltre a qualche brano nostro, anche pezzi di Indigesti, Negazione e Nerorgasmo.
Voglio aggiungere per spiegare che non siamo la cover band dei Nabat, che sulla compilation “Still pounding in” uscita per Assurd, siamo presenti con “Nato per essere veloce” dei Crash Box.

8. Perché proprio i Nabat? Voglio dire, dal momento che dal vivo omaggiate molti gruppi degli anni 80, perché un intero LP dedicato a loro, e non magari un album con cover di vari gruppi?

I Nabat sono una band incredibile. Non sono il mio gruppo preferito, ma quando suoni quei brani capisci quanto sono trascinanti e li senti come tuoi. Forse per quello sono coverizzati da tanti.
Credo che gli originali siano già perfetti e nonostante le registrazioni, suonino ancora pesanti. Noi volevamo però renderli attuali e tirare fuori alcuni elementi
che per noi erano inespressi e che suonati da un gruppo hardcore avrebbero reso ancora di più. Mi permetto di dire che gli stessi Nabat si sono rifatti alla nostra versione di “Nichilistaggio”.

9. E visto che avete scelto i Nabat, perché non avete messo su “Asociale Oi”? Secondo me è il brano più Hardcore della band di Steno (non a caso lo hanno coverizzato i Cripple Bastards) e ben si sarebbe prestato alle vostre cure…

Perché l'hanno già fatta bene i Cripple Bastards. Cosa avremmo aggiunto noi?

10. Nella tua playlist durante l’intervista a FERA hai messo anche gli Isola Posse All Stars, una posse storica della scena Bolognese e non solo. Perché questa scelta? Segui ancora il Rap?

In autunno sono andato al cinema a vedere “Straight outta Compton”, il film sugli N.W.A. All'uscita dal cinema mi sentivo esperto di hip hop solo perché Ice Cube, Dr. Dre e co. al tempo degli N.W.A., li ho ascoltati tantissimo. Il problema è che tranne qualche eccezione tipo i classici Beastie Boys, Common, Assalti frontali, Everlast e pochi altri, non so molto del rap degli ultimi 25 anni. L'altro giorno raccontavo ad uno storico esponente del rap italiano, Lugi, che nei primissimi anni novanta ho avuto modo di vedere un bel po' di concerti hip hop, su tutti i 3dBASS. Poi forse per una distanza attitudinale mi sono allontanato dal genere.
Al tempo del disco dei Cosa nostra che voleva produrre Steno, ragionavamo anche su una rivisitazione hardcore di “Stop al panico” di Isola Posse.
Un brano che nel 1991 ho consumato. L'Isola nel Kantiere è un pezzo della mia formazione. Sono alcuni dei miei cattivi maestri.

11. Giangiacomo, tu oltre che di musica ti occupi anche di video. Perché non ci parli un po’ anche di questa attività?

Ho una casa di produzione che si chiama Sonne film. E' l'attività che oltre al mio essere padre, prende la quasi totalità delle mie forze e del mio impegno. E' una società nata per realizzare i miei documentari e nel tempo, dopo aver prodotto non solo documentari ma anche serie per la televisione, mi vede sia come autore di miei progetti, ma anche e soprattutto produttore di film di altri registi .
Nonostante le difficoltà, posso dire di fare ciò che mi piace nella vita. Tra poco ad esempio andrà in onda su SKY una serie di quattro episodi sulla musica
indipendente in Italia.

12. Inoltre, so che stai lavorando ad un libro sull’hardcore. Puoi anticiparci qualcosa?


Sto lavorando ad un libro con Andrea Ferraris, al tempo chitarrista dei Burning Defeat, uno dei migliori gruppi hardcore italiani. Non ti anticipo nulla perché su tre capitoli previsti, siamo solo all'inizio del secondo. Troppo presto per dare anticipazioni.


Grazie mille Giangiacomo e a presto, sopra o sotto un palco