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RECENSIONE ANTI-FLAG “LIES THEY TELL OUR CHILDREN” (CD, 2023, SPINEFARM RECORDS, 3/5)

 

È passato molto tempo dall'ultima volta che ho ascoltato gli Anti-Flag, una band dalla produzione sterminata sulla strada da oltre trent’anni.

Se non sbaglio questo è il loro tredicesimo album, inframezzato da una serie infinita di compilation, EP e via discorrendo.

Li ho lasciati liricamente agguerriti e musicalmente incazzati, li ritrovo sempre agguerriti nei testi ma musicalmente addolciti, con una produzione anche troppo mainstream per i miei gusti.

La band definisce il disco un concept album, e come sempre i testi sono molto politici ed affrontano temi come capitalismo, disinformazione e guerra, con la consueta massiccia dose di linee melodiche su base punk rock veloce.

Stavolta i quattro di Pittsburgh si fanno accompagnare in studio da un sacco di musicisti eccellenti, come Brian Baker, chitarrista di Minor Threat e Bad Religion e Tim McIlrath dei Rise Against.

A me piace molto “The Fight of Our Lives”, con linee melodiche straordinarie, e “Victory Or Death (We Gave ‘Em Hell)”. Per il resto bene, ma non benissimo.


(Riki Signorini)

I brani

1. Sold Everything

2. Modern Meta Medicine (feat. Jesse Leach)

3. Laugh. Cry. Smile. Die. (feat. Shane Told)

4. The Fight Of Our Lives (feat. Tim Mcilrath e Brian Baker)

5. Imperialism (feat. Ashrita Kumar)

6. Victory Or Death (We Gave ‘Em Hell)” (feat. Campino)

7. The Hazardous

8. Shallow Graves (feat. Tré Burt)

9. Work & Struggle

10. Nvrevr (feat. Stacey Dee)

11. Only In My Head

I contatti

ANTI-FLAG

RECENSIONE INVASIONE DEGLI OMINI VERDI “CONTRO” (LP, LINFA RECORDS/SELF, VOTO 85, TRATTO DA HTTC020, FLASH GENNAIO 2005)


Correva il lontano 2005, Gennaio, per la precisione, quando recensii su Flash “Contro” de L’Invasione Degli Omini Verdi. Ecco cosa scrivevo:

Eccoci a parlare de L’Invasione Degli Omini Verdi, combo alieno giunto al terzo lavoro sulla lunga distanza (“Contro”, Linfa Records/Self, voto 85) ma per nulla stanco. Anzi… Sono passati ormai 8 mesi dall'uscita di "Non è un Gioco", singolo ultraspasmomelodico che anticipava il CD, ed eccoci finalmente recapitare in mano un disco che non fa rimpiangere l’attesa. Dodici brani all’insegna dell’Hardcore Melodico, di quello che si suona nei migliori locali Californiani, ma con un’attenzione tutta Italiana al lato fisico della musica, quello tipicamente accaci che genera mucchi umani sotto i palchi. Sul mio personalissimo podio di best tracks metto “Irraggiungibile”, “Ballerini” e “Sopravvivere”, ma è davvero difficile trovare un brano al di sotto delle aspettative. Benvenuti alieni……



(Riki Signorini)

RECENSIONE L’INVASIONE DEGLI OMINI VERDI “8 BIT” (CD, 2019, INDIEBOX RECORDS, 4/5)

Tornano i nostri Omini Verdi preferiti, a sei anni di distanza da “Il banco piange” e il successo di pubblico e critica riscontrato con il doppio cd celebrativo “16 Anni Dopo” (2015).
Tornano, nell’anno del ventennale di attività, con un album all’insegna dell’8. Tanti sono i bit del titolo, ma 8 sono anche i pezzi presenti sul disco, l’ottavo della band Mantobresciana.
Di loro ci eravamo già occupati in termini più che positivi ai tempi di “Nel Nome Di Chi?”, e vi invito a rileggervi qua la recensione del 2010.
Oggi come allora brani molto tirati ma generalmente orecchiabilissimi, con un batterista che pesta su quei pedali come nemmeno Sagan in una volata al giro.
Pezzi nella classica chiave Italia ’90 (tra Pornoriviste e Moravagine, strizzando l’occhio a Good Riddance e Bad Religion) a cavallo tra Punk Melodico e Speed Rock, che strizzano l’occhio anche a influenze rock’n’roll, stoner, nu-metal e crossover senza perdere di riconoscibilità e compattezza.
Alcuni brani (“Credimi” su tutti) fanno pensare alla migliore Epitaph, ma il mio preferito è senza dubbio “La Nostra Storia”, bello, veloce e tirato, con un testo molto bello, con la quale la band traccia un bilancio della propria carriera, ringraziando i fans che li hanno seguiti e spinti in questi 20 anni.
Ottima la produzione per un disco che mi piace molto.
(Riki Signorini)

I brani

1.  Credimi
2.  La nostra storia
3.  Rinuncia
4.  Funerale della verità
5.  Vorrei
6.  Un nuovo giorno
7.  Arcade Boyz
8.  Fine

I contatti

https://www.instagram.com/linvasionedegliominiverdi/

RECENSIONE DURACEL “SUPERMARKET” (CD, 2018, INDIEBOX MUSIC, 3/5)


Tornano Duracel, a 4 anni di distanza dal loro ultimo disco "L'ora d'aria". Ed il nuovo “Supermarket” è ancora una volta un disco “alla Duracel”, nel senso che il modo di suonare dei veneziani è un po' il loro marchio di fabbrica così come la voce di Zamu (da anni ormai anche bassista dei Derozer), e loro suonano così ormai da qualche lustro. Per cui, per farla breve, direi semplicemente “prendere o lasciare”.
Se vi piacciono, e probabilmente vi sono sempre piaciuti, allora sappiate che questo “Supermarket” è forse uno dei loro dischi più riusciti.
Altrimenti passate oltre.
D’altra parte lo dicono subito nella opening track (“Come Una Volta”) che non sono cambiati, e lo confermano per tutti i dodici pezzi del disco.
E, così come una volta, anche nel 2018 i Duracel fanno punk-rock tirato al limite dell’Hardcore melodico, con cori che intrigano ma testi che non lasciano il segno, essendo troppo adolescenziali a dispetto dell'età ormai avanzata di chi li propone.
Mi piace molto “Mi Licenzio”, veloce e tirata come si addice a un gruppo hardcore, così come tirata e piacevole è anche “Supermarket”, la canzone che dà il titolo all'album.
Per il resto gran melodie supportate da un buon tappeto sonoro, che restano subito in testa.

(Riki Signorini)

I brani

01. Come una volta
02. Olanda
03. Nessuno è mai uscito vivo da Italia '90
04. Tattoo
05. Ritornare a casa
06. Mi licenzio
07. La mia vita è uno shot
08. Supermarket
09. La scena
10. Fantasmi
11. Uccidimi adesso
12. Specchio - riflesso

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RECENSIONE GUTTERMOUTH “GOT IT MADE” EP (RUDE RECORDS / BIRD ATTACK RECORDS, 3/5)

Non sono mai stato un fan dei Guttermouth, ed il fatto che fossero passati 10 anni dalla loro ultima uscita mi lasciava più che indifferente. Poi però mi son trovato tra le mani (o meglio sul PC) questo nuovo EP (con sei pezzi) e mi sono (moderatamente) entusiasmato. Sarà che la scarsa durata del disco non lascia spazio a cali di tensione, sarà che i 10 anni passati da “Shave The Planet”, e trascorsi in gran parte on the road, hanno ispirato la vena musicale degli (ex!?)
skaters di Huntington Beach, fatto sta che “Got it made” mi piace.
Certo, resta il solito punto debole dei Guttermouth, che continuano ad ispirarsi ad Adolescents, Vandals, Social Distortion, Fear, Descendents, Angry Samoans, Bad Religion e chi più ne ha più ne metta, e così facendo non danno certo segno di originalità. Ma in questi brani i ritmi sono intensi e trascinanti, e il songwriting ispirato.
I’ve Got It Made” è un pezzo davvero intenso, con vocals in stile Biafra, “The Point”, con un testo fatto di due parole o poco più ripetute per due minuti e rotti si presta bene (e come poteva essere diversamente) al sing-along per i cori, e in “Freckles the pony” mi sembrano i Punkreas che cantano in inglese. Insomma, niente di eccezionale, per carità, ma ascoltabilissimo.

(Riki Signorini)

I brani
01. The point
02. Freckles the pony
03. I’ve got it made
04. A punk rock tail of woe
05. Shitty situation
06. Old man

I contatti



RECENSIONE VV/AA “40 OR 41 BANDS THAT WEREN’T GOOD ENOUGH TO GO ON THE OTHER COMPILATIONS” (CD, 2015, NOFX TRIBUTE 3/5)

Da Oakville Ontario direttamente sui nostri device un tributo ai No Fx fatto di 42 bands provenienti da 13 paesi diversi, scaricabile gratuitamente da bandcamp semplicemente cliccando qua.
Ascoltando i brani mi rendo conto che il songwriting della band di Fat Mike fa’ davvero la differenza, perché praticamente ogni pezzo risulta al di sopra della sufficienza anche se suonato da gruppi non all’altezza.
Tuttavia una cover per piacermi deve essere capace di emozionare, non deve ripetere pedissequamente, fino a scimmiottarlo, l’originale.
Per questo apprezzo il coraggio dei Norvegesi Livstid, con la loro versione crust di “Dying Degree”, e segnalo gli Svedesi Rebuke (“Drugs Are Good”) e Ryan Yobs (“13 Stiches”). Segnalo anche i Catalani Melting Fast con la velocissima “The Separation Of Church And Skate”, e gli Spitting On Cops con “Six Pack Girls”.


(Riki Signorini)

I brani

1.The Idiots On Parade - I'm Telling Tim 01:54
2.Beat The Smart Kids - Leave It Alone 02:12
3.Rebuke - Drugs Are Good 01:44
4.Swecore - Monosyllabic Girl 00:54
5.NVS - Kill All The White Man 03:37
6.Aaron Gaita - Drop The World 03:48
7.Kyle Brown - Liza 02:42
8.MÜG - Herojuana 02:34
9.Pako Obieta - It's My Job To Keep Punk Rock Elite 01:18
10.The Costanzas - She's Gone 02:55
11.Some Band That Plays NOFX Songs - We're Bros 01:13
12.Xpand Xplore - See Her Pee 00:29
13.Thirst Things First - The Bag 02:33
14.Ryan Yobs - 13 Stitches 02:07
15.69 Enfermos - Murder The Government 00:58
16.The Shidiots - Party Enema 01:12
17.Hoist The Colours - I'm A Huge Fan Of Bad Religion 00:47
18.From Six Till Eight - 72 Hookers 03:43
19.Gnarly Whales - We Ain't Shit 02:06
20.Lucas Owen - All His Suits Are Torn 02:44
21.Livstid - Dying Degree 01:44
22.Maxwell's Dead - Jaw Knee Music 02:25
23.Melting Fast - The Separation Of Church And Skate 03:03
24.MOFX - The Malachi Crunch 02:50
25.Fat By The Gallon - The Man I Killed 01:22
26.The Has Beens - Shitting Bricks 01:45
27.Spitting On Cops - Six Pack Girls 00:36
28.NO! - Stranger Than Fishin' 01:06
29.Hate For State - The Longest Line 02:04
30.Lay Down 2 - The Death Of John Smith 03:17
31.Bible For Robots - Take Two Placebos And Call Me Lame 02:41
32.Canal 46 - Lori Meyers 02:37
33.Pato Eskizofrenia - You're Wrong 02:12
34.Chaos In Control - Stranded 02:20
35.Finton Arthur - Pump Up The Valuum 02:14
36.Nap - My Orphan Year 02:42
37.The Camorra - USA-Holes 02:24
38.Carlos Danger! - Seeing Double At The Triple Rock 02:47
39.Nopamine - Total Bummer 02:14
40.The Messy Jacksons - Reeko 03:45
41.Cruor Hilla - Linoleum (Bodenbelag) 01:44
42.Jesse LeBourdais - The Decline 18:51
43.Some Band That Plays NOFX Songs - Chili Dogs **Bonus Track** 01:36

I contatti

https://nofxtribute.bandcamp.com/
https://www.facebook.com/nofxtribute


RECENSIONE QUARANTENA “I MIEI IDOLI” (ROCKETMAN RECORDS/SAMOAN RECORDS, 2015, CD)


Dopo “L’epoca dei sogni” (dicembre 2007) e “Tre” (gennaio 2011), i quattro di Mondovì tornano con “I Miei Idoli”, un concept fatto di 13 nuove canzoni, registrato fra maggio e giugno al Real Sound studio di Milano agli ordini di Ettore “Ette” Gilardoni, ed impreziosito dalla grafica di Riccardo Bucchioni. 
La coproduzione tra Rocketman Records e Samoan Records affronta dunque una mini-galleria di personaggi che vanno da Manolis Glezos, eroe della Resistenza greca, recentemente eletto al Parlamento Europeo (“La notte di Manolis”) al giovane che insegue i sogni in un’America che non c’è (“Arturo Bandini”). C’è anche spazio per il vecchio ed il bambino che condannano la speculazione edilizia nella loro Mondovì (“Altipiano bis”), così come per il clochard parigino dallo sguardo tagliente verso la nostra società (“Notre dame de Lorette”). 
 Punk Rock/Hardcore Melodico di matrice Italiana, che non a caso vede ospiti personaggi più o meno illustri del settore, quali Chicco (Latte+), Dani (Yokoano, Pornoriviste), Dario (Crancy Crock), Zamu (Duracel), Ette (Crooks) e Fausto (Antefatti). 
Qua e là affiorano anche velleità cantautoriali che diversificano un po’ l’album, ma devo confessare che nessun brano solletica davvero il mio interesse (anche se "Je Suis Un Bobo" mi piace molto)
Peccato, perché Giro, Bruno, Psyduck ed Albe si sono davvero dati da fare per sfornare un bel disco, curato e ben arrangiato. Solo che stavolta questo disco non fa’ presa. Peccato, non tutte le ciambelle vengono col buco.

I brani 

1. La notte di Manolis 
2. Come Sisifo 
3. Altipiano bis 
4. Je suis un bobo 
5. Notre Dame de Lorette 
6. Ad Portam Inferi 
7. Abort 
8. Romeo 
9. Arturo Bandini 
10. Neanche i vermi 
11. I miei idoli 
12. Mario 
13. Il nuovo Gaetano Bresci 

I contatti


https://www.facebook.com/quarantenapunkrock/
http://www.rocketmanrecords.com/prodotto/quarantena-i-miei-idoli-cd/ https://www.facebook.com/samoanrecords/ 

RECENSIONE ADOLESCENTS VS SVETLANAS “HOT WAR” SPLIT EP7” (ALTERCATION RECORDS, 2015, EP7”) VOTO 5/5


Quando navigando qua e là su Internet ho letto di un EP a metà tra Adolescents e Svetlanas, per poco non mi sono messo a saltare di gioia.

Cazzarola, da una parte gli Adolescents, un pezzo di storia dell’Hardcore Californiano e non solo (proprio l’altro giorno, mentre mio figlio giocava sulla PS4 a GTA, ho scoperto che nella colonna sonora di questo videogame appare proprio la loro “Amoeba”); e dall’altra gli Svetlanas, una delle pochissime punk rock bands Italiane (o Russe?) capaci di eccitarmi oggi (vedi la mia recensione del loro omonimo album del 2010 per capire di cosa parlo…).

Due pezzi ciascuno, e la cosa straordinaria è che a vincere questa caldissima guerra sono gli Svetlanas, con brani travolgenti che ti tolgono il respiro.

In particolare adoro la devastante “Tales From The Alpha Brigade”  (potete vedere il video cliccando qua) che permette alla bravissima front-woman Olga di mostrarci tutta la sua ferocia distruttiva.

Per i Californiani, invece, assolutamente non male la melodica “Forever Summer”, da canticchiare allegramente.

Da segnalare che “Hot War” precede il nuovo album degli Svetlanas, che sarà prodotto da Blag Dahl (The Dwarves), e che Olga e c., dopo i tours in mezz mondo con Dickies, D.O.A., Discharge, TSOL, e Adolescents, adesso stanno girando tutta Europa proprio con i Dwarves (e scusate se è poco….)



I brani

1.    Fukushima Lemon Twist (Adolescents)

2.    Tales From The Alpha Brigade (Svetlanas)

3.    Step Back (Svetlanas)

4.    Forever Summer (Adolescents)


I contatti




RECENSIONE FUGAZI "FIRST DEMO" (CD, 2014, DISCHORD, VOTO 5/5)


Eccomi di nuovo qua, sempre per un disco che per me rappresenta molto.
La prima volta che Ian e C. passarono da Pisa (roba dell'altro millennio, era più o meno il 1987) non avevano ancora registrato nulla, e i pochi che quella sera affollavano il Macchia Nera erano stati attirati dalla descrizione che dei Fugazi aveva dato Syd, il front man dei CCM. Poche, essenziali parole: "spaccano, ma nulla a che vedere con i Minor Threat".
Ed infatti, i Fugazi non avevano nulla a che fare con i leggendari antesignani dello Straight Edge, ma neppure con gli Embrace (altra band in cui aveva militato Ian), o i Rites Of Spring di Guy Picciotto.
Eppure, davvero, i Fugazi spaccavano. Eccome.... E grazie a Dio ho avuto la fortuna, dopo quella volta, di vederli altre tre volte (una delle quali addirittura in Cile, nel 97).
Per questo mi ha decisamente emozionato scoprire che dopo molti anni di silenzio i nostri hanno deciso di pubblicare qualcosa, anche se in raeltà non si tratta di una novità, ma delle prime registrazioni del gruppo, mai rilasciate sinora, almeno in questa forma. 
Solo un vero inedito, "Turn Off Your Guns", ed altri 10 brani che testimoniano la prima session in studio dei Fugazi con Guy Picciotto, tra i quali spiccano, inevitabilmente, "Waiting Room", "Merchandise" e "Song number 1".
Un disco che consiglio, e che potete trovare on line cliccando qua.
PS: avrete notato che non ho descritto cosa e come suonano i Fugazi. C'è un perché...
Perché se non lo sapete, sarà meglio che iniziate a prendere provvedimenti, ed iniziare ad ascoltare questa band. E poi, per chi avesse desiderio di approfondire la conoscenza di questa seminale band, Dischord sta mettendo in rete circa 800 degli oltre mille live show del gruppo, compresi due di quelli fatti a Pisa....

(Riki Signorini)

I Brani
  1. "Waiting Room" – 3:10 (MacKaye)
  2. "Merchandise" – 3:07 (MacKaye)
  3. "Furniture" – 4:07 (MacKaye)
  4. "Song #1" – 3:00 (MacKaye)
  5. "The Word" – 4:38 (MacKaye)
  6. "Bad Mouth" – 2:54 (MacKaye)
  7. "Break-In" – 1:36 (Picciotto)
  8. "Turn Off Your Guns" – 3:43 (MacKaye)
  9. "And the Same" – 5:08 (MacKaye)
  10. "In Defense of Humans" – 2:47 (MacKaye)
  11. "Joe #1" – 1:41 (instrumental)

I contatti
www.dischord.com

RECENSIONE ANTI-FLAG “THE GENERAL STRIKE” (CD, SIDEONEDUMMY RECORDS; voto 2/5)

Ottavo album in studio per questi veterani dell’Hardcore USA, un album che si apre alla stragrande con “Controlled Opposition”, una sfuriata da 20 secondi di quelle vecchia maniera che mi fanno stare bene.
Subito dopo, “The Neoliberal Anthem”, vira un po’ più sul melodico, ma è un altro bel pezzo.
Anche “Bullshit Opportunist” appartiene al genere accaci veloce e feroce, mentre fa bella mostra di se sotto l’insegna del melodico “Broken Bones”.
Per il resto, però, questi dodici brani, che durano in tutto poco più di 25 minuti, non è cehe mi facciano proprio impazzire.
Da un gruppo come gli Anti-Flag sarebbe lecito aspettarsi molto di più.
Da segnalare nell’edizione in vinile Americana una bonus track.

riki signorini

I brani

1. Controlled Opposition
2. The Neoliberal Anthem
3. 1915
4. This Is The New Sound
5. Bullshit Opportunist
6. Broken Bones
7. Turn A Blind Eye
8. The Ranks of The Masses Rising
9. I Don't Wanna
10. Nothing Recedes Like Progress
11. Resist
12. The Ghosts of Alexandria


I contatti
http://www.facebook.com/anti.flag.official
http://www.myspace.com/antiflag
http://www.antiflag.com
http://www.sideonedummy.com

RECENSIONE AUTISTIC YOUTH “IDLE MINDS” (12” LP, 2010, BLACK WATER/ DIRTNAP ZZZ101)

Giunti al II LP (il I non l’ho sentito) questo combo di Portland è in assoluto quello che ha la matrice più propriamente hardcore tra tutte le band di quella scena (Defect Defect, Clorox Girls, Artict Flowers ecc..). Anche se una certa matrice musicale comune alle altre bands della scena è palese.
Pescano a piene mani dall’hc melodico degli anni ’80 (quindi NULLA a che vedere con la compagine californiana della Fat Wreck), e direi più sul versante canadese che quello americano (Doughboys e SNFU). Ma altresì Articles Of Faith e Social Unrest. Non si tratta però di plagi, ma di influenze, infatti il loro suono è molto personale e non scontato. L’unico appunto lo farei alla registrazione della voce (molto bella), secondo me un po’ troppo tenuta nell’imbuto…
L’Lp in questione è bello. Dall’inizio alla fine, un susseguirsi di brani briosi, melodici, carichi, col giusto apporto di cori mai invadenti, e ritornelli azzeccatissimi. Bella anche la copertina, finalmente un insieme riuscito in tutte le sue parti!
Disco HARDCORE melodico the way it should be!
Vinile nero, e lyric sheet.

Gianni Bandini (gianni@ngi.it)

I brani:

1) Soldiers
2) Disciple
3) Blank
4) I Don't Believe
5) Can't Turn Back
6) Who's At Fault
7) Idle Minds
8) Filled My Head
9) Deadbeat
10) Find Me Here
11) No Sleep
12) Among Ruins

I CONTATTI


RECENSIONE ATTITUDE “TURN INTO STONE ” (EP 7”, 2007, 1917 RECORDS 19R011)



Band di New York al secondo capitolo discografico dopo l’album “We All Go Down Together” del 2006. Il gruppo si inserisce pienamente nel filone dell’hc melodico un po’ metallico che ha attraversato tutti gli anni ’00 con band tipo Stay Gold e Supersleuth. Il risultato è nella media; buoni la registrazione e la produzione. Ma il disco arriva in un momento di crepuscolo del genere, e segna un po’ il passo.

Gianni Bandini (gianni@ngi.it)





I brani:
        1) Turn Into Stone
        2) Somebody Up There Like Me
        3) This One’s For The Dream

I Contatti:
http://www.1917records.com
http://www.myspace.com/attitudehc

RECENSIONE DEFECT DEFECT “S/T” (12” LP, 2010, THRASHBASTARD 028/ TAKEN BY SURPRISE 10)


È cresciuta una copiosa ed importante scena a Portland, nell’Oregon; una scena che comprende tra gli altri DEFECT DEFECT, AUTISTIC YOUTH, ARCTIC FLOWERS e i padri putativi OBSERVERS. Tutte queste bands si rimescolano un po’ i membri tra loro, ma fortunatamente ognuna di esse ha sviluppato un suono personale e distinto.
Tra tutti, questi Defect Defect sono quelli che più hanno ripreso le sonorità degli Observers, di cui infatti mi risulta che abbiano più di un membro in comune (ma non ho possibilità di verificarlo). Rispetto agli Observers però la matrice punk melodica è più levigata e le tracce sono un po’ più ruvide.
Certo la melodia è sempre la componente più rilevante del loro punk rock, ma i pezzi rispetto agli Observers sono un po’ più “americani”, e a me risultano meno stucchevoli. I giri di basso a tratti sono proprio plagiati dagli Observers.
Un disco piacevole di punk rock americano; take it or leave it.
L’LP qui recensito è la stampa europea; ne esiste una versione americana con la copertina rossa al posto di blu uscita per l’etichetta RESIDUE RECORDS.
Vinile nero che corre a 45 giri, e lyric sheet minuscolo tanto per essere certi di cavarsi gli occhi.

Gianni Bandini (gianni@ngi.it)

I brani:
     1) Stolen ground
     2) Time To Die
     3) Ex-punk
     4) Osasco
     5) Your Move
     6) Repeating Patterns
     7) We’ve Already Lost
     8) Post-Apocalypse

I contatti
takenbysurpriserecords.wordpress.com

RECENSIONE AUTISTIC YOUTH “IDLE MINDS” (12” LP, 2010, BLACK WATER/ DIRTNAP zzz101)


Giunti al II LP (il I non l’ho sentito) questo combo di Portland è in assoluto quello che ha la matrice più propriamente hardcore tra tutte le band di quella scena (Defect Defect, Clorox Girls, Artict Flowers ecc..). Anche se una certa matrice musicale comune alle altre bands della scena è palese.
Pescano a piene mani dall’hc melodico degli anni ’80 (quindi NULLA a che vedere con la compagine californiana della Fat Wreck), e direi più sul versante canadese che quello americano (Doughboys e SNFU). Ma altresì Articles Of Faith e Social Unrest. Non si tratta però di plagi, ma di influenze, infatti il loro suono è molto personale e non scontato. L’unico appunto lo farei alla registrazione della voce (molto bella), secondo me un po’ troppo tenuta nell’imbuto…
L’Lp in questione è bello. Dall’inizio alla fine, un susseguirsi di brani briosi, melodici, carichi, col giusto apporto di cori mai invadenti, e ritornelli azzeccatissimi. Bella anche la copertina, finalmente un insieme riuscito in tutte le sue parti!
Disco HARDCORE melodico the way it should be!
Vinile nero, e lyric sheet.

Gianni Bandini (gianni@ngi.it)

I brani:
     1) Soldiers
     2) Disciple
     3) Blank
     4) I Don't Believe
     5) Can't Turn Back
     6) Who's At Fault
     7) Idle Minds
     8) Filled My Head
     9) Deadbeat
     10) Find Me Here
     11) No Sleep
     12) Among Ruins

Contatti