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RECENSIONE DURACEL “SUPERMARKET” (CD, 2018, INDIEBOX MUSIC, 3/5)


Tornano Duracel, a 4 anni di distanza dal loro ultimo disco "L'ora d'aria". Ed il nuovo “Supermarket” è ancora una volta un disco “alla Duracel”, nel senso che il modo di suonare dei veneziani è un po' il loro marchio di fabbrica così come la voce di Zamu (da anni ormai anche bassista dei Derozer), e loro suonano così ormai da qualche lustro. Per cui, per farla breve, direi semplicemente “prendere o lasciare”.
Se vi piacciono, e probabilmente vi sono sempre piaciuti, allora sappiate che questo “Supermarket” è forse uno dei loro dischi più riusciti.
Altrimenti passate oltre.
D’altra parte lo dicono subito nella opening track (“Come Una Volta”) che non sono cambiati, e lo confermano per tutti i dodici pezzi del disco.
E, così come una volta, anche nel 2018 i Duracel fanno punk-rock tirato al limite dell’Hardcore melodico, con cori che intrigano ma testi che non lasciano il segno, essendo troppo adolescenziali a dispetto dell'età ormai avanzata di chi li propone.
Mi piace molto “Mi Licenzio”, veloce e tirata come si addice a un gruppo hardcore, così come tirata e piacevole è anche “Supermarket”, la canzone che dà il titolo all'album.
Per il resto gran melodie supportate da un buon tappeto sonoro, che restano subito in testa.

(Riki Signorini)

I brani

01. Come una volta
02. Olanda
03. Nessuno è mai uscito vivo da Italia '90
04. Tattoo
05. Ritornare a casa
06. Mi licenzio
07. La mia vita è uno shot
08. Supermarket
09. La scena
10. Fantasmi
11. Uccidimi adesso
12. Specchio - riflesso

I contatti


RECENSIONE QUARANTENA “I MIEI IDOLI” (ROCKETMAN RECORDS/SAMOAN RECORDS, 2015, CD)


Dopo “L’epoca dei sogni” (dicembre 2007) e “Tre” (gennaio 2011), i quattro di Mondovì tornano con “I Miei Idoli”, un concept fatto di 13 nuove canzoni, registrato fra maggio e giugno al Real Sound studio di Milano agli ordini di Ettore “Ette” Gilardoni, ed impreziosito dalla grafica di Riccardo Bucchioni. 
La coproduzione tra Rocketman Records e Samoan Records affronta dunque una mini-galleria di personaggi che vanno da Manolis Glezos, eroe della Resistenza greca, recentemente eletto al Parlamento Europeo (“La notte di Manolis”) al giovane che insegue i sogni in un’America che non c’è (“Arturo Bandini”). C’è anche spazio per il vecchio ed il bambino che condannano la speculazione edilizia nella loro Mondovì (“Altipiano bis”), così come per il clochard parigino dallo sguardo tagliente verso la nostra società (“Notre dame de Lorette”). 
 Punk Rock/Hardcore Melodico di matrice Italiana, che non a caso vede ospiti personaggi più o meno illustri del settore, quali Chicco (Latte+), Dani (Yokoano, Pornoriviste), Dario (Crancy Crock), Zamu (Duracel), Ette (Crooks) e Fausto (Antefatti). 
Qua e là affiorano anche velleità cantautoriali che diversificano un po’ l’album, ma devo confessare che nessun brano solletica davvero il mio interesse (anche se "Je Suis Un Bobo" mi piace molto)
Peccato, perché Giro, Bruno, Psyduck ed Albe si sono davvero dati da fare per sfornare un bel disco, curato e ben arrangiato. Solo che stavolta questo disco non fa’ presa. Peccato, non tutte le ciambelle vengono col buco.

I brani 

1. La notte di Manolis 
2. Come Sisifo 
3. Altipiano bis 
4. Je suis un bobo 
5. Notre Dame de Lorette 
6. Ad Portam Inferi 
7. Abort 
8. Romeo 
9. Arturo Bandini 
10. Neanche i vermi 
11. I miei idoli 
12. Mario 
13. Il nuovo Gaetano Bresci 

I contatti


https://www.facebook.com/quarantenapunkrock/
http://www.rocketmanrecords.com/prodotto/quarantena-i-miei-idoli-cd/ https://www.facebook.com/samoanrecords/ 

RECENSIONE ANTEFATTI - È SOLO CADERE CON STILE (SNATCH RECORDS, 2010)

Gli Antefatti sono tre giovani Umbri di Terni dei quali avevo già recensito tempo fa l’EP “Summer Session”. Adesso ritornano con un LP tutto intero che inizia subito bene con un pezzo (“È questo il tuo naso?”) abbastanza diverso dal solito, hardcore che si miscela intrigantemente a Rap ed Hip Hop con un testo tutto sommato interessante. Il resto è però assai più scontato, nella media del classico disco di punk rock melodico nostrano, tra Cattive Abitudini, L’Invasione Degli Omini Verdi e Duracel. Dodici in tutto i brani, che comunque si lasciano ascoltare abbastanza bene, pur con testi che lasciano parecchio a desiderare parlando un po’ troppo di ubriacature e serate spensierate. Mi piace parecchio “Prendimi” che in qualche modo mi ricorda i primi Descendents, e la bonus track (forse, ma non ci scommetterei, “Magazzino dell’usato”) che inizia in modo un po’ Brit Pop (o beat anni 60) e prosegue a tutto fuoco. Altrove, come in “Capita Che”, sono più tirati e tosti, quasi hardcore. Insomma, un disco che lascia i Ternani a metà del guado tra la maturità e l’eterno rifarsi a modelli classici e stereotipati.

I BRANI

  1. E' questo il tuo naso?
  2. Bellavita
  3. Tutti i miei trofei
  4. Prendimi
  5. Il collo più lungo della giungla
  6. Andrea
  7. Capita che
  8. 80 anni
  9. La mia Wilson
  10. Alla mia età
  11. Finiranno i nipoti prima o poi
  12. Sulla pelle

CONTATTI

www.myspace.com/antefatti

www.myspace.com/snatchrecord