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RECENSIONE NO MORE LIES “NESSUN RIMORSO” (CD, 2016, AUTOPRODUZIONE 3/5)

Spinto dall’entusiastico resoconto del loro live set Pisano fatto recentemente da Heintz Zaccagnini, mi sono messo sulle tracce di questa band Romana per recensirne il disco autoprodotto di esordio.
La prima delle otto tracce promette bene, e mi carica facendomi aspettare un bel disco.
Purtroppo però da lì in poi i ragazzoni capitolini si perdono, e non riescono ad entusiasmarmi più di tanto sino all’ultimo brano, che non a caso è una cover, assai possente in vero, di “Potere nelle strade” dei Nabat.
Tra l’Hardcore metalleggiante di Madball e Agnostic Front (coi quali si sono già esibiti in passato e torneranno ad esibirsi il 23 Agosto a Caramagna Piemonte), ed il teppismo dei loro concittadini Bloody Riot, passando per i Sick Of It All e l’Oi di matrice Italiana, i nostri offrono un mix di rabbia e potenza, batteria velocissima e basso possente, ma chitarra troppo smaccatamente Thrash per il sottoscritto.
Lineup a 4 formata da membri ed ex membri di Payback, Southern Drinkstruction e Disgusto.  
Per i più curiosi qua potete ascoltare "Sarà Rivolta".
Invece su Bandcamp trovate l’LP intero.

(Riki Signorini)

I brani

Nessun Rimorso
Ancora Vivo
Brucera' Questa Citta'
Sara' Rivolta
Potere Nelle Strade (Nabat Cover)

I contatti


RECENSIONE YUPPICIDE “AMERICAN OBLIVION” (12” MINILP, 2012, CUPCAKE 015)

Una brutta copertina per un bel disco. A 17 anni dal loro ultimo lavoro, anche questi eroi minori della scena hc newyorchese han ben pensato di allietarci nuovamente con la loro miscela di NYHC e psychobilly. A cui però a questo giro aggiungono anche una buona dose di Oi! americano di scuola Headache (Records). Infatti i brani “Dead Inside” e “There’s A Line” vantano forti influenze da bands come Wretched Ones, Lime Cell, Niblick Henbane. Ma poi le altre canzoni sono Yuppicide-sound però con una vena punk più accentuata che nel passato, questo a scapito dell’impatto hc.
I brani sono tutti piacevoli, la copertina più brutta del solito.
Esiste solo la stampa europea (tedesca) di questo disco.
Vinile arancione, inserto coi testi.
       
      Gianni Bandini (gianni@ngi.it)

I brani:
      1) Dead Inside
      2) Too Late
      3) There’s A Line
      4) American Oblivion
      5) Flies On…
      6) Not With You
I CONTATTI:

Recensione Urban Waste "Recycled" (Nicotine Records 2011, voto 3/5))


Cristo santo, mi ci voleva proprio un bel tuffo nel passato per risvegliarmi da quel torpore nel quelle sono precipitato negli ultimi mesi, torpore che mi frena moltissimo nello scrivere recensioni. Ed ecco che la Nicotine Records, l’etichetta che raramente sbaglia un colpo, mi propone un CD degli Urban Waste, leggendaria HC band New Yorkese il cui sette pollici qualche decennio fa’ risiedeva più o meno in pianta stabile sul piatto del mio giradischi….  (scaricatelo QUI). Hardcore punk da galeotti ipertatuati a cui moltissimi combo della East Coast si ispirarono senza timore di dichiararlo, per un gruppo che dopo molti anni di silenzio si è riunito nel 2008 e dopo un paio di anni ha registrato questo CD, uscito prima per la Rebel Sound Records ed ora per la nostrana Nicotine.
Diciotto tracce di HC veloce e furente, volutamente ruvido e lo-fi, registrate da quel Paul Kostabi, che forse alcuni di voi ricorderanno per essere stato essere il fondatore di Youth Gone Mad, White Zombie e Psychotica. Molti pezzi risalgono al tempo  del 7’’ del 1982, furono scartati e vedono la luce soltanto ora a distanza di trent’anni.  Notevole la cover di “Havana affair” dei Ramones. 
La formazione di
 Recycled include 3 membri originali (Johnny Waste, Kenny Ahrens e John Dancy), con una unica novità, quella del nuovo bassista Sonny Baron.

I brani
1.           Eat Cake
2.           Drug Bust
3.           Crack
4.           No Joke
5.           Boogey Man
6.           Mental Patient
7.           American
8.           Military Abuse
9.           Urban Waste
10.       Drama
11.       Resting in Peace
12.       Mutiny
13.       Greed
14.       Debation
15.       I Won't
16.       Havana Affair
17.       If We Only Have Love
18.       Creepy Groove

I contatti
it-it.facebook.com/pages/Nicotine-Records/34711790892



RECENSIONE STIGMA “New York Blood” (LP, 2009, I SCREAM RECORDS 797)


Altro giro altra corsa e grazia a Gianni ancora una volta....

Vinnie Stigma (vero nome Vincent Capuccio) è sicuramente uno dei chitarristi più noti di tutta l’epopea hardcore sin dalla notte dei tempi. Non che il co-fondatore degli ultracelebri Agnostic Front abbia particolari doti tecniche, ma la perseveranza negli anni e il ruolo primario nella band su citata ne hanno sicuramente fatto un personaggio di grande rispetto.
Questo LP mi risulta sia il suo primo da solista (alla soglia dei 53 anni!), e musicalmente certo è quello che ci si poteva aspettare da un protagonista che da tanto tempo ormai con gli A. Front non riesce più a sfornare un disco minimamente degno della gloriosa storia della band (fino al 1992 secondo me).
Musicalmente siamo al macho-metal-core newyorchese, quello che da anni ormai va solo a Berlino in casa MAD, e non più a New York per intenderci. Più un paio di cose più punk-a-billy.
Brani metallico-melodici, anthemici, cori a go-go, ben suonati e ben prodotti. Un paio di bei brani ci sono: in primis la title track “New York Blood” è degna da antologia (c’è anche il video ufficiale su Youtube). Poi “Still Crucified” (il rimando al super classicissimo degli Iron Cross è solo nel titolo). Ci anche due cover della vecchia Oi! band FORCED REALITY (all’epoca rivendetti il loro unico Lp tanto lo trovavo insulso).. chissà perchè ben due… la ragione proprio mi sfugge.. E poi un’alquanto inaspettata cover di “Young Till I Die” dei 7 SECONDS in finale del disco. Senza infamia né lode.
E’ chiaramente un disco celebrativo del personaggio, ma tant’è il calibro di Stigma, che ci sta.
Vinile colorato con inserto coi testi.

Gianni Bandini (gianni@ngi.it)

I BRANI: 
  1. NY Blood
  2.  My Reflection
  3. Hard Livin
  4. Misery To Mile Stone
  5. Hole In My Heart
  6. Trouble
  7. Still Crucified
  8. Turning The Tide
  9. Were Not Alone
  10. Blurry Nights
  11. 15 Pints
  12. We Are The Boys

CONTATTI:

RECENSIONE KILLING TIME “THREE STEPS BACK” (LP, 2010, THINGA MAJIGGER)

E qui riparliamo di un pezzo di storia, minore ad essere onesti, dell’hardcore newyorchese. Chiunque sia stato appassionato del suono della grande mela nel periodo 86-89 non può non conoscere i Killing Time, che nel 1988 furono autori di un classicissimo del genere “Brightside”, uno dei capisaldi dell’hc metalloso e massiccio (a volte un po’ tamarro) tipico di quel periodo. Quindi tra i tanti zombie redivivi che tornano a marciare su questa terra, pure questi hanno pensato di resuscitare dalle loro ceneri. E non mi fa che piacere. Già dal primo impatto, sentire la grandiosa voce di Anthony Comunale fa venire un salto al cuore! La stessa voce di 20 anni addietro! Un cantante coi controcoglioni! Negli anni 90 fecero qualche uscita a livello discografico, ma ammetto di non essermi mai imbattuto in queste loro produzioni “di mezzo”. La musica? Pure quella è la stessa. Hardcore newyorchese (ebbene sì, è un marchio di fabbrica, un genere a sé!) metalloso, ignorante, melodioso quanto basta. Cori nei punti giusti. Potente. Personaggi sinceri, fuori dalle mode.

…per restare “in da family”, questo LP dà 10 lunghezze a quello di Stigma!

Capisco benissimo che possano non piacere, ma a me piacciono!!!

Bello!

Vinile verde e lyric sheet.


Gianni Bandini (gianni@ngi.it)


I BRANI


1) Flight Plan

2) Spaceheater

3) 24

4) Cropduster

5) Mingus

6) The Accident

7) Rope A Dope

8) Inheritance

9) Half Empty

10) Lookout

11)Crouch

12)AKB


Contatti

www.killingtimenyhc.com