Recensione THE TUNAS “We cut our fingers in July” (Tre Accordi)

Dopo un sette pollici del 2006 a titolo “I want you (dead)”, ed un album dell’anno seguente (“The Tunas… au gogo”) tornano i Tunas con un CD a tutto garage rock molto sixties, registrato in modo sopraffino (roba che negli anni 60 se lo sognavano….) all'Outside Inside Studio con la complicità di Matteo Bordin dei Mojomatics.
Mi piacciono molto quando tirano fuori il loro lato più selvaggio e,
ricordando bene la lezione di MC5 e Stooges, ci danno dentro da matti.
E’ il caso di “Too Many secrets” e, soprattutto, di “Miss Understood”, il mio pezzo preferito.
Nei momenti più classicamente sixties mi piace “I’ve had enough”, che presenta comunque delle belle acelerate come piacciono a me.
Per il resto segnalo sicuramente la opening track “Shat my pants”, una versione accattivante di "Uptight (everything is al right)"di Stevie Wonder, e, in particolar modo, John Titor's amazing journey to the past” (il primo singolo scelto per le radio e per la realizzazione del videoclip; racconta del misterioso viaggiatore del tempo (John Titor) che sconvolse i forum del web all’inizio del XXI secolo, tornato dal futuro per salvare il nostro pianeta),

I bran

1.Shat my pants

2.Lament1

3.John Titor's amazing journey to the past

4.Too many secrets

5.You got bread (but you ain’t got teeth)

6.I’ve had enough

7.You know you should

8.Hide your head (into the ground)

9.Nightbobbin’

10 Kickstart your heart

11 Miss understood

12 Uptight

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Recensione Cattive Abitudini “Cosa sei disposto a perdere?” (Indie Box)

Che non sono un fan “a priori” delle Cattive Abitudini si capisce dalle recensioni dei primi due loro album che ho volutamente allegato qua sotto, a scanso di equivoci. Ora però che i nostri sono cresciuti, ed hanno imparato a puntare più se stessi che sul passato da Peter Punk, devo ammettere che questo terzo dischetto non è affatto male. Anzi, a dirla tutta, presenta momenti veramente tosti, ed inizia alla grande con “Via dalla Realtà”, in teoria il primo brano che però viene contato come numero 2 dal lettore (odio i dischi con una intro contata come traccia a se, che poi fa slittare di uno la numerazione dei brani seguenti e mi fa perdere il mi rinvengo….). Non mi dispiace neppure la seguente “Marlene”, e segnalo anche “Se Tutti Mollano” (“non voglio compromessi/ se tutti mollano io no” è un coro da pogo selvaggio). In generale, infatti, a me piacciono di più quando ci danno giù duro e maltrattano gli strumenti, come nei brani suddetti e in “Transaminasi”, mentre pezzi come “Amsterdam” e “Soldato Semplice” rappresentano un calo di stile e di tensione che non mi soddisfa. Mi sembrano canzoni forse più studiate per l’airplay su radio Deejay che non per il mio lettore. Segnalo anche le ghost tracks, che vengono dopo una ventina di minuti di saluti e deliri vari da parte dei 4 componenti della band (dimenticavo di segnalare l’ingresso di Michele al basso). La prima si chiama presumibilmente “un anno se ne va” e mi piace, mentre la seconda, al piano, mi fa pensare ai Lunapop…. “La ruvida velocità/ tre accordi sinceri/ ed un gruppo punk”, così si descrivono loro, assai efficacemente, in “Solo Voi”. Io aggiungerei che si tratta di pop-punk (nei brani meno veloci più pop che punk) veloce e pogabile, in classico stile Derozer/Peter Punk/Pornoriviste contraddistinto da riff orecchiabili e voci melodiche. Il tutto egregiamente realizzato dai maestri/capostipite del genere. Se il genere vi piace, fatevi sotto. Il divertimento è assicurato.

I Brani
1. Via dalla Realtà
2. Marlene
3. Amsterdam
4. Cosa sei disposto a perdere?
5. Per sempre
6. Transaminasi
7. Oltre le parole
8. Se tutti Mollano
9. La stessa Storia
10. Solo Voi
11. Voglio Credere
12. Soldato semplice

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Recensione CATTIVE ABITUDINI “Il Meglio Del Peggio” (Indie Box/Self)

Successivamente recensii anche il secondo album delle Cattive Abitudini, sempre per Punkster, ma la recensione non vide mai la luce. Ecco cosa scrissi:

Secondo album per le Cattive Abitudini, molto al di sopra, diciamolo subito, del precedente “Tutto Fa Parte Di Noi”. Così dicendo forse darò un dispiacere al gruppo nato dalle ceneri dei Peter Punk, che nella lunghissima traccia nascosta di ringraziamenti e svagellamenti vari invita i recensori a parlare male del disco, perché le cattive recensioni avevano portato bene al primo CD (ed ad un personale grosso scazzo col loro manager….). Ma tant’è, questo è un disco più vero e passionale del precedente, che si affranca e di molto dall’archetipo Peter Punk che troppo pesava sull’esordio (e bene hanno fatto Ettore e c. a togliere quell’orribile “ex Peter Punk” dalla copertina…). I Trevigiani iniziano subito alla grande con “E Rabbi Sia”, e poi proseguono alla grande con il loro Punk Rock di stile Italico, che deve molto più a Pornoriviste e, soprattutto, Derozer, che non ai Peter Punk. Molto belle anche la Title Track, “Doppia R”, un po’ fuori dagli schemi con una voce urlata che si fa’ apprezzare alla grande, la tiratissima “Attenti Al Ladro”, “Punti Persi”, e “Giudizio Universale”, contro i punk firmati…. Al contrario, mi piacciono meno “Catene”, in cui cadono nella tentazione di rivisitare il mondo Peter Punk, e soprattutto la conclusiva “Infinito”, un lagnoso brano melodico-armonico che ci potevano risparmiare. Dodici brani in tutto, più tre tracce video qualitativamente scadenti, e due super bonus in cui i nostri si divertono a giocare con NOFX e Banda Bassotti con eccellenti risultati.

I Brani

1. E Rabbia Sia
2. Il Meglio Del Peggio
3. Doppia R
4. Catene
5. Come Me
6. Il Bivio
7. Appartamentus
8. Attenti Al Ladro
9. Lacrime
12. Infinito

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Recensione CATTIVE ABITUDINI “Tutto Fa Parte Di Noi” (Linfa Records/Le Parc Music)

Del primo album delle Cattive Abitudini, ex Peter Punk, mi ero già occupato a suo tempo su Punkster numero 6. La mia recensione mi causò un attacco da parte del loro manager, che minacciò di passare alle vie legali (!!!) per quanto da me scritto. Seguì un cordiale scambio di opinioni tra me ed Ettore, che appianò i dissapori. Ecco cosa scrissi al tempo:
Le Cattive Abitudini nascono dalle ceneri dei Peter Punk, e sentono il bisogno di urlarcelo già nella copertina del CD, dove si dichiarano “ex Peter Punk”. Al che la domanda sorge spontanea: a noi che minchia ce ne frega? O sei i Peter Punk, e allora continui a chiamarti così, o, se decidi di cambiare nome, taglia col passato. Oltretutto questi Trevigiani hanno pure il brutto vizio di richiamarsi ai loro illustri predecessori anche nella musica, scimmiottandola pedantemente, e la cosa è ancora più grave. Semmai i nuovi si differenziano dai vecchi per un’attitudine più scanzonata, e testi adolescenziali che talvolta sfiorano il ridicolo, altre divertono per i riferimenti sessuali contenuti (Mi riferisco a “MIMF” e “Superman”). In poche parole: melodia a palla, chitarre distorte, testi ingenui per chi amava i Peter Punk più per la musica che per i contenuti…..

I Brani

1. Voglio Andare

2. Quello Vero

3. Coffi Sciop

4. Superman

5. L'Occhio Del Ciclone

6. Resta Con Me

7. Magico

8. Lettera A Dio

9. Quando Il Sogno Muore

10. MIMF

11. La Grande Fuga

12. Giudy Rum

13. Vola

14. Viva La Sincerità

15. Ogni Volta

16. Tutto Fa Parte Di Noi

17. La Solita Scusa

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Merc.10/12- HC PUNK NIGHT - YOUR FALL(Brasile) + guests @ K100 FUEGOS!

Si prospetta un Mercoledì infuocato nella rockaforte hardcore del K100 Fuegos di Campi Bisenzio (FI). Ad aprire la serata ci saranno i local heroes Break Is Over da Prato e i lanciatissimi Locked In (membri di Ingegno e To Kill) con il loro hc melodico che ricorda il sound di band come Comeback Kid e Bane.

Una nota sugli
YOUR FALL - hardcore da Curitiba,Brasile per tutti i fans di Cro Mags, Leeway, Warzone su Hurry Up Records.
Prima volta in Italia e soprattutto show di inaugurazione del tour Europeo di Dicembre!
Evento immancabile per tutti gli appassionati dell'hc punk internazionale.

Si inizia presto e si finisce presto,visto che il giorno dopo si lavora!

Recensione Why Not Loser “Why Not Loser” (Autoproduzione)

Nati dalla fusione di ex membri di Sottomarca, Lost Soldiers, Grimness 69 e Nest hcm, i Why Not Loser si presentano all’esordio con un demo contenente 4 pezzi, di cui 3 in Inglese, di chiara matrice Punk Rock Californiana. Non so esattamente in che ordine mettere i pezzi, perché il demo si scarica da Internet senza istruzioni e/o indicazioni sull’argomento, ma, se il primo brano è “Bad Way”, come ho scelto io, allora i WNL iniziano spiazzando l’ascoltatore con un bello scratch d’autore che fa molto crossover. Poi però proseguono su territori più standard melodi-core di stampo Californiano (avete mai sentito parlare di Epitaph?). “Cambierà”, il brano in Italiano, si segnala per una super batteria che rulla rulla rulla, ed è il miglior pezzo del lotto, assieme alla già citata “Bad Way”. Ma, più di tanti bei discorsi da parte mia, visto che il demo è disponibile on line ed aggratisse, vi consiglio caldamente di scaricarvelo all’indirizzo www.noloser.it/Why_not_loser_-_Demo_2008.rar e di dare ai quattro una chance. Un consiglio, però, ai quattro losers mi sento di darlo: continuate con l’Italiano, e puntate molto sulle doti del batterista Ciano.

I Brani
1. Bad Way
2. Interdate
3. So Sorry
4. Cambierà

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www.nolosergirls.com
cenex@noloser.it

Recensione Robert Delirio “California Republic” (Autoproduzione)

Robert Delirio è stato uno dei fondatori dei mitici Atrox, gruppo Hardcore Italiano col quale ha registrato dischetti da paura a titolo di “Fiori Neri”, “Sporco Natale”, “Domani Rosso Sangue” ed “Hardcore Against Repression” (e forse qualcos’altro che ora mi sfugge). Terminata questa esperienza, Robert ha iniziato a girare il mondo in lungo ed in largo per poi finire nella ipertecnologica Silicon Valley, in quella California a cui il CD in oggetto è dedicato. Un CD al di fuori dei soliti schemi ai quali sono abituato, che, partendo dal nostro caro Italico accaci, sperimenta e crossoverizza sapientemente HC, Elettronica e Techno Mitteleuropea, citando ora i Prodigy, ora Nina Hagen, ora gli I Refuse It! Così la rabbia punk e sloganistica dei testi si sposa a frenetici loop musicali ad altissimo tasso di BPM, dove possenti chitarre hardcore si fondono con elettronica e ritornelli ossessivi. Il tutto è un po’ penalizzato da una produzione non all’altezza, con suoni troppo cupi che stancano più del dovuto. Appena sette i brani, l’ultimo dei quali è un outro strumentale di pochi secondi, nei quali si parla di politica, proletariato, impatto eco ambientale del trasporto delle acque (quella Bergamasca si vende in California “e costa mille volte più della locale”) ed altri temi dalla forte connotazione politica, affrontati comunque sempre con piglio ironico. Mi piace molto la voce femminile che a volte si inserisce e decanta brani illustri (“Acqua Business” e “Vita Smarrita”). “Popolo” è forse il mio brano preferito, ma sono da segnalare anche i già citati “Acqua Business” e “Vita Smarrita”. In definitiva un disco diverso, forse troppo, ma che consiglio di provare, perché chi tenta di innovare mantenendo lo spirito punk tradizionale merita rispetto e considerazione.

I Brani
01 -
Popolo

02 - Made In China

03 - E' Dura

04 - Techno Turbine

05 - Vita Smarrita

06 - Acqua Business

07 - One Minute Simphony

Recensione Quarantena “L’epoca dei sogni” (Autoproduzione)

I Quarantena vengono da Mondovì, e dopo qualche anno di attività giungono all’esordio discografico, un CD autoprodotto (e curatissimo nei dettagli) in collaborazione con Sin Records e Boomerang Records. Nove i brani proposti, per un onesto e compatto punk rock cantato in Italiano che non esalta ma neppure deprime, I tre ricordano di volta in volta le Pornoriviste o le Cattive Abitudini, ma anche, e qua viene sicuramente la parte migliore, certe bands eclettiche come, ad esempio, i No Means No (ascoltate per credere l’ottima “Censurato”, dedicata alla loro città natale), ed i Kina. La band di Aosta me la ricordano per la carica introspettiva e la capacità di vedere e fotografare ottimamente la realtà della provincia Italiana, soprattutto quella ricca del nord, che tutto è fuori che felice come vorrebbe invece far finta di essere. Quanto ai brani, segnalo sicuramente “Ti voglio” insieme alla title track, che mi piace molto per il suo coro gradevolmente stonato che invita al sing-along. Buoni anche gli stop’n’go spacca ossa di “Se non sarò solo”, mentre “Whitney” è il pezzo peggiore del disco.

I Brani
1. Quarantena
2. Whitney
3. Normalmente Eccezionale
4. Se Non Sarò Solo
5. Ti Voglio
6. Censurato
7. Liberazione
8. Porto e Baudelaire
9. L'Epoca Dei Sogni

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Recensione Linea “Terra Libera” (Business - a Low Cost Company )

Dopo qualche settimana di riposo rieccomi qua a scrivere dei Milanesi Linea, sulla strada da 15 anni, ma, non mi vergogno a dirlo (o forse dovrei?!) sino ad oggi a me sconosciuti. Combat Folk Rock tra Clash e Gang, passando per Banda Bassotti e Mirafiori Kidz, con qualche parte vocale che richiama Pelù e/o Ligabue. Stilisticamente, fusione più o meno ben riuscita tra reggae, ska e punk, con un suono però troppo piatto ed appiattito, che non mi esalta. Ed è un peccato, perché i testi, perlopiù politicamente e socialmente impegnati, meriterebbero di più. Si parla così di terre confiscata alla mafia (“Terra Libera”) e di morti bianche ("Luce sul cantiere"), di religione (“The Correct Use Of Religion”) e di libertà mancanti (“Blindati e Contenti”). I brani che preferisco, oltre alla gìà citata title track che merita diffusione massima, sono “Blindati e Contenti”, più rock e diretto, ed il roots reggae di “Info@reggaesoundsystem”.

I Brani:
01.Terra Libera
02.Cani Neri
03.Luce Sul Cantiere
04.L'Unica Cosa Giust
05.Cash Is Not My King
06.Ricomincia Da Qui
07.The Correct Use Of Religion
08.Spazio
09.Blindati e Contenti
11.A Metà

Recensione Tennentz Colombo "Nelle nostre Vene" (Anfibio Records)

Primo cd per i veneziani Tennentz Colombo, band veneta nata nel 2003 che propone musica Oi! di stampo abbastanza classico ma ricco di melodia, con un basso slappato che si fa notare. Melodia e potenza, per uno street punk senza infamia e senza lode, tra Klasse Kriminale e 4 Skins, da ascoltare con un bel boccale di birra in mano. Tra i pro, senza dubbio la voce assai melodica e calibrata, e i cori coinvolgenti fatti apposta per rumorosi singalong sotto il palco. Tra i contro un certo appiattimento tra i brani, senza che nessuno spicchi in modo particolare, ed una qualità sonora troppo virata sul suono metallico (attenzione, metallico, non metal!). Scegliete poi se mettere tra i pro o tra i contro il fatto che la prima volta che si ascoltano i brani, sembra di conoscerli già: geniale capacità di scrivere pezzi immediatamente memorabili, o sfacciato ripescaggio di cliché musicali? A voi l'ardua senteza. Per quanto mi riguarda, comunque, un bel discozzo. Il mio brano preferito? "E noi dove eravamo?"

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Recensione AA.VV.: “Indie Box Compilation Volume 3” (Indiebox)

Altro giro, altra raccolta, altra corsa. Stavolta per parlare del terzo volume della ormai tradizionale raccolta di Indie Box, che raccoglie band di grosso calibro Internazionale assieme a promettenti realtà emergenti italiane. Due cd, 58 bands e 58 pezzi sono i numeri in gioco, ed i risultati sono gioco forza altalenanti, anche perché non sempre si è azzeccato il brano giusto per il gruppo presentato; è il caso di Porno Riviste, Los Fastidios e Cattive Abitudini. Punk rock ed Hardcore la fanno da padroni, ma anche lo Ska è presente in forze. Chiaramente presenti tutte le bands di casa Indie Box, ovvero L’Invasione degli Omini Verdi, Cattive Abitudini, Pig-Tails, DDR (segnalo il loro punk rock con voce femminile) , Virginia Madison, Standing Still, Duracel e, se non ho dimenticato altri, Okkupato. In campo internazionale, poi, impossibile non citare i sempreverdi TSOL, con la mitica "Code Blue", a cui si affiancano tra gli altri Avenged Sevenfold, A Wilhelm Scream e Rentokill. Tra i nomi meno noti, invece, segnalo anche i the Popsters ed il punk rock sgangherato degli Italiani Hijackers On The Hip, la "Habemus Papam" dei Peggio Emilia, gli Haulin' Ass, le Bambine Barbute di Donna Concetta, ed i Big D and the Kids table. Come sempre, poi, un inchino ai Gerson. Per finire le note negative, che sonon una eccessiva disomogeneità di stili ed una grafica non eccezionale.

Brani

CD 1:
01. Avenged Sevenfold - Eternal rest
02. A Wilhelm Scream - Cold slither II
03. Rentokill - The political aspect of unpolitical thinking
04. L’Invasione degli Omini Verdi - Se non ci Fosse
05. Skruigners - Alba
06. Standing Still - Brand New
07. Okkupato - Quando le cose cambiano
08. Virginia Madison - Opus dei
09. Nettezza Umana - La Giostra dei mediocri
10. Haulin'ass - Presents from the past
11. Ishwara - I will not forget
12. Anomia – The new Big Loud
13. Temple rents – Out of Here
14. Odatto chernobil - Inferno
15. Happy Noise - Anomalia
16. Raising Compromise - Liar
17. L'Alba Di Nuovo- Ritrovare me stesso
18. Amber pacific - Fall back into my life
19. Cadillac Fun Drivers - Lost without you
20. Over It - Anyday
21. The Flowers - Put your brain in its fuckin' place!
22. Not Your Friend - Something weird
23. Noisepot - Something wrong
24. The Indeep - Life sucks
25. Seven Krasty Days - I say now
26. Line Out - The war
27. The Adrenaline - D-man's room
28. Fun*Never*Ends - Evolution
29. Brainless - Filled up

CD 2:

01. T.S.O.L. - Code blue
02. Los Fastidios - Nightmare
03. Klasse Kriminale – Ribelli
04. Pornoriviste - Un piede nel vuoto
05. Cattive Abitudini - "Appartamentus
06. Piebald - Don’t tell me Nothing"
07. Pig-Tails - The Countdown
08. DDR - Lontano dall’eternità
09. Duracel - V.E.G.A.
10. The popsters - Two minutes
11. Hijackers On The Hip - A rock’n’roll lyric
12. Unavoidable - The look
13. Big D and the Kids table - Breaking the bottle
14. Gerson - La volta di troppo
15. Rabbia Repressa - Vecchia scena Punk
16. Drabness - Ancora in piedi
17. Rainska – Dissenso
18. Farmacia Comunale - Ti ano
19. New Real Disaster - 100 memories
20. Legless - Straight to hell
21. Speedjackers - Il suo pensiero
22. Peggio Emilia - Habemus papam
23. Crancy Crock - Mr. Hide
24. Cani Pazzi - La donna delle pulizie
25. The Wraits - I speak rock ‘n’ roll
26. Kantina 27 - Uno strano case
27. Never2Late - My light
28. A.D.T.S.L. - Did you take my time
29. Le Bambine Barbute di Donna Concetta - L’incubo

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Recensione “Giuditta è una punk: Love songs about Punk Rock Girls" (www.staypunk.it)

“Giuditta è una punk” è una grandiosa raccolta di canzoni d'amore punk rock, e come tale è da avere assolutamente, per i contenuti, per lo spirito, perché da la possibilità a chi ancora non li conosce di venire in contatto con bands seminali, per la copertina, e poi perché è totalmente aggratis (download da www.staypunk.it). Undici le bands presenti, per un totale di 18 pezzi. Tutti i gruppi sono Italiani, a parte gli Spagnoli Airbag e Aerolineas Federales (band al femminile che se non fosse per la lingua sembrerebbe Giapponese). Tra i gruppi più noti che hanno dedicato almeno un brano del loro repertorio ad una ragazza, poco da dire sui Fichissimi, se non che la loro “Tipa della casa okkupata” è uno dei migliori pezzi hc italici di sempre!), e sugli Impossibili, altra band per la quale ho da sempre un debole. Segnalo poi i Guerrieri, i Monelli (che sembrano cloni dei Ramones), i Derozer (con “Susy”), ed i Lobello, dei quali segnalo “Veronica”. “La ragazza dei quartieri alti” degli FFD, poi, è un classico del genere. Infine, Gambe di Burro, che stanno tra Fichissimi ed Impossibili, e Semprefreski (non li conoscevo, ma la loro “Milena” merita una segnalazione di merito.

PS: e per una volta non metto la lista dei brani, perché dovete proprio scaricarveli, è un dovere morale……

Contatti:
www.staypunk.it

Recensione The Flowers "Put Your Brain In Its Fucking Place!" (Virtual Loser Records)

Un'altra band che mi aveva davvero impressionato, ascoltando la seconda compilation di Stay Punk (clicca qua per rileggerla), erano i Pugliesi Flowers. Colgo quindi l'occasione per recensire anche il loro mini CD di esordio, pubblicato dall'etichetta di Sergio, quello che sembra essere la mente del gruppo. Dentro troviamo 5 brani dall'attitudine scanzonata e canzonatoria, assai chiara nel riff di “Don’t spend your time”, che ricordano moltissimo i Lookouts e le migliori formazioni della Lookout Records, anche se probabilmente Lawrence Livermore non avrebbe condiviso il contenuto dei testi. La conclusiva "Still In My Mind", un po' "fuori dal coro", ricorda invece i Rancid. Gran bel disco, che mostra come il punk rock si possa suonare, e bene, anche al di fuori dei soliti circuiti....

I brani

01.Another Fucking Job
02.She’s The One
03.Don’t Spend Your Time
04.You Can’t Understand Me
05.Still In My Mind

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Recensione Impossibili "Alcol e Furore" (Autoproduzione)

"Ciao, siamo gli Impossibili. Questo è il nostro quinto album se vi va di recensirlo eccolo qua. E' autoprodotto e interamente scaricabile dal nostro sito http://www.impossibili.com/. Grazie"

Questo mi scrivono gli Impossibili, e questo faccio. Recensisco il disco perché mi va, perché sono un loro fan, perché c'è la cover de "La Tipa della Casa Okkupata" (Fichissimi), e perché, in generale, è un gran bel disco. Ma, attenzione, non è assolutamente il solito disco degli Impossibili. Sino ad oggi, infatti, la band su 10 pezzi ne sparava 2 a palla belli "incazzosi", ed il resto si basava sulla grande combinazione tra tre accordi ben fatti e testi divertenti sulla scia di Ramones Screeching Weasel Queers. Oggi, invece, le proporzioni si invertono, ed i pezzi tirati sono la stragarande maggioranza. Le uniche eccezioni, graditissime, sono "La Mia Ragazza", "Cibo Radioattivo" e "Sei La Sola Da Amare". Forse all'origine del cambio di direzione c'è la nuova formazione, che non è più quella storica (Araya-Ale-Davide) ma la nuova Araya-Klaus-Danu a cui si è aggiunta da poco una seconda chitarra. O forse, semplicemente, i nostri hanno deciso di dare una svolta più HC, sia nel suono che nei testi, al loro repertorio. Quel che conta, però, è che alla fine ci troviamo di fronte a 14 brani, scaricabili gratuitamente dal loro sito o comunque acquistabili in formato CD senza pagare più di dieci Euro, ricchi di sangue, sudore e lacrime, a cui si aggiungono alcol e furore. Nei testi, come dicevo, si affaccia prepotente unnotevole impegno politico contro gli OGM, l'apatia a cui ci spinge la TV, i politici magnoni (o magnaccia?), il carovita..... Qualche sbavatura in fase di registrazione e mixaggio, ma.... "THIS IS PUNK ROCK, MAN!"
E se il CD non lo comprate, limitandovi a scaricarlo, almeno sostenete gli Impossibili accorrendo numerosi ai loro concerti; se lo meritano!


I brani
01. Angelo Dal Pelo Nero
02. Un Calcio Nel Sedere
03. Ci Vuol La Rivoluzione
04. Generazione Apatica
05. Fottono Anche Te
06. Cibo Radioattivo
07. La Tipa Della Casa Okkupata
08. Regna La TV
09. Sei La Sola Da Amare
10. Quello Che Lo Stato
11. Essere O Apparire
12. La Morte è Un Gioco
13. Niente Verrà
14. La Mia Ragazza

Recensione Impossibili "Ve le suoniamo ancora" (Derotten Records)

Ecco cosa scrivevo di "Ve le suoniamo ancora" al tempo della sua uscita sul numero 11 di Punkster: Tornano allla carica gli Impossibili, e come sempre non mancano il bersaglio, dato che “Ve Le Suoniamo Ancora” fa ormai coppia fissa con il mio lettore di CD. Come sempre punk rock essenziale che si imprime subito in testa per la sua orecchiabilità, per 15 tracce della durata di due tre minuti al massimo. Rispetto al passato, pur restando fortissimo il legame della band con i loro padrini Ramones, e con il punk melodico in generale, il nuovo disco si affranca un po’ dai sacri numi tutelari e vira in direzione più pesante e accaci. In particolare viene da pensare ai Punkreas (alcuni membri della band Milanese fanno anche delle apparizioni sul disco) e Derozer, tanto che, se fossi un pubblicitario, proverei a lanciare il disco con uno slogan tipo “Meno Ramones, più Punkreas”, oppure, pensando agli esordi del combo, “Meno Flower, Più Punk”. Ottimo il ripescaggio de “La Mia Bicicletta” dal primo demo (che cita Jovanotti….), e la cover di “Ti taglio La Gola” di Vasco Rossi.

Recensione Leeches “Eat The Leeches” (Tre Accordi Records)

Secondo album per questa band proveniente da Como della quale ci eravamo già occupati recensendo la loro “King Kong” sulla compilation di Staypunk. Punk Rock ipercalorico dedicato al cibo ed ai piaceri della carne, che sin dalle iniziali “Just a Little Love” e “No Sport” ci fa pensare a T.S.O.L. e, soprattutto, Adolescents, ed è decisamente veloce e melodico, nella migliore tradizione Californiana degli anni 80 (forse non è un caso che un titolo come "Live Fat Die Young” parafrasi i Circle Jerks….). Pochi o punti i pollici versi, molti quelli levati. Su tutti, “Dead People Are Dead”, “King Kong”, ed il pokerissimo “Somebody Is Killing Me”, “Ant Music”, "Reign In Food" (che sembra citare il coro di “Futurist Manifesto” dei primissimi Adam and The Ants), e “Hail! Hail! To R'n'R”.
PS: il 16 Luglio suoneranno a La Spezia con gli Adolescents

Brani:

01.Just A Little Love

02.No Sport
03.Dead People Are Dead
04.King Kong
05.Live Fat Die Young
06.Zombies Are Coming
07.Just A Bad Dream
08.Somebody Is Killing Me
09.Ant Music
10.Reign In Food
11.Hail! Hail! To R'n'R
12.Mirror Of My Love
13.Chop Chop II

Contatti:
www.myspace.com/leechesfatrock

Recensione SPD It’s Mafia (Vale De La Muerte Records)

Il bello di avere un blog, anziché scrivere per una rivista, è l’assoluta libertà di recensire cosa ci pare quando ci pare. Se allora mi capita tra le mani un CD che ha qualche mese sulle spalle, ma mi piace, lo recensisco e via…. E’ il caso del primo album dei Sabaudia Punk Department, dei quali ci eravamo già occupati recensendo la compilation di Staypunk. Iniziano alternando Inglese ed Italiano, poi però la lingua d’Albione prende il sopravvento, ed è un peccato perché io li preferisco quando cantano con la lingua sua, dato che è in questi frangenti che si esprimono al meglio, con un interessante connubio tra Rancid e punk vernacolare, come si capisce subito sin dall’iniziale “SPD”.
Oltre alla già nota “’mbriaco”, a metà tra il R’n’R e lo stornello romano, segnalo anche “Baciamo le mani”, storia di boss coatti de provincia che fa sorridere e pogare, “Raphael Knows Best”, tra Rancid e ska, oltre a "Trully Bros”, tra le migliori, in puro stile punk 77. Mi pace anche l’esperimento più stile crossover tra metal e rapcore di “Let’s go”, a cui partecipa Gabriele Centomo dei Traffic Jam, mentre proprio non digerisco “Dawson’s Cock”.

Brani:
1. S.p.d.
2. Pretty Claire
3. Baciamo le mani
4. Dawson’s cock
5. Revolution one solution
6. Max Payne
7. Mikelae
8. Skateboarding is not a crime
9. Mahnattan boyz
10. ‘mbriaco
11. Raphael knows best
12. Trully Bros
13. Let’s go
14. Gino’s song

Contatti:
www.myspace.com/spdpunkers

Recensione Makako Jump “Lasciate La Mancia Al Portapizze” (Maninalto!)

Il caso ha voluto che un giorno, in auto, ascoltando “Caterpillar” alla radio, mi sia imbattuto in un pezzo, “Precario”, dei Macaco Jump. Lo stesso giorno, arrivato a casa, mi sono trovato nella posta il promo dell’album che contiene il brano in questione, e, visto che quanto trasmesso dai Dottori Cirri e Solibello in trasmissione mi piaceva, mi sono apprestato con entusiasmo ad ascoltare il CD intero. Purtroppo, però, tale entusiasmo non è stato ripagato dalla band Triestina, che, a parte pochissime eccezioni, sforna una quindicina di brani perlopiù anonimi, tra Reggae, Raggamuffin e Ska, con qualche puntata nel punk. Testi come quello di “Shanghai” sono quantomeno insulsi, e da evitare, ed inoltre i nostri riescono nel difficile intento di rovinare la cover di Eleanor Rigby” dei Beatles. Oltre alla già citata “Precario”, segnalo comunque “La Volpe e il Cervo” con Dava e Skandi (Vallanzaska), una “swingata” storia di malavita à la Buscaglione, con improvvisa accelerata finale, “A Modo Mio”, il brano se vogliamo più Punk per la presenza di chitarre pesanti, ed “Attenti all’uomo Bianco”, con Bunna alla voce, presentata anche in versione Radio Edit, oltre che in una traccia video (visibile anche attraverso il link a http://www.youtube.com/watch?v=qdcIfJKCNfs). Quest’ultima canzone è stata scritta per EMERGENCY, e trae ispirazione dal diario omonimo scritto da Raul Pantaleo sulle testimonianze raccolte durante la costruzione del centro cardiochirurgico Salam, primo assouluto nella della storia del Sudan, progettato e costruito dai volontari dell'associazione a Khartoum. Da segnalare una serie di guest stars oltre a quelle già citate, dalle percussioni di Papa Nico (Africa Unite), al basso di Faso (Elio e le storie tese), passano per la partecipazione di La Dava, Skandi e Specchio dei Vallanzaska, le voci di Sergio Sgrilli (Zelig) e il trombone di Federico Nalesso degli Ska-J.

I Brani:

01. Il Verso Dei Topini

02. Libera Lamento
03. Precario
04. Attenti All'Uomo Bianco
05. Scalatore D'Aria
06. Agosto
07. Eleanor Rigby
08. La Volpe E Il Cervo
09. Senza Illusioni
10. A Modo Mio
11. Muvin
12. Discarica
13. Shanghai
14. Sabbia
15. Attenti All'Uomo Bianco (Radio Edit)

Apre Silverado a Viareggio!!!

Si, lo so che non lo dovrei fare e che non è etico, ma Klaus è un amico e non posso non segnalare che finalmente sta per coronare il suo sogno di aprire un negozio ROCK N ROLL!!!

E allora vi informo che
Sabato 7 Giugno party d'inaugurazione per “Silverado american store”, nuovo locale di abbigliamento, oggettistica e gadgets made in usa e uk ideato da Klaus Byron di Flash.
Appuntamento in via Verdi 101/103 a Viareggio (trenta metri dal mercato centrale) per un pomeriggio colorato e... alcolico!!!!


Contatti:

Tel 0584/54201

klausbyron@tin.it

www.myspace.com/silveradoamericanstore

www.silveradoamericanstore.it

Recensione Deadwalk “Like Raging Wolves” (autoproduzione 2008)

Dopo “Full Energy Shock” del 2002 e “Super Boring Music” del 2005, i quattro Cremonesi ci riprovano con “Like Raging Wolves”, album autoprodotto con 12 tracce in 38 minuti. Old school metallico cantato in un Inglese non inappuntabile (anzi…), che non mi fa impazzire ma si lascia apprezzare per un sound compatto ed una certa verve cattiva ben espressa nel testo di “We should write shorter songs (and titles)”, dove i nostri cantano “We are not a punk band and we play what the fuck we want”. Ricordano molto i Woptime, ma non disdegnano Offspring e Turbonegro, ed ascoltando la opening track, “What a Shame”, non è possibile non pensare ai Negazione di Little Dreamer. Mi piace quando sperimantano l’alternarsi di voci come in “Self Destructive Anthem”, meno rabbiosa delle altre ma comunque interessante. Non mi dispiace neppure l’esperimento Rap Core di “Eat Me Right Now”, sullo stile Rage Against The Machine, anche se nella intro la voce non si sposa molto al genere, riprendendosi poi nelle parti cantate.

Brani:

01. What a Shame!
02. Lost (Once Again)
03. We are fire/Try to stop us
04. Hypocrite
05. Carved in black
06. Positive thinking has never been so easy
07. Self-Destructive anthem
08. We should write shorter songs (and titles)
09. Eat me right now
10. Ten Shots
11. Static Trip
12. I feel alive

Contatti:

www.thedeadwalk.net

www.myspace.com/deadwalk

Recensione Deadwalk "Full Energy Shock" (Lambrusco records, 2002)

Tanto per rinfrescarci un po' la memoria, ed in attesa della recensione del nuovo album, riporto la recensione di "Full Energy Shock" che pubblicai sulla rubrica Hard To The Core che all'epoca curavo su Flash:
Visto che sta per iniziare la scuola, partiamo con una prova matematica per aiutarvi a mettervi subito in carreggiata. Provate allora a risolvere l’equazione “Operation Ivy – Ska + Misfit + Rancid – MTV”, e troverete come risultato il Rock’n’Roll Core a manetta che ci offrono questi allegri mattacchioni che rispondono al nome di Deadwalk (“Full Energy Shock”, Lambrusco Record, Voto 85) e che suonano e protestano col cuore! Un disco compatto ed energico di quelli che purtroppo non si ascoltano frequentemente, ricco di cori mai scontati né troppo pop, che però si memorizzano al volo. Fa bene sapere che in questi giorni hanno finito di registrare al Westlink un nuovo album.

Recensione Dead Elephant “Lowest Shared Descent” (Donna Bavosa)

Solitamente, devo ammetterlo, non mi occupo di questo genere musicale, ma la simpatia per la Donna Bavosa è tale (cazzo, è la label dei Laghetto!!!) da farmi cambiare regole ed abitudini, e dare un ascolto anche a questo CD d’esordio dei Dead Elephant. Album nel quale i tre Cuneesi ci offrono un noise industriale pesantemente cruento, con vena drammatica e drammaturgica, a metà tra Unsane e e Neurosis, passando per i Jesus Lizard e citando anche Zorn (ascoltare “Post Crucifixion” per credere). Otto pezzi, tutti pazzi, estremamente articolati e contorti, che non riesco a dire di apprezzare perché normalmente non amo il genere, ma che, sono sicuro, piaceranno molto ai cultori di questi suoni.

Brani

1. Introducing My Eye, In Flames
2.
Another Fuckin’ Word to Say We Miss You
3. Post Crucifixion
4. Black Coffee Breakfast
5. Abyss Heart
6. Clopixol
7. The Same Breath
8.
The Worst & The Best

Contatti

www.deadelephantband.com

www.myspace.com/thedeadelephant

www.donnabavosa.com


i miei gemelli-gioielli


Venerdì 9 Maggio sono nati i miei gemelli-gioielli, Sebastiano e Tancredi, che adesso faranno compagnia al loro fratellino Ranieri......
Ciao
Riki

Recensione Treni all’alba “Folk Destroyers” (Smartz!)

Ultimamente, forse per l’imminente paternità, sono precipitato in una voragine di lentezza, che mi ha portato ad accumulare un gran numero di CD da recensire. Cerco allora in qualche modo di recuperare il tempo perduto, proponendo subito una nuova recensione, stavolta occupandomi dei Treni all’Alba, quattro musicisti (due di Aosta e due di Torino, e dato ciò che suonano, non poteva essere differente la collocazione geografica) già assai noti nel circuito alternativo, ed in qualche modo nati dalle ceneri dei mitici BelliCosi. Ciò che ci propongono è un mix musicale assai diversificato e diverso dal solito, difficile da digerire anche per un onnivoro come me, che dal punk rock, anche se molto sperimentale, si aspetta durezza e crudezza, non arpeggi e virtuosismi come quelli offerti in questo disco. Ciò detto, è innegabile che i Treni all’Alba sono dei virtuosi, capaci di mescolare tra loro sonorità balcaniche e latino-americane, passando per il Sud dell’Italia senza dimenticare un po’ di sound industriale, meritandosi così l’azzeccato appellativo di Folk Destroyers, dal momento che di musica folk, popolare, si parla, ma in modo destrutturato e destrutturante. Da segnalare, oltre alle ottime illustrazioni di Domenico Sorrenti, anche la miriade di collaborazioni ai nove brani, tutti strumentali tranne un breve intermezzo parlato tratto dal copione di “Essi vivono” di John Carpenter, che vanno da A. Pomini (Fichissimi tra gli altri) al buon Ventrella (Kina, Frontiera), passando per i Manacuma e le loro tarantelle.

Brani

01. 2:09

02. 4:37

03. 5:07

04. 3:05

05. 4:29

06. 5:21

07. 3:46

08. 6:04

09. 1:15


Contatti


http://www.itreniallalba.com/


www.myspace.com/itreniallalba


http://www.smartzrecords.org/

Recensione Lobello “Supercommerciale” (Gotta Gallo Records)

Dei Lobello mi ero già occupato recensendo la loro “Solo me (fabe)” presentata sulla compilation di Staypunk. Vengono da Pavia e suonano in giro già da un po’ (alcuni di loro suonano anche nei Tosters, e questo è il loro terzo CD). Quello che ci propongono è un onesto Punk rock sulla scia di Ramones e Misfits, dallo stile giovanilistico ed adolescenziale, che richiama anche quei gruppi come Impossibili, Fichissimi e Monelli che negli anni 90 ci facevano impazzire con le loro melodie ed i loro coretti. Anche qua si canta in Italiano, proponendo 12 brani (più una bonus track) perlopiù veloci e accattivanti. Segnalo la opening track, “Ramona” (ancora una donna protagonista!!!!) e soprattutto “Videonoleggio”, tra Ramones veloci e Derozer più Impossibili. E anche se in questo genere musicale c’è ormai poco di nuovo da dire, i nostri provano a sperimentare un po’ con la “robotica” “Dal Po”, dove maggiori sono le influenze dei Misfits. Ed i Misfits li sento anche in “Dentro la TV” e nella successiva “Heavy Metal” , così come in “Psycho Baby”. Fenomenale la ghost track, che penso si chiami “Lobello” ed è un po’ la summa del pensiero del gruppo, e presumo dal vivo scateni poghi selvaggi. Insomma, i soliti tre accordi, testi prevedibilmente piacevoli, e null’altro. Ma che posso farci se anche a 42 anni mi sento sempre un bimbo e ‘sta roba mi piace?

I Brani:

01.Ramona
02.Voglio Nn Voglio
03.Videonoleggio
04.Susanna
05.Distratto
06.Dal Po
07.Dentro La Tv
08.Heavy Metal
09.Sole Me
10.Veronica
11.Psycho Baby
12.Stile Punk

Contatti:

www.myspace.com/ilobello

Recensione Duracel “Domani è come oggi” (Indie Box)

Una delle prime regole da seguire quando ci si accinge a fare una recensione è quella di non lasciarsi condizionare dalla grafica di copertina: altrimenti col cavolo che mi sarei messo ad ascoltare una band con un nome così, oltretutto introdotta da una cover assai dozzinale. Altra regola importante, quella di non lasciarsi condizionare dalla facile equazione “musica da tre accordi uguale musica facile da suonare”. Se così fosse, non ci troveremmo a canticchiare le tredici tracce di questo CD sin dal primo ascolto, perché, è innegabile, i Veneziani suoneranno anche solo i tre accordi in questione, ma li sanno combinare come pochi altri, e colpiscono diritti al volto con colpi da KO in sequenza. Testi giovanilistici e tanta allegria scanzonata, musica fresca e poppeggiante, Punk rock adolescenziale sulla scia di Ramones, Queers e Screeching Weasel per quanto riguarda gli USA, Succo Marcio, Cattive Abitudini e, soprattutto, Derozer, per l’Italia. Questi sono i Duracel, nulla più e, soprattutto, nulla meno. Prendere o lasciare. Si inizia subito benissimo con “Voglio ritornare al Liceo”, manifesto dello spirito dei quattro giovinastri, e della loro voglia di restare giovani e divertirsi, e si prosegue alla grande con “Sara”, dedicata ad una ragazza nella migliore tradizione del genere, che rappresenta uno dei picchi più alti toccati nel disco. Ma mi piacciono assai anche “Nonostante te”, doveroso omaggio ai Queers, e “Non sarò mai una star” che attacca i “Fin….”, quella band andata a Sanremo prodotta da Cecchetto che gioca a fare i ribelli "fra bimbi e Mtv" . Forse “Lunghe notti al bar” e “Sono fragile” sono gli unici due brani un pò sotto tono, ma ci si può stare. Personalmente apprezzo davvero tanto la voce di Zamu, intonata ed adattissima al genere. Un album di punk rock di ieri suonato da chi lo ama ancora oggi. 1, 2, 3, 4 go!

I brani

1. Voglio Ritornare Al Liceo
2. Sara
3. Vola
4. Non Sarò Mai Una Star
5. Antipatica
6. Lunghe Notti Al Bar
7. Sono Fragile
8. V.E.G.A
9. Grazie A Te
10. Soldi Non Ne Ho
11. Copo È Il Nostro Bar
12. Voglio Giocare
13. Nonostante Te

Contatti

www.duracel.it

www.indiebox.org

5 NUOVI BRANI NETTEZZA UMANA SCARICABILI


Ebbene si, sono un lavativo, e come sempre vado lungo. Ma siccome ai Nettezza Umana (Adrenalinic hardcore since 1998 da Brescia, Derotten Records, www.nettezzaumana.it) voglio bene, faccio uno strappo alla regola e anziché una recensione stavolta metto un comunicato, oltretutto un po’ in ritardo.

I Nettezza umana hanno infatti da poc finito di registrare, mixare e masterizzare 5 NUOVI BRANI (del tutto inediti) presso il LIVING RHUM STUDIO (Castelgoffredo, MN), ascoltabili e scaricabili su:

www.myspace.com/nettezzaumana

Ecco i titoli delle 5 nuove canzoni in questione, che saranno eseguite anche dal vivo, nel frattempo, nel prosieguo de “IL TEATRO DELL’ASSURDO” tour:

1) "LA GIOSTRA DEI MEDIOCRI" –

2) “L’ESTREMO LIMITE DEL VERO" –

3) "IN CONTROLUCE" –

4) "NIENTE PER NIENTE" –

5) "IL MIO INCUBO MIGLIORE" –

Si tratta di un piccolo "assaggio" gratuito in vista del prossimo album, al quale la band continuerà intanto a lavorare, arrangiando e affinando i nuovissimi brani, con ritmiche ancora più furiose e sonorità ancora più incazzate!

www.nettezzaumana.it

www.myspace.com/nettezzaumana

Recensione Antillectual “Testimony” (No Reason Records)


Dall’Olanda con furore, e grazie a No Reason Records, ecco gli Antillectual, band attivissima a livello di concerti dal vivo, che propone un punk-rock sulla scia di Propagandhi e Strike Anywhere, con un pizzico di Hot Water Music in certi passaggi. I nostri giungono al secondo album con un cambio di line-up alla batteria, grazie ad una coproduzione tra varie etichette tra le quali spicca la nostra beneamata No Reason Records. Punk rock melodico dalla forte connotazione politica, che però mi lascia un po’ interdetto. Infatti, per essere carini, i nostri tre eroi da Nijmegen sono carini, intelligenti pure (segnalano anche altre bands Olandesi da tenere sott’occhio: Brat Pack, Straight A’s, Smash the Statues, Gascoigne, Tenement Kids, Frightening Fiction). Inoltre, sono politically correct al mille per mille, introducono ogni brano con ottime liner notes, tecnicamente sono grandi, hanno ottimi testi, ma alla fine dei conti sono troppo pulitini e perfettini, e alla lunga mi smaronano. Sono infatti convinto che la loro vera dimensione sia quella live, e non è un caso che i numeri parlino di oltre 150 concerti negli ultimi 3 anni, compreso anche un tour negli Stati Uniti di 3 settimane, e supporti vari a band quali Ignite, Strung Out, Strike Anywhere, Against Me!, A Wilhelm Scream, The Unseen e The Lawrence Arms. Di sicuro, comunque, "Testimony" è un disco niente affatto banale, e i dieci pezzi sono OK, ma in particolare adoro “Sponsorship for Life” ed il suo testo, del quale sposo appieno la tesi del “pagateci se volete che indossiamo il vostro logo”….. Per finire segnalo che il disco è prodotto secondo lo schema copyright di creativecommons.org, interessante e condivisibile.

Tracklist

01. Testimony
02. Sponsorship for life
03. Waves
04. Friendly fire
05. I hate myself when I shave myself
06. The dog ate it!
07. Benefit of the doubt
08. On its own
09. Waste = food
10. I hope you got my letter

Contatti

www.antillectual.com
www.noreasonrecords.com

Recensione Split Solecismi Pedestri + Killdadies “Punk Rock Come Dio Comanda” (varie etichette)

Finalmente, dopo un bel po’ di tempo che questo CD gira nel mio lettore, trovo la voglia ed il tempo di recensirlo, proprio il giorno di Pasqua. E mi scuso sin d’ora, sia con le bands coinvolte che con gli eventuali lettori di questo blog che si fidano del mio giudizio, perché magari, se lo avessi recensito prima, si sarebbero già comprati il disco, e si sarebbero garantiti qualche ora in più di sano ed onesto divertimento. Si, perché di divertimento, e buono, qua si parla. Quattro pezzi ciascuno per le due bands, che si spartiscono equamente lo spazio a disposizione, e gareggiano per primeggiare, guadagnandosi entrambe un equanime gradino più alto del podio. Attacccano i Solecismi, da Parma e provincia, che cantano in Italiano e subito conquistano punti con “Sulla stessa barca”, che ricorda i Derozer. Sullo stesso stile, ma richiamando anche Porno Riviste e Peter Punk, “Nudi e crudi”, che ha un suo fascino particolare. “Diritti Inumani”, molto compatta, è forse il brano migliore, ma anche “Chiodi, creste, spille e boots” è un bell’anthem con ottimo coro. A seguire i Piemontesi Killdaddies da Carmagnola/Tortona, band evidentemente cresciuta a suon di Ramones, Screeching Weasel e Queers, che invece canta in Inglese. I loro quattro brani sono veloci sia come esecuzione che come durata, seccchi e duri sia nei cori che nei riffs. Adoro “Don’t Let me down”, e la fulminante “My Dog”. Un po’ meno buona “Dreary Guy”, con qualches sprazzo hard rock che ricorda gli Zeke, ma la conclusiva “Punk-rock song for you”, in puro stile Ramones on speed, ci fa dimenticare il piccolo calo. Concludo segnalando che il CD è frutto di una coproduzione tra Solecismi Pedestri, Killdaddies, Tocado rec. (Olanda), Infected rec. (Portogallo), Psycho Babi, Rebel Kid Music, Narcolettica rec., Punk-rock Planet, Casa Perno, Progetto Siderurgiko, Staypunk.it e Punkadeka.it. E Buona Pasqua a tutti!!!!!

I brani

Solecismi Pedestri

1 Sulla stessa barca
2 Nudi e crudi
3 Diritti inumani
4 Chiodi, creste, spille e boots

Killdaddies

5 Don’t let me down
6 Dreary guy
7 My dog
8 Punk-rock song for you

Contatti

www.myspace.com/killdaddies

www.solecismipedestri.com

Recensione S-Contro “Kings Of Fools” (Anfibio Records)

Gli S-contro vengono da Torino, e, purtroppo, rappresentano l’esempio vivente di band Oi! la cui capacità di suonare non è affiancata da un’altrettanto valida capacità di scrivere testi. Infatti un po’ tutte le liriche del gruppo sono abbastanza nello standard della musica Oi! Street Punk, senza particolari lampi, e questo è un peccato, perché la musica, al contrario, sarebbe trascinante. Più o meno. E lo si capisce anche scorrendo i titoli degli 8 brani, si parla sempre di lealtà alla scena, ipocrisia degli altri, dignità e via dicendo, ed è raro che si esca da questo cliché. Ed anche quando, come in “Razzismo”, si parla appunto di razzismo, lo si fa’ in modo abbastanza stereotipato. Segnalo comunque la opening track, “Oggi Comandiamo Noi”, un ottimo inno anti-sbirri ed anti-Tav, da cantare alle manifestazioni a favore degli abitanti della Val di Susa, col suo devastante coro “oggi la carica la comandiamo noi/ contro di te e gli infami amici tuoi”. Già con il secondo pezzo, “Amicizia e Lealtà”, però, il livello scende, e molto,per non risalire poi più di tanto. Anche se riconosco che “Ma che cosa resta di noi” si candida a diventare un anthem di genere. Da segnalare che il Cd è in formato Digipack ben curato, e contiene tracce video, per cui, se siete interessati, non pensate di scaricarlo da Emule, infamoni, e sborsate qualche eurozzo…..

I Brani:

  1. Oggi Comandiamo Noi
  2. Amicizia e Lealtà
  3. Razzismo
  4. Campioni di cosa?
  5. Kings Of Fool
  6. Zombie
  7. Ma Che Cosa Resta Di Noi
  8. Hardcore Punk

Contatti:

s-contro@libero.it

http://clix.to/s-contro

c.bolzoni@libero.it

www.myspace.com/anfibiorude