- Raping Sonata
- Make A Wish
- (Big) Members Only
- It's Only Getting Worse
- Romanian Love
- Don't Take It Personally
- Interlude
- If You See Something, Say Something
- She's Only Seventeen
- Johnny Deep Throat
- Concrete Jungle
- Baby I Love You So
- Dis-Troy Dat-Troy*
- It's Only Getting Worse (live)*
- Big Members Only (live)*
RECENSIONE GREEDY MISTRESS A COMPULSIVE NEED OF YOU DIRECTOR’S CUT (VAMPATA RECORDS 2010)
RECENSIONE SOCIAL DISTORTION ”HARD TIMES AND NURSERY RHYMES” (2Xlp, 2010, EPITAPH)
RECENSIONE VEGAS ”NEVER TO WAKE” (LP, 2011, HELLFISH FAMILY 007)
Hellfish Family vuol dire Integrity. Vegas pure. Non so dire quanto Dwid abbia le mani in pasta in questo progetto, le informazioni che si trovano in rete sono davvero minime, per non dire inesistenti, ma qui ci troviamo di fronte ad un disco che suona 100 % Integrity (plagio puro, non semplici influenze). Che ha la grafica 100% Integrity (uso degli stessi simboli). Con Dwid come seconda voce in un brano (questo l’ho letto in una recensione, non è specificato nel disco), ma che sembra che canti comunque in tutti. Non me la raccontano giusta…. Tutto sommato per me un disco superfluo, che non ha la linearità di un album, ma di progetto laterale; oltre più con alcuni brani registrati dal vivo in Giappone. Boh…. 300 copie, e non verrà più ristampato, ma… who fucking care?? Vinile nero. Inserto con la sola tracking list; nessuna nota né informazioni sulla registrazione. Però c’è l’adesivo. Chissà se un giorno ne saprò un po’ di più. Ma dubito.
Gianni Bandini (gianni@ngi.it)
I Brani
1) Vollendung
2) Was Bleibt Ist Der Ausweg
3) Des Deliriums Zuflucht
4) Der Rhythmus Des Zerfalls
5) Freude Durch pein
6) Ausburgerung Aus Dem Exil
7) An Kurzer Leine
8) Erwachet
9) Inner Sanctum
10)Korsett Der Zeit
11)Sturme Des Stahls
12)Delirium’s Realm (live)
13)Ich Mache Bilder
14)VVorld As vvil (live)
15)VVake (live)
16)Kammerflimmern
17)No Way But Out (live)
18)Slithering Closer
19)Rythm Of Decline (live)
I Contatti
http://www.hellfishfamily.com/
http://www.myspace.com/sagevisule
RECENSIONE ARSON ANTHEM ”INSECURITY NOTORIETY” (LP, 2010, HOUSECORE 007)
E' un po' di tempo che non mi faccio vivo causa sovraccarico di lavoro. Oggi però approfittando di una trasferta (lavorativa...) a Nizza, e del buon cuore di Gianni, torno alla carica. E allra vai Gianni!!!! Premetto che questo supergruppo è formato da membri dei cui singoli percorsi musicali non mi sono mai cagato nemmeno di striscio, e così continuo a fare.
Dopo questa doverosa premessa, introduco quanto di voi sicuramente già conoscono: Phil Anselmo dei Pantera e Down alla chitarra; Mike Williams degli Eyehategod alla voce; Hank Williams III alla batteria (qui basta il nome) e Collin Yeo al basso (questo non mi dice nulla).
Questo progetto esordisce con un album che mi ha lasciato quasi a bocca aperta. 17 tracce di ultracore/crust suonati e prodotti divinamente! I riferimenti che mi vengono in mente sono Attitude Adjustment del secondo LP “No More Mr. Nice Guy” (per me un capolavoro!); Blak Flag dell’era “My War”; e No Comment. Si sente comunque che i protagonisti di questa band hanno avuto il fulcro delle loro esperienze personali nella musica alternativa degli anni ’90, e questo loro background traspare chiaramente nell’interpretazione dei brani.
Un disco al fulmicotone, sparato, compatto, coeso. Senza cadute di tensione. Una professionalità acquisita e messa a disposizione di un lavoro “estremo” con un risultato eccellente. Avercene!!!!
Confezione curatissima: copertina apribile (gatefold); busta interna stampata e vinile trasparente.
Un disco che ad acquistarlo costa un po’ più della media, ma ne vale la spesa.
Gianni Bandini (gianni@ngi.it)
I Brani
- Naught
- Foul Pride
- Isolation Militia
- More Then One War
- Insecurity Notoriety
- Pretty Like That
- Initial Prick
- Crippled Life
- Polite Society Blacklist
- If You Heard This You Would Hit Me
- Hands Off Approach
- Has Been/Had Been
- Primate Envy
- Death Of An Idiot
- Co-dependent And Busted
- Kleptomania
- Teach The Gun (To Love The Bullet)
I contatti
http://www.housecorerecords.com
RECENSIONE Punch In Mouth “Space Punk Ep” (This Is Core Music, EP, 2010)
Da un gruppo che ha scelto un nome come Punch in Mouth mi sarei aspettato qualcosa di più duro ed aggressivo, roba da pungno in faccia, per intendersi. Invece qua ci troviamo di fronte al massimo ad una carezza in un pugno. Il suono è infatti un po’ troppo blando e poppeggiante, ed i sei brani, anche penalizzati da una produzione non particolarmente felice, scorrono piacevolmente ma anonimi, senza sussulti che consiglino a comprare il mini cd. Mi ricordano i Chemical People, molti dischi della Jade Tree e, soprattutto, i Dag Nasty, senza però quel pizzico in più che mi faceva stravedere per quella musica. I PIM, invece, si limitano ad una ripetizione abbastanza pedissequa di una storia già vista o meglio ascoltata, con l’unica eccezione di “Spending Time With Friends Is Better”, decisamente più briosa ed interessante delle altre tracce.Riki Signorini (ribelliavita@myspace.com)
I brani
01. Five Days
02. Say Sorry
03. Spending Time With Friends Is Better
04. My Prison
05. Can't Understand
06. Merry Shitmas
Contatti
www.myspace.com/punchinmouth9
RECENSIONE NO TOLERANCE “BOSTON STRAIGHT EDGE”(7”, 2007/09 540 RECORDS 10)

Gianni Bandini (gianni@ngi.it)
I BRANI:
- Intro/ B.S.E.D.F.Y.
- Boston Ex
- Pay The Cost
- Sentenced
OFF! ”s/t” (EP7”, 2010, VICE 80017-7)
…per informazione di cronaca, il poster in questione altro non è che il disegno di copertina dell’ep, riportato nelle dimensioni di 53x35,5 cm. Oh, e la musica? Qui i riferimenti sono precisi, non si scappa: Black Flag della prima ora, cioè quelli di “Nervous Breakdown” e “Jealous Again”; e Circle Jerks di “Group Sex”. Quattro brani brevissimi in cui le citazioni di cui sopra sono maestralmente amalgamate, e quel che ne viene fuori è un disco bellissimo! Tanto che non da’ idea che si tratti di una semplice operazione di nostalgia (anche se così è, alla fine della giostra), ma quasi di un prosequio di un discorso interrotto tanto tempo fa. Ora attendiamo l’uscita del primo “lungo” lavoro: un box con 4 ep 7”. In cui dovrebbe essere incluso anche il presente esordio.
I brani:
- Black Thoughts
- Darkness
- I Don’t Belong
- Upside Down
www.viceland.com/vicerecords
www. myspace.com/off
RECENSIONE LEGLESS “LEGLESS, PLEASURES PARANOIDS AND PARTIES” (INCIPIT RECORDS. 2010, CD)
I Legless, da Bologna, giungono all’esordio dopo un demo cd datato 2006, con un disco ben curato sotto ogni punto di vista, grafico e sonoro. Dieci brani, cantati in Inglese, fondamentalmente punk rock, a volte virato sull’hardcore melodico, abbastanza veloce ed incisivo, spesso tinto da indie pop di quello che fa tanto cool e, a volte, sembra troppo ruffiano al sottoscritto. Il tutto si lascia ascoltare benino, anche grazie ad una ritmica complicata e strutturata che ci mostra come i Bolognesi ci sappiano fare musicalmente, e che mi ricorda più gli All che i Descendents. Mi piace molto “Legless”, ma segnalo anche “Gotta Go Straight To Hell”. La voce è un po’ troppo nasale, la batteria ci da’ dentro da matti e, nota finale, qua e là appaiono pure dei suoni syntho-elettronici.Riki (ribelliavita@myspace.com)
I contatti:
http://www.myspace.com/legless
http://www.myspace.com/incipitrecordings
Le tracce:
01. People
02. I Cannot
03. Growin' up
04. Legless
05. No!
06. Gotta go straight to hell
07. Why?
08. Sunday afternoons
09. Switch off the brain
10. Hey boy
RECENSIONE CRANCY CROCK “IL GIOCO DELLE PALLE” (CD, SAMOAN RECORDS, 2010)
Bergamaschi, i Crancy Crock sembrano essere cresciuti ascoltando molto la Banda Bassotti (indubbie le similitudini con “Carraro sindaco” di “Vecchio”) e enormemente i Punkreas (ascoltare“Merce” per credere), anche se i nostri non sembrano disdegnare neppure i Pennywise (“Semplice”). In “Venerdì sera”, poi, introducono addirittura le cornamuse, dando al tutto un tocco scottish che non stona affatto. Peccato che la conclusiva “Amo Bernarda” rappresenti una inutile caduta di stile che potevano risparmiarci. Da segnalare in “Mr Hide” la presenza di Paolo Gerson che contribuisce a dare quel tocco di rudezza gersoniana che non dispiace mai.
Riki Signorini (ribelliavita@myspace-com)
I brani:
1. Big Time
2. Johnny
3. Merce
4. Mr Hide
5. Cosa pensavi?
6. Vecchio
7. Spettro
8. Semplice
9. Arrivano I nostril
10. Venerì sera
11. Amo Bernarda
RECENSIONE HOSTAGE CALM ”HOSTAGE CALM” (LP, 2010, RUN FOR COVER 021)
Gli Hostage Calm sono una band del Connecticut che giunge con questo lavoro al secondo album (per inciso, il primo non l’ho mai sentito).Gianni Bandini (gianni@ngi.it)
I brani:
1) A Mistrust Earned
2) Rebel Fatigues
3) Affidavit
4) Where The Waters Call Home
5) Ballots/Stones
6) Marine Transgressions
7) Young Professionals
8) Overstayed
9) Wither On The Vine
10)Victory Lap
11)Jerry Rumspringer
12)War On A Feeling
I Contatti:
www.myspace.com/hostagecalmct.com

