RECENSIONE GREEDY MISTRESS A COMPULSIVE NEED OF YOU DIRECTOR’S CUT (VAMPATA RECORDS 2010)

Quando Angela “Svetlana” mi propose il CD dei Greedy Mistress, uscito anche questo per Vampata Records come quello, fantastico, degli Svetlanas, mi anticipò che sarebbe stato un disco molto diverso dal loro.
Io risposi che se mi piaceva anche solo la metà di “Svetlanas”, sarei stato lo stesso felice.
Poi, quando lo ho ricevuto, la opening track (“Raping Sonata”) mi ha lasciato un po’ perplesso facendomi pensare che più che un po’ diverso, questo Cd era agli antipodi rispetto all’altro.
In realtà già dal secondo pezzo gli equilibri si ristabiliscono e ci troviamo alle prese con un hardcore possente e cadenzato, con tracce thrash-core che via via, con il passare di brani, sembrano aumentare fino ad episodi quasi mosh (il riff di “If You See Something, Say Something” fa molto Bay Area in the 80’s).
Ciò che più mi piace di questo disco è la voce rauca e sporca che cattura e mi ricorda in modo esagerato quella degli Erode (e scusate se è poco), band che torna in mente anche per la struttura di certi cori.
Da segnalare che si tratta della riedizione ampliata di un disco uscito pochi mesi prima su Point BreaK Society, che faceva seguito ad un tour americano e la pubblicazione di 2 cd, uno split e un Ep.

Tracklist:
  1. Raping Sonata
  2. Make A Wish
  3. (Big) Members Only
  4. It's Only Getting Worse
  5. Romanian Love
  6. Don't Take It Personally
  7. Interlude
  8. If You See Something, Say Something
  9. She's Only Seventeen
  10. Johnny Deep Throat
  11. Concrete Jungle
  12. Baby I Love You So
  13. Dis-Troy Dat-Troy*
  14. It's Only Getting Worse (live)*
  15. Big Members Only (live)*


1.  
*only avialable on director's cut edition

RECENSIONE SOCIAL DISTORTION ”HARD TIMES AND NURSERY RHYMES” (2Xlp, 2010, EPITAPH)

Si, va bene lo confesso, ultimamente sono stato pigro ed indolente, il che mi ha portato a rallentare drasticamente   il ritmo delle recensioni, sia mie che del bun Gianni che invece continuerebbe a sfornare di buona lena.
Ed allora, per non fare arrabbiare troppo il mio compare, riprendiamo le attività con una recensione delle sue.

RECENSIONE VEGAS ”NEVER TO WAKE” (LP, 2011, HELLFISH FAMILY 007)

Hellfish Family vuol dire Integrity. Vegas pure. Non so dire quanto Dwid abbia le mani in pasta in questo progetto, le informazioni che si trovano in rete sono davvero minime, per non dire inesistenti, ma qui ci troviamo di fronte ad un disco che suona 100 % Integrity (plagio puro, non semplici influenze). Che ha la grafica 100% Integrity (uso degli stessi simboli). Con Dwid come seconda voce in un brano (questo l’ho letto in una recensione, non è specificato nel disco), ma che sembra che canti comunque in tutti. Non me la raccontano giusta….

Tutto sommato per me un disco superfluo, che non ha la linearità di un album, ma di progetto laterale; oltre più con alcuni brani registrati dal vivo in Giappone. Boh…. 300 copie, e non verrà più ristampato, ma… who fucking care?? Vinile nero. Inserto con la sola tracking list; nessuna nota né informazioni sulla registrazione. Però c’è l’adesivo. Chissà se un giorno ne saprò un po’ di più. Ma dubito.


Gianni Bandini (gianni@ngi.it)



I Brani



1) Vollendung


2) Was Bleibt Ist Der Ausweg


3) Des Deliriums Zuflucht


4) Der Rhythmus Des Zerfalls


5) Freude Durch pein


6) Ausburgerung Aus Dem Exil


7) An Kurzer Leine


8) Erwachet


9) Inner Sanctum


10)Korsett Der Zeit


11)Sturme Des Stahls


12)Delirium’s Realm (live)


13)Ich Mache Bilder


14)VVorld As vvil (live)


15)VVake (live)


16)Kammerflimmern


17)No Way But Out (live)


18)Slithering Closer


19)Rythm Of Decline (live)



I Contatti



http://www.hellfishfamily.com/


http://www.myspace.com/sagevisule



RECENSIONE ARSON ANTHEM ”INSECURITY NOTORIETY” (LP, 2010, HOUSECORE 007)

E' un po' di tempo che non mi faccio vivo causa sovraccarico di lavoro. Oggi però approfittando di una trasferta (lavorativa...) a Nizza, e del buon cuore di Gianni, torno alla carica. E allra vai Gianni!!!!

Premetto che questo supergruppo è formato da membri dei cui singoli percorsi musicali non mi sono mai cagato nemmeno di striscio, e così continuo a fare.


Dopo questa doverosa premessa, introduco quanto di voi sicuramente già conoscono: Phil Anselmo dei Pantera e Down alla chitarra; Mike Williams degli Eyehategod alla voce; Hank Williams III alla batteria (qui basta il nome) e Collin Yeo al basso (questo non mi dice nulla).


Questo progetto esordisce con un album che mi ha lasciato quasi a bocca aperta. 17 tracce di ultracore/crust suonati e prodotti divinamente! I riferimenti che mi vengono in mente sono Attitude Adjustment del secondo LP “No More Mr. Nice Guy” (per me un capolavoro!); Blak Flag dell’era “My War”; e No Comment. Si sente comunque che i protagonisti di questa band hanno avuto il fulcro delle loro esperienze personali nella musica alternativa degli anni ’90, e questo loro background traspare chiaramente nell’interpretazione dei brani.


Un disco al fulmicotone, sparato, compatto, coeso. Senza cadute di tensione. Una professionalità acquisita e messa a disposizione di un lavoro “estremo” con un risultato eccellente. Avercene!!!!


Confezione curatissima: copertina apribile (gatefold); busta interna stampata e vinile trasparente.


Un disco che ad acquistarlo costa un po’ più della media, ma ne vale la spesa.


Gianni Bandini (gianni@ngi.it)


I Brani




  1. Naught


  2. Foul Pride


  3. Isolation Militia


  4. More Then One War


  5. Insecurity Notoriety


  6. Pretty Like That


  7. Initial Prick


  8. Crippled Life


  9. Polite Society Blacklist


  10. If You Heard This You Would Hit Me


  11. Hands Off Approach


  12. Has Been/Had Been


  13. Primate Envy


  14. Death Of An Idiot


  15. Co-dependent And Busted


  16. Kleptomania


  17. Teach The Gun (To Love The Bullet)

I contatti


http://www.housecorerecords.com


http://www.myspace.com/arsonanthem

RECENSIONE Punch In Mouth “Space Punk Ep” (This Is Core Music, EP, 2010)

Da un gruppo che ha scelto un nome come Punch in Mouth mi sarei aspettato qualcosa di più duro ed aggressivo, roba da pungno in faccia, per intendersi. Invece qua ci troviamo di fronte al massimo ad una carezza in un pugno. Il suono è infatti un po’ troppo blando e poppeggiante, ed i sei brani, anche penalizzati da una produzione non particolarmente felice, scorrono piacevolmente ma anonimi, senza sussulti che consiglino a comprare il mini cd. Mi ricordano i Chemical People, molti dischi della Jade Tree e, soprattutto, i Dag Nasty, senza però quel pizzico in più che mi faceva stravedere per quella musica. I PIM, invece, si limitano ad una ripetizione abbastanza pedissequa di una storia già vista o meglio ascoltata, con l’unica eccezione di “Spending Time With Friends Is Better”, decisamente più briosa ed interessante delle altre tracce.

Riki Signorini (ribelliavita@myspace.com)


I brani


01. Five Days
02. Say Sorry

03. Spending Time With Friends Is Better

04.
My Prison
05. Can't Understand
06. Merry Shitmas


Contatti


www.myspace.com/punchinmouth9

RECENSIONE NO TOLERANCE “BOSTON STRAIGHT EDGE”(7”, 2007/09 540 RECORDS 10)

Questo prodotto è talmente “quadrato” da sembrare interamente costruito a tavolino. Dalla grafica del disco, che rimanda immediatamente alla prima compilation “Only The Strong” della Victory Records (anno 1990), ai “testi” (è quasi imbarazzante definirli tali) che farebbero impallidire i Chorus Of Disapproval più enfatici, fino alla musica che è un perfetto incrocio tra Confront e Brotherhood e anche un po’ di One Life Crew… Il dischetto in questione è la stampa su vinile del loro demo che pubblicarono nel 2007 per la Edge Day Records (mai sentita..). Nel foglio dei testi e nelle note di copertina non c’è accenno di alcun loro contatto, e le mie ricerche su internet non hanno che prodotto al massimo qualche recensione. Tutto questo mi fa ulteriormente pensare che si sia trattato di un progetto estemporaneo e che in un momento di euforia abbiano deciso di pubblicarlo visto che, musicalmente parlando, lo scopo è stato raggiunto e i quattro brani qui presenti sono sì canonici nello stile, ma tutt’altro che deprecabili. 500 copie, mi risulta. Non sono riuscito a trovare contati della loro label, ma daqualche parte ho letto che dovrebbe essere una sussidiaria della Painkiller Records… provate a chiedere a loro…

Gianni Bandini (gianni@ngi.it)

I BRANI:
  1. Intro/ B.S.E.D.F.Y.
  2. Boston Ex
  3. Pay The Cost
  4. Sentenced

OFF! ”s/t” (EP7”, 2010, VICE 80017-7)

E’ il fenomeno musicale dell’anno questo supergruppo formato da Keith Morris (BLACK FLAG; CIRCLE JERKS); Dimitri Coats (BURNING BRIDES); Steve Mc Donald (RED KROSS) e il grandioso Mario Rubalcaba dei mai troppo compianti ROCKET FROM THE CRYPT, oltre a METROSCHIFTER, e soprattutto (ex) membro di 411 e CHICANO CHRIST!!!!!! L’esordio qui presente ha deflagrato nell’assopitissima scena HC americana, facendo ricordare, o per i più giovani insegnando direttamente, perché l’HC degli esordi sia rimasto tanto mitico e tanto mitizzato. La loro strategia di uscita è stata poco lasciata al caso, infatti l’inclusione di un esclusivo poster di Raymond Pettibon nelle sole prime 1000 copie ha scatenato una caccia alla rarità all’ultimo sangue, nonché grande visibilità. E stessa politica con le magliette, sempre disegnate da R. Pettibon (stupende, andate a vederle sul sito di Facebook): stampate in 300 esemplari ciascuna. Per contro bisogna dar loro atto dei prezzi “politici” che hanno applicato ai loro prodotti, veramente alla portata di tutti.
…per informazione di cronaca, il poster in questione altro non è che il disegno di copertina dell’ep, riportato nelle dimensioni di 53x35,5 cm. Oh, e la musica? Qui i riferimenti sono precisi, non si scappa: Black Flag della prima ora, cioè quelli di “Nervous Breakdown” e “Jealous Again”; e Circle Jerks di “Group Sex”. Quattro brani brevissimi in cui le citazioni di cui sopra sono maestralmente amalgamate, e quel che ne viene fuori è un disco bellissimo! Tanto che non da’ idea che si tratti di una semplice operazione di nostalgia (anche se così è, alla fine della giostra), ma quasi di un prosequio di un discorso interrotto tanto tempo fa. Ora attendiamo l’uscita del primo “lungo” lavoro: un box con 4 ep 7”. In cui dovrebbe essere incluso anche il presente esordio.

Gianni Bandini (gianni@ngi.it)

I brani:
  1. Black Thoughts
  2. Darkness
  3. I Don’t Belong
  4. Upside Down
Contatti:
www.viceland.com/vicerecords
www. myspace.com/off

RECENSIONE LEGLESS “LEGLESS, PLEASURES PARANOIDS AND PARTIES” (INCIPIT RECORDS. 2010, CD)

I Legless, da Bologna, giungono all’esordio dopo un demo cd datato 2006, con un disco ben curato sotto ogni punto di vista, grafico e sonoro. Dieci brani, cantati in Inglese, fondamentalmente punk rock, a volte virato sull’hardcore melodico, abbastanza veloce ed incisivo, spesso tinto da indie pop di quello che fa tanto cool e, a volte, sembra troppo ruffiano al sottoscritto. Il tutto si lascia ascoltare benino, anche grazie ad una ritmica complicata e strutturata che ci mostra come i Bolognesi ci sappiano fare musicalmente, e che mi ricorda più gli All che i Descendents. Mi piace molto “Legless”, ma segnalo anche “Gotta Go Straight To Hell”. La voce è un po’ troppo nasale, la batteria ci da’ dentro da matti e, nota finale, qua e là appaiono pure dei suoni syntho-elettronici.

Riki (ribelliavita@myspace.com)

I contatti:

http://www.myspace.com/legless

http://www.myspace.com/incipitrecordings


Le tracce:

01. People
02. I Cannot
03. Growin' up
04. Legless
05. No!
06. Gotta go straight to hell
07. Why?
08. Sunday afternoons
09. Switch off the brain
10. Hey boy

RECENSIONE CRANCY CROCK “IL GIOCO DELLE PALLE” (CD, SAMOAN RECORDS, 2010)

Bergamaschi, i Crancy Crock sembrano essere cresciuti ascoltando molto la Banda Bassotti (indubbie le similitudini con “Carraro sindaco” di “Vecchio”) e enormemente i Punkreas (ascoltare“Merce” per credere), anche se i nostri non sembrano disdegnare neppure i Pennywise (“Semplice”). In “Venerdì sera”, poi, introducono addirittura le cornamuse, dando al tutto un tocco scottish che non stona affatto. Peccato che la conclusiva “Amo Bernarda” rappresenti una inutile caduta di stile che potevano risparmiarci. Da segnalare in “Mr Hide” la presenza di Paolo Gerson che contribuisce a dare quel tocco di rudezza gersoniana che non dispiace mai.

Riki Signorini (ribelliavita@myspace-com)

I brani:

1. Big Time

2. Johnny

3. Merce

4. Mr Hide

5. Cosa pensavi?

6. Vecchio

7. Spettro

8. Semplice

9. Arrivano I nostril

10. Venerì sera

11. Amo Bernarda

I contatti:

www.myspace.com/crancycrock

www.myspace.com/samoanrecords

RECENSIONE HOSTAGE CALM ”HOSTAGE CALM” (LP, 2010, RUN FOR COVER 021)

Gli Hostage Calm sono una band del Connecticut che giunge con questo lavoro al secondo album (per inciso, il primo non l’ho mai sentito). Sono a tutti gli effetti classificati come hardcore band, ma in verità variano dal post-hc, all’indie, al pop con estrema disinvoltura. A volte mi ricordano gli ALL, altre volte le band su GERN BLANDSTEN degli anni ’90. Altre ancora il pop elaborato anni 80 dei FEELIES, degli SMITHS et similia… Però fanno tutto molto bene… ed è un disco che si ascolta dall’inizio alla fine, ti fa dondolare la testa… e il giorno dopo lo rimetti su ancora… Non ci sono mai cadute di stile o cali di tensione… Produzione e registrazione curatissimi; così come la copertina che è stupenda. É proprio bello! Testi stampati all’interno della copertina, e busta interna stampata con foto ed info.


Gianni Bandini (gianni@ngi.it)


I brani:


1) A Mistrust Earned


2) Rebel Fatigues


3) Affidavit


4) Where The Waters Call Home


5) Ballots/Stones


6) Marine Transgressions


7) Young Professionals


8) Overstayed


9) Wither On The Vine


10)Victory Lap


11)Jerry Rumspringer


12)War On A Feeling



I Contatti:


www.myspace.com/hostagecalmct.com


www.runforcoverrecords.com