Venerdì 9 Maggio sono nati i miei gemelli-gioielli, Sebastiano e Tancredi, che adesso faranno compagnia al loro fratellino Ranieri......
Ciao Riki
Ultimamente, forse per l’imminente paternità, sono precipitato in una voragine di lentezza, che mi ha portato ad accumulare un gran numero di CD da recensire. Cerco allora in qualche modo di recuperare il tempo perduto, proponendo subito una nuova recensione, stavolta occupandomi dei Treni all’Alba, quattro musicisti (due di Aosta e due di Torino, e dato ciò che suonano, non poteva essere differente la collocazione geografica) già assai noti nel circuito alternativo, ed in qualche modo nati dalle ceneri dei mitici BelliCosi. Ciò che ci propongono è un mix musicale assai diversificato e diverso dal solito, difficile da digerire anche per un onnivoro come me, che dal punk rock, anche se molto sperimentale, si aspetta durezza e crudezza, non arpeggi e virtuosismi come quelli offerti in questo disco. Ciò detto, è innegabile che i Treni all’Alba sono dei virtuosi, capaci di mescolare tra loro sonorità balcaniche e latino-americane, passando per il Sud dell’Italia senza dimenticare un po’ di sound industriale, meritandosi così l’azzeccato appellativo di Folk Destroyers, dal momento che di musica folk, popolare, si parla, ma in modo destrutturato e destrutturante. Da segnalare, oltre alle ottime illustrazioni di Domenico Sorrenti, anche la miriade di collaborazioni ai nove brani, tutti strumentali tranne un breve intermezzo parlato tratto dal copione di “Essi vivono” di John Carpenter, che vanno da A. Pomini (Fichissimi tra gli altri) al buon Ventrella (Kina, Frontiera), passando per i Manacuma e le loro tarantelle.
Dei Lobello mi ero già occupato recensendo la loro “Solo me (fabe)” presentata sulla compilation di Staypunk. Vengono da Pavia e suonano in giro già da un po’ (alcuni di loro suonano anche nei Tosters, e questo è il loro terzo CD). Quello che ci propongono è un onesto Punk rock sulla scia di Ramones e Misfits, dallo stile giovanilistico ed adolescenziale, che richiama anche quei gruppi come Impossibili, Fichissimi e Monelli che negli anni 90 ci facevano impazzire con le loro melodie ed i loro coretti. Anche qua si canta in Italiano, proponendo 12 brani (più una bonus track) perlopiù veloci e accattivanti. Segnalo la opening track, “Ramona” (ancora una donna protagonista!!!!) e soprattutto “Videonoleggio”, tra Ramones veloci e Derozer più Impossibili. E anche se in questo genere musicale c’è ormai poco di nuovo da dire, i nostri provano a sperimentare un po’ con la “robotica” “Dal Po”, dove maggiori sono le influenze dei Misfits. Ed i Misfits li sento anche in “Dentro la TV” e nella successiva “Heavy Metal” , così come in “Psycho Baby”. Fenomenale la ghost track, che penso si chiami “Lobello” ed è un po’ la summa del pensiero del gruppo, e presumo dal vivo scateni poghi selvaggi. Insomma, i soliti tre accordi, testi prevedibilmente piacevoli, e null’altro. Ma che posso farci se anche a 42 anni mi sento sempre un bimbo e ‘sta roba mi piace?I Brani:
01.Ramona
02.Voglio Nn Voglio
03.Videonoleggio
04.Susanna
05.Distratto
06.Dal Po
07.Dentro La Tv
08.Heavy Metal
09.Sole Me
10.Veronica
11.Psycho Baby
12.Stile Punk
Contatti:
www.myspace.com/ilobello
Una delle prime regole da seguire quando ci si accinge a fare una recensione è quella di non lasciarsi condizionare dalla grafica di copertina: altrimenti col cavolo che mi sarei messo ad ascoltare una band con un nome così, oltretutto introdotta da una cover assai dozzinale. Altra regola importante, quella di non lasciarsi condizionare dalla facile equazione “musica da tre accordi uguale musica facile da suonare”. Se così fosse, non ci troveremmo a canticchiare le tredici tracce di questo CD sin dal primo ascolto, perché, è innegabile, i Veneziani suoneranno anche solo i tre accordi in questione, ma li sanno combinare come pochi altri, e colpiscono diritti al volto con colpi da KO in sequenza. Testi giovanilistici e tanta allegria scanzonata, musica fresca e poppeggiante, Punk rock adolescenziale sulla scia di Ramones, Queers e Screeching Weasel per quanto riguarda gli USA, Succo Marcio, Cattive Abitudini e, soprattutto, Derozer, per l’Italia. Questi sono i Duracel, nulla più e, soprattutto, nulla meno. Prendere o lasciare. Si inizia subito benissimo con “Voglio ritornare al Liceo”, manifesto dello spirito dei quattro giovinastri, e della loro voglia di restare giovani e divertirsi, e si prosegue alla grande con “Sara”, dedicata ad una ragazza nella migliore tradizione del genere, che rappresenta uno dei picchi più alti toccati nel disco. Ma mi piacciono assai anche “Nonostante te”, doveroso omaggio ai Queers, e “Non sarò mai una star” che attacca i “Fin….”, quella band andata a Sanremo prodotta da Cecchetto che gioca a fare i ribelli "fra bimbi e Mtv" . Forse “Lunghe notti al bar” e “Sono fragile” sono gli unici due brani un pò sotto tono, ma ci si può stare. Personalmente apprezzo davvero tanto la voce di Zamu, intonata ed adattissima al genere. Un album di punk rock di ieri suonato da chi lo ama ancora oggi. 1, 2, 3, 4 go!I brani
1. Voglio Ritornare Al Liceo
2. Sara
3. Vola
4. Non Sarò
5. Antipatica
6. Lunghe Notti Al Bar
7. Sono Fragile
8. V.E.G.A
9. Grazie A Te
10. Soldi Non Ne Ho
11. Copo È Il Nostro Bar
12. Voglio Giocare
13. Nonostante Te
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Ebbene si, sono un lavativo, e come sempre vado lungo. Ma siccome ai Nettezza Umana (Adrenalinic hardcore since 1998 da Brescia, Derotten Records, www.nettezzaumana.it) voglio bene, faccio uno strappo alla regola e anziché una recensione stavolta metto un comunicato, oltretutto un po’ in ritardo.
I Nettezza umana hanno infatti da poc finito di registrare, mixare e masterizzare 5 NUOVI BRANI (del tutto inediti) presso il LIVING RHUM STUDIO (Castelgoffredo, MN), ascoltabili e scaricabili su:
1) "
3) "IN CONTROLUCE" –
Si tratta di un piccolo "assaggio" gratuito in vista del prossimo album, al quale la band continuerà intanto a lavorare, arrangiando e affinando i nuovissimi brani, con ritmiche ancora più furiose e sonorità ancora più incazzate!
Dall’Olanda con furore, e grazie a No Reason Records, ecco gli Antillectual, band attivissima a livello di concerti dal vivo, che propone un punk-rock sulla scia di Propagandhi e Strike Anywhere, con un pizzico di Hot Water Music in certi passaggi. I nostri giungono al secondo album con un cambio di line-up alla batteria, grazie ad una coproduzione tra varie etichette tra le quali spicca la nostra beneamata No Reason Records. Punk rock melodico dalla forte connotazione politica, che però mi lascia un po’ interdetto. Infatti, per essere carini, i nostri tre eroi da Nijmegen sono carini, intelligenti pure (segnalano anche altre bands Olandesi da tenere sott’occhio: Brat Pack, Straight A’s, Smash the Statues, Gascoigne, Tenement Kids, Frightening Fiction). Inoltre, sono politically correct al mille per mille, introducono ogni brano con ottime liner notes, tecnicamente sono grandi, hanno ottimi testi, ma alla fine dei conti sono troppo pulitini e perfettini, e alla lunga mi smaronano. Sono infatti convinto che la loro vera dimensione sia quella live, e non è un caso che i numeri parlino di oltre 150 concerti negli ultimi 3 anni, compreso anche un tour negli Stati Uniti di 3 settimane, e supporti vari a band quali Ignite, Strung Out, Strike Anywhere, Against Me!, A Wilhelm Scream, The Unseen e The Lawrence Arms. Di sicuro, comunque, "Testimony" è un disco niente affatto banale, e i dieci pezzi sono OK, ma in particolare adoro “Sponsorship for Life” ed il suo testo, del quale sposo appieno la tesi del “pagateci se volete che indossiamo il vostro logo”….. Per finire segnalo che il disco è prodotto secondo lo schema copyright di creativecommons.org, interessante e condivisibile.
Tracklist
01. Testimony
02. Sponsorship for life
03. Waves
04. Friendly fire
05. I hate myself when I shave myself
06. The dog ate it!
07. Benefit of the doubt
08. On its own
09. Waste = food
10. I hope you got my letter
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Finalmente, dopo un bel po’ di tempo che questo CD gira nel mio lettore, trovo la voglia ed il tempo di recensirlo, proprio il giorno di Pasqua. E mi scuso sin d’ora, sia con le bands coinvolte che con gli eventuali lettori di questo blog che si fidano del mio giudizio, perché magari, se lo avessi recensito prima, si sarebbero già comprati il disco, e si sarebbero garantiti qualche ora in più di sano ed onesto divertimento. Si, perché di divertimento, e buono, qua si parla. Quattro pezzi ciascuno per le due bands, che si spartiscono equamente lo spazio a disposizione, e gareggiano per primeggiare, guadagnandosi entrambe un equanime gradino più alto del podio. Attacccano i Solecismi, da Parma e provincia, che cantano in Italiano e subito conquistano punti con “Sulla stessa barca”, che ricorda i Derozer. Sullo stesso stile, ma richiamando anche Porno Riviste e Peter Punk, “Nudi e crudi”, che ha un suo fascino particolare. “Diritti Inumani”, molto compatta, è forse il brano migliore, ma anche “Chiodi, creste, spille e boots” è un bell’anthem con ottimo coro. A seguire i Piemontesi Killdaddies da Carmagnola/Tortona, band evidentemente cresciuta a suon di Ramones, Screeching Weasel e Queers, che invece canta in Inglese. I loro quattro brani sono veloci sia come esecuzione che come durata, seccchi e duri sia nei cori che nei riffs. Adoro “Don’t Let me down”, e la fulminante “My Dog”. Un po’ meno buona “Dreary Guy”, con qualches sprazzo hard rock che ricorda gli Zeke, ma la conclusiva “Punk-rock song for you”, in puro stile Ramones on speed, ci fa dimenticare il piccolo calo. Concludo segnalando che il CD è frutto di una coproduzione tra Solecismi Pedestri, Killdaddies, Tocado rec. (Olanda), Infected rec. (Portogallo), Psycho Babi, Rebel Kid Music, Narcolettica rec., Punk-rock Planet, Casa Perno, Progetto Siderurgiko, Staypunk.it e Punkadeka.it. E Buona Pasqua a tutti!!!!!I brani
Solecismi Pedestri
1 Sulla stessa barca
2 Nudi e crudi
3 Diritti inumani
4 Chiodi, creste, spille e boots
Killdaddies
5 Don’t let me down
6 Dreary guy
7 My dog
8 Punk-rock song for you
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Gli S-contro vengono da Torino, e, purtroppo, rappresentano l’esempio vivente di band Oi! la cui capacità di suonare non è affiancata da un’altrettanto valida capacità di scrivere testi. Infatti un po’ tutte le liriche del gruppo sono abbastanza nello standard della musica Oi! Street Punk, senza particolari lampi, e questo è un peccato, perché la musica, al contrario, sarebbe trascinante. Più o meno. E lo si capisce anche scorrendo i titoli degli 8 brani, si parla sempre di lealtà alla scena, ipocrisia degli altri, dignità e via dicendo, ed è raro che si esca da questo cliché. Ed anche quando, come in “Razzismo”, si parla appunto di razzismo, lo si fa’ in modo abbastanza stereotipato. Segnalo comunque la opening track, “Oggi Comandiamo Noi”, un ottimo inno anti-sbirri ed anti-Tav, da cantare alle manifestazioni a favore degli abitanti della Val di Susa, col suo devastante coro “oggi la carica la comandiamo noi/ contro di te e gli infami amici tuoi”. Già con il secondo pezzo, “Amicizia e Lealtà”, però, il livello scende, e molto,per non risalire poi più di tanto. Anche se riconosco che “Ma che cosa resta di noi” si candida a diventare un anthem di genere. Da segnalare che il Cd è in formato Digipack ben curato, e contiene tracce video, per cui, se siete interessati, non pensate di scaricarlo da Emule, infamoni, e sborsate qualche eurozzo…..I Brani:
Contatti:
Dieci anni (o giù di lì) e non sentirli… Così potremmo sintetizzare il giudizio su una band che, alla soglia della decade di vita, non stanca ed anzi si esalta grazie all’esperienza ed alla maturità acquisita. Tra (Punk) Rock e Grunge, passando per l’HC della vecchia scuola, mescolando suoni spesso eterogenei ma comunque sempre potenti, i Milanesi ci offrono un terzo album fatto da 11 brani abbastanza brevi per il genere (si toccano appena i trenta minuti), ma tutti all’altezza. Le influenze maggiori sono, a mio parere, da suddividere più o meno equamente tra Snapcase, Angeli e Soundgarden, ma vi dico subito che non ci si ferma qua, trattandosi di un disco decisamente complesso, che richiederà svariati ascolti per colpire ed affondare. Tra i brani migliori, cito senza dubbio "Umarldym Dla", “Crash Drive” e la conclusiva “Runaway”. Da segnalare una distribuzione internazionale grazie a ben 12 etichette del collettivo DIY Conspiracy che spero riesca a dare ai nostri la visibilità che meritano. I brani
01. Three monkeys
02. Umarldym dla…?
03. Crash dive
04. Time
05. Worst youth
06. Rum + cola
07. Roaming song
08. Unsound
09. Ten minutes crying
10. Twiddling thumbs, Standing at attention
11. Runaway
Le etichette della DYI Conspiracy:
- SUB ROCK RECORDS (Italia)
- NOMAN'S BAND (Romania)
- NPH (Italia)
- VACATION HOUSE RECORDS (Italia)
- STONATURE RECORDS (Italia)
- MOSHPIT CULTURE (Italia)
- OUT CRY (Russia)
- TROSKOT RECORDS (Bulgaria)
- TENZENMEN (Australia)
- PASIDARYK PATS RECORDS (Lituania)
- VALIANT DEATH (Usa)

Dopo un periodo di silenzio, riprendo da una recensione preparata per Flash e, se non sbaglio, mai pubblicata, riferita a “And so: dodgem songs”, il secondo lavoro sulla lunga distanza per gli Imodium, quello della maturità stilistica. Ecco quello che dicevo: “Indie Rock? Emo? New Wave Of Melodicore? Chiamatelo un po’ come volete, ma non perdete d’occhio la sostanza, dato che qua ce n’è parecchia. Un disco dedicato ai fans di My vitriol, Sense Field e Sunny Day Real Estate, arricchito di nerbo e sonorità molto personali, con 14 tracce tutte in Inglese tranne la cover di “Facce Sconosciute” degli Angeli di Tax Farano, cantata in italiano a tre voci”. E tra poco recensione in arrivo per il nuovo “Drive”…….
I Brani:
1 Nostrils
2 Do you know (and so)?
3 Stewie song
4 [Unhappy ending]
5 Peter's hands
6 [Deep down]
7 Cntr
8 First me, then you
9 [...]
10 Hypnagogic
11 Use rearview mirrors
12 I'll find you
13 Facce sconosciute
14 Dn
Contatti:
info@imodium.it