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INTERVISTA AD ATARASSIA GROP DA PUNKSTER N. 12 (GENNAIO 2006)

Alcuni anni fa, era gennaio 2006, ebbi l’occasione di intervistare per Punkster gli Atarassia Grop, un gruppo che mi piaceva davvero molto, in occasione dell’uscita del loro album “Non si può fermare il vento”.

L’intervista finì sul numero 12 di Punkster, una rivista che usciva in edicola (!!) e parlava di punk ed hardcore! Una cosa che a pensarla oggi è una follia, ma al tempo almeno per un po’ funzionò.

Ecco l’intervista, con l’aggiunta di alcune domande che al tempo, per mancanza di spazio, non pubblicammo:

 

Atarassia Grop è una band sulla strada da oltre dieci anni, che ha scelto di chiamarsi così per contrapporsi a quello che è davvero l’atarassia, uno stato di alienazione rispetto a ciò che è tangibile, "reale”; tutto il contrario della loro attitudine, molto attenta alla realtà ed alla vita. Di questo e di altro abbiamo parlato con Filippo, il cantante, e quello che segue è il risultato.

Riki: Siete in giro da oltre un decennio, nonostante ciò non siete una delle bands più in vista del panorama punk hardcore Italiano. Ripercorrendo le tappe della vostra storia, dalla nascita ad oggi, riuscite a spiegarci il perché?


Filippo: Uno dei motivi è che non abbiamo mai suonato nell'ottica di ricavarne notorietà. Noi cerchiamo di fare musica giorno dopo giorno, con coerenza e umiltà, senza pianificare un'attività che è e che rimarrà solo un'enorme passione. Questo non lo considero un limite, è molto più semplicemente il nostro modo di essere e di vivere la musica. Inoltre sostenere una band come la nostra vuole dire condividerne le intenzioni e gli ideali e non soltanto fare quattro risate insieme ad un concerto. Non che nelle nostre canzoni non vi sia spazio per il divertimento, anzi, ma la maggior parte dei ragazzi preferisce fermarsi a quello, mentre per noi la musica è un punto di partenza… e spesso ci segue solo chi ha voglia di partire. Penso sia questo il motivo principale.  

R: Per raggiungere un successo ed una visibilità maggiore, firmereste per una major?

F: Assolutamente no, proprio perché la nostra è solo una passione, e come tutte le passioni si disseta di sudore, non di successo.

R: Ad oggi, se non sbaglio, avete prodotto 4 dischi, due demo ed una raccolta ed avete partecipato a svariate compilation. A quale disco siete più legati?

F: Mi ricordo ancora quando mi si è presentato alla porta di casa il corriere che ci consegnava le copie del primo disco autoprodotto: che figata! Ecco, forse più che ai dischi sono legato a momenti come questo. Curare di persona la realizzazione di ogni nostro disco, dalla registrazione alla grafica, ci ha sempre dato grandi emozioni. Siamo cresciuti con la nostra musica, per cui ogni disco ci emoziona prima di tutto perché ci riporta a ciò che eravamo in quel periodo, anche se ad ascoltarli in fila, ora, sento l'esuberanza adolescenziale cedere il passo ad una disillusa incazzatura.


R: E del nuovo CD che mi dite? Siete soddisfatti?

F: Moltissimo. Credo sia il nostro migliore lavoro, soprattutto a livello di contenuti. Ho curato molto la stesura dei testi e ce ne sono alcuni di cui, senza false modestie, vado fiero. E' un disco molto intimo e sincero perché, sebbene tocchi tematiche che non riguardano solo me stesso, è scritto e suonato con la pancia e col cuore.

Inoltre anche la produzione ci ha soddisfatti in pieno, e questo lo dobbiamo alla professionalità e all’amicizia di chi lo ha prodotto.

R: Qual è il vostro brano che preferite?

F: E’ difficile dirlo. Ognuno ha la sua storia. Ultimamente a me piace molto "Canzone di Gennaio", contenuta nel nuovo disco. L'ho scritta per Fabrizio De Andrè, come se fosse una lettera. Mi sarebbe piaciuto farci due chiacchere. Ogni sua canzone è un libro intero.

R: Oggi, nel 2006, con quale gruppo o cantante vorreste fare un concerto?

F: Abbiamo suonato con un mare di gruppi e ci siamo tolti parecchie soddisfazioni negli ultimi anni. Per ora non abbiamo ancora suonato con i Gang. Con loro mi piacerebbe davvero tanto, anche perchè Sandro e Marino, che hanno collaborato con noi sul nuovo disco, sono degli ottimi compositori, oltre che delle grandi persone. Se invece mi è concesso sognare, allora sogno di stare su un palco al porto di Genova, con De Andrè che canta “Guns of Brixton”, io e Joe Strummer che suoniamo la chitarra e sotto il palco nessuno, solo il mare.

R: La vostra musica ha subito un sacco di evoluzioni nel corso degli anni, ma voi la descrivete come “Combat Burdel”. Perché?

F: Perché non c'è altro modo per descriverla: è “combat” per i contenuti, ed è “burdel” (che nel nostro dialetto vuol dire “casino”) perché non siamo musicisti, ma solo suonatori che mischiano sonorità diverse con la stessa viscerale attitudine.

R: Nella homepage del vostro sito (www.atarassiagrop.it, che ormia non esiste più) campeggia una scritta molto significativa: “dai diamanti non nasce niente, dal letame nascono i fiori”. Potete parlarcene un po’?

F: E' un verso di "Via del Campo" di De Andrè in cui ci riconosciamo in pieno. Tutto e tutti ci invitano a correre dietro alle cose che luccicano, ma lo avete mai visto un diamante al buio? Non serve a niente. I fiori profumano anche di notte, e se le nostre canzoni riusciranno ad essere letame per i fiori, avremo fatto qualcosa di buono.


A seguire la parte di intervista che non trovò spazio su Punkster

R: Visto che avete un bel sito, parliamo di Internet e tecnologia, ed in particolare del File Sharing che rischia di fare perdere occasioni economiche alle bands. Tu cosa ne pensi?

F: Io personalmente ho un rapporto pessimo con la tecnologia, agli sms ed alle mail preferisco l'inchiostro. Peccato che il mondo attuale ti consenta raramente di scegliere cosa fare in questo senso. Comunque devo riconoscere che la tecnologia ha delle potenzialità enormi, non solo per la velocità di informazioni e pubblicità, ma anche per quanto riguarda la possibilità di registrare e migliorare la propria musica. Senza esagerare però, altrimenti si perde in personalità, che è una cosa preziosa.. Quanto al File Sharing, se un ragazzo non ha la capacità critica di capire quali sono le bands da scaricare/masterizzare e quali sono quelle da sostenere comprando il disco originale, allora credo che il problema, più che della tecnologia, sia suo.

R: Che cosa pensate della scena alternativa italiana, e dei cambiamenti avvenuti negli anni? Ci sono dei gruppi o delle situazioni che vi sentite vicini, o che al contrario vorresti non esistessero?

F: Non sono un profondo conoscitore della scena e delle sue dinamiche. Sicuramente non ha niente da invidiare a quelle straniere, tranne forse la partecipazione del pubblico ai concerti, che all’estero è spesso più massiccia e calorosa. Devo dire che nel 1993, quando abbiamo iniziato, si respirava un’aria più genuina e meno competitiva rispetto ad ora. Nonostante questo, siamo in ottimi rapporti con molti gruppi italiani ed esteri e ci sentiamo particolarmente vicini alle bands che portano avanti i nostri stessi discorsi, come Banda Bassotti o Gang, per farti due nomi. Poi ci sono gli amici, ai quali ci lega qualcosa che prescinde dal discorso musicale, come i Los Fastidios; ma questi sono davvero tanti. Da questo punto di vista ci riteniamo molto fortunati! Per il resto non mi permetterei mai di dire che un gruppo non dovrebbe esistere, anche se alcuni sono talmente “montati” da non aiutare certamente l’unità della scena. Quanto alle situazioni, mi infastidisce molto l'invidia ipocrita che in troppi nutrono verso le bands più conosciute. È l'attitudine miserabile di chi sputa negli occhi degli altri solo perché non ha il coraggio di sputarsi in faccia.

R: Quale gruppo ha maggiormente influenzato la vostra band?

F: Uno solo non saprei proprio indicartelo. Sicuramente gli Erode, i Cccp, i Mano Negra, i Clash, ma anche alcuni cantautori; forse nella nostra musica si coglie poco o niente della loro presenza, ma nei testi, soprattutto negli ultimi, credo che il riferimento sia abbastanza esplicito.

R: E un brano non vostro a cui vi sentite particolarmente legati?

F: Ce ne sarebbero così tanti che davvero non riesco a scegliere! Di solito presto attenzione ai testi più che al ritmo o alle note, per cui in generale rimango legato alle parole. Uno che mi viene in mente in questo istante è "Al Volga non si arriva" degli Erode, ma potrei rispondere in mille modi diversi a questa domanda.

R: Per finire, dove saranno gli Atarassia Grop tra dieci anni?

F: Spero che saremo, se non ancora in giro a suonare, almeno nei ricordi di chi ha voluto bene alle nostre canzoni. Questo ci basterà.

RECENSIONE GOZZILLA E LE TRE BAMBINE COI BAFFI “PERLE AI PORCI - LIVE A ROMA 13 MAGGIO 2016” (CD, 2016, OFFICIAL FAN CLUB, 5/5)

Lo so che apparentemente non ha senso recensire oggi un disco uscito nel 2016.

Però… c’è un però, anzi, una serie di però.

In prima battuta, questo CD lo ho recuperato da poco, al tempo non lo conoscevo, ma mi piace talmente tanto che cercavo una scusa per recensirlo.

Ed ecco la scusa, anzi, le scuse.

Pochi giorni fa ho recensito il live dei Fuzztones, e questo mi ha fatto venire in mente quest’altro disco dal vivo. Inoltre, a breve scriverò qualcosa sul nuovo EP delle Muffe, grezzissimo garage beat da Bergamo, e ascoltandolo mi è venuta in mente proprio la banda di Aprilia.

Così eccomi qua a parlare di un CD live uscito sette anni fa, ma che vale la pena cercare se amate il suono grezzo e potente, caratterizzato da una base ritmica (basso specialmente) spacca casse.

Un live che presenta 24 perle dei GELTBCB, nati dallo scioglimento dei Monkey’s Factory e capaci di proporre un sound tutto loro, tra Oi!, garage, street punk, stornelli romani e rockabilly.

Troviamo quindi subito in apertura uno dei loro pezzi migliori, “Non Ci Sono Più I Bar Di Una Volta“, che narra con potenza il degrado della società moderna, che trasforma i vecchi bar dove si giocava a carte ed a biliardo in anonimi locali da fighetti.

E poi ecco “A Chi Non Beve Birra Dio Neghi Anche L'Acqua” che è uno dei loro inni più riusciti, la anthemica e divertentissima “No Comprar Pan, Compra Dinamita” (No Comprar Pan, Compra Dinamita / così la guardia più non riderà / banche caserme e carceri, tutto in aria salterà), ma anche la bellissima “Domenica Sportiva, Domenica Violenta” dedicata a Robertò e al suo Castel di Sangro.

Io, poi, avrei sempre desiderato vederli dal vivo alle prese con “La Canzone Della Rissa”, immaginando la bolgia che scatenerebbe un pezzo street punk hardcore così al fulmicotone. Beh, a giudicare dall’audio di questo CD, sono convinto che a non averli mai visti on stage ho perso molto!

Oi! Gozzilla, la birra sia con voi!!!! (oltre che con noi)

(Riki Signorini)

I brani 

1        Non Ci Sono Più I Bar Di Una Volta

2        L'Erba Cattiva Non Muore Mai

3        Oi! Gozzilla! La Birra Sia Con Noi

4        Mi Hai Proprio Rotto I Coglioni

5        Candidato

6        Vivi In Una Fogna

7        Vermi

8        Il Vaticano Brucia

9        No Comprar Pan, Compra Dinamita

10      Mars Attack

11      Sono Il Più Bastardo Della Città

12      Agro Punk

13      Il Gatto

14      In Una Notte Come Tante

15      Abbandonato

16      Nella Città Dei Morti

17      Ovunque Te Ne Andrai

18      Sei Solo

19      La Canzone Della Rissa

20      Come Voi

21      Domenica Sportiva, Domenica Violenta

22      Sporchi, Marci E Ubriaconi

23      Vecchio Bastardo

24      Quando Morirò

25      A Chi Non Beve Birra Dio Neghi Anche L'Acqua

26      L'Erba Cattiva Non Muore Mai

I contatti

https://www.facebook.com/GozzillaLeTreBambineCoiBaffi

RECENSIONE DRIEU “SOLITO STILE OSTILE” (CD, 2023, DRIEU RECORDS, 5/5)

 

C’erano una volta gli Erode, band lombarda che nel breve spazio di un paio di sette pollici ed un LP postumo ha lasciato un segno pesantissimo nella scena punk italiana degli anni 90, seguito da un vuoto apparentemente incolmabile al momento dello scioglimento.

Oggi, dopo anni di silenzio più o meno ininterrotto, questo vuoto provano a colmarlo i Drieu, che dagli Erode raccolgono il testimone e qualche componente.

Nei Drieu, infatti, suonano il batterista Francesco Morra Mormile e Cesare, basso e voce, oltre a Depla che era il primo cantante del gruppo (aveva fatto la demo e il brano “Evviva il Cavaliere” per la Compilation “OI Against Silvio”), e ne è considerato un fondatore. A loro si aggiunge Diego, che non proviene dagli Erode, ma suona e suonava in tantissime band Hardcore, Postcore e molto altro ancora.

Il risultato è un disco fatto di soli 6 pezzi che posso senza dubbio definire un gioiellino di nicchia. E se un giorno impazzissi e a fine anno mi venisse voglia di fare la playlist del 2023, mi sento fin da ora di dire che “Solito Stile Ostile” ne farebbe parte.

Erode, dicevamo, perché è impossibile non pensare al terzetto comasco.

E non a caso il mini Lp è introdotto dall'inno della DDR, a rimarcare l’amore (seppure disilluso e disincantato) per il mondo di oltre cortina, già tratto distintivo degli Erode e del loro “Orgoglio Proletario”.

E poi subito la title track, che mostra il “Solito Stile Ostile” dei nostri, uno stile durissimo, nichilista e senza compromessi, con la voglia di colpire duro e provocare. Vi sfido, se decideranno di salire su un palco, e voi parteciperete ad un loro concerto, a non farvi coinvolgere dai loro cori, e dal loro solito stile ostile per chi non si spezza, per chi non si piega, per chi non si ravvede e non matura, per chi è disadattato puro. Insomma, pura poesia di strada.

Perché dopotutto passano gli anni ma nulla cambia (“Niente di Nuovo”), e Morra e compagni, dichiarandosi un Raggruppamento Musicale Non Solidale, continuano a scagliarsi contro i fricchettoni ed i nuovi conformisti del Punk e della sinistra italiana. Anche se a dire il vero ce n'è per tutti, e ci sono chicche notevoli nei testi (“E quelle banche che ti danno tanta sicurezza cadranno tutte insieme con ogni tua certezza”, da “La Lunga Marcia”, è un esempio)

Insomma un disco “Maledetto Da Dio E Dagli Uomini”, volutamente cattivo e disturbante, polemico e insofferente, politicamente scorretto e coraggioso, a cui do il massimo dei voti nonostante che uno dei sei pezzi, “Taci”, non mi convinca neppure molto.

Ma questo street punk che sfocia spesso nell’hardcore, passando per qualche spunto industrial, con voci e cori da paura, ed una non usuale cura della melodia, mi piace davvero molto.

(Riki Signorini)

I brani 

01. Solito Stile Ostile

02. Niente Di Nuovo

03. La Lunga Marcia

04. Maledetto (Da Dio E Dagli Uomini)

05. Taci

06. Stato Canaglia

I contatti

https://www.facebook.com/DRIEU.raggruppamento.musicale

RECENSIONE NO MORE LIES “NEL CUORE DELLA BESTIA” (CD, 2023, AUTOPROD, 3/5)

Grazie al sempre attivissimo Heintz Zaccagnini sono venuto in possesso di questo pre-master dei romanissimi No More Lies, dei quali mi ero già occupato ai tempi del loro split coi Nabat, di cui potete leggere QUA.

Anche se non ancora nella loro versione definitiva, le 12 tracce fanno ben capire cosa ci offriranno il Marinaio ed i suoi compagni di avventura.

Un disco dalle due facce, una più legata all’universo Oi! Punk, pur se a velocità elevatissime, ed una più vicina al mondo new school nella sua accezione più veloce e brutale, ma con forti legami all’hardcore Italiano degli anni 80.

In entrambi i casi, comunque, il sound è estremamente compatto e granitico.

E pensare che il disco si apre con un arpeggio che farebbe pensare a qualcosa di melodico, ma dopo pochissimi secondi “La solita vecchia storia” esplode in modo micidiale regalandoci uno dei pezzi più riusciti dell'album.

“Sempre la solita vecchia storia, un giorno di merda un giorno di gloria” è un ritornello che non a caso cita i Nabat, e ben si addice a questa musica di strada per teste rasate che amano la velocità folle e i cori strappa pogo.

Con la successiva “Skin e Punk”, introdotta da una deliziosa citazione di Alberto Sordi, si procede nella scia dello street punk sparato a mille. Un pezzo dedicato ai “ribelli senza tempo, uniti e mai divisi”, come si auspicava fin dal titolo il quasi omonimo primo EP di Campane A Stormo Records (“Skins e Punks = T.N.T.”).

Segue “Il suono della strada”, che si apre con un bel grido “oi! oi! oi!” a rimarcare la vicinanza con quello stile musicale, pur se a velocità più sostenute. E anche qua il coro è di quelli che scatena sicuramente mischie furibonde sotto al palco, dedicato al suono della strada ed alla voce dei perdenti.

Lo spirito di strada emerge forte e potente anche in “Chi è punk non muore mai", brano dedicato a Roberto Perciballi ed ai suoi Bloody Riot.

Come dicevo, però, i No More Lies si muovono su due binari diversi.

L’altro è quello più brutale e “new school”, pur se (fortunatamente) contaminato dall’hardcore Italiano degli anni 80 . A questo filone, che francamente mi ispira meno, appartengono “666” e “13 12”, così come “Il distruttore” e la conclusiva “Il sangue e la furia”, quella che preferisco nel mondo “New School”, forse perché si apre in un modo che mi ricorda i Negazione.

Insomma, un disco sconsigliato ai deboli di spirito, ma che piacerà agli amanti della musica da acufene.

Benvenuti nel cuore della bestia!!


(Riki Signorini)

I brani 

1.   La solita vecchia storia

2.   Skin & punk

3.   Il suono della strada

4.   666

5.   Anthem

6.   Chi è punk non muore mai

7.   Il cuore della bestia

8.   1312

9.   Senza fine, senza tregua

10.        Il distruttore

11.        Birra gratis

12.        Il sangue e la furia

I contatti

https://www.facebook.com/NOMORELIESSpqrHc

RECENSIONE LOS FASTIDIOS “FROM LOCKDOWN TO THE WORLD” (CD, 2020, KOB RECORDS, 4/5)

Mentre tutto il mondo impazziva rinchiuso in casa nei giorni del primo lockdown, i Los Fastidios hanno allietato la nostra quarantena con una serie di video di versioni acustiche dei loro pezzi registrate nelle loro abitazioni.

Messi da parte amplificatori e distorsori, e aggiunta in pianta più o meno stabile la voce di Elisa che ci sta proprio bene, i Veronesi hanno messo su queste 12 tracce che adesso sono raccolte in questo album, e devo dire che si tratta di un altro bel disco che meriterebbe mettere sotto l’albero di Natale.

Bellissimi i pezzi classici, bellissima “Joy Joy Joy”, stupenda “I have a Dream”, notevoli “Antifa Hooligans”, il medley Ska e “A message pour toi”, ma una menzione speciale va alla conclusiva “La Staffetta”, che se non sbaglio i Los Fastidios pubblicarono su Facebook proprio il 25 Aprile, durante il lockdown.

(Riki Signorini)


I brani

 

1. Joy Joy Joy

2. 3 Tone

3. A message pour toi

4. Ska medley “You’re wondering now/we’re coming back”

5. Skankin’ town

6. Antifa Hooligans

7. Oh Henry (feat. Paolo Galicia/ Barra Brava – Mexico)

8. I have a dream

9. Rudy Rude Boy

10. It’s time

11. Reds in the blue

12. La staffetta

 

I contatti

http://www.losfastidios.net/

https://www.facebook.com/losfastidios/

INTERVISTA AI LOS FASTIDIOS PARTE 2


Come promesso rieccoci qua a parlare con Elisa ed Enrico dei Los Fastidios, concludendo la lunga intervista iniziata qua.

1.            Negli ultimi anni ho letto che avete fatto una media di oltre 100 concerti all'anno in tutto il mondo, dall'Europa alle Americhe, ma con pochissimo spazio in Italia. Secondo voi perché?
In Italia a differenza di altri paesi europei, primo su tutti la Germania (sicuramente il meglio organizzato musicalmente e non solo), la nostra musica, quando dico nostra intendo la musica indipendente punk, ska & dintorni, negli ultimi anni non trova più sbocchi, nessuno ne parla, un esercito di musicisti fantasmi, che seppur abbiano riscontri esteri altissimi, nella penisola italiana non vengono minimamente considerati. In Germania, culturalmente avanti anni luce rispetto all'Italia, la musica viene vissuta diversamente, la musica e gli artisti sono rispettati, la musica indipendente può arrivare ovunque anche laddove in Italia arrivano solo le multinazionali della musica. In Germania e in altri paesi europei se una band vale, se una band ha riscontro, se ne parla, a differenza di un'Italia dove si racconta, si recensisce solo chi si è deciso, per interesse o chissà cos'altro, di raccontare e recensire.
In Germania e in molti altri paesi europei ogni genere musicale ha il suo affezionato e numeroso pubblico, indipendentemente se il genere sia in voga o meno, a differenza dell'Italia, paese nel quale tira solo il genere "di moda" nel momento.... In Germania, e non solo, ogni piccolo paesino ha il suo centro giovanile comunale o statale, concesso alle realtà giovanili locali, nel quale vivono collettivi, associazioni, anche fatte da giovanissimi, che organizzano eventi, concerti in questi spazi pubblici a loro disposizione, mentre in Italia i locali per i concerti chiudono oppure riscontrano sempre più problemi o difficoltà organizzative. Senza dimenticare che in ogni centro culturale si possono trovare gratuitamente a disposizione riviste musicali anche di settore (riviste che in Italia sono praticamente sparite anche dalle edicole)
In molti paesi europei nel periodo estivo i festivals punk & ska di settore non si contano, sono moltissimi, anche sullo stesso weekend, un calendario fitto di eventi a differenza dell'Italia dove di grossi festivals di settore ne conti uno, due al massimo tre in tutta la stagione (forse sto già esagerando) e dal punto di vista organizzativo ed economico risultano lontani anni luce dal modello "europeo" (senza aggiungere altro a riguardo).
Nella maggior parte degli altri paesi europei la musica viene vissuta in modo sicuramente più reale rispetto all'attuale "virtuale" stile italiano.
In Italia diminuiscono gli spazi, calano i concerti, si riduce la gente che va ai concerti e anche la stessa scena musicale ne risente.
2.            Con tutti questi concerti in giro per il mondo e l’etichetta da mandare avanti, non resta molto tempo a disposizione. Ce la fate a vivere di musica, coronando quello che sarebbe il sogno di molti di noi?
Io ed Elisa siamo fortunati, perché la nostra vita è completamente dedicata alla musica, un
full immersion quotidiano nella nostra musica. Infatti oltre alla band gestiamo lo shop online della nostra Kob Records, l'etichetta discografica e l'agenzia concerti.
Nell'insieme riusciamo a sopravvivere, ma non abbiamo mai finito di lavorare, non abbiamo orari, siamo sempre sotto, ma pienamente soddisfatti…e nella vita talvolta le soddisfazioni valgono ben di più di qualsiasi banconota.
3.            Per due natali (2018 e 2019) ci avete regalato due sette pollici che sono delle chicche, quelli di Elisa Dixan Sings Los Fastidios. A me piacciono tantissimo, e mi piace molto l’idea che Elisa (giustamente) appaia in pianta stabile on stage nei vostri concerti. Sono previste altre uscite discografiche del genere?
Era da tempo che avevo in mente di fare qualche canzone con Elisa. Lo desideravo io e lo chiedevano moltissimi amici in ogni angolo del mondo.
Elisa che dal 2011, gestisce insieme al sottoscritto la Kob Records (etichetta, shop online e agenzia concerti), segue costantemente la band e oltre ad essere tour manager del gruppo (è lei che organizza alla perfezione tutto il nostro intensissimo tour, da oltre 100 date all'anno), è anche colei che gestisce il merchandising, fotografa ufficiale nonché videomaker della band....Una figura fondamentale e molto rispettata dal pubblico Los Fastidios, tanto da divenire elemento basilare ed uno dei più amati della band...
Fu così che nel 2018 quasi per scherzo, abbiamo deciso di mettere fuori un primo EP7" con due brani Los Fastidios cantati da Elisa...e lo "scherzo" è andato più che bene, visto che il singolo ebbe fin da subito un grosso riscontro positivo.
Da quel momento ad ogni concerto Elisa è ospite fissa sul palco per cantare “Radio Babylon” e “Message pour Toi” (del nuovo album) per l'entusiasmo e gioia del pubblico...sicuramente uno dei più bei momenti del concerto Los Fastidios.
Andata bene la prima abbiamo quindi deciso di continuare con questa chiamiamola pure collana di EP7" con il secondo volume, pubblicato a dicembre 2019, che ha riscosso a sua volta ottimi consensi sia dal pubblico che dalla stampa specializzata.
Elisa ha anche registrato 2 videoclips che su Youtube stanno andando veramente alla grande!!!!
Ciliegina sulla torta, quest'anno io ed Elisa convoleremo a nozze!!!!
E sicuramente ne vedremo ancora delle belle con Elisa alla voce…restate sintonizzati sulle nostre frequenze!!!! 
4.            Avete anche preso parte al film documentario “Skinhead Attitude” del regista svizzero Daniel Schweizer, insieme ad altre leggendarie figure e bands della scena musicale street mondiale come Laurel Aitken, Bad Manners, Roddy Moreno e i suoi The Oppressed, Jimmy Pursey degli Sham 69. Come è nata questa esperienza?
Era l'oramai lontano anno 2000 quando fummo contattati dal regista Schweizer, che ci propose questo documentario, l'idea ci piacque e accettammo....
Fu una bella esperienza, il regista ci seguì con le sue telecamere durante alcuni tour in Europa. Leggendarie furono le riprese che fece in quel di Cracovia in occasione di un grosso festival a cui partecipammo insieme ad Anti-Nowhere League, Skarface, Oxymoron e molte altre bands internazionali. Quel giorno ci furono pesanti scontri fuori dal palazzetto dello sport, nel quale si svolgeva l'evento benefico, tra molti ragazzi del pubblico e la polizia che aveva ingiustamente attaccato, picchiato ed arrestato i ragazzi che si apprestavano ad entrare al festival...
Le riprese che fece in quell'occasione il regista furono fondamentali a dimostrare la
responsabilità e l'abuso perpetrato dalle forze dell'ordine, permisero di dimostrare l'innocenza di molti ragazzi ingiustamente arrestati, scagionarono l'organizzatore del Festival dalle accuse mosse dalla polizia nei suoi confronti e tutto questo portò addirittura alla rimozione dal suo incarico di uno dei capi della polizia locale. Molte immagini di quegli scontri compaiono anche nel documentario.
Fummo abbastanza soddisfatti del prodotto finito, ovviamente una grande emozione condividere questo documentario insieme a mostri sacri della scena punk & ska mondiale...un documentario sicuramente da vedere. Un interessante spaccato di quegli anni.
5.            Avete in testa un concerto, un evento che resterà per sempre nel vostro cuore?
Non ne abbiamo uno, ne abbiamo decine, centinaia, anche perché ogni concerto ha la sua storia, dal grande evento al concerto nel "peggior" baraccio dei sobborghi metropolitani. Ovunque siamo arrivati, amici vecchi e nuovi ad aspettarci con grande entusiasmo, ragazzi e ragazze che anche se era la prima volta che incontravamo, dopo qualche minuto di chiacchiere, ti sembrava comunque di conoscere da sempre...
Cambiano le città, i paesi, i continenti, ma le situazioni sono sempre le stesse, cambiano le lingue, ma gli argomenti, i problemi, i valori, le lotte sono comuni, in ogni angolo del mondo... e le emozioni sono sempre intense. 
Siamo veramente fortunati, perché la nostra è da anni una vita sulle strade del mondo, una enciclopedia on the road, che ci permette giorno dopo giorno, data dopo data, di arricchire il nostro bagaglio personale di conoscenze ed esperienze. Una vita che non cambieremmo con niente e per niente al mondo.

6.            I Los Fastidios sono legati al mondo del calcio e delle gradinate a più mandate, dalla Virtus Verona al St. Pauli. Ci raccontate qualcosa?
Siamo sempre stati molto legati al mondo del calcio, abbiamo sempre visto la gradinata come uno spazio di aggregazione e partecipazione reale dal basso. Oltretutto la "Curva" è da sempre legatissima al mondo musicale, una vita parallela. Gradinata e suoni della
strada, un connubio perfetto, dagli anni 60/70 ad oggi.
Negli anni abbiamo sempre supportato con la band, moltissime tifoserie antirazziste ovunque in Europa e nel mondo, suonando in moltissime feste ed eventi ufficiali di gruppi ultras, con i quali abbiamo mantenuto poi nel tempo un bellissimo rapporto di amicizia e rispetto reciproco: da Marsiglia a Wrexham, da St Pauli a Glasgow (Celtic FC), da Friburgo (D) a Manchester (FC United), da Jena (D) a Fasano (I), da Potsdam (Babelsberg) a Mainz, da Duisburg (D) ad Augsburg (D), fino anche a molte belle ed importanti realtà di Calcio Popolare, da Napoli (Quartograd) a Padova (San Precario e Quadrato Meticcio), da Caserta (RFC Lions) a Glasgow (United Glasgow) e moltissime altre bellissime realtà che portiamo tutte nel cuore. Moltissime anche le nostre partecipazioni musicali a tornei calcistici antirazzisti estivi organizzati dai vari gruppi ultras o dalle squadre di calcio popolare. Quando siamo stati in Cile a Santiago, siamo stati ricevuti addirittura oltre che dai capi della tifoseria del Colo Colo anche da membri dello staff societario, nella sala stampa dell' Estadio Monumental David Arellan che mi hanno conferito anche la tessera di membro onorario del leggendario club cileno.
In Brasile a Sao Paolo al nostro concerto c'erano i rappresentati di tutti i gruppi antifascisti ed antirazzisti di tutte le squadre Pauliste (sono moltissime), il tutto senza nessun problema di ordine pubblico. Una esperienza bellissima. Lo stesso a Città del Messico....
La musica unisce e talvolta fa convivere festosamente, magari solo per il tempo del concerto o dell'evento, anche tifoserie storicamente nemiche. Ancora una volta a dimostrazione di come la musica possa tutto ed è anche per questo motivo che alla musica abbiamo deciso di dedicare tutta la nostra vita. Joy Joy Joy !!!!
7.            Nel nuovo disco ci sono un sacco di collaborazioni interessanti, ma quella che più colpisce è quella con Paul Heaton (cantante delle storiche pop band inglesi The Housemartins e The Beautiful South e attualmente ai primi posti delle classifiche inglesi con il suo progetto solista) alla voce nella canzone "I have a dream". Come è nata questa collaborazione?
A te colpisce, a me il solo pensiero fa venire la pelle d'oca. Questo featuring rappresenta più di un sogno per me (tra l'altro il brano, si intitola proprio così). Condividere un nostro brano con il "mio" cantante, l'artista che da sempre ritengo il miglior vocalist del mondo, il cantante del quale fin da ragazzotto sono stato e, sono tuttora, un grandissimo fan, non è cosa da tutti i giorni...
I The Housemartins sono sicuramente la band che più ha segnato la mia passione e crescita musicale e avere oggi il leader/frontman, Paul Heaton, ospite nel nuovo album Los Fastidios, mi fa scendere più di una lacrima!!! Con Paul sono in contatto da molti anni, da quando avevo ricevuto un suo apprezzamento riguardo il nostro album “Siempre Contra”...era il 2004...
Già allora ero rimasto shockato, il mio idolo di sempre, che si complimentava con noi per le nostre canzoni e la nostra attitudine. Da quel giorno siamo sempre rimasti in contatto, ci sentiamo spesso e l'ho incontrato una volta a Ferrara qualche anno dopo in occasione di un suo concerto.
Poi un paio di anni fa, in fase di preparazione dell'album, gli ho semplicemente chiesto se avesse voluto e potuto dare un contributo vocale ad un nostro brano e ha risposto con grande entusiasmo, dimostrando ancora una volta una grandissima umiltà... una persona speciale, un grande artista che ha dato al nostro nuovo album un tocco di magia, quel tocco che solo Paul Heaton può dare ad una band. Ha scritto e cantato la sua parte, registrandola direttamente a Manchester, in quanto un inconveniente gli ha impedito, come aveva invece previsto, di venire a Verona a trovarci per qualche giorno durante le registrazioni. Un'altra piccola curiosità, Paul Heaton lo si vede spesso sia nelle dirette BBC o in altri programmi indossare orgogliosamente la t-shirt Los Fastidios.... da lacrime.
Bene, siamo giunti alla fine di questa lunga intervista, ma speriamo di avere presto modo di riparlare con i Los Fastidios, magari sotto ad un palco con una birra in mano.
(Riki Signorini)

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INTERVISTA AI LOS FASTIDIOS PARTE 1


Giorni tristi questi che ci vedono costretti in casa a causa del Covid19. E allora proviamo a spezzare la monotonia intervistando I Veronesi Los Fastidios. E visto che la nostra chiacchierata è stata lunghissima, la dividiamo in due parti, ricordandovi anche l’intervista fatta qualche settimana fa su Grageradio.it  (che potete riascoltare cliccando qua: https://www.mixcloud.com/heintz_fera/los-fastidios/).

1.            Ciao Enrico ed Elisa, e grazie per la disponibilità ad una intervista “stampata” dopo quella fatta in radio I Los Fastidios si sono formati nel 91 a Verona, in una città non è esattamente di sinistra. Voi siete un gruppo dichiaratamente antifa che canta “Bella Ciao” ai propri concerti. Come vivete questa situazione? E come vive Verona la vostra presenza?
Fastidiosi di nome e di fatto, questo concetto ci è sempre piaciuto, fin dagli esordi. All'inizio eravamo meno involved nella politica, ma poi gli eventi e la crescita esponenziale, anche nella nostra città, di rigurgiti fascisti e razzisti, ci hanno spinto a prendere una netta posizione, per ricordare a tutto e a tutti che la musica non ha mai avuto e mai avrà niente a che fare con razzismo e neofascismo/nazismo. La musica che ascoltiamo tutti oggi ha profonde radici nere, di pelle, di voce e di storia!!!!
Per noi è stato sempre importante, oltre che un onore, portare in giro per il mondo, l'immagine dell'"altra Verona", di quella Verona che, seppur a livello mediatico se ne parli poco, invece esiste, resiste e si fa sentire, sempre più forte, sia sul palco che nella strada. Noi siamo solo una piccola goccia, di una grande bella realtà cittadina, la Verona Medaglia d'Oro della Resistenza, la Verona antirazzista ed antifascista che da anni, passo dopo passo, cresce e si fa sempre più sentire in Italia e nel mondo.

2.            Se non sbaglio "JOY JOY JOY" è il nono album in studio, uscito a maggio 2019 su Kob Records in collaborazione con varie realtà Inglesi, Spagnole e Tedesche. Ce ne parlate un attimo?
Non sbagli affatto, nono album in studio, prodotto come al solito dalla nostra piccola, ma "resistente" etichetta indipendente Kob Records, in collaborazione con la madrilena Potencial Hardcore (che ha partecipato alla produzione del formato vinile) e supportata da altre importanti realtà come Fire and Flames Records di Kiel (D) True Rebel Store di
Amburgo (D), Lonsdale in Deutschland di Neuss (D), Relco di Londra (UK), Coretex di Berlino (D) e Ufip di Pistoia (I).
La copertina è stata disegnata da Mai, un'amica tatuatrice di Città del Messico, che abbiamo conosciuto in occasione dell'ultimo tour (2018) in Latino America, colorata e completata graficamente da Elisa.
Tredici nuovi brani, tra i quali due cover "Ellos dicen mierda" della band basca La Polla Records e "Joy Joy Joy" brano popolare inglese (già coverizzato in stile gospel dai The Housemartins negli anni 80), rivisitato da noi in chiave ska, oltre ad un nostro vecchio pezzo "Guarda avanti" uscito nel 2001 e ri-arrangiato ora in una nuova divertente versione ancora più energica e ballabile.
Gli altri sono tutti brani nuovi, frutto di un bel lavoro di squadra, che ci ha portati, a mio modesto parere, a realizzare il miglior album di sempre della band. A darmi ragione moltissime recensioni sulla stampa specializzata internazionale che hanno definito “Joy Joy Joy” il miglior full length della band, una gran bella soddisfazione.  
E' un album che rispecchia come sempre le sonorità Los Fastidios, ovvero quella miscela di suoni della strada a noi sempre cari, dal punkrock all'oi!, dallo ska2tone al rocksteady/reggae, dal rock’n’roll all'hardcore melodico, con un tocco anche di pop.
Nell'album per la prima volta, molti amici/ospiti: Dirk & Elf (della storica band punk tedesca Slime) alla voce e chitarra nella canzone "Schönen Cafe" (gli Slime in questo momento sono tra l'altro ai primi posti delle classifiche tedesche con il loro nuovo album uscito qualche settimana fa), il rapper italiano Dj Koma aka Mauràs alla voce nel brano "Il suono della strada", Elisa Dixan alla voce in "A message pour toi", Fulvio e Lorenzo (della skapunk band milanese Skassapunka) ai cori in tutti i brani dell'album, De Veggent (già tastierista della skapunk band romagnola RedSka) alle tastiere in tre brani come nei precedenti lavori della band, Giotanni (della band vogherese Ashpipe) al violino nel brano "Marichiweu" e nientemeno che il grande Paul Heaton nella canzone "I have a dream" (Paul è il grandissimo cantante delle storiche pop band inglesi The Housemartins & The Beautiful South ed ora in attività con un progetto musicale insieme a Jaqui Abbott, già co-voce femminile dei The Beautiful South. In questi giorni Paul and Jaqui hanno conquistato il primo posto della classifica album inglese con il loro nuovissimo lavoro "Manchester Calling" uscito a fine febbraio).
Che dire, sicuramente soddisfatti di questo lavoro discografico e lo dimostra anche il fatto che ben dieci brani dell'album sono sempre presenti nella tracklist del concerto.

3.            Da un inizio a base di birra oi e divertimento ed hasta la baldoria siempre ad un impegno sociale sempre maggiore, in una scena che spesso fa del nichilismo e l’apolitica un segno distintivo. Come avete vissuto questo cambiamento? Avete subito molte critiche?
Nella mia vita ho imparato che chi fa è e sarà sempre oggetto di critiche, quindi come puoi immaginare, di critiche siamo sempre stati bersagliati. Ancora una volta fastidiosi di nome e di fatto, su tutti i fronti. Ma sinceramente delle critiche ricevute non me ne sono mai fatto un problema, anzi, al contrario un motivo di orgoglio. Sinceramente credo che anche se si canta di cose leggere, un artista, una band debbano avere comunque di base i valori dell'antirazzismo e dell'antifascismo, che rappresentano per me, valori di civiltà più che bandiera politica.

4.            La critica che più vi ha fatto male?
Le critiche non fanno male, fanno male quando si tratta di attacchi gratuiti, fatti magari da chi ritieni erroneamente amico, da chi ti gira le spalle solo perché non ha avuto da te ciò che voleva o che era convinto di poter avere. Questo negli anni mi ha fatto imparare a pesare con molta attenzione la vera amicizia, la fiducia e la stima delle persone. 

5.            Di cosa trattano i vostri testi e come nascono?
Raccontano della nostra vita, delle nostre emozioni, dei nostri pensieri... I testi sono al 95% scritti dal sottoscritto (Enrico, ndRiki) ed ogni album ha sempre rappresentato il racconto musicale del mio vivere e del mio pensare in quel preciso periodo.

6.            Siete molto legati al mondo del calcio, in particolare alla Virtus Verona, la terza squadra professionistica della città scaligera, una squadra che ha una storia particolarissima, guidata dal 1982 da un presidente allenatore, che si dedica anche al sociale, al quale avete dedicato anche un pezzo, “El Presidente”. Cosa ci potete raccontare di questa avventura?
Il calcio e la gradinata fanno parte del mio, nostro DNA, una malattia che non va più via, fa
parte di noi…e la Virtus Verona è la squadra che per me, per Elisa e per tutti i suoi tifosi rappresenta ben più di una squadra di calcio. Un presidente allenatore che qualunque tifoso vorrebbe a guida della propria squadra, il grandissimo Luigi Fresco al quale abbiamo dedicato "El Presidente", un brano che in poche parole fa capire il vero spirito di questo grande team, vincente in campo, sugli spalti e nella vita sociale del quartiere e non solo, visto che sono molteplici le iniziative solidali messe in atto dalla società virtussina: dall'accoglienza ed inserimento dei fratelli e sorelle migranti, prima ancora con le comunità sinti e rom, passando per la solidarietà sportiva con squadre giovanili in quel di Cuba....
Alla Virtus Verona abbiamo dedicato anche il brano "Reds in the Blue" (2007) per il quale nel 2018 abbiamo registrato un videoclip in occasione della promozione della squadra in Serie C. Nell'ultimo lavoro discografico invece il brano “Rude Firm” è una nostra dedica speciale al gruppo di supporters rossoblu che porta proprio questo nome, una piccola ma grande realtà organizzata che vede tra le proprie fila molti tifosi virtussini provenienti da molte città italiane ed europee....oltre il quartiere, oltre la città !!!!

7.            C’è almeno un altro pezzo famosissimo nel mondo del calcio, “Antifa Hooligans”, che se non sbaglio infiamma anche la curva del St. Pauli, squadra a cui siete molto legati….
Il brano “Antifa Hooligans” viene trasmesso dagli altoparlanti dello stadio Millerntor di St Pauli tra il primo ed il secondo tempo di ogni match casalingo del St Pauli FC (Bundesliga 2). Una grande emozione, ascoltare uno stadio intero cantare un nostro brano. Abbiamo più volte avuto occasione di vederlo e sentirlo dal vivo in quel di St Pauli....da brividi. Con la tifoseria del St Pauli abbiamo un forte legame di amicizia e di rispetto reciproco, abbiamo in più occasioni suonato ad eventi musicali/sportivi della società e della tifoseria in quel di St Pauli, sia nel locale all'interno dello Stadio, il mitico "Fanraume", sia in occasione della grande festa al porto, sia all'anniversario del gruppo Skinheads St Pauli.
Tornando al brano “Antifa Hooligans”, è bello vedere come questo pezzo sia molto sentito nell'ambito delle tifoserie antirazziste di tutto il mondo e come sia stato fatto proprio, non solo dal St Pauli e dalla sua tifoseria, ma anche da moltissimi gruppi ultras in ogni angolo del pianeta). Mai avremmo pensato ad un riscontro del genere.
Abbiamo anche un altro bellissimo brano calcistico, "Football is coming" nell'album "All'arrembaggio" (2009) che tra l'altro si aggiudicò il premio di inno dei Mondiali Antirazzisti 2013.
Siamo sempre stati molto legati al mondo del calcio, abbiamo sempre visto la gradinata come uno spazio di aggregazione e partecipazione reale dal basso, oltretutto da sempre legatissimo al mondo musicale. Abbiamo sempre supportato come band molte tifoserie antirazziste ovunque in Europa e nel mondo, suonando in moltissime feste ufficiali di gruppi ultras, con i quali manteniamo poi nel tempo un bellissimo rapporto di amicizia e rispetto reciproco, da Marsiglia a Wrexham, da St Pauli a Glasgow (Celtic FC), da Friburgo (D) a Manchester (FC United), da Jena (D) a Fasano (I), da Potsdam (Babelsberg) a Mainz, da Duisburg (D) ad Augsburg (D) e moltissime altre bellissime realtà che portiamo tutte nel cuore. Moltissime anche le nostre partecipazioni a tornei calcistici antirazzisti estivi organizzati dai vari gruppi ultras.
Quando siamo stati in Cile a Santiago, siamo stati ricevuti addirittura oltre che dai capi della tifoseria del Colo Colo anche da membri dello staff societario, nella sala stampa dell'Estadio Monumental David Arellan e mi hanno conferito anche la tessera di membro onorario del leggendario club cileno.

Ok grazie per ora, ed a presto con la seconda parte di questa lunga ed interessante intervista.

(Riki Signorini)

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