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RECENSIONE MADNESS “ONE STEP BEYOND” (LP, 1979, STIFF RECORDS, 4/5)

C’è un momento preciso in cui la musica britannica smette di prendersi troppo sul serio, si guarda allo specchio e decide di ridere.

È il 1979, e mentre il punk degli albori sembra ripiegarsi su se stesso, dai pub di Camden Town arriva una nuova esplosione: cappelli a bombetta, giacche strette, passi sincopati e un sax che ti entra in testa come una sirena d’allarme.

One Step Beyond dei Madness è il manifesto perfetto di quel momento;  uno ska reinventato per la generazione post-punk, più ritmico che politico, più teatrale che rabbioso.

Con quell’urlo d’apertura (Hey you! Don’t watch that! Watch this! ) la band londinese accende la miccia del 2 Tone, l’ibrido tra ska giamaicano e furia punk che in pochi mesi avrebbe conquistato l’Europa.

Ma mentre i coetanei Specials e Selecter suonavano la rabbia, i Madness preferivano la risata.

Nei loro brani non c’era militanza, ma vita quotidiana: pub, amori impacciati, ironia da quartiere e una malinconia sottile, sempre mascherata da un sorriso.

Dentro One Step Beyond c’è tutta l’energia delle strade di Londra: “My Girl, “The Prince, “Night Boat to Cairo… inni da ballare col sorriso, ma con quella malinconia obliqua che solo gli inglesi sanno nascondere dietro la birra e l’ironia.

Pezzi semplici ma efficaci, dove il ritmo in levare si unisce a melodie immediate e arrangiamenti brillanti.

Il successo fu immediato e travolgente. In pochi mesi i Madness passarono dall’essere i ragazzi strambi dei pub di Camden a fenomeno pop nazionale.

E nel 1980 successe qualcosa di impensabile: l’Italia, ancora avvolta nei suoi lenti melodici e nei lustrini di varietà, li invitò al Festival di Sanremo.
Sul palco dell’Ariston, tra un Al Bano e una Romina, comparvero loro: sette inglesi vestiti da impiegati vittoriani, che saltellavano a tempo di ska come marionette ubriache.

La platea, divisa tra il panico e la fascinazione, applaudì senza capire bene cosa stesse succedendo. Era il 2 Tone che sfondava la cortina del perbenismo televisivo. Una breve, meravigliosa invasione culturale.

A distanza di più di quarant’anni, One Step Beyond resta un disco che non invecchia mai perché non appartiene a un tempo preciso. È un promemoria di quando la musica era spontaneità pura, contagiosa, capace di portare un po’ di Camden anche a Sanremo.

Un disco che al tempo non mi fece impazzire (come potevamo apprezzare il disco di un gruppo che passava da Sanremo????), ma che vale la pena riscoprire oggi. Per ricordarsi che si può essere irriverenti senza essere nichilisti, felici senza essere banali. Lo ska dei Madness era (ed è) una festa con il cervello acceso, che ha insegnato a una generazione che si può ballare con ironia.
Ogni volta che parte quel riff di sax, il mondo sembra di nuovo pronto a saltare a tempo.

Non un disco perfetto, ma un disco necessario: il momento in cui lo ska entrò nel pop — e, per qualche minuto, anche a Sanremo.

(Riki Signorini)

I brani

1.   One Step Beyond...

2.   My Girl

3.   Night Boat To Cairo

4.   Believe Me

5.   Land Of Hope & Glory

6.   The Prince

7.   Tarzan's Nuts

8.   In The Middle Of The Night

9.   Bed & Breakfast

10.  Razor Blade Alley

11.  Swan Lake

12.  Rockin' In A

13.  Mummy's Boy

14.  Madness

15.  Chipmunks Are Go!

RECENSIONE RAMONES “RAMONES” (LP, 1976, SIRE RECORDS, 5/5)

Ramones” è l’album di debutto della band di New York, ed è anche uno di quei dischi che non dovrebbero mancare nella collezione di qualsiasi amante della musica, in particolare di chi ama il punk.

Quattordici pezzi nella versione originale (otto in più nella versione extended successiva), sette su un lato ed altrettanti sull’altro, che raramente superano i due minuti.

Il tutto si apre con uno dei loro brani più iconici (“Blitzkrieg Bop”), e contiene una bellissima cover di "Let's Dance" di Chris Montez.

Tra gli altri brani indimenticabili del disco anche “53rd & 3rd”, “Beat on The Brat”, “Judy is a Punk”, “Today Your Love, Tomorrow the World” e “Havana Affair”, lato B del primo singolo estratto dall’album (sul lato A c’era proprio “Blitzkrieg Bop”).

Un disco che se non ce l’avete dovete cercarlo, e che se ce l’avete, dovete riascoltarlo per celebrare i fratellini di New York che, forse non lo sapete, presero il loro nome dallo pseudonimo che usava Paul McCartney quando si registrava negli alberghi in incognito.

(Riki Signorini)

I brani 

Lato 1

1.   Blitzkrieg Bop 

2.   Beat on the Brat 

3.   Judy Is a Punk 

4.   I Wanna Be Your Boyfriend 

5.   Chain Saw 

6.   Now I Wanna Sniff Some Glue 

7.   I Don't Wanna Go Down to the Basement 

Lato 2

1.   Loudmouth 

2.   Havana Affair 

3.   Listen to My Heart 

4.   53rd & 3rd 

5.   Let's Dance (Cover di Chris Montez) 

6.   I Don't Wanna Walk Around With You 

7.   Today Your Love, Tomorrow the World

RECENSIONE NABAT ‎BANDA RANDAGIA” (LP/CD, 2018, ANSALDI RECORDS, 4/5) -- ENGLISH VERSION AT THE BOTTOM!!!


Tornano dopo oltre 20 anni i Nabat, e lo fanno come tutti si auguravano facessero, ovvero “facendo i Nabat”.

Così, se molti fans del gruppo Bolognese furono delusi da “Nati Per Niente”, che nel 1996 ci mostrò una band indecisa su quale strada seguire, oggi gli stessi fans non potranno che apprezzare “Banda Randagia”.
Un disco nato e registrato all’interno del Vecchio Son, la sala prova gestita dal frontman Steno a Bologna, e pubblicato in cooperazione da Ansaldi Records e C.A.S., due capisaldi dell’OI! Italico al pari dei Nabat e del loro cantante.
Quattordici le tracce presentate, dieci delle quali inedite (le eccezioni sono “Hey Boot Boy”, “Braccato”, “La Marcia dei Disperati” e “Cronaca di un Uomo Ferito”.
Come accadeva nei primi anni 80, i Bolognesi sono tornati a sfornare pezzi caratterizzati da cori spettacolari, di quelli che sotto ad un palco (la dimensione più giusta per godersi i Nabat) si cantano a squarciagola.
E poi i soliti testi in stile Working Class Kids, con la grinta di Steno che ci coinvolge a cantare di temi attuali come i “Voucher” e “Gossip Riot”, ma anche di temi più legati alla realtà Felsinea, come in “Non C’è Spazio”, o in “Quel da fêr”, addirittura cantata in bolognese.
Tra i Partisans e i Ramones, tra l’Oi! e il Blues, tra Slaughter & theDogs e Rose Tattoo, i Nabat sono tornati alla grande, dimostrando di meritare l’appellativo di leggende del Punk Italiano!Slaughter & theDogsSlaughter & theDogs
ENGLISH VERSION
Nabat are back after more than 20 years, and they do it as everyone hoped they would, that is “doing Nabat".
So, if many fans of the Bolognese group were disappointed by "Nati Per Niente", which in 1996 showed us a band undecided on what path to follow, today the same fans will only appreciate "Banda Randagia".
A record born and recorded inside the Vecchio Son, the rehearsal room managed by frontman Steno in Bologna, and published in cooperation by Ansaldi Records and C.A.S., two cornerstones of the OI! Italian as well as Nabat and their singer.
Fourteen tracks of which ten are unpublished (the exceptions are "Hey Boot Boy", "Braccato", "La Marcia dei disperati" and "Cronaca di un Uomo Ferito").
As it happened in the early 80's, the Bolognese returned to churn out songs characterized by spectacular choirs, those that under a stage (the right size to enjoy the Nabat) are sung at the top of one's lungs.
And then the usual lyrics in the style of Working Class Kids, with the dagger of Steno involving us to sing about current themes such as "Voucher" and "Gossip Riot", but also about themes more related to the reality of the Felsinea city, as in "Non C'è Spazio", or in "Quel da fêr", even sung in Bolognese.
Between the Partisans and the Ramones, between the Oi! and the Blues, between Slaughter & theDogs and Rose Tattoo, the Nabat have returned to greatness, demonstrating to deserve the appellative of legends of the Italian Punk!


(Riki Signorini)

I brani
LATO A
A1 Nessun Amico
A2 Voucher
A3 Hey Boot Boy
A4 Dai Allora
A5 Non Ti Fermare
A6 Gossip Riot
A7 Non C'è Spazio
LATO B
B1 Banda Randagia
B2 Quel Da Fêr
B3 Braccato
B4 Lastrico Lucido
B5 La Marcia Dei Disperati
B6 Cronaca Di Un Uomo Ferito
B7 Scelta E Coerenza

I contatti
https://www.facebook.com/NABAT.Official/