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ADOLESCENTS “ADOLESCENTS” (LP, 1981, FRONTIER RECORDS, 5/5)

There are albums that aren’t just music, but pieces of your life.

The Adolescents’ self-titled 1981 LP is definitely one of my first hardcore loves. It was one of the first records of the genre I started listening to at 15, together with my friends and partners in (mis)adventure.

A true milestone in my musical upbringing.

It’s a record I literally wore out, to the point of knowing by heart even the crackles of the vinyl between one track and the next.

It includes songs that have become immortal: “I Hate Children,” “Kids of the Black Hole”, “No Way”, “Amoeba” (which even made it into the soundtrack of Grand Theft Auto V, so much so that years later I took my son to see one of their unforgettable live sets in Campi Bisenzio in 2016), and “Democracy.”

And if I have to pick a few favorites, it’s only for the sake of brevity, because even the tracks I didn’t mention, like “L.A. Girl” or “Creatures,” hit just as hard.

A raw, direct, no-frills record. But above all, a real one.

The kind that never leaves you.

And if any of you haven’t listened to it yet, you’d better fix that immediately.

(Riki Signorini)


The tracks

Side A

1.   I Hate Children

2.   Who Is Who

3.   Wrecking Crew

4.   L.A. Girl

5.   Self Destruct

6.   Kids of the Black Hole

Side B

7.   No Way

8.   Amoeba

9.   Word Attack

10.   Rip It Up

11.   Democracy

12.   No Friends

13.   Creatures


RECENSIONE STELLA MARIS MUSIC CONSPIRACY “OPERATION MINDFUCK” (CD, 2013, AREA PIRATA RECORDS, 4/5)


Partecipare ad una serata in radio come quella del XX Febbraio (che potete riascoltare QUA) ha un sacco di belle “condizioni a contorno”.
Non solo mi ha dato l’occasione di passare un paio di ore con Antonio e Heintz, che è sempre una cosa piacevole, ma mi ha anche permesso di re-incontrare per la prima volta dopo oltre venti anni Tetano, forse uno dei primi skin di Pisa, e sicuramente il primo che ho incontrato (nel 1981, insieme al suo amico Pazzia), dandomi l’ispirazione per iniziare ad ascoltare quella musica, che ancora oggi ascolto dopo quasi 40 anni!
E non basta. Durante l’ora trascorsa insieme ho avuto modo di rispolverare un sacco di bei ricordi, di riparlare del Victor Charlie, dei CCM, dei Ravings e dei Lanciafiamme (tanto che ci siamo ripromessi una seconda puntata per vedere di rispolverarne altri).
Ma oltre a questo ho avuto modo di scoprire l’ultima band in cui ha militato Tetano aka Hagbard Celine o, come lo ha definito Antonio, “il batterista dagli occhi di ghiaccio capace di trovare nomi bellissimi per tutte le sue bands”.
Una band che, non a caso, ha un nome bellissimo, Stella Maris Music Conspiracy, ispirato dalla trilogia “The Illuminatus” al pari del titolo del disco.
Un disco che, lo dico subito, mi ha veramente colpito, e peccato per non averlo beccato subito all’uscita, nel 2013.
La cosa non dovrebbe sorprendere, perché degli SMMC fanno parte personaggi che di musica punk ed hardcore se ne intendono assai, provenendo tutti da gruppi storici del GDHC e dintorni quali Lanciafiamme, The Ravings, Mumblers, Funhouse e Lip Colour Revolution.
È chiaro che, come necessaria conseguenza, i nostri non siano più dei ragazzini, ma nonostante ciò ci danno dentro come se l’anagrafe non contasse nulla.
Hardcore e Punk primitivo, brutto sporco e cattivo, di quello adatto ai locali più lerci, ricco di dee e citazioni, che passa da Adolescents e Cirle Jerks ma anche dal proto-punk di Detroit e dagli Stooges.
Non sto a segnalare un pezzo piuttosto che un altro. Tutti hanno un che di speciale che impone di ascoltarli.
Faccio una sola eccezione per “Io non credo”, per tre motivi. Uno è che è l’unico brano in Italiano. Il secondo è che mi sembra un riuscitissimo mix tra Angeli e Peggio Punx. Il terzo perché su questo pezzo (ed anche su un altro, che non cito per non fare una seconda eccezione) presta la voce anche Syd, il cantante dei Cheetah Chrome Motherfuckers, e risentire anche lui dopo tutti questi anni è un ulteriore piacere.
Se poi aggiungiamo che “Operation Mindfuck” è arricchito da un fantastico fumetto, davvero abbiamo anche la ciliegina sulla torta.


(Riki Signorini)

I brani

01. Mongoloid From Outer Space
02. Primitive
03. Don’t Tell Me Why
04. Io Non Credo
05. Night Walk
06. Chain Of Command
07. Ring Of Fire
08. Lobotomy
09. Crossroad
10. A Fake Life
11. Here Comes The Boo
12. The Forbidden Law
  
I contatti


RECENSIONE SVETLANAS “THIS IS MOSCOW NOT LA” (CD, 2017, RAD GIRLFRIEND RECORDS, 5/5)

Svetlanas? Di nuovo? Ebbene si, eccomi di nuovo a parlare di Olga e dei suoi compagni del KGB.
Di questa band composta da pericolosissimi esuli Russi rifugiati a Milano mi sono infatti già occupato svariate volte su Ribelli a Vita (col tasto search qua in alto a sinistra potete trovare tutte le volte che abbiamo parlato di Svetlanas con recensioni e interviste…), ed assieme al grande Heintz abbiamo intervistato due volte la frontman Olga su Garage Radio, una prima volta mentre erano in Tour negli USA (la potete trovare QUA) e poi per la puntata conclusiva della scorsa stagione di FERA (questa invece la trovate QUA)
Tutto ciò per dire che quando parlo di Svetlanas a mio parere parlo di uno dei migliori gruppi in circolazione nel mondo del punk rock, e non solo in Italia, anzi…
“This is Moscow not LA” è il loro nuovo LP, che parafrasa la celeberrima compilation Bostoniana del 1982 (chi non la conosce la ascolti QUA in tutto il suo splendore), e che vede aggiungersi al gruppo anche Nick Oliveri (QOTSA e Dwarves tra gli altri), un altro cattivissimo che con Olga e C. ha già suonato molto, almeno negli States….
Si, perché gli Svetlanas inspiegabilmente continuano a non attecchire in Italia, mentre Oltreoceano fanno davvero sfracelli (a giorni un nuovo lunghissimo tour), e questo resta per me un mistero inspiegabile.
Dunque l’ascolto di questo nuovo disco, il quarto in totale ma il primo dopo “Naked Horse Rider” del 2015, potrebbe aiutarvi a colmare una lacuna non trascurabile.
Dieci i pezzi presentati, tutti tiratissimi e punk rock as fuck, nei quali Olga canta sempre più carica e rabbiosa, con un accento che la fa sembrare sempre più una vera Sovietica.
Pezzi che, come sempre, oscillano tra Dwarves, Petrol Girls, GG Allin e

Motorhead.
Si inizia fortissimo con “Putin On Da Hitz” (“Dasvidania Human Rights!!”), e si prosegue senza soluzione di continuità, e soprattutto senza rallentare un attimo fino alla conclusiva “People Suck”, passando per  le anthemiche “Tell Me Why” e soprattutto “Let’s Get Drunk”, senza dimenticare “Put Your Middle Fingers Up” e “Where Is My Borscht”. Chiaramente segnalo anche la presenza di una cover dei Motorhead, “Speed Freak”, cantata dal buon Nick che offre un tributo al padrino della devastazione e degli eccessi, quel Lemmy a cui Olga e c. devono sicuramente molto.
E adesso spero di avere finalmente l’opportunità di vederli dal vivo, magari in Italia….
 (Riki Signorini)

I brani

1.       Putin On Da Hitz
2.       Lose Control
3.       Tell Me Why
4.       Let's Get Drunk
5.       Vodka N' Roll
6.       Negative Approach
7.       Speed Freak
8.       Put Your Middle Fingers Up
9.       Where Is My Borscht
10.    People Suck

I contatti




DAI MIEI POLVEROSI ARCHIVI: INTERVISTA AI RAW POWER DEL 2002

È di questi giorni l’uscita del nuovo disco dei Raw Power, “Inferno”.
Ed allora colgo l’occasione di rispolverare una intervista fatta 15 anni fa esatti a Mauro, che al tempo celebrava già venti anni di vita della sua band.
Ecco l’intervista che fu pubblicata su Flash:
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Parlare dei Raw Power, un pezzo di storia dell’hardcore Italiano e non solo, non è facile. Dopo venti anni sulla strada, migliaia di concerti in Europa e negli Stati Uniti, dopo che hanno condiviso le scene con praticamente ogni gruppo di rilievo nel mondo punk-metal, dopo avere avuto una volta per gruppo di supporto una band allora sconosciuta che si  chiamava Guns and Roses, dopo una valanga di dischi realizzati e venduti in ogni angolo del globo, dopo che negli USA è nata una band dedicata a fare covers dei Raw Power, un po’ come di solito succede  per gente tipo Beatles e U2, beh, dopo tutto questo, non è davvero facile parlare della band emiliana.
Soprattutto per chi i Raw Power li conosce da sempre, o meglio conosce Giuseppe dai tempi del primo demo e del mitico concerto Last White Christmas di Pisa datato fine 1982 o giù di lì. E la cosa è ancora più difficile oggi che Giuseppe non c’è più, stroncato da un infarto il 6 Ottobre 2002 mentre, alla soglia dei quarant’anni, si divertiva come sempre a giocare a calcio.
Oggi dei Raw Power originali è rimasto solo l’altro Codeluppi, il fratello Mauro, protagonista di questa intervista. E adesso bando alle ciance e via alle domande:

1.            Mauro, puoi tracciare una breve storia dei RP?
Siamo in giro dall’81, fino a qualche mese fa eravamo rimasti in due della formazione originale, mio fratello Giuseppe ed io. Ora sono io l’unico rimasto… Abbiamo all’attivo circa 14 album senza contare innumerevoli compilation, bootlegs, collaborazioni varie. Sin dall’inizio la formazione è sempre stata di 5 elementi, quella classica con basso, batteria, due chitarre e una voce. E sempre sin dall’inizio il problema principale del gruppo è stato quello di mantenere una formazione stabile per un periodo abbastanza lungo, questo per vari motivi, il principale penso sia dovuto al fattore soldi (l’inesistenza appunto di soldi), poi chiaramente al fatto che le persone cambiano, vogliono cose diverse da quelle che il resto del gruppo vuole perciò decidono di cambiare e chiaramente a volte è capitato di avere anche litigato, ma molto raramente.

2.            Pensi che Giuseppe apprezzerebbe la vostra scelta di portare avanti i Raw Power senza di lui?
Spero proprio di si, quando Giuseppe è morto la mia prima reazione è stata quella di
piantare tutto e non avere più niente a che fare con la musica. Pensavo che i Raw Power senza di lui non avessero senso di esistere. Poi una sera dopo circa dieci giorni dalla sua scomparsa sono stato ad un concerto e lì ho capito che non sarei riuscito a stare lontano dal palco, non adesso, non ancora. Penso che fino a quando Giuseppe era nella band, lui era la band, era quello che aveva i contatti, che decideva un po’ tutto per noi, e a me stava troppo bene così. Fino ad allora io ero sempre stato quello che se ne sbatteva all’interno dei Raw Power; nel momento invece che lui è mancato mi sono messo a fare tutto quello che prima, quando Giuseppe era vivo, rifiutavo di fare dicendo che non mi interessava. Ora, però, sono io che tengo i contatti, che organizzo le date, e faccio tutto quello che lui aveva sempre fatto sin dall’81. Ultimamente abbiamo suonato parecchio, in Italia con una decina di date (anche da spalla a Dead Kennedys e Anthrax). Siamo appena stati in Spagna, in Francia, pare che avremo ancora una quindicina di date da qui a fine maggio, e ti dirò che ovunque siamo stati siamo piaciuti, la gente ha sempre risposto positivamente ai concerti. E’ chiaro che non è più come prima, purtroppo non lo sarà mai più, ma quello che stiamo cercando di fare è di impegnarci sempre di più per cercare se non altro quello che è sempre stato un certo standard all’interno dei Raw Power, e cioè di andare sul palco non importa se piccolo o grande, con poca gente o tantissima, ma sempre intenzionati a spaccare il culo e divertire il più possibile. Fino a quando riusciremo a coinvolgere il pubblico e divertirci si va avanti, e spero tanto che sia con la benedizione di mio fratello.

3.            Hai vissuto 20 anni di questa storia; un giudizio sull'evoluzione della scena punk hardcore in Italia e fuori dai nostri confini
Penso che in generale sia in Italia che all’estero ci sia un ritorno a quello che erano stati i “bei” tempi dell’hardcore (ti parlo dalla metà degli anni 80 all’inizio dei 90). Dal 92/93 in generale penso che la situazione fosse diventata pessima;  la gente non andava ai concerti o se ci andava non partecipava, rimaneva lì immobile sembrava non ascoltasse nemmeno quello che stavi facendo, poi appena finito il concerto si dileguava senza dire niente. Negli ultimi anni penso che invece la situazione sia migliorata parecchio; i ragazzi partecipano, si fanno coinvolgere,si è tornati dopo il concerto a venire circondati da gante che ti vuole conoscere, vuole sapere, fa domande, insomma un po’ lo spirito che c’era quando abbiamo iniziato. Perciò, riassumendo, al momento sono molto felice che i Raw Power facciano ancora parte nel loro piccolissimo della scena Hardcore.

4.            Parlaci della serata al Maffia del 27 Dicembre scorso, la data che sarebbe stata quella del compleanno di Giuseppe. Si narrano cose grandiose....
Penso il che il 27 sia stata una serata magica, tutto è funzionato alla perfezione, non trattandosi di un normale concerto temevamo che prima di tutto la gente non venisse (fortunatamente ci siamo sbagliati dato che il Maffia era pieno zeppo), temevamo di avere grossi problemi sul palco visto il numero di “musicisti” interessati, (5 batteristi, 4 bassisti, 4 chitarristi ed io), con cambi di line up ogni 4/5 pezzi e così via. E invece tutto è funzionato alla perfezione, sul palco non ci sono stati problemi, tutto è andato liscio (grazie anche all’aiuto di Daniele, stage manager della serata, e dei due fonici, Andrea in sala e Matteo sul palco). Come dicevo il locale era pieno e penso che tutti quelli che erano lì sapessero che non era una serata qualsiasi, che non era solo un concerto dei Raw Power, che eravamo tutti lì per ricordare Giuseppe, per dirci che nonostante tutto lui non verrà mai dimenticato. Ripeto, una serata magica e indimenticabile per noi ma penso per tutti i presenti.

5.            Come ci si sente a fare parte di una band che nel 1999 Flipside ha definito come "una delle ultime leggende Hardcore ancora in circolazione"?
Lusingati, contenti, e ancora più contenti per il fatto di essere ancora in circolazione dopo tutti questi anni. E il bello è che sembra che la cosa sia destinata ad andare avanti, stiamo ricevendo più offerte per suonare in Italia e all’estero che mai (per assurdo, la settimana scorsa mi sono stati offerti 30 giorni con 25 concerti tra Canada e Stati Uniti pagati il doppio di quello che abbiamo sempre preso, con pullman e backline tutto a carico dell’organizzatore, una cosa mai successa prima d’ora, cose da fantascienza!) perciò se veramente Giuseppe ha costruito una leggenda, ben venga e speriamo di continuare ancora per molto.

6.            Un tempo al virus vi staccarono la spina per una cover dei Van Halen, oggi i
gruppi punk sono in Heavy Rotation su MTV. Che ne pensi?
Penso che i tempi siano cambiati e da questo lato siano cambiate in meglio. Ho sempre pensato che ognuno debba potere essere libero di esprimersi e nel nostro caso di poter suonare quello che vuole. Se a qualcuno non piace ha sempre la possibilità di andarsene, nessuno è costretto ad ascoltare una band che non gli piace; ai tempi del Virus certe cose venivano prese troppo seriamente, dopo tutto noi eravamo lì per suonare, per fare divertire e per divertirci, cercare a tutti i costi di trovare una scusa per rompere le palle è stupido. La stessa cosa che sta succedendo ora con i nuovi gruppi punk, non stanno facendo altro che riprendere quello che di buono è stato fatto quando magari loro non erano nemmeno nati e riproporlo un po’ aggiornato e la cosa nella maggior parte dei casi funziona. Io non posso fare altro che fargli i complimenti e augurargli di continuare e la gente poi deciderà se un gruppo vale più di un altro o se vale la pena andarli a vedere o comprare i loro cd, ognuno ha la possibilità di scegliere quello che vuole o non vuole fare.

7.            Quale è un gruppo non Italiano che ricordi con affetto?
Sicuramente i Breakouts di San Francisco e i Dehumanisers di Seattle, due gruppi che hanno diviso con noi le prime uscite americane, con i quali siamo stati on the road per mesi (allora eravamo fortunati e avevamo la possibilità di rimanere via due, tre mesi alla volta).

8.            E in Italia?
per quanto riguarda un gruppo italiano non so sinceramente darti un nome, ne ho conosciuti tanti, ma probabilmente non così bene come gruppi con cui sei stato su un furgone per 5/6 settimane di fila. perciò non riesci mai a conoscere bene, perciò li ricordo tutti con affetto perché insieme ci siamo divertiti tanto ed abbiamo suonato assieme ma non me la sento di darti un nome in particolare.

9.            Dimmi allora un gruppo Italiano ed uno straniero che ricordi con odio
Gruppi che odio? Nessuno, né straniero, né tanto meno italiano. Ci sono gruppi che non mi piacciono, persone che non mi piacciono, che mi stanno antipatiche e/o non sopporto, ma da lì ad odiarle ce ne passa.

10.         Escludendo i presenti, quale è la migliore punk band Italiana di sempre?
Forse i CCM….

11.         Il più bel ricordo nella storia dei Raw Power?
Sicuramente uno dei più belli quando abbiamo suonato alla Wrestling Arena di Los Angeles davanti a migliaia di persone, in occasione del primo festival punk/hard core internazionale organizzato da Gary Tovar per la Goldenvoice, con Dead Kennedy’s, BGK, Solucion Mortal e altri gruppi americani. Altri momenti indimenticabili sono stati tutti quelli quando abbiamo
incontrato gruppi hardcore che erano sempre stati per noi il massimo, ti parlo di gente come Circe Jerks, Suicidal Tendencies, Adolescents, Angry Samoans, Fang, Minor Threat e tantissimi altri.

12.         E il ricordo peggiore?
Uno dei peggiori sicuramente quando alla seconda data del tour di 3 anni fa ci incontrammo con il gruppo che viaggiava con noi a New Brumswick per sentirci dire che il loro furgone era stato aperto e tutte le due Gibson di mio fratello erano state rubate.. Chiaramente dopo la prima mezzora di incazzatura notevole tutto finì con una sbornia gigantesca, però ancora oggi auguro al bastardo che ci fece questo bel regalo di fare una brutta fine.


BOX MAURO RECENSISCE I RAW POWER
Infine due parole per ognuno dei vostri dischi (sperando di non avere tralasciato niente):

·         1983 "You Are The Victim" (Meccano) il primo disco, indimenticabile…
·         1984 "Screams From The Gutter" (Toxic Shock): per noi fondamentale, il disco che ci ha fatto conoscere e ha dato la possibilità a tanti ragazzi di sapere che non esistevano solo gruppi hardcore americani
·         1986 "Wop Hour" (Toxic Shock): un gran bel Ep
·         1986 "After Your Brain" (Toxic Shock): bella copertina, ma l’errore fu di non ri-fare “Screams” di nuovo. Ciò non toglie che alcuni dei pezzi di questo album siano tra i mie preferiti
·         1989 "Mine To Kill" (Southern Studios): stesso discorso di prima. Alcuni dei pezzi sono bellissimi (“Mine To Kill” è decisamente uno dei 5 pezzi nostri che preferisco), altri sono un po’ anonimi, un po’ di metal qua e là, tutto sommato un bel disco….
·         1991 "Live Danger" (T.V.O.R.): il primo live non si scorda mai, serata da paura, per noi e per i presenti…
·         1993 "Too Tought To Burn" (Contempo): tre bei pezzi, il resto non male, certamente non il nostro album migliore, ma come tutti gli altri lo rifarei…
·         1995 "Fight" (Godhead): buona produzione, per un album più curato di altri. Il pezzo che da il titolo al disco, “Fight”, penso sia uno dei nostri pezzi migliori
·         1996 "Burning The Factory" (Grand Theft Audio): questo è un gran bel CD e Brian della GTA è una gran brava persona, un signore. In questo giro di piccole etichette, indipendenti o come si vuole chiamarle, ci vorrebbero più persone come lui
·         1996 "Live From The Gutter @ Maffia" (Godhead): penso che sia superiore a “Live Ranger” come produzione, con suoni diversi ed una formazione diversa. Un gran bel CD live…
·         1998 "Reptile House" (Toxic Ranch): penso sia nell’insieme uno dei nostri dischi più belli, la copertina è una delle mie preferite.
·         1999 "Trust Me" (Hello): uno dei nostri momenti più belli. Line up, tour americano, bei pezzi….

·         2002 "…Still Screaming (After 20 Years)" (Riot): è l’ultimo lavoro di mio fratello,
perciò avrà sempre un posto speciale, e comunque è uno dei CD più belli, che richiama molto quello che erano i Raw Power prima maniera…. 

RECENSIONE GUTTERMOUTH “GOT IT MADE” EP (RUDE RECORDS / BIRD ATTACK RECORDS, 3/5)

Non sono mai stato un fan dei Guttermouth, ed il fatto che fossero passati 10 anni dalla loro ultima uscita mi lasciava più che indifferente. Poi però mi son trovato tra le mani (o meglio sul PC) questo nuovo EP (con sei pezzi) e mi sono (moderatamente) entusiasmato. Sarà che la scarsa durata del disco non lascia spazio a cali di tensione, sarà che i 10 anni passati da “Shave The Planet”, e trascorsi in gran parte on the road, hanno ispirato la vena musicale degli (ex!?)
skaters di Huntington Beach, fatto sta che “Got it made” mi piace.
Certo, resta il solito punto debole dei Guttermouth, che continuano ad ispirarsi ad Adolescents, Vandals, Social Distortion, Fear, Descendents, Angry Samoans, Bad Religion e chi più ne ha più ne metta, e così facendo non danno certo segno di originalità. Ma in questi brani i ritmi sono intensi e trascinanti, e il songwriting ispirato.
I’ve Got It Made” è un pezzo davvero intenso, con vocals in stile Biafra, “The Point”, con un testo fatto di due parole o poco più ripetute per due minuti e rotti si presta bene (e come poteva essere diversamente) al sing-along per i cori, e in “Freckles the pony” mi sembrano i Punkreas che cantano in inglese. Insomma, niente di eccezionale, per carità, ma ascoltabilissimo.

(Riki Signorini)

I brani
01. The point
02. Freckles the pony
03. I’ve got it made
04. A punk rock tail of woe
05. Shitty situation
06. Old man

I contatti



“GO FUCK YOURSELF" - INTERVISTA AGLI SVETLANAS


Venerdì 7 Ottobre ero ospite di Heintz Zaccagnini a garageradio.it per intervistare da Atlanta, ennesima tappa del loro Tour, Olga, la frontwoman degli Svetlanas che sul palco (e anche sotto) si trasforma in una sacerdotessa invasata, posseduta dallo spirito del "fottetevi tutti!".  Purtroppo, a causa di conti fatti male sul fuso orario, il collegamento iniziò con quasi un'ora di ritardo, proprio mentre la trasmissione stava terminando, e nel podcast ne è stato registrato solo la metà.
L’indomani il buon Heintz ripropose una versione scritta ed estesa dell’intervista che potete trovare QUA.
Visto che però erano rimaste fuori alcune domande, ho atteso il rientro di Olga dagli States per terminare l’intervista, iniziata in radio.
Questo è il risultato.

Questa iconografia così sovietica non vi dà problemi in USA?
Assolutamente no. La guerra fredda, almeno in campo musicale, non esiste.

Avete una attività live molto intensa, per cui mi piacerebbe conoscere: La più grande band con cui avete suonato? Quella con cui vorreste avere suonato? E quella con cui suonerete?
La più grande band con cui abbiamo suonato é meglio non nominarla nemmeno perché fa cagarissimo (v. Warped tour 2015). Ma ci sono band che noi reputiamo grandissime e con le quali abbiamo suonato nel corso degli anni come Adolescents, Dwarves, Queers, Discharge, TSOL, Dickies, Negative Approach ed Antiseen.
La band con cui avremmo voluto suonare... i Beastie Boys.
Le band con cui suoneremo... beh abbiamo appena finito un tour americano con i Queers, ora abbiamo uno show con He Who Cannot Be Named, un'altro con Rikk Agnew e uno con il Punk Rock Karaoke per dirti i più imminenti.

Avete suonato e fatto Split con Dwarves ed Adolescents. Chi preferite?
É una domanda a cui non possiamo rispondere, ma non perché preferiamo una delle due band ma perché é impossibile fare una scelta. I Dwarves e gli Adolescents sono due delle band che ci hanno insegnato e segnato di più. 

A me i Dwarves piacevano tantissimo, ma oggi mi sembrano un po’ addolciti, non trovi?
Se intendi musicalmente no,  non credo.
A livello di show ti rispondiamo forse. Nel senso che ora non pestandosi più a sangue sul palco i concerti durano più di 5 minuti. E sono una figata.

So che avete avuto problemi durante il tour, e che Joe Queer vi ha dato una mano a proseguire. Cosa è successo?
Abbiamo avuto qualche inconveniente con il van e Joe é stato davvero eccezionale. Ci ha portato avanti e indietro e aiutato in mille modi diversi. Insomma il suo cognome é una garanzia: King.

Vi sentite più vicini a GG Allin, a Lemmy o a Iggy Pop?  
Per strada siamo come Lemmy, sul palco come Iggy e in bagno come GG Allin.

Olga, quanto è difficile conciliare la vita familiare con tours all around the world?
Per quanto mi riguarda non ho molte difficoltà a organizzarmi. Il vero problema è quanto mi manca la mia piccola peste. Sono Olga senza un pezzo.

Come è finito Nick Oliveri a suonare con voi? E soprattutto è un membro effettivo del gruppo o solo per il tour?
Abbiamo conosciuto Nick lo scorso anno durante il nostro tour europeo con i Dwarves. Una sera, in Germania, ci ha chiesto se poteva suonare con noi un pezzo e da lì tutto é cominciato. Nick é un membro effettivo degli Svetlanas. Purtroppo non puó essere sempre in tour con noi, ma lo fa appena possibile. Abbiamo anche registrato il nuovo disco con lui lo scorso gennaio e non vediamo l'ora di averlo tra le mani.
(Nick suona con loro senza beccarsi un quattrino mentre con le altre band si fa regolarmente pagare - vedi Mondo Generator - questo ce lo aveva detto live, NdH)

Come giudicheresti lo stato del Punk oggi? In giro si vedono solo gruppi degli anni 80, che spesso oltretutto schiodano, ma poca roba nuova. Non trovi?
Ma sai, molte di quelle band degli anni '80 io sono felice che suonino oggi, anche perché è la sola maniera che ho per vedermeli dal vivo. E poi sono una grande fan. Di roba nuova io ne vedo un sacco e ci aggiungo anche un purtroppo. Intendo che buona parte delle band che suonano sono davvero inconsistenti.


Ecco, a questo punto l’intervista in radio si interrompe per motivi di orario. Mi sono però rimesso in contatto con Olga, al rientro dal tour, per completarla.

Ciao Olga, innanzitutto grazie per l’opportunità che ci hai dato di intervistarti in radio. Peccato per il disguido di orario, ma vorrei integrare l’intervista pubblicata su FERA con alcune domande che avrei volute porti in radio, e che chiaramente non ho potuto farti.
Riprenderei proprio dall’ultima domanda, quella sullo stato del punk di oggi, aggiungendo: ma ci sono tra i nuovi dei gruppi che stimi? Fammi due nomi, magari uno in Italia ed uno negli States…
Certo, ce ne sono, e non solo uno. In Italia ci sono gli Incudine, per esempio. Mentre per quanto riguarda gli Stati Uniti abbiamo suonato proprio in questo ultimo tour con i Crank County Daredevils che spaccano davvero i culi.

Inoltre, per ogni brano che avevamo in scaletta avrei voluto chiederti una brevissima opinione al volo. Visto che non ce la abbiamo fatta in diretta, perché non rimediare adesso? Iniziamo con i No Means No e la loro “Small parts isolated and destroyed” (pezzo scelto perché in questi giorni i NMN si sono sciolti definitivamente ed ufficialmente)
Quest'album suona da paura. I No Means No sono un gran gruppo ed é davvero un peccato che si siano sciolti. Tra i miei preferiti Jello Biafra con i NMN. Che bomba.

Proseguiamo con i Suicidal Tendencies, “Clap Like Ozzy” (pezzo scelto perché alla batteria c’è Dave Lombardo e proprio il giorno della trasmissione erano trascorsi 30 anni dalla uscita di “Reign In Blood” degli Slayer)
Adoro i Suicidal Tendencies, sono tra le mie band preferite. Sempre, sempre grandiosi. Ma niente suona come il loro primo album.

Poi Svetlanas con “Tales from the Alpha Brigade” (Scelto da me perché questo è il pezzo con il quale di solito introduco gli Svetlanas ai miei amici. Un pezzo che racchiude tutte le vostre caratteristiche)
Sono affezionata a questo pezzo, infatti è quasi sempre nella scaletta live. Penso a oggi che non rappresenti del tutto gli Svetlanas, ma senza dubbio ci ha aiutato negli anni scorsi a costruire quello che siamo diventati.

A seguire sempre Svetlanas, stavolta con “Go Fuck Youself”
Beh... c'è all'interno uno dei nostri più importanti messaggi. Non ti piaccio? Vai a farti fottere. 

Poi i Poison Idea con “Motorhead” (scelto perché sia i Poison Idea prima maniera che i Motorhead hanno qualcosa in comune con gli
Svetlanas quanto ad attitudine e cattiveria)
Lo ritengo un complimentone. I Motorhead resteranno sempre uno dei pezzi più importanti nella storia della musica. E che dirti amo i Poison Idea, e stiamo anche lavorando con Jerry a un progetto ma per ora questo resta top secret.

Seguono i Queers con “Baby Face (Booh Ooh Ooh)” (Scelta perché sappiamo che i Queers e voi siete molto legati)
Eh già, voglio e vogliamo tutti bene a Joe. È una persona speciale, é un grande. Apprezziamo lui tanto quanto la sua musica. Se solo nel mondo esistessero più persone come lui, credo che la scena punk non farebbe così fatica a essere considerata più che buona.

Poi abbiamo i Teenage Time Killers “Barrio” (Scelti perché si tratta di un supergruppo che vede la partecipazione, oltre che di Matt Skiba in questo pezzo, anche di molti altri, da Biafra a Keith Morris passando per N. Oliveri)
È appunto un supergruppo. Ed è un ottimo supergruppo.

Proseguiamo con gli Dwarves e “Back Seat of my car” (Scelto da me perché Svetlanas e Dwarves sono legatissimi, e questo è un brano immenso! Ho avuto la fortuna di vederli dal vivo nel 92 o 93, e sono devastanti)
I Dwarves oltre a essere grandi amici sono grandissimi musicisti. Penso anche sia uno tra i gruppi che ho visto più volte live e in tante versioni: con Nick Oliveri al basso, con He Who Cannot Be Named alla seconda chitarra etc. Direi semplicemente: fuck you up and get high!

Seguono di nuovo Svetlanas con “Crimea River” (Scelta da Riki, che da oggi potrebbe usarla per presentare gli Svetlanas, perché è una traccia che racchiude tutto il vostro spirito)
È una traccia importante. È stato il pezzo con cui è nata la collaborazione tra Svetlanas e Dwarves.

Poi Evildead, “Rise Above” (brano selezionato da Heintz lì per lì quando
ci siamo resi conto che non riuscivamo ametterci in contatto. perché si tratta di un gruppo thrash con un ex Holy Terror che nel 1986 coverizzava i Black Flag)
Mi mordo la lingua, ma preferisco sempre gli originali!

Proseguiamo con Gang Green, “Alcohol” (song scelta praticamente all’unisono, perché ci stava come il cacio sui maccheroni nella serata dedicata a voi)
Diste adora i Gang Green da quando era ragazzino. Fanno parte di noi.

È poi la volta dei Trash Talk con “Exile On Broadway” (scelta da Heintz lì per lì. Dice che abbiano uno dei migliori frontman del decennio)
Dal vivo sono eccezionali. Ora, il miglior frontman del decennio per me è senza dubbio qualcun altro ma... che band!

Attitude Adjustment “Johnny” (scelta lì per lì perché anche per questa band sono passati 30 anni dal debutto “American Paranoia”)
Ragazzi, avevate preparato una scaletta musicale che è strafiga. Non ho parole, mi vien da piangere.

Finiamo con gli Slam, “Wild Riders Of Boards” (brano suggerito da Heintz lì per lì perché sono un gruppo di skaters Svedesi quindi legati ai precedenti Attitude Adjustment dalla comuni frequentazioni di Pushead e della sua etichetta Pusmort. Il brano è tratto da “thrasher skaterock volume 3” del 1985, e proprio in quei giorni Jake Phelps della rivista Thrasher aveva diffidato Rihanna e Justin Bieber dall’usare magliette con il logo del magazine degli skaters)
Grande band anche loro. Sottovalutatissimi. Ecco, credo che band di questo genere siano sempre attuali e che debbano essere ascoltate da quante più band nuove possibili. Così si impara, si prende spunto e si costruisce il proprio sound.

Benissimo, meglio tardi che mai, ce l’abbiamo fatta a completare questa benedetta intervista. Grazie Olga, grazie Svetlanas. E adesso speriamo di incontrarci finalmente dal vivo.

Riki Signorini ed Heintz Zaccagini

Foto pescate qua e là su Internet. Fatemi sapere se devo mettere credits, sarò ben lieto di farlo