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RECENSIONE DRIEU “SOLITO STILE OSTILE” (CD, 2023, DRIEU RECORDS, 5/5)

 

C’erano una volta gli Erode, band lombarda che nel breve spazio di un paio di sette pollici ed un LP postumo ha lasciato un segno pesantissimo nella scena punk italiana degli anni 90, seguito da un vuoto apparentemente incolmabile al momento dello scioglimento.

Oggi, dopo anni di silenzio più o meno ininterrotto, questo vuoto provano a colmarlo i Drieu, che dagli Erode raccolgono il testimone e qualche componente.

Nei Drieu, infatti, suonano il batterista Francesco Morra Mormile e Cesare, basso e voce, oltre a Depla che era il primo cantante del gruppo (aveva fatto la demo e il brano “Evviva il Cavaliere” per la Compilation “OI Against Silvio”), e ne è considerato un fondatore. A loro si aggiunge Diego, che non proviene dagli Erode, ma suona e suonava in tantissime band Hardcore, Postcore e molto altro ancora.

Il risultato è un disco fatto di soli 6 pezzi che posso senza dubbio definire un gioiellino di nicchia. E se un giorno impazzissi e a fine anno mi venisse voglia di fare la playlist del 2023, mi sento fin da ora di dire che “Solito Stile Ostile” ne farebbe parte.

Erode, dicevamo, perché è impossibile non pensare al terzetto comasco.

E non a caso il mini Lp è introdotto dall'inno della DDR, a rimarcare l’amore (seppure disilluso e disincantato) per il mondo di oltre cortina, già tratto distintivo degli Erode e del loro “Orgoglio Proletario”.

E poi subito la title track, che mostra il “Solito Stile Ostile” dei nostri, uno stile durissimo, nichilista e senza compromessi, con la voglia di colpire duro e provocare. Vi sfido, se decideranno di salire su un palco, e voi parteciperete ad un loro concerto, a non farvi coinvolgere dai loro cori, e dal loro solito stile ostile per chi non si spezza, per chi non si piega, per chi non si ravvede e non matura, per chi è disadattato puro. Insomma, pura poesia di strada.

Perché dopotutto passano gli anni ma nulla cambia (“Niente di Nuovo”), e Morra e compagni, dichiarandosi un Raggruppamento Musicale Non Solidale, continuano a scagliarsi contro i fricchettoni ed i nuovi conformisti del Punk e della sinistra italiana. Anche se a dire il vero ce n'è per tutti, e ci sono chicche notevoli nei testi (“E quelle banche che ti danno tanta sicurezza cadranno tutte insieme con ogni tua certezza”, da “La Lunga Marcia”, è un esempio)

Insomma un disco “Maledetto Da Dio E Dagli Uomini”, volutamente cattivo e disturbante, polemico e insofferente, politicamente scorretto e coraggioso, a cui do il massimo dei voti nonostante che uno dei sei pezzi, “Taci”, non mi convinca neppure molto.

Ma questo street punk che sfocia spesso nell’hardcore, passando per qualche spunto industrial, con voci e cori da paura, ed una non usuale cura della melodia, mi piace davvero molto.

(Riki Signorini)

I brani 

01. Solito Stile Ostile

02. Niente Di Nuovo

03. La Lunga Marcia

04. Maledetto (Da Dio E Dagli Uomini)

05. Taci

06. Stato Canaglia

I contatti

https://www.facebook.com/DRIEU.raggruppamento.musicale

SIEGE STOMPERS - COSA NOSTRA - COLONNA INFAME LIVE AL VECCHIO SON DI BOLOGNA, 27 SETTEMBRE 2016

Gran serata al Vecchio Son, la sala prove Bolognese gestita da Steno, storico leader dei Nabat. Un locale dalla capienza limitata, che sfiora il tutto esaurito per uno show che sin dalla locandina si preannunciava come un massacro.

 Ad aprire le danze, se così si può dire, sono i Siege Stompers. Il loro è un Hardcore molto Old School, tra SSD, Slapshot e Minor Threat, che ai suoi tempi mi avrebbe fatto fare dei gran salti. Pochi brani ma intensi, che iniziano a riscaldare i presenti.






Seguono sul bassissimo palco (ad appena 10 cm da terra!) i Cosa Nostra. In giro dall’inizio di questo millennio, i cinque Bolognesi (ma presto saranno in sei) hanno recentemente fatto uscire un album (“Cani Scioli” – vedi qua la recensione) di cover dei Nabat, e sono la ragione principale della mia presenza al  concerto di stasera. Una dozzina di brani, tra i quali, oltre alle attesissime cover dei Nabat, spiccano anche un paio di nuovissimi pezzi originali, oltre a “Mass Media” degli Indigesti ed una fulminante “Nato Per essere Veloce” dei Crash Box. Questo brano, insieme a “Kill Khomeini”, conquista il gradino più alto del mio personale podio. Il pubblico risponde assai bene alla esplosiva carica di questi veterani, che hanno anche il tempo di cambiare chitarrista e bassista per gli ultimi pezzi. Peccato che alla fine Steno sia sparito e non abbia accompagnato le due voci dei Cosa Nostra per gli ultimi prezzi come inizialmente previsto dalla scaletta. Chiudono la serata i Colonna Infame Skinhead, autentica attrazione della serata, che non a caso portano al Vecchio Son un gran numero di teste rasate.

Paolo Petralia, il cantante, esordisce dicendo che non provano da un paio di mesi, e che probabilmente avrebbero suonato di merda. E invece nisba, neppure dopo due mesi di inattività i Capitolini riescono a deludere la platea. Street Core Oi! Potente, con cori “da paura” ed una partecipazione chiassosa da parte delle prime file, con molte teste rasate che provano a fare crowd surfing nel pochissimo spazio tra le teste del pubblico ed il soffitto. Alla fine tutti distrutti ma felici per una serata che è stata un massacro, ma che spero possa ripetersi presto.
Intanto, in attesa di pubblicare qualche video della serata, ringrazio Marco Pasini per le bellissime foto.










CONTATTI all'inizio degli anni 2000 da membri di Summer League, Ivory Cage, Sumo, Ageing e The Guilt show, COSA NOSTRA dall'inizio ha avuto una missione: suonare brani di gruppi hardcore e punk anni 80 come Crash box, Wretched, Rappresaglia, Raw Power, Nerorgasmo, Negazione, Nabat, Blue Vomit, Ghetto 84, Contrazione e Indigesti. Nelle sue varie incarnazioni i membri di COSA NOSTRA hanno suonato sempre mascherati. Dopo aver registrato nel 2002 Nichilistaggio dei Nabat per una compilation edita da Rumble Fish, fatta eccezione per un concerto nel 2012 insieme a Nabat e Colonna infame, COSA NOSTRA è finita nel dimenticatoio Oggi, COSA NOSTRA, celebra i Nabat, il più grande gruppo bolognese, con un disco composto da 8 pezzi a loro dedicati. Poi forse calerà di nuovo il silenzio all'inizio degli anni 2000 da membri di Summer League, Ivory Cage, Sumo, Ageing e The Guilt show, COSA NOSTRA dall'inizio ha avuto una missione: suonare brani di gruppi hardcore e punk anni 80 come Crash box, Wretched, Rappresaglia, Raw Power, Nerorgasmo, Negazione, Nabat, Blue Vomit, Ghetto 84, Contrazione e Indigesti. Nelle sue varie incarnazioni i membri di COSA NOSTRA hanno suonato sempre mascherati. Dopo aver registrato nel 2002 Nichilistaggio dei Nabat per una compilation edita da Rumble Fish, fatta eccezione per un concerto nel 2012 insieme a Nabat e Colonna infame, COSA NOSTRA è finita nel dimenticatoio Oggi, COSA NOSTRA, celebra i Nabat, il più grande gruppo bolognese, con un disco composto da 8 pezzi a loro dedicati. Poi forse calerà di nuovo il silenzio all'inizio degli anni 2000 da membri di Summer League, Ivory Cage, Sumo, Ageing e The Guilt show, COSA NOSTRA dall'inizio ha avuto una missione: suonare brani di gruppi hardcore e punk anni 80 come Crash box, Wretched, Rappresaglia, Raw Power, Nerorgasmo, Negazione, Nabat, Blue Vomit, Ghetto 84, Contrazione e Indigesti. Nelle sue varie incarnazioni i membri di COSA NOSTRA hanno suonato sempre mascherati. Dopo aver registrato nel 2002 Nichilistaggio dei Nabat per una compilation edita da Rumble Fish, fatta eccezione per un concerto nel 2012 insieme a Nabat e Colonna infame, COSA NOSTRA è finita nel dimenticatoio Oggi, COSA NOSTRA, celebra i Nabat, il più grande gruppo bolognese, con un disco composto da 8 pezzi a loro dedicati. Poi forse calerà di nuovo il silenzio