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RECENSIONE TONI CRIMINE “TONI CRIMINE” (AREA PIRATA RECORDS, 4/5)


Quindici anni fa, mese più mese meno, scomparvero all’improvviso dalle scene i Toni Crimine, formazione irriverente e divertente che aveva fatto parte della comunità musicale underground Pisana di fine anni 90.
Per presentarli penso che non ci sia modo migliore che usare le parole dei loro concittadini Zen Circus: “Sul finire degli anni ‘90 a Pisa c’era una comunità di ragazzi e ragazze, musicisti, writers, pazzi, scappati di casa, dj e rappusi che orfani del Csoa Macchia Nera imperversava per la sonnolente cittadina universitaria inventandosi luoghi e modi per comunicare, fare casino e scrollarsi di dosso la malinconia di una provincia che crea dipendenza. Fra questi c’eravamo anche noi, certo, ma non solo. I Toni Crimine di sicuro erano quelli più fuori di testa di tutti: ai concerti finiva sempre in casino totale e spesso buttavano fuori il gruppo e/o il pubblico (noi compresi) dai locali. Poi un giorno il nulla, scomparsi. Le cose della vita, succede.”
Ma dopo quindici anni i Toni Crimine sono tornati, prima con un singolo digitale e poi con un vero e proprio album, anticipato dal video di “Tappeto”, uno dei brani culto dei TC, cantato da Andrea Appino degli Zen Circus (lo potete ammirare qua in tutto il suo splendido splendore).
Quattordici pezzi, tutti abbastanza brevi, di devastante ed irriverente garage punk rock, con influenze del primo Hardcore Californiano, che piaceranno agli amanti di New Bomb Turks e Gaunt, ma anche di Turbonegro, RKL e Zeke.
Raccomando “Pisa Brucia”, “Collezione di Vizi”, “Amo Farmi Male” ed il finale di “Urlo Disperato”.
Ma soprattutto, adesso che i nostri hanno riposto la vanga per riprendere in mano gli strumenti, vi raccomando di non perdere i loro live, perché non fanno presagire niente di buono e metteranno a ferro e a fuoco i palchi di tutta Italia.

(Riki Signorini)

I brani

1.   Linoleum 01:55       
2.   Auto Pirata 03:32    
3.   Discostereoradio 01:53     
4.   Donnaiolo 01:59      
5.   Amo Farmi Male 01:43     
6.   La Guerra Per Il Kebab 02:17    
7.   Collezione Di Vizi 03:11    
8.   Tocco Il Fondo 02:30        
9.   Pisa Brucia 02:35    
10.  Saltai Su Di Lei 02:10     
11.  Lo Spaventapasseri 01:31        
12.  Tappeto 03:45       
13.  Ti Sei Legato Da Te 01:56        
14.  Urlo Disperato 01:53

I contatti

RECENSIONE CAUSA “29” (CD, 2018, AUTOPRODUZIONE, 4/5)


I Causa suonano ormai da 13 anni, essendo nati nel 2006 a Pisa, ovvero a due passi da casa mia, ed hanno al loro attivo quattro demo e tre album.
Nonostante questo fino a un annetto fa non li conoscevo, e posso solo ringraziare la fortuna (o forse qualche amico che me lo ha segnalato) se mi sono imbattuto per la prima volta nel video di “SOS”.
Un brano del quale mi sono innamorato, che ho consigliato ad Heintz che lo ha poi passato in trasmissione, fino ad intervistare il bassista Cecio in radio (cliccate qua per l’intervista) proprio insieme al buon Zaccagnini nel corso della sua trasmissione “Friday Extreme Rock Adventures”.
In mezzo una gran bella partecipazione al Last White Christmas 35 (qua maggiori dettagli sul LWC35), nel corso del quale i nostri hanno dimostrato di spaccare dal vivo.
Non mi vergogno quindi a recensire questo “29” un anno dopo la sua uscita, perché anche se in ritardo ci tengo a segnalarlo ed a raccomandarlo a tutti.
Tra Punk e Ska (core), melodia e ritmi in levare, “29” è un disco che fin dal titolo evoca i “venti nuovi” che i pisani vogliono fare soffiare, un disco che sprigiona energia da ogni solco, con voci che si intrecciano alla perfezione.
Difficile scegliere un brano.
Sicuramente “SOS”, un allarme sociale contro la droga dei mass media (“Prima prendono sotto controllo i corpi i ruoli e la storia e quelli col sonno profondo perdono idee e memoria… e noi presi dagli sos”), è sul podio insieme alla opening “Antifa” che chiarisce subito come la pensano i Causa, ed insieme a “Welcome”, che affronta un tema attualissimo, quello dell’immigrazione, visto con gli occhi di chi scappa da guerra e distruzione (“il nostro messaggio di benvenuto a tutti i flussi migratori, è anche l'attacco all'ipocrisia dei governi che prima scatenano conflitti e poi non vogliono pagarne le conseguenze”).
Insomma, buon primo compleanno a questo “29”, e lunga vita i Causa.

(Riki Signorini)

I brani

1 – ANTIFA
2 – VENERDI’
3 – SOS
4 – GIOSTRA
5 – WELCOME
6 – LA BELLE CRISE
7 – DEPISTAGGIO
8 – NOCIVA CITTA’
9 – MALATO
10 – ZERO

I contatti



RECENSIONE THE CHROMOSOMES “LOSING ELEVEN” (CD, 2017, GABBA GABBA DE RECORDS / I BUY RECORDS, 4/5)

Prendete due parti di Ramones e una parte di Descendents, aggiungete un pizzico di Mr T Experience, una spruzzatina di Queers e un tocco di dissacrante spirito Toscano, e signori e signori ecco a voi i Chromosomes, che giungono con “Losing Eleven” al (se non sbaglio) quinto album in una ventina di anni di attività (un po’ poco, ma i nostri devono anche fare surf nella vita…).
Undici i brani, ciascuno dei quali parla, più o meno, di storie di amicizie e legami particolari della band Livornese.
Motivetti semplici ed accattivanti, che ben si addicono a questa band che continua a proporre una miscela vincente di punk, rock e surf, e che piacerà agli amanti dei tre accordi e via.
I miei pezzi preferiti? Senza dubbio la opening track, My Rowdy Hula Dancer”, che cattura l’attenzione sin dal primo ascolto, presentando subito l’ispirazione pop punk Ramonesiana del gruppo, la cover di “Coat Of Many Colors” (Dolly Parton), ma, soprattutto, la tiratissima “Escape From The Orgy Of Media”. E se volete farvi un’idea migliore del disco, non avete che ascoltarlo gratuitamente qui: https://thechromosomes.bandcamp.com/album/losing-eleven

(Riki Signorini)

I brani

01 - My Rowdy Hula Dancer
02 - A Duet With Dolly
03 - Watchin' Airplanes
04 - Heavy Metal Kid
05 - Mr. Grabbs
06 - Goalkeeper
07 - Leavin' Canada
08 - Escape From The Orgy Of Media
09 - Coat Of Many Colors
10 - TV Will Blast You
11 - The Age Of Summer

I contatti