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RECENSIONE ZERO TOLERANCE “FUEL THE FIRE” (EP7”, 2010, REAPER 32, SV)

Mettendo in ordine tra i miei file mi sono capitate tra le mani alcune recensioni fatte anni fa dal carissimo amico Gianni Bandini, e mai pubblicate (perché andate appunto disperse).

Colgo l’occasione del ritrovamento per iniziare a pubblicarle in colpevole ritardo, iniziando dal sette pollici degli Zero Tolerance, senza mettere un voto perché questa era l’impostazione del Balzarot….

 

Gli ZERO TOLERANCE furono una band dalla vita breve dell’area di Buffalo (NY), a cavallo tra la fine degli anni 80 e gli inizi dei 90.

Pubblicarono all’epoca un solo EP “Bad Blood”, per l’allora importante Hi Impact (divenuta poi Jade Tree) ed un brano sul secondo volume della compilation “Only The Strong” della Victory records.

Il loro sound era proprio tipicissimo del tempo: al pari dei primi Face Value, Integrity, Strife e un po’ tutta la scena della Victory degli albori proponevano un hc molto poco raffinato, imbastardito pesantemente da passaggi thrash grossolani e schitarrate che sapevano tanto di Slayer (ma ci provavano solo, mica ci riuscivano!). Veramente tamarri.

Fuel The Fire” leggo essere la ristampa, per la prima volta su vinile, di un EP uscito nel 1991 solo in cassetta. Non ho ulteriori riscontri in merito, quindi prendete quanto ho scritto col beneficio del dubbio.

L’EP in questione è proprio un salto nel passato, a me piace ma lo consiglio solo a completisti del genere, perché dire che è bello è un parolone…

Edizione curatissima con grafica molto bella, inserto coi testi e coupon per il download gratuito del disco.


(Gianni “Balzarot” Bandini)

I brani

1.   Back To Square One

2.   Fuel The Fire

3.   A Minuet To Pray

4.   Face The Panic

5.   A Thousand Deaths 

I contatti

http://www.reaper-records.com

RECENSIONE COSA NOSTRA “BOLOGNA BRUCIA” (EP 7”, 2018, ASSURD RECORDS, 4/5)

Già qualche mese fa avevamo annunciato qua l’imminente uscita del nuovo disco dei Bolognesi Cosa Nostra dei quali ci eravamo già occupati più volte in passato dispensando lodi a piene mani.
Ed ora finalmente esce il loro nuovo sette pollici su Assurd Records, contenente sette pezzi, suddivisi tra cover ed originali, ed anticipato, come ricorderete, dalla loro personalissima rivisitazione in chiave hardcore (nata da un'idea dell'amico Balzarot) dell’intramontabile “Stop al panico”, brano rap degli Isola Posse All Stars,.
Stavolta gli hardcorissimi in passamontagna che turbano i sonni dei benpensanti Bolognesi provano a scrollarsi di dosso l’etichetta di “cover band” dei Nabat (l’album “Cani Sciolti”, recensito qua, era fatto solo di brani della band di Steno), portando su vinile quello che Giangiacomo e c. già facevano (bene) on stage.
E allora oltre a tre brani propri(con “Bologna Brucia” che è ormai un classico), si segnalano le personalissime reinterpretazioni in chiave hardcore a due voci di “Mass Media” degli Indigesti (imperdibile), di “Spara Jurij” dei CCCP e di “Passione nera” dei Nerorgasmo.
In ogni caso non mera riproposizione di un suono che fu, ma una reinterpretazione che a quel suono aggiunge molto, da Slapshot a Snapcase, passando per Integrity e Ivory Cage.

Bologna brucia ancora, Rock Tha Fuck On!!!!



(Riki Signorini)

I brani

1.   Stop al panico (Isola Posse All Stars)
2.   Cosa nostra
3.   Passione nera (Nerorgasmo)
4.   Bologna Brucia
5.   Mass Media (Indigesti)
6.   Spara Jurij (CCCP)
7.   Sopra la linea

I contatti


RECENSIONE INTEGRITY “HARDER THEY FALL” (EP 7” (FLEXY DISC), 2011, ORGANIZED CRIME 040-7)


Per la serie stronzi si nasce, e crescendo si peggiora, ecco un’altra imperdibile chicca fottutamente limitata a 150 copie!!!!!!!!
Si tratta della ristampa del loro demo del 1989, che presenta 3 brani poi regolarmente confluiti nel I ep “In Contrast Of Sin”. Però trattandosi di versioni demo, siamo di fronte a brani ben più grezzi, e per certi versi più cattivi. Qui c’è tutto l’embrione dei capolavori a venire, e si completa col 7” recentemente uscito “March Of The Damned” che invece è la ristampa della cassetta “Grace Of The Unholy” del 1990. Fortunatamente manca ancora qualche cassetta dell’epoca all’appello delle ristampe. Sono comunque fiducioso.
Curioso il formato scelto per questa ristampa: un flexy disc. Che in soldoni significa minor qualità del supporto come suono e come resistenza nel tempo; e perciò andrebbe suonato poco col giradischi.
I flexy sono usciti per un totale di 150 copie numerate, e divise in 3 colorazioni: blu; rosso o trasparente. Non conosco il numero di copie per colorazione, ma si dovrebbero circa equivalere (la mia è trasparente). Come copertina, un cartonato che riproduce la cover del demo originale, con stampa solo sul fronte e niente sul retro. Unico allegato, il coupon per il download del disco che nella mia copia però è andato perso.

Gianni Bandini (gianni@ngi.it) 

I BRANI:
        1) Live It Down
        2) Dead Wrong
        3) Bringing It Back

I CONTATTI:
http://www.organizedcrimerecords.com 

RECENSIONE INTEGRITY/AVM (Split EP 7”, 2009, HOLY TERROR)

Split limitatissimo a 350 esemplari che, leggo nei blog, era allegato come omaggio al preorder di un 12” dei BLIND TO FAITH.



La cosa che rende interessante questo split degli Integrity con i nipponici AVM è che gli Integrity ci omaggiano di altre 2 cover dei SEPTIC DEATH anni e anni dopo il celeberrimo 7” “Change/Thaw” del 1995. Gli AVM sono invece per me una band totalmente anonima, che qui si propongono in 2 brani di chiara influenza G.I.S.M. (una band culto della scena hc giapponese degli anni ’80). Per fare qualche riferimento più vicino a noi, direi che ricordano i Wretched un po’ più thrash. Anche se, a dire il vero, una delle 2 tracce ("Nightgrave Secret SS") è praticamente una colata di rumore musicata in sottofondo. Caotici.

Sempre interessanti le cover eseguite dagli Integrity, personali ma non stravolte.

Un’informazione tecnica essenziale: questo disco è stato inciso con la bastardata del doppio solco. Ovvero, se si osserva l’incisione in ciascun lato, non si notano i 2 brani in successione, ma uno solo per lato. Il trucco c’è e si chiama doppio groove: se si mette la puntina nel I groove si ascolta un brano; se la si pone nel II groove si ascolta l’atro brano. Io ho dovuto contattare l’Holy Terror per farmelo spiegare!!!!

350 copie, di cui 250 in vinile nero e cover bianco/nero; 100 copie numerate in vinile verde con cover verde/nera.


Nessun inserto.


Gianni Bandini (gianni@ngi.it)

I BRANI:



1) INTEGRITY: Dream Silent


2) INTEGRITY: Poison Mask


3) AVM: Victims For Sorcery


4) AVM: Nightgrave Secret SS


I CONTATTI

www.holyterror.com

RECENSIONE VEGAS ”NEVER TO WAKE” (LP, 2011, HELLFISH FAMILY 007)

Hellfish Family vuol dire Integrity. Vegas pure. Non so dire quanto Dwid abbia le mani in pasta in questo progetto, le informazioni che si trovano in rete sono davvero minime, per non dire inesistenti, ma qui ci troviamo di fronte ad un disco che suona 100 % Integrity (plagio puro, non semplici influenze). Che ha la grafica 100% Integrity (uso degli stessi simboli). Con Dwid come seconda voce in un brano (questo l’ho letto in una recensione, non è specificato nel disco), ma che sembra che canti comunque in tutti. Non me la raccontano giusta….

Tutto sommato per me un disco superfluo, che non ha la linearità di un album, ma di progetto laterale; oltre più con alcuni brani registrati dal vivo in Giappone. Boh…. 300 copie, e non verrà più ristampato, ma… who fucking care?? Vinile nero. Inserto con la sola tracking list; nessuna nota né informazioni sulla registrazione. Però c’è l’adesivo. Chissà se un giorno ne saprò un po’ di più. Ma dubito.


Gianni Bandini (gianni@ngi.it)



I Brani



1) Vollendung


2) Was Bleibt Ist Der Ausweg


3) Des Deliriums Zuflucht


4) Der Rhythmus Des Zerfalls


5) Freude Durch pein


6) Ausburgerung Aus Dem Exil


7) An Kurzer Leine


8) Erwachet


9) Inner Sanctum


10)Korsett Der Zeit


11)Sturme Des Stahls


12)Delirium’s Realm (live)


13)Ich Mache Bilder


14)VVorld As vvil (live)


15)VVake (live)


16)Kammerflimmern


17)No Way But Out (live)


18)Slithering Closer


19)Rythm Of Decline (live)



I Contatti



http://www.hellfishfamily.com/


http://www.myspace.com/sagevisule



Recensione INTEGRITY “Those Who Fear Tomorrow” (LP, 1991-2010, ORGANIZED CRIME 039)

In questi giorni mi trovo a recensire con mio grande piacere due ristampe extra-lusso: INTEGRITY e STRONGARM.

Questa è tra le due quella secondo me più importante.

Gli INTEGRITY pubblicarono questo loro primo album, che seguiva il loro primo 7” uscito su Victory, nel 1992 per la OVERKILL di Seattle.

Il disco uscì solo in CD con due cover diverse: quella originale che riproduceva un quadro del pittore Francis Bacon pare procurò alla band problemi di diritti, e quindi nella seconda stampa la sostituirono con un altro pezzo da novanta, ossia “La Tentazione Di S. Antonio” di Bosch.

Questo LP causò uno scossone notevole all’interno della scena HC dell’epoca, in quanto la formula hardcore/metal che già da un po’ di anni si andava propagando trovò in questo lavoro il suo punto di maturità e, direi, di perfezione. A mio giudizio il capolavoro definitivo in questo genere che, insieme ad altri capitoli fondamentali ad opera di bands come UNBROKEN, STRONGARM ed EARTH CRISIS, ha gettato le linee guida di un’ importantissima fetta dell’hardcore che partendo di li è andata sempre crescendo fino ad arrivare ai giorni nostri, dove decine di bands continuano a proporla e rielaborarla.

L’lp riascoltato ai giorni nostri non perde una virgola della carica e dell’esplosività iniziale, come del resto fanno i classici immortali tra i quali questo disco merita di stare a pieno titolo. Una sequenza lavica di brani granitici, feroci, ignoranti e bellissimi, partendo dall’ anthemica “Micha”, una delle aperture più memorabili dell’intera epopea hc con l’urlo primordiale di Dwid seguito da un giro di basso scarno e incisivo, fino all’apice conclusivo di “March Of The Damned” in cui la personalità disallineata e un po’ turbata di Dwid esplode nel massimo della sua potenzialità!

Ma insieme a Dwid le anime portanti del progetto INTEGRITY erano i due gemelli Melnick, la cui dipartita in futuro segnerà infatti il declino creativo della band.

Dopo le prime tirature solo in CD, l’album venne per la prima volta stampato nel 1995 anche in vinile dalla TOYBOX, una piccola etichetta specializzata in cose più pop e melodiche. Strana operazione fu quella: il disco fu remixato, stampato in 4000 copie numerate con un artwork completamente stravolto che all’epoca, ed anche oggi, mi fece strabuzzare gli occhi. Sembrava infatti una roba emo fatta uscire da Ebullition, con questo cartonato grezzo apribile tipo busta, con un booklet interno come andava in quegli anni tra i “gridatori piagnoni” emo. Ma come chicca conteneva un brano non uscito sulla stampa originale del CD, ovvero la stupenda “Eighteen”.

Ora la ristampa della Deranged rende giustizia definitiva a questo masterpiece. Il disco esce con copertina apribile, dove di fronte abbiamo l’artwork originale di Bacon, mentre all’interno la riedizione di Bosch. Non ci sono brani extra rispetto all’originale; i testi sono stampati all’interno il tutto viene fornito con il coupon per il download gratuito dell’intero album. Unica nota stonata il rosso pallido del vinile…ma non potevano farlo nero???

Gianni Bandini (gianni@ngi.it)

I brani:

1) Den Of Iniquity

2) Micha: Those Who Fear Tomorrow

3) Diehard

4) Lundgren/Crucifixion

5) Judgment Day

6) Descent Into…

7) Darkness

8) Tempest

9) In Contrast Of Sin

10) Dawn Of A New Apocalypse

11)Wings Tear

12)Harder They Fall

13)Candra Nama Vijayasya Stri Pums Calayasti

14)Apollyons Whisper

15)March Of The Damned

Contatti:

www.organizedcrimerecords.com

www.dwidhellion.com

RECENSIONE INTEGRITY “Mirror In Reverse/ Walpurgisnacht” (7”, 2008, A389 23)

Rieccolo rispuntare il veterano Dwid (il progetto INTEGRITY è lui più i vari sessionmen del momento). Come ormai storia ci insegna, questo alterato personaggio della scena hc alterna a capolavori, a lavori inspidi ad altri brutti. Ma tant’è che va bene così. E’ comunque un personaggio dalla fortissima personalità, degno del massimo rispetto. Se non altro per quei due fondamentali dischi che hanno segnato la storia del’hc, cioè “Those Who Fear Tomorrow” e “Humanity Is The Devil”. Ma non solo quelli. In questo caso ci troviamo di fronte ad un dischetto abbastanza routinario, nel metalcore che da anni ormai ripete senza variazioni significative. Ok, ma non indispensabile. Vinile marmoreo.


Gianni Bandini (gianni@ngi.it)



TRACCE


1) Mirror In Reverse


2) Walpurgisnacht



CONTATTI


www.dwidhellion.com


www.a389records.com