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STOP AL PANICO! RITORNANO I COSA NOSTRA!




Tornano a farsi vivi i Bolognesi Cosa Nostra, gli hardcorissimi in passamontagna che turbano i sonni dei benpensanti del capoluogo Emiliano. A breve uscirà infatti su Assurd Records un EP che si intitolerà “Bologna Brucia”, contenente sette pezzi suddivisi tra cover ed originali.

Questa la lista dei brani:

1.   Stop al panico (Isola Posse All Stars)
2.   Cosa nostra
3.   Passione nera (Nerorgasmo)
4 Bologna brucia INEDITO
5 Mass media INDIGESTI
6 Spara Jurij CCCP
7 Sopra la linea INEDITO
4.   Bologna Brucia
5.   Mass Media (Indigesti)
6.   Spara Jurij (CCCP)
7.   Sopra la linea4 Bologna brucia INEDITO
5 Mass media INDIGESTI
6 Spara Jurij CCCP
7 Sopra la linea INEDITO

Per il momento vi consiglio di dare un’occhiata alla loro personalissima (e potentissima) versione di “Stop al panico”, mitico brano rap degli Isola Posse, da vedere ed ascoltare senza tregua.
Proprio bello il video, che alterna immagini dei Cosa Nostra a riprese degli scontri in occasione di una visita di Salvini a Bologna, ed è introdotto dalle parole di Gopher D che degli Isola Posse All Stars faceva parte.
Personalmente non vedo l’ora di avere il vinile tra le mani, e magari di intervistare di nuovo in radio Giangiacomo e C.

Bologna 1991 – 2017, Rock Tha Fuck On!!!!

Marco Maniglia Medici e i Crash Box: Nati per essere veloci!

Lo scorso Venerdì, terminata l’intervista in radio a Marco Maniglia Medici, storico leader dei Crash Box, lo avevo promesso, ed ora eccoci qua con un approfondimento dell’intervista radiofonica su Friday Extreme Rock Adventure che potete comunque ascoltare QUA per sentire anche un bel po’ di bella musica (Crash Box, Cosa Nostra, Fall Out, Bloody Riot, Chronic Sick, Germs, MIA, Frites Modern, Germs...).
E allora partiamo subito con le domande:
1.     Ciao Marco, partiamo da lontano; se non sbaglio i Crash Box si sono formati già nel 1982, e poi tra varie rotture e riunioni sono arrivati se non sbaglio fino al 2014. Adesso la storia si può definire conclusa, o pensi ci sia spazio ancora per una reunion?
No, è finita almeno per quel che mi riguarda. Abbiamo fatto più reunion che
concerti ufficiali quasi...quando arriva e te lo senti che devi smettere, non ci pensare ...fallo e stop.
2.     I vostri inizi sono legati ad un Virus estremamente politicizzato, ma voi eravate, se mi passi il toscanismo, quelli più “scazzoni”, dal look americano che poco sembrava azzeccarci col resto del giro. Eppure eravate integratissimi, almeno a vedere da fuori. Come spieghi questo fatto?
All’interno del Virus esistevano varie "correnti" (passami il termine), ma si conviveva molto bene assieme. Tieni conto che fondamentalmente erano spesso questioni o di look o di musica ascoltata, ma le cose pratiche si facevano comunque tutti assieme
3.     La storia dei CRASH BOX è costellata da un infinito serie di cambi di line up; se non sbaglio Fabrizio è forse l’unico altro membro del gruppo presente per più di un disco. In poche parole tu sembri essere l’unico elemento di continuità del gruppo? È così? E come mai questa cronica instabilità?
Non saprei, ci ho pensato su varie volte e posso solo fare una autoaccusa; non siamo riusciti ad ingranare la marcia giusta quando era il tempo di farlo. E' mancata forse una progettazione più in là delle prove, dovevamo darci dei target da raggiungere...mea (o nos) culpa
4.     A proposito di cambi di formazione, su “Finale” alla chitarra avete addirittura portato Tommy “Extrema”, un chitarrista che non avrei mai definito Hardcore, e che invece sembra(va) ben affiatato con voi sul disco. Come è andata la cosa?
Amico da sempre, Tommy si è prestato volentieri alla cosa e ha imparato pezzi in un giorno, e idem per registrarli.
Nessuno ha pensato al sound metal che avrebbe aggiunto, e col senno di poi se
avessimo registrato con un’altra chitarra base con il nostro sound classico, e poi lui sopra metallico, sarebbe venuto meglio...Infatti a parte lui tutto il resto traballa come sound su quell’album.
5.  I Crash Box hanno anche all’attivo un “quasi” tour negli USA nel 1984. Se le cose fossero andate bene sareste stati i primi hardcorers italiani a girare negli States, prima di Raw Power e CCM. Invece, forse proprio l’instabilità della vostra formazione fu il motivo per cui alla fine il tour non andò avanti, o sbaglio?
Non so se sia stato quello, ma l’organizzazione l’abbiamo fatta alla spera in dio, non  l’abbiamo seguita, non avevamo manco il batterista e li ce ne hanno trovato uno che faceva pena ma proprio tanta. Aggiungiamo sfighe varie (leggete l’articolo relativo su Tvor) e il fatto che quasi tutti noi non avevamo vent'anni... alla fine è andata così, poteva andare molto meglio, ma...ci siamo andati e ci abbiamo provato!
6. Di quel tour hai comunque dei ricordi? Se non sbaglio in quella occasione conosceste i Corrosion Of Conformity, appena formati…
Si esatto. I COC furono molto cordiali, ci hanno ospitato ed abbiamo un attimo anche abusato di casa loro. Anche dei Battalion of Saints ho ottimi ricordi; a Baltimora ci prestarono il loro set per suonare. In generale i ragazzi erano ai concerti curiosi, cordiali... Certo se poi non suonavi più e meglio di loro, era
dura farsi notare.
7. Negli USA avete suonato poco, ma per il resto avete condiviso il palco con molte bands. Ci sono concerti o gruppi di cui hai ricordi particolari?
Solo Baltimora con i Battalion of Saints e altri, mi pare Roach Motel, non sono sicuro.
Norfolk, lasciamo perdere. Io suonavo la batteria e cantavo, immaginatevi un po'. Solo a vent’anni fai cose simili, credimi...
Ah si, mi ricordo quando ci mettemmo a vendere il nostro 7" fuori dal Cgbg's con un Vinnie Stigma curioso e Nunz degli Antidote a parlarci delle loro radici italiane. E poi Allison ragazza conosciuta fuori da un concerto che ci ha ospitati tutti per più giorni a casa sua, ed eravamo in 7...
8. Recentemente avete dato alle stampe “Schegge”, una raccolta che contiene la vostra discografia, ma anche 5 brani inediti registrati nel 2012. Questo vi differenzia da gran parte delle punk bands degli anni 80 che si sono riformate di recente limitandosi a suonare dal vivo senza comporre pezzi nuovi. Perché non ci parli un po’ del disco?
Giulio di FOAD e suoi compari ci hanno proposto la cosa e abbiamo detto sì, tutto qua. Poi avevamo fatto dei pezzi nuovi che abbiamo incluso, registrati da un amico nello studio a casa sua nella Brianza. I pezzi sono venuti molto bene a mio parere (Confermo! NdRiki).
Curioso ritrovare tante foto nel booklet di cui alcune veramente inedite anche per me; il look del booklet è molto curato, per chi non ce l’ha è un ottimo acquisto (hey non prendo royalties su questo, eh!)
9. Perché proprio FOAD Records?
Perché.. perché ce lo han chiesto  loro! Avevamo comunque già fatto in precedenza una mini raccolta di quasi tutto, “Veleno per Voi”, tramite la SOA record di Roma del Paolo Petralia. Questa include più cose e un booklet con foto e testi assai esaustivo. Grazie a entrambi quindi!
10.“Schegge” è più o meno la terza raccolta retrospettiva a voi dedicata; come spieghi questo successo?
ha ha ha... non so se sia un successo, avremmo potuto/dovuto fare un LP inedito, quello sì che avrebbe magari interessato di più'. Chi avrà tutte e tre le copie sentirà i pezzi tre volte di seguito... Bravi!
11.Come ci si sente ad avere scritto un brano, “Nato per essere veloce”, che è diventato un po’ l’inno di una o più generazioni di punk italiani, che canticchia anche mio figlio, ed è stata coverizzata infinità di volte?
Oh molto bene guarda,...la risento sempre volentieri. In radio ho ascoltato la versione dei Cosa Nostra che non conoscevo e mi è piaciuta molto. Poi su
youtube ho sentito le varie cover; quelle troppo veloci non rendono bene a mio avviso. Poi ci sono i MAZE che ogni tanto la fanno e se ci sono mi chiedono sempre il permesso...che per loro (e altri) c’è sempre, ovviamente. Sono contento di averla fatta, è venuta così di getto, una delle prime cose che abbiamo fatto con la prima formazione.
12.Secondo te quale brano, oltre a “Nato per essere veloce”, rappresenta meglio i CRASH BOX?
“Bianco e Nero”, “Veleno per voi”, “Vivi!” e “Non ti resta domani” sono le mie preferite. Ah, anche “Nessuna Colpa” e “Senza Uscita” del primo tape
13.Qual è il vostro disco a cui sei più legato, o quello che consiglieresti di acquistare ad un ragazzo che ancora non vi conosce?
“Nel Cuore”!
14.Oltre che ai Crash Box, il tuo nome si associa indissolubilmente a T.V.O.R., sia la fanzine (ripubblicata in forma di libro da LoveHate 80) che l’etichetta (per la quale sono usciti i vostri dischi e la tape). Come descriveresti questi due aspetti della tua “vita musicale”?
Legati assieme, punk e fanzines erano e credo siano tuttora un elemento imprescindibile del DIY, do it yourself. Gia 'allora si era precursori del fatto che l’informazione te la devi fare e gestire tu e non lasciarla in mano altrui. Ne hanno scritte di cazzate sul punk fin dall'inizio... Gente che giudicava solo i vestiti e non sapeva nulla e niente di chi eravamo e che cosa si faceva. Pensavano alla solita moda usa/uk e non andavano oltre.
15.Concluderei come si faceva sempre ai tempi delle vecchie fanzine cartacee: c’è qualcosa che vorresti aggiungere?


Grazie a voi per questo tuffo nel passato/presente e buoni tuffi dal palco a tutti (per chi ce la fa ancora!) :-)


Cosa Nostra Live (assieme a Riot Clan e Bomber 80) al K100 Cienfuegos di Campi Bisenzio

Sabato 18 Febbraio ho avuto modo di assistere al concerto dei Cosa Nostra (assieme a Riot Clan e Bomber 80) al K100 Cienfuegos di Campi Bisenzio.
Dei Cosa Nostra ci eravamo interessati, io ed Heintz, nel corso di una intervista radiofonica su garageradio.it che potete riascoltare qua.

Poi avevo fatto una intervista (QUA) ed una recensione del loro disco (QUA), nonché una breve recensione del loro concerto al Vecchio Son di Bologna assieme a Siege Stompers e Colonna Infame (la trovate qua).

Stavolta, visto che insieme a me era presente il grande Heintz, che a scrivere è molto più bravo di me, e che oltretutto io l’ultimo gruppo (Bomber 80) non l’ho neppure ascoltato perché alla fine dei Cosa Nostra sono dovuto rientrare a Pisa, lascio a lui l’onore di parlare di questo show su FERA.

Io mi limito a complimentarmi con i ragazzi dell’Underdogs Collective (ai quali si deve anche il bellissimo show estivo degli Adolescents di cui parlai qua), ed a pubblicare qualche scatto, oltre al video della loro (ottima) versione hc di Spara Yuri Spara dei CCCP rivista in chiave Raw Power.

(Riki Signorini)









VIDEO COSA NOSTRA LIVE AL VECCHIO SON DI BOLOGNA, 27 SETTEMBRE 2016

Inizio a pubblicare qualche video dei Cosa Nostra ripresi al Vecchio Son nel corso del loro concerto con Siege Stompers e Colonna Infame di cui mi sono occupato con questo articolo.

BOLOGNA BRUCIA



POTERE NELLE STRADE




SCENDEREMO NELLE STRADE





SIEGE STOMPERS - COSA NOSTRA - COLONNA INFAME LIVE AL VECCHIO SON DI BOLOGNA, 27 SETTEMBRE 2016

Gran serata al Vecchio Son, la sala prove Bolognese gestita da Steno, storico leader dei Nabat. Un locale dalla capienza limitata, che sfiora il tutto esaurito per uno show che sin dalla locandina si preannunciava come un massacro.

 Ad aprire le danze, se così si può dire, sono i Siege Stompers. Il loro è un Hardcore molto Old School, tra SSD, Slapshot e Minor Threat, che ai suoi tempi mi avrebbe fatto fare dei gran salti. Pochi brani ma intensi, che iniziano a riscaldare i presenti.






Seguono sul bassissimo palco (ad appena 10 cm da terra!) i Cosa Nostra. In giro dall’inizio di questo millennio, i cinque Bolognesi (ma presto saranno in sei) hanno recentemente fatto uscire un album (“Cani Scioli” – vedi qua la recensione) di cover dei Nabat, e sono la ragione principale della mia presenza al  concerto di stasera. Una dozzina di brani, tra i quali, oltre alle attesissime cover dei Nabat, spiccano anche un paio di nuovissimi pezzi originali, oltre a “Mass Media” degli Indigesti ed una fulminante “Nato Per essere Veloce” dei Crash Box. Questo brano, insieme a “Kill Khomeini”, conquista il gradino più alto del mio personale podio. Il pubblico risponde assai bene alla esplosiva carica di questi veterani, che hanno anche il tempo di cambiare chitarrista e bassista per gli ultimi pezzi. Peccato che alla fine Steno sia sparito e non abbia accompagnato le due voci dei Cosa Nostra per gli ultimi prezzi come inizialmente previsto dalla scaletta. Chiudono la serata i Colonna Infame Skinhead, autentica attrazione della serata, che non a caso portano al Vecchio Son un gran numero di teste rasate.

Paolo Petralia, il cantante, esordisce dicendo che non provano da un paio di mesi, e che probabilmente avrebbero suonato di merda. E invece nisba, neppure dopo due mesi di inattività i Capitolini riescono a deludere la platea. Street Core Oi! Potente, con cori “da paura” ed una partecipazione chiassosa da parte delle prime file, con molte teste rasate che provano a fare crowd surfing nel pochissimo spazio tra le teste del pubblico ed il soffitto. Alla fine tutti distrutti ma felici per una serata che è stata un massacro, ma che spero possa ripetersi presto.
Intanto, in attesa di pubblicare qualche video della serata, ringrazio Marco Pasini per le bellissime foto.










CONTATTI all'inizio degli anni 2000 da membri di Summer League, Ivory Cage, Sumo, Ageing e The Guilt show, COSA NOSTRA dall'inizio ha avuto una missione: suonare brani di gruppi hardcore e punk anni 80 come Crash box, Wretched, Rappresaglia, Raw Power, Nerorgasmo, Negazione, Nabat, Blue Vomit, Ghetto 84, Contrazione e Indigesti. Nelle sue varie incarnazioni i membri di COSA NOSTRA hanno suonato sempre mascherati. Dopo aver registrato nel 2002 Nichilistaggio dei Nabat per una compilation edita da Rumble Fish, fatta eccezione per un concerto nel 2012 insieme a Nabat e Colonna infame, COSA NOSTRA è finita nel dimenticatoio Oggi, COSA NOSTRA, celebra i Nabat, il più grande gruppo bolognese, con un disco composto da 8 pezzi a loro dedicati. Poi forse calerà di nuovo il silenzio all'inizio degli anni 2000 da membri di Summer League, Ivory Cage, Sumo, Ageing e The Guilt show, COSA NOSTRA dall'inizio ha avuto una missione: suonare brani di gruppi hardcore e punk anni 80 come Crash box, Wretched, Rappresaglia, Raw Power, Nerorgasmo, Negazione, Nabat, Blue Vomit, Ghetto 84, Contrazione e Indigesti. Nelle sue varie incarnazioni i membri di COSA NOSTRA hanno suonato sempre mascherati. Dopo aver registrato nel 2002 Nichilistaggio dei Nabat per una compilation edita da Rumble Fish, fatta eccezione per un concerto nel 2012 insieme a Nabat e Colonna infame, COSA NOSTRA è finita nel dimenticatoio Oggi, COSA NOSTRA, celebra i Nabat, il più grande gruppo bolognese, con un disco composto da 8 pezzi a loro dedicati. Poi forse calerà di nuovo il silenzio all'inizio degli anni 2000 da membri di Summer League, Ivory Cage, Sumo, Ageing e The Guilt show, COSA NOSTRA dall'inizio ha avuto una missione: suonare brani di gruppi hardcore e punk anni 80 come Crash box, Wretched, Rappresaglia, Raw Power, Nerorgasmo, Negazione, Nabat, Blue Vomit, Ghetto 84, Contrazione e Indigesti. Nelle sue varie incarnazioni i membri di COSA NOSTRA hanno suonato sempre mascherati. Dopo aver registrato nel 2002 Nichilistaggio dei Nabat per una compilation edita da Rumble Fish, fatta eccezione per un concerto nel 2012 insieme a Nabat e Colonna infame, COSA NOSTRA è finita nel dimenticatoio Oggi, COSA NOSTRA, celebra i Nabat, il più grande gruppo bolognese, con un disco composto da 8 pezzi a loro dedicati. Poi forse calerà di nuovo il silenzio





Intervista ai Cosa Nostra

Dopo avere recensito il CD qua, ed avere avuto modo di intervistarlo in radio (qua), è adesso la volta di una intervista tutta nostra a Giangiacomo De Stefano, una delle voci dei Bolognesi Cosa Nostra. Dunque bando alle ciance e via all’intervista…

1. Ciao. Incominciamo con un po’ di storia: chi sono, e cosa sono, i Cosa Nostra? Voglio dire, quali storie si celano dietro le vostre maschere, e per quale motivo avete deciso di intraprendere proprio la strada del tributo?

La parola tributo mi fa spavento. Cosa Nostra è un progetto nato all'inizio degli anni 2000 da amici che all'epoca si dividevano tra gruppi come Summer league e Sumo, più un paio di altri che prima non avevano mai suonato in una band. Registrammo “Nichilistaggio” dei Nabat per una compilation edita da Rumble Fish, poi, dopo qualche concerto, decidemmo di smettere.
Cosa Nostra non la vedo come una tribute band. E' piuttosto un dar nuova vita a pezzi storici di grandi band che a noi sono sempre piaciuti e che ancora oggi hanno una carica impressionante. Tra le altre cose abbiamo anche un paio di brani nostri.

2. So che non ami molto le reunion, ma sembra che questo sia il trend del momento. Dai Poison Idea agli Indigesti, dai Dag Nasty ai Negative Approach e via dicendo, cosa pensi di questo fenomeno? Possibile che non ci sia nulla di valido nato dopo il 90?

Sicuro la musica estrema, per usare una citazione che viene dalla politica, ha terminato la sua spinta propulsiva e oggi molte persone tendono ad ascoltare più gruppi storici che le novità, le quali va sottolineato, almeno come ricambio generazionale, non sono poche. Se devo dirtela tutta, per certi versi molte cose sono anche migliorate. Penso ad un evento come Venezia Hardcore che, in una situazione completamente autogestita e all'interno di un centro sociale, è qualcosa di mai visto prima in Italia dal punto di vista della partecipazione e della qualità dell'iniziativa.
Mancano forse delle novità a livello di suono e immagine, dato che un po' tutta la musica è ferma a generi ormai vecchi. Se dovessi fare un confronto con la mia esperienza, potrei dirti che a partire dai miei 14 anni ho avuto la fortuna di vedere e vivere in tempo reale cose musicalmente inedite: il thrash metal quando uscivano dischi come “Master of puppets”, “Reign in blood” e “Among the living”, l'esplosione di generi come il crossover(parlo della seconda metà degli anni 80), del rap e poi del rap italiano, la nascita del grind e del death metal, la rinascita dell'hardcore italiano e l'arrivo dello straight edge come forza trainante della scena e mille altre situazioni che quando sono venute fuori erano novità assolute.
Sulle reunion? Boh, non mi fanno impazzire, poi però vado a vederli i gruppi che si riformano. C'è da dire che spesso queste bands, tranne alcune eccezioni, sono una specie di proiezione pallida di ciò che erano nel passato. Nella musica rock e non solo l'hardcore punk, conta anche la fisicità e una certa età chiaramente non aiuta.

3. Sei reduce da un gran weekend in terra Tedesca. Hai visto qualche
concerto?

Sono stato a Berlino qualche giorno per ricaricare le pile prima di un mese infernale a livello lavorativo.
Come puoi immaginare a Berlino c'è l'imbarazzo della scelta praticamente ogni sera. In quei giorni ho visto Youth of Today e Dag Nasty grazie a Walter Schreifels (Gorilla Biscuits/Quicksand/Youth of today) che mi ha fatto entrare nonostante fosse sold out da tempo.
Devo dirti che gli YOT hanno tirato giù il SO36. Il primo maggio invece non ho visto i tradizionali concerti all'aperto che si svolgono davanti a Core tex, ma la sera sono tornato al SO36 per BURN e Terror. I BURN sono uno dei miei gruppi preferiti e i Terror nonostante siano distanti attitudinalmente da quello che per me è l'hardcore, sono dei maestri nel loro genere.

4. Con le tue precedenti band hai avuto modo di vedere molti shows e locali. Di sicuro avrai un sacco di ricordi. Qualcuno da condividere con i lettori?

Credo che tutti quelli che nel passato hanno intrapreso un tour fuori dei grandi circuiti, possono raccontarti tonnellate di storie divertenti. A me anche sono capitate stranezze: con gli Ageing con i quali andai a Stoccarda per un festival, dopo una serie di situazioni rocambolesche che sfiorarono la rissa con gli organizzatori, ci trovammo alla fine nella condizione di non suonare e tornare a casa con il solo rimborso. Altre situazioni, sempre all'estero, questa volta con i Summer League durante un tour del 2004, nel quale ad un certo punto sul palco, durante un concerto a Lipsia, fummo inondati da una cascata ininterrotta di acqua causata da una tubatura rotta da uno dei presenti che, preso dalla foga, aveva distrutto tutto ciò che trovava davanti a sé.
Un tour mette alla prova l'amicizia e la tenuta di un gruppo. Aggiungo che avendone fatti decine all'estero, mi sento di dire che tour di un certo tipo li puoi affrontare solo se sei giovane e motivato. Se adesso mi dicessero di fare 15 giorni in giro su un furgone declinerei l'invito. Non c'ho l'età!!

5. Se tu potessi tornare indietro nel tempo, a quale dei gruppi in cui hai suonato vorresti dedicare qualche sforzo in più per cercare di tenerlo in vita e proseguire quella avventura?

Sono molto drastico quando parlo di musica. Bisogna capire quando è il momento di smettere. Forse avrei continuato con i Summer League che musicalmente seguivano un percorso che mescolava hc old school, melodia e suoni moderni. Devo dire però che va bene così. Purtroppo quando si suona si tende a non capire che arriva sempre il momento di smettere. Chiaramente ci sono mille eccezioni, ma pensa che bel ricordo avremmo dei Metallica se si fossero fermati a “Master of puppets”. I Minor Threat ad esempio, sono una leggenda e rimarranno tali perché si sono fermati in tempo.
Ci tengo a dire che tutti i gruppi nei quali ho militato erano fortemente ancorati all'idea di indipendenza e di essere underground. Ho sempre visto quello che facevo come un piacere e mai come un possibile business.
La musica è stata una passione che definirei pura che nel mio caso non è mai diventata routine. Provo pena per quei gruppi che continuano a ripetere la loro formula fatta di concerti, sala prove e magari pure qualche piccolo tour nella quale però la parabola non è più ascendente, ma se va bene piatta e costante.

6. La gestazione di questo “Cani Sciolti” è stata lunga e travagliata. Già qualche anno fa Steno dei Nabat mi parlava in termini entusiastici di questo progetto, che all’epoca avrebbe voluto produrre lui. Perché tempi così lunghi, e perché poi non è stato il cantante dei Nabat a produrlo?

Nel 2013 ci eravamo riformati per fare qualche concerto e produrre un lp composto da brani nostri e cover di band anni 80, non solo i Nabat.
Poi per tante ragioni ci siamo fermati e non abbiamo più realizzato quel disco che vedeva Steno come principale produttore.
“Cani sciolti” è una cosa diversa. Steno inizialmente e forse durante tutta la gestazione è stato sempre un po' perplesso. Adesso credo che anche lui sia soddisfatto del risultato.

7. Dopo anni di assenza dai palchi, sembra tornato il momento dei live shows. Così, dopo BOLOGNA BRUCIA- Live In Pompei (DOMENICA 8 MAGGIO) sarà la volta del Distruggi La Bassa Fest 2016, nella serata del 15 Luglio assieme ad Adolescents e Weirdos. Cosa dobbiamo aspettarci dal vostro live set? Solo Nabat o cos’altro?

Assolutamente no. Suoneremo i pezzi del disco, ma oltre a qualche brano nostro, anche pezzi di Indigesti, Negazione e Nerorgasmo.
Voglio aggiungere per spiegare che non siamo la cover band dei Nabat, che sulla compilation “Still pounding in” uscita per Assurd, siamo presenti con “Nato per essere veloce” dei Crash Box.

8. Perché proprio i Nabat? Voglio dire, dal momento che dal vivo omaggiate molti gruppi degli anni 80, perché un intero LP dedicato a loro, e non magari un album con cover di vari gruppi?

I Nabat sono una band incredibile. Non sono il mio gruppo preferito, ma quando suoni quei brani capisci quanto sono trascinanti e li senti come tuoi. Forse per quello sono coverizzati da tanti.
Credo che gli originali siano già perfetti e nonostante le registrazioni, suonino ancora pesanti. Noi volevamo però renderli attuali e tirare fuori alcuni elementi
che per noi erano inespressi e che suonati da un gruppo hardcore avrebbero reso ancora di più. Mi permetto di dire che gli stessi Nabat si sono rifatti alla nostra versione di “Nichilistaggio”.

9. E visto che avete scelto i Nabat, perché non avete messo su “Asociale Oi”? Secondo me è il brano più Hardcore della band di Steno (non a caso lo hanno coverizzato i Cripple Bastards) e ben si sarebbe prestato alle vostre cure…

Perché l'hanno già fatta bene i Cripple Bastards. Cosa avremmo aggiunto noi?

10. Nella tua playlist durante l’intervista a FERA hai messo anche gli Isola Posse All Stars, una posse storica della scena Bolognese e non solo. Perché questa scelta? Segui ancora il Rap?

In autunno sono andato al cinema a vedere “Straight outta Compton”, il film sugli N.W.A. All'uscita dal cinema mi sentivo esperto di hip hop solo perché Ice Cube, Dr. Dre e co. al tempo degli N.W.A., li ho ascoltati tantissimo. Il problema è che tranne qualche eccezione tipo i classici Beastie Boys, Common, Assalti frontali, Everlast e pochi altri, non so molto del rap degli ultimi 25 anni. L'altro giorno raccontavo ad uno storico esponente del rap italiano, Lugi, che nei primissimi anni novanta ho avuto modo di vedere un bel po' di concerti hip hop, su tutti i 3dBASS. Poi forse per una distanza attitudinale mi sono allontanato dal genere.
Al tempo del disco dei Cosa nostra che voleva produrre Steno, ragionavamo anche su una rivisitazione hardcore di “Stop al panico” di Isola Posse.
Un brano che nel 1991 ho consumato. L'Isola nel Kantiere è un pezzo della mia formazione. Sono alcuni dei miei cattivi maestri.

11. Giangiacomo, tu oltre che di musica ti occupi anche di video. Perché non ci parli un po’ anche di questa attività?

Ho una casa di produzione che si chiama Sonne film. E' l'attività che oltre al mio essere padre, prende la quasi totalità delle mie forze e del mio impegno. E' una società nata per realizzare i miei documentari e nel tempo, dopo aver prodotto non solo documentari ma anche serie per la televisione, mi vede sia come autore di miei progetti, ma anche e soprattutto produttore di film di altri registi .
Nonostante le difficoltà, posso dire di fare ciò che mi piace nella vita. Tra poco ad esempio andrà in onda su SKY una serie di quattro episodi sulla musica
indipendente in Italia.

12. Inoltre, so che stai lavorando ad un libro sull’hardcore. Puoi anticiparci qualcosa?


Sto lavorando ad un libro con Andrea Ferraris, al tempo chitarrista dei Burning Defeat, uno dei migliori gruppi hardcore italiani. Non ti anticipo nulla perché su tre capitoli previsti, siamo solo all'inizio del secondo. Troppo presto per dare anticipazioni.


Grazie mille Giangiacomo e a presto, sopra o sotto un palco

Intervista ai Cosa Nostra su Garage Radio

Per chi non avesse avuto modo di seguirci in diretta radio, cliccando qua potrete ascoltare il podcast con l'intervista integrale a Giangiacomo De Stefano, uno dei cantanti dei Cosa Nostra.
Grazie ad Heintz Zaccagnini per avermi ospitato in Radio per parlare della musica che amo con un personaggio di questo calibro.
E a breve anche una intervista scritta.

Riki Signorini