RECENSIONE HAPPY CULT CLASSIC (RUDE RECORDS, CD, 2018, 2/5)

Quando mi è capitato tra le mani il debut album degli Happy (Pop Punk da Columbia South Carolina) sono stato tentato di lasciarlo passare senza degnarlo di una recensione, come mi capita sempre più spesso con i dischi di Pop Punk di questi tempi.
Poi però di fronte a un pezzo dedicato a Wynona Rider ho ritenuto opportuno recensirlo, consapevole del fatto che non si tratta certo di un disco non memorabile, ma che presenta comunque delle cosettine interessanti come appunto “Wynona Rider”.
Dieci canzoni orecchiabili e studiate per essere trasmesse in radio, ben costruite e pensate per fare colpo su chi è cresciuto ascoltando Blink 182 ed affini, che alla lunga stancano e fanno rimpiangere il fatto che il quartetto non si sia fermato a 4 o 5 pezzi, senza esagerare.
Segnalo comunque “How To Lose A Girl in 1.45”, che richiama alla mente I migliori Green Day (e sia chiaro che per me I Green Day, a differenza dei Blink 182, non sono affatto da disprezzare), “Don’t Overdose And Drive” e (ma forse questo l’ho già detto) “Winona Ryder”.



(RIKI SIGNORINI)

I brani
  1. How to Lose a Girl in 1: 45
  2. Don't Overdose and Drive
  3. Winona Ryder
  4. I Call Shotgun
  5. Drowners
  6. Lucky
  7. With a Y
  8. Fishtank
  9. Wonder
  10. Where the Wild Things Were

I contatti

RECENSIONE NABAT ‎BANDA RANDAGIA” (LP/CD, 2018, ANSALDI RECORDS, 4/5) -- ENGLISH VERSION AT THE BOTTOM!!!


Tornano dopo oltre 20 anni i Nabat, e lo fanno come tutti si auguravano facessero, ovvero “facendo i Nabat”.

Così, se molti fans del gruppo Bolognese furono delusi da “Nati Per Niente”, che nel 1996 ci mostrò una band indecisa su quale strada seguire, oggi gli stessi fans non potranno che apprezzare “Banda Randagia”.
Un disco nato e registrato all’interno del Vecchio Son, la sala prova gestita dal frontman Steno a Bologna, e pubblicato in cooperazione da Ansaldi Records e C.A.S., due capisaldi dell’OI! Italico al pari dei Nabat e del loro cantante.
Quattordici le tracce presentate, dieci delle quali inedite (le eccezioni sono “Hey Boot Boy”, “Braccato”, “La Marcia dei Disperati” e “Cronaca di un Uomo Ferito”.
Come accadeva nei primi anni 80, i Bolognesi sono tornati a sfornare pezzi caratterizzati da cori spettacolari, di quelli che sotto ad un palco (la dimensione più giusta per godersi i Nabat) si cantano a squarciagola.
E poi i soliti testi in stile Working Class Kids, con la grinta di Steno che ci coinvolge a cantare di temi attuali come i “Voucher” e “Gossip Riot”, ma anche di temi più legati alla realtà Felsinea, come in “Non C’è Spazio”, o in “Quel da fêr”, addirittura cantata in bolognese.
Tra i Partisans e i Ramones, tra l’Oi! e il Blues, tra Slaughter & theDogs e Rose Tattoo, i Nabat sono tornati alla grande, dimostrando di meritare l’appellativo di leggende del Punk Italiano!Slaughter & theDogsSlaughter & theDogs
ENGLISH VERSION
Nabat are back after more than 20 years, and they do it as everyone hoped they would, that is “doing Nabat".
So, if many fans of the Bolognese group were disappointed by "Nati Per Niente", which in 1996 showed us a band undecided on what path to follow, today the same fans will only appreciate "Banda Randagia".
A record born and recorded inside the Vecchio Son, the rehearsal room managed by frontman Steno in Bologna, and published in cooperation by Ansaldi Records and C.A.S., two cornerstones of the OI! Italian as well as Nabat and their singer.
Fourteen tracks of which ten are unpublished (the exceptions are "Hey Boot Boy", "Braccato", "La Marcia dei disperati" and "Cronaca di un Uomo Ferito").
As it happened in the early 80's, the Bolognese returned to churn out songs characterized by spectacular choirs, those that under a stage (the right size to enjoy the Nabat) are sung at the top of one's lungs.
And then the usual lyrics in the style of Working Class Kids, with the dagger of Steno involving us to sing about current themes such as "Voucher" and "Gossip Riot", but also about themes more related to the reality of the Felsinea city, as in "Non C'è Spazio", or in "Quel da fêr", even sung in Bolognese.
Between the Partisans and the Ramones, between the Oi! and the Blues, between Slaughter & theDogs and Rose Tattoo, the Nabat have returned to greatness, demonstrating to deserve the appellative of legends of the Italian Punk!


(Riki Signorini)

I brani
LATO A
A1 Nessun Amico
A2 Voucher
A3 Hey Boot Boy
A4 Dai Allora
A5 Non Ti Fermare
A6 Gossip Riot
A7 Non C'è Spazio
LATO B
B1 Banda Randagia
B2 Quel Da Fêr
B3 Braccato
B4 Lastrico Lucido
B5 La Marcia Dei Disperati
B6 Cronaca Di Un Uomo Ferito
B7 Scelta E Coerenza

I contatti
https://www.facebook.com/NABAT.Official/