RECENSIONE FFD “KUORE RIBELLE” (CD, 2006, About Rock/Sugar Distr. Warner Music 2/5)

Rispolverando i miei files, sto ritrovando vecchie recensioni che non hanno mai visto la luce per un motivo o per l’altro. Questa la avevo preparata per Punkadeka ad Ottobre 2006…..

Il nuovo CD dei FFD segue di  quattro anni il precedente "OLD STYLE Rarities & Unrealised”, raccolta di brani storici della Band, e presenta 11 nuove tracce, che si segnalano subitissimo per l’ottima produzione, ed il gran numero di ospitate. Per quanto riguarda la produzione, il disco è stato registrato a Milano al Vertical studio appunto da Marco Trentacoste, mixato a Venezia al Family studio e masterizzato a New York al famosissimo Sterling Sound da Ted Jensen che ha già lavorato con Sublime, Marilyn Manson, Green Day e Bob Marley tra gli altri, e scusate se è poco. Per le partecipazioni eccellenti, invece, si va dagli Ska-P, a DJ Aladin di Radio Dee Jay, passando per Shandon, Banda Bassotti e Cattive Abitudini, ed anche in questo caso direi che le cartucce sparate sono di calibro pesante. Il risultato è un disco molto eterogeneo, a volte sin troppo, che spazia dal ragamuffin, appunto, di “Ragamaffin All Day”, al punk rock secco ed un po’ Californiano di “Cheap Songs for Broken Hearts”, a quello Stoogesiano di “I’m a Junk”, presente in due versioni, entrambe valide. Mi piace molto anche “Luci Del Ghetto” (Clash con Farfisa – sound), e la cover di “Sono Storie” degli LHP, un pezzo Rap che per me rappresenta una pietra miliare della storia delle posse Italiche, e che rivisto in chiave hip-punk-hop non è assolutamente niente male. Peccato poi che i nostri rimedino una terribile figuraccia con “Che Male c’è”, un brano che, se non è una cover di “Vasos Vacios” dei Fabulosos Cadillacs (ed io non lo trovo scritto da nessuna parte…), sfiora il plagio. Scaricare per credere…..
(Riki Signorini)

I brani

Cheap songs for broken hearts
Valeria
I'm a Junk
But not my age
Ragamuffin all day
Penso a te
Sono storie
Quasi come nei film
Che male c'è
Tornare a scuola
Luci del Ghetto
I'm a Junk (Uncensored)


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RECENSIONE MULBÖ “MULBÖ” (CD, 2015, I DISCHI DEL MINOLLO, VOTO N.D.)

I Mulbö provengono da Torino, e sono legati ai Fasti, di cui ho parlato bene in passato qua e qua, dall’avere un membro, Eros, in comune.
Forse è questo il motivo per cui si propongono a Ribelli A Vita, che, tuttavia, non è forse il luogo più adatto e/o competente per parlare di quello che potremmo definire un variegato, e perlopiù strumentale, mix di elettronica, jazz, ed indie-ambient, o, per dirla come loro stessi si definiscono, “di improvvisazione e programmata follia”.
Tutto ciò per dire che per uno cresciuto a Nabat ed Indigesti siamo un po’ troppo distanti dai propri riferimenti musicali.
Così, se per i Fasti voce e liriche riescono ad intrigarmi, qua la loro assenza mi mette in difficoltà, tanto che alla fine e non riesco a focalizzare e distinguere bene bene un brano dall’altro.

Definitely not my cup of coffee….

I brani


I contatti
info@mulbo.it
www.facebook.com/mulbo.band/
youtube channel
twitter @mulbotorino

Intervista ai Cosa Nostra su Garage Radio

Per chi non avesse avuto modo di seguirci in diretta radio, cliccando qua potrete ascoltare il podcast con l'intervista integrale a Giangiacomo De Stefano, uno dei cantanti dei Cosa Nostra.
Grazie ad Heintz Zaccagnini per avermi ospitato in Radio per parlare della musica che amo con un personaggio di questo calibro.
E a breve anche una intervista scritta.

Riki Signorini


RECENSIONE SENZA FRONTIERE: “NON SAPREMO DI NOI” (CD, 2015, ROCKOUT FASCISM + RUSTY KNIFE RECORDS + RUMAGNA SGROZA + S.N. REX, VOTO 3/5)

Come ai tempi del precedente “Non C’è Futuro Senza Memoria”, il loro primo full-lenght del 2011 da me recensito QUA, anche stavolta  ci troviamo di fronte a “un gran bel dischetto di street punk oi vecchio stile, quello dei tempi in cui punk faceva rima con semplicità”. 

Un disco semplice e diretto, con testi semplici e diretti, di quelli che puntano a fare breccia sui ragazzi di strada. Forse però è proprio questo il limite di questi 10 pezzi, l’eccessiva semplicità, che rende difficile fare emergere un brano rispetto agli altri, anche se tutti colpiscono per il loro dinamismo e per i cori grintosi, tra Nabat e Los Fastidios.

Stavolta niente ska, ma una gran ritmica e dei bei riffs, specialmente evidenti in "Nulla E' Cambiato", il pezzo che preferisco insieme a "L'ora Del Fucile", cover di un brano di Pino Masi, il cantautore Pisano del movimento del 68 di cui potete vedere un curioso ritratto nel film “I Primi Della Lista” dell’altro Pisano Roan Johnson.

I brani
  1. Quella Volta
  2. Un Bicchiere Vuoto
  3. Destino
  4. Anni
  5. Non Ci Si Stanca Mai
  6. Nella Mischia
  7. Non Sapremo Mai
  8. Nulla È Cambiato
  9. Schiavi
  10. L’ora Del Fucile (Pino Masi)

I contatti

E-Mail: senzafrontiere@canaglie.org

Facebook: https://www.facebook.com/Senza-Frontiere-Oi-158782370823247/

RECENSIONE COSA NOSTRA “CANI SCIOLTI” (Assurd Records, Green Records, Hellnation Records, 2016 CD) 4/5

1983: a Certaldo si tenne il terzo (ed ultimo) raduno Oi!, e lì per la prima volta ebbi modo di conoscere dal vivo i Nabat; io, che già li ammiravo, me ne innamorai, e ritengo che non è un caso se 35 anni dopo la band di Steno è ancora un punto di riferimento per skin e punk di tutto il mondo.
2000, o giù di lì: sempre a Bologna, alcune vecchie (ma non troppo, se si pensa alla mia età) glorie dell’Hardcore Felsineo decidono di dar vita a un gruppo che si esibisce sui palchi celando il volto dietro a passamontagna e omaggiando grandi gruppi della scena punk ed hardcore Italiana degli anni 80.

2016: vede la luce “Cani Sciolti”, il punto di congiunzione tra queste due realtà, in cui i giovani (ex Summer League, Ivory Cage, Sumo, Ageing e Guilt Show) omaggiano i padri dell’Oi italiano con 7 cover ed un inedito (‘Kill Khomeini’) dei Nabat. 

Il disco in realtà ha una genesi piuttosto lunga, e la sua origine risale al 2001, quando con l’originale line-up a tre voci, una delle quali di Gianni Bandini, nostro collaboratore storico, registrarono “Nichilistaggio”.
Otto tracce che se da una parte sono molto fedeli agli originali, dall'altra sono comunque rielaborate in chiave HC che aggiunge ulteriore potenza a questi gioiellini, grazie anche alla alternanza delle due voci, una più naturale l'altra più brutale.
Oltre alla già citata ed inedita ‘Kill Khomeini’ sono presenti tutti gli altri classici del gruppo Oi Italiano per eccellenza, da ‘Skin And Punk’ a ‘Scenderemo Nelle Strade’, da ‘Potere Nelle Strade’ a ‘Un Altro Giorno Di Gloria’, passando per ‘Zombi Rock’ (ascoltatelo qua), ‘Nichilistaggio’ e ‘Generazione 82’. Proprio in quest’ultimo brano segnalo la presenza del buon Petralia, noto per i suoi trascorsi in gruppi fenomenali come Comrades e Colonna Infame, nonché per essere (stato) l’anima di SOA Records.

Se proprio vogliamo trovare un difetto, per me è la mancanza di ‘Asociale Oi!’, un brano che avrei davvero voluto sentire reinterpretato col piglio dei Cosa Nostra.
Ma gli altri 8 brani valgono sicuramente il prezzo del disco, che consiglio caldamente a tutti.

Io per ora mi sono goduto la copia digitale, ma prenoto sin da ora una copia fisica quando a Maggio il disco vedrà la luce.



I brani

  1. Skin e Punk
  2. Scenderemo nelle strade
  3. Kill Khomeini (feat. Steno - Nabat)
  4. Zombie Rock
  5. Generazione 82 (feat. Paolo – Colonna Infame)
  6. Potere nelle strade
  7. Un altro giorno di gloria
  8. Nichilistaggio (feat. Gianni Bandini)


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RECENSIONE QUARANTENA “I MIEI IDOLI” (ROCKETMAN RECORDS/SAMOAN RECORDS, 2015, CD)


Dopo “L’epoca dei sogni” (dicembre 2007) e “Tre” (gennaio 2011), i quattro di Mondovì tornano con “I Miei Idoli”, un concept fatto di 13 nuove canzoni, registrato fra maggio e giugno al Real Sound studio di Milano agli ordini di Ettore “Ette” Gilardoni, ed impreziosito dalla grafica di Riccardo Bucchioni. 
La coproduzione tra Rocketman Records e Samoan Records affronta dunque una mini-galleria di personaggi che vanno da Manolis Glezos, eroe della Resistenza greca, recentemente eletto al Parlamento Europeo (“La notte di Manolis”) al giovane che insegue i sogni in un’America che non c’è (“Arturo Bandini”). C’è anche spazio per il vecchio ed il bambino che condannano la speculazione edilizia nella loro Mondovì (“Altipiano bis”), così come per il clochard parigino dallo sguardo tagliente verso la nostra società (“Notre dame de Lorette”). 
 Punk Rock/Hardcore Melodico di matrice Italiana, che non a caso vede ospiti personaggi più o meno illustri del settore, quali Chicco (Latte+), Dani (Yokoano, Pornoriviste), Dario (Crancy Crock), Zamu (Duracel), Ette (Crooks) e Fausto (Antefatti). 
Qua e là affiorano anche velleità cantautoriali che diversificano un po’ l’album, ma devo confessare che nessun brano solletica davvero il mio interesse (anche se "Je Suis Un Bobo" mi piace molto). 
Peccato, perché Giro, Bruno, Psyduck ed Albe si sono davvero dati da fare per sfornare un bel disco, curato e ben arrangiato. Solo che stavolta questo disco non fa’ presa. Peccato, non tutte le ciambelle vengono col buco.

I brani 

1. La notte di Manolis 
2. Come Sisifo 
3. Altipiano bis 
4. Je suis un bobo 
5. Notre Dame de Lorette 
6. Ad Portam Inferi 
7. Abort 
8. Romeo 
9. Arturo Bandini 
10. Neanche i vermi 
11. I miei idoli 
12. Mario 
13. Il nuovo Gaetano Bresci 

I contatti


https://www.facebook.com/quarantenapunkrock/
http://www.rocketmanrecords.com/prodotto/quarantena-i-miei-idoli-cd/ https://www.facebook.com/samoanrecords/ 

RECENSIONE GANG GREEN “I FEAR/THE OTHER PLACE” (7”, 2011 TAANG! 201, 1/5)

Uhmmmmm… che brutta roba questa qui…
La title track è una lagna hardrockettara che sa tanto di alternative rock primi anni ’90.
Il lato B è decisamente meglio, molto più veloce ed aggressivo, hc a tratti, ma poi nella seconda parte si involve in un’inutile produzione strumentale sempre hard rock.
Nessun inserto. Vinile nero.
I don’t like.
Gianni Bandini (gianni@ngi.it) 

I brani:
     1) I Fear
     2) The Other Place

I Contatti:

RECENSIONE SBS “GRANITE EYES” (Autoprodotto, 2015, CD, 3/5)


Hardcore? Nu metal? Crossover? Hardcore evoluto? Boh, io direi nu-core, perché di fatto i tre Pisani ci propongono un cd che parte dal punk ma con un tasso di complessità indubbiamente superiore alla media. Addirittura talvolta anche troppo complesso per un gruppo di giovanissimi come gli SBS, che infatti preferisco nei momenti più furiosi.
Ma procediamo con ordine. 
Otto i brani presentati, tre i componenti della band al momento dell’incisione del CD,  in una classica impostazione basso (Adriano Leonardi), batteria (Tiziano Carosi) e chitarra (Enrico Cecchi, degno erede della Strato che negli anni Ottanta suonò suo padre Antonio sui palchi di mezzo mondo come chitarrista dei Cheetah Chrome Motherfuckers, gruppo di punta della scena hardcore del tempo). I tre si alternano alla voce, e questo è forse uno dei limiti del disco, superato nel frattempo con l’aggiunta di un vocalist in pianta stabile che permette ai tre bravissimi colleghi di dedicarsi full time ai loro strumenti.
Mi piace molto la complessità di “Big Brother”, o la granitica “Streets Of P.”, ma i pezzi che più mi piacciono di questo esordio sulla lunga distanza dei miei concittadini sono “Inception #3” e soprattutto “Another HC song”, un pezzo che è una vera e propria istigazione allo stage diving estremo. 
Bravi ragazzi, continuate così!

I brani

  1. Big Brother
  2. Streets of P.
  3. Another HC song
  4. He reads the law
  5. Inception#3
  6. Monster
  7. Hairy maths
  8. A song



RECENSIONE iFasti “PALESTRE” (I DISCHI DEL MINOLLO, 2015, CD)

De iFasti mi ero occupato già in due occasioni in passato. Prima per recensire il cd d’esordio o, “Lei si è alzata dal sordo mormorio”, poi per il successivo “Ovatta” del 2010.
Quando è uscito questo “Palestre”, lo confesso, avevo preparato una recensione che, colpa dell’età, non ho poi mai pubblicato. Colgo l’occasione dell’uscita del nuovo videoclip di “Seminole” in anteprima su Impatto Sonoro, per correre ai ripari e finalmente pubblicare il mio umile pensiero su questo nuovo cd della band piemontese, come sempre contraddistinto da distorsioni noise, parole irriverenti ed allucina(n)ti beat elettronici. Difficile fornire un punto di riferimento per questo gruppo. Forse gli Offlaga Disco Pax, forse i CSI. Comunque due bassi, due computer, due chitarre elettriche ed una voce, che declama parole scomode ed urticanti, di quelle che colpiscono diritte alla bocca dello stomaco, e parlano di protesta ed attivismo.
Come già detto in passato, sicuramente non è il mio genere musicale preferito, ma consiglio agli amanti delle nuove emozioni di provarlo.

(Riki Signorini)

I brani
1.      SEMINOLE
2.      CAGNOLINI DI GESSO
3.      HANNO UMILIATO L'AMORE
4.      CORPO
5.      CADONO PIOGGE
6.      MERCY
7.      GRACIDI
8.      JOE CORONADO
9.      ORWELL 2015
10.   IL PRIMO NATALE IN FAMIGLIA

I contattisito ufficiale
​#ifasti #palestre #cagnolinidigesso

Jello Biafra and the Guantanamo School of Medicine Live In Bologna @ Locomotiv Club

Per la recensione dell'evento, vi consiglio di leggere il report di Heintz su Friday Rock Adventures, precisa e puntuale come sempre. 
Da parte mia, mi limito ad aggiungere un brano ripreso dalla prima fila del pit, a testimonianza di un set devastante!
California Uber Alles!