Per chi non avesse avuto modo di seguirci in diretta radio, cliccando qua potrete ascoltare il podcast con l'intervista integrale a Giangiacomo De Stefano, uno dei cantanti dei Cosa Nostra.
Grazie ad Heintz Zaccagnini per avermi ospitato in Radio per parlare della musica che amo con un personaggio di questo calibro.
E a breve anche una intervista scritta.
Riki Signorini
RECENSIONE SENZA FRONTIERE: “NON SAPREMO DI NOI” (CD, 2015, ROCKOUT FASCISM + RUSTY KNIFE RECORDS + RUMAGNA SGROZA + S.N. REX, VOTO 3/5)
Come
ai tempi del precedente “Non C’è Futuro
Senza Memoria”, il loro primo full-lenght del 2011 da me recensito QUA,
anche stavolta ci troviamo di fronte a “un gran bel dischetto di street punk oi vecchio stile, quello dei tempi
in cui punk faceva rima con semplicità”.
Un
disco semplice e diretto, con testi semplici e diretti, di quelli che puntano a
fare breccia sui ragazzi di strada. Forse però è proprio questo il limite di
questi 10 pezzi, l’eccessiva semplicità, che rende difficile fare emergere un
brano rispetto agli altri, anche se tutti colpiscono per il loro dinamismo e
per i cori grintosi, tra Nabat e Los Fastidios.
Stavolta
niente ska, ma una gran ritmica e dei bei riffs, specialmente evidenti in "Nulla E' Cambiato", il pezzo
che preferisco insieme a "L'ora Del Fucile", cover di
un brano di Pino Masi, il cantautore Pisano del movimento del 68 di cui potete vedere un curioso ritratto
nel film “I Primi Della Lista” dell’altro Pisano Roan Johnson.
I brani
- Quella Volta
- Un Bicchiere Vuoto
- Destino
- Anni
- Non Ci Si Stanca Mai
- Nella Mischia
- Non Sapremo Mai
- Nulla È Cambiato
- Schiavi
- L’ora Del Fucile (Pino Masi)
I contatti
E-Mail: senzafrontiere@canaglie.org
RECENSIONE COSA NOSTRA “CANI SCIOLTI” (Assurd Records, Green Records, Hellnation Records, 2016 CD) 4/5
1983:
a Certaldo si tenne il terzo (ed ultimo) raduno Oi!, e lì per la prima volta
ebbi modo di conoscere dal vivo i Nabat; io, che già li ammiravo, me ne
innamorai, e ritengo che non è un caso se 35 anni dopo la band di Steno è
ancora un punto di riferimento per skin e punk di tutto il mondo.
2000,
o giù di lì: sempre a Bologna, alcune vecchie (ma non troppo, se si pensa alla
mia età) glorie dell’Hardcore Felsineo decidono di dar vita a un gruppo che si
esibisce sui palchi celando il volto dietro a passamontagna e omaggiando grandi
gruppi della scena punk ed hardcore Italiana degli anni 80.
Il disco in realtà ha una genesi piuttosto lunga, e la sua origine
risale al 2001, quando con l’originale line-up a tre voci, una delle quali di
Gianni Bandini, nostro collaboratore storico, registrarono “Nichilistaggio”.
Otto
tracce che se da una parte sono molto fedeli agli originali, dall'altra sono
comunque rielaborate in chiave HC che aggiunge ulteriore potenza a questi
gioiellini, grazie anche alla alternanza delle due voci, una più naturale
l'altra più brutale.
Se
proprio vogliamo trovare un difetto, per me è la mancanza di ‘Asociale Oi!’, un
brano che avrei davvero voluto sentire reinterpretato col piglio dei Cosa
Nostra.
Ma
gli altri 8 brani valgono sicuramente il prezzo del disco, che consiglio caldamente
a tutti.
Io
per ora mi sono goduto la copia digitale, ma prenoto sin da ora una copia
fisica quando a Maggio il disco vedrà la luce.
I brani
- Skin e Punk
- Scenderemo nelle strade
- Kill Khomeini (feat. Steno - Nabat)
- Zombie Rock
- Generazione 82 (feat. Paolo – Colonna Infame)
- Potere nelle strade
- Un altro giorno di gloria
- Nichilistaggio (feat. Gianni Bandini)
I contatti
Facebook:
Youtube:
https://www.youtube.com/channel/UCIoRcuhUeho7KzjvieARG8g
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RECENSIONE QUARANTENA “I MIEI IDOLI” (ROCKETMAN RECORDS/SAMOAN RECORDS, 2015, CD)

Dopo “L’epoca dei sogni” (dicembre 2007) e “Tre” (gennaio 2011), i quattro di Mondovì tornano con “I Miei Idoli”, un concept fatto di 13 nuove canzoni, registrato fra maggio e giugno al Real Sound studio di Milano agli ordini di Ettore “Ette” Gilardoni, ed impreziosito dalla grafica di Riccardo Bucchioni.
La coproduzione tra Rocketman Records e Samoan Records affronta dunque una mini-galleria di personaggi che vanno da Manolis Glezos, eroe della Resistenza greca, recentemente eletto al Parlamento Europeo (“La notte di Manolis”) al giovane che insegue i sogni in un’America che non c’è (“Arturo Bandini”). C’è anche spazio per il vecchio ed il bambino che condannano la speculazione edilizia nella loro Mondovì (“Altipiano bis”), così come per il clochard parigino dallo sguardo tagliente verso la nostra società (“Notre dame de Lorette”).
Punk Rock/Hardcore Melodico di matrice Italiana, che non a caso vede ospiti personaggi più o meno illustri del settore, quali Chicco (Latte+), Dani (Yokoano, Pornoriviste), Dario (Crancy Crock), Zamu (Duracel), Ette (Crooks) e Fausto (Antefatti).
Qua e là affiorano anche velleità cantautoriali che diversificano un po’ l’album, ma devo confessare che nessun brano solletica davvero il mio interesse (anche se "Je Suis Un Bobo" mi piace molto).
Peccato, perché Giro, Bruno, Psyduck ed Albe si sono davvero dati da fare per sfornare un bel disco, curato e ben arrangiato. Solo che stavolta questo disco non fa’ presa. Peccato, non tutte le ciambelle vengono col buco.
I brani
1. La notte di Manolis 2. Come Sisifo
3. Altipiano bis
4. Je suis un bobo
5. Notre Dame de Lorette
6. Ad Portam Inferi
7. Abort
8. Romeo
9. Arturo Bandini
10. Neanche i vermi
11. I miei idoli
12. Mario
13. Il nuovo Gaetano Bresci
I contatti
http://www.rocketmanrecords.com/prodotto/quarantena-i-miei-idoli-cd/ https://www.facebook.com/samoanrecords/
RECENSIONE GANG GREEN “I FEAR/THE OTHER PLACE” (7”, 2011 TAANG! 201, 1/5)
La title
track è una lagna hardrockettara che sa tanto di alternative rock primi anni
’90.
Il lato B è
decisamente meglio, molto più veloce ed aggressivo, hc a tratti, ma poi nella
seconda parte si involve in un’inutile produzione strumentale sempre hard rock.
Nessun
inserto. Vinile nero.
I don’t
like.
Gianni
Bandini (gianni@ngi.it)
I brani:
1) I Fear
2) The Other
Place
I Contatti:
RECENSIONE SBS “GRANITE EYES” (Autoprodotto, 2015, CD, 3/5)
Hardcore? Nu metal? Crossover? Hardcore evoluto? Boh, io direi nu-core, perché di
fatto i tre Pisani ci propongono un cd che parte dal punk ma con un tasso
di complessità indubbiamente superiore alla media. Addirittura talvolta anche
troppo complesso per un gruppo di giovanissimi come gli SBS, che infatti preferisco
nei momenti più furiosi.
Ma
procediamo con ordine.
Otto i brani presentati, tre i componenti della band al
momento dell’incisione del CD, in una
classica impostazione basso (Adriano Leonardi), batteria (Tiziano Carosi) e
chitarra (Enrico Cecchi, degno erede della Strato che negli anni Ottanta suonò
suo padre Antonio sui palchi di mezzo mondo come chitarrista dei Cheetah Chrome
Motherfuckers, gruppo di punta della scena hardcore del tempo). I tre si
alternano alla voce, e questo è forse uno dei limiti del disco, superato nel frattempo
con l’aggiunta di un vocalist in pianta stabile che permette ai tre bravissimi
colleghi di dedicarsi full time ai loro strumenti.
Mi
piace molto la complessità di “Big Brother”, o la granitica “Streets Of P.”, ma
i pezzi che più mi piacciono di questo esordio sulla lunga distanza dei miei
concittadini sono “Inception #3” e soprattutto “Another HC song”, un pezzo che è
una vera e propria istigazione allo stage diving estremo.
Bravi ragazzi,
continuate così!
I brani
RECENSIONE iFasti “PALESTRE” (I DISCHI DEL MINOLLO, 2015, CD)
De iFasti mi ero
occupato già in due occasioni in passato. Prima per recensire il cd d’esordio o,
“Lei si è alzata dal sordo mormorio”, poi per il successivo “Ovatta”
del 2010.
Quando
è uscito questo “Palestre”, lo confesso, avevo preparato una recensione che,
colpa dell’età, non ho poi mai pubblicato. Colgo l’occasione dell’uscita del nuovo
videoclip
di “Seminole” in anteprima su Impatto Sonoro, per correre ai ripari e finalmente pubblicare
il mio umile pensiero su questo nuovo cd della band piemontese, come sempre
contraddistinto da distorsioni noise, parole irriverenti ed allucina(n)ti beat elettronici.
Difficile fornire un punto di riferimento per questo gruppo. Forse gli Offlaga
Disco Pax, forse i CSI. Comunque due bassi, due computer, due chitarre
elettriche ed una voce, che declama parole scomode ed urticanti, di quelle che
colpiscono diritte alla bocca dello stomaco, e parlano di protesta ed
attivismo.
Come già detto in
passato, sicuramente non è il mio genere musicale preferito, ma consiglio agli
amanti delle nuove emozioni di provarlo.
(Riki Signorini)
I brani
2.
CAGNOLINI DI GESSO
3.
HANNO UMILIATO L'AMORE
4.
CORPO
5.
CADONO PIOGGE
6.
MERCY
7.
GRACIDI
8.
JOE CORONADO
9.
ORWELL 2015
10.
IL PRIMO NATALE IN FAMIGLIA
#ifasti #palestre #cagnolinidigesso
Jello Biafra and the Guantanamo School of Medicine Live In Bologna @ Locomotiv Club
Da parte mia, mi limito ad aggiungere un brano ripreso dalla prima fila del pit, a testimonianza di un set devastante!
California Uber Alles!
FINALMENTE IN USCITA "ITALIAN PUNK HARDCORE 1980-1989, IL FILM | THE MOVIE" (DVD)
È ufficiale: finalmente il 7 settembre 2015 esce
"ITALIAN PUNK HARDCORE 1980-1989, IL FILM | THE MOVIE" (DVD).
Lovehate80.it in collaborazione con FOAD Records
presenta:
Il film lungamente atteso sulla scena italiana
Hardcore/Punk nel decennio 1980-1989, l'unico e solo! Quasi 2 ore di interviste
esaustive, foto, volantini e rare immagini dal vivo da più di 50 gruppi e 62
protagonisti (etichette, editori di fanzine, ecc). Un "monsterwork"
realizzato nel corso degli anni con passione febbrile.....
Costo: 13 euro + spese postali
Prima assoluta mondiale!!!
ITALIAN PUNK HARDCORE 1980-1989, IL FILM | THE MOVIE
venerdì 4 settembre 2015 a BARI MULTICINEMA GALLERIA, corso Italia, 15/17 (nei
pressi della stazione centrale) ore 20:30 - ingresso 3 euro
ATTENZIONE!!! Sarà possibile acquistare il DVD in
anteprima!!!
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The longly awaited movie about the first wave of Italian
Hardcore/Punk (1980-1989), the one and only! Almost 2 hours of exhaustive
interviews, photos, flyers and rare live footage from more than 50 bands and 62
characters (labels, zine editors, etc.) of Italy's legendary furious years! A
monsterwork put together over the years with feverish passion.. simply the most
detailed and quality-focused video source about the roots of Italian
Hardcore/Punk you can think of!
Official release date: September 7th 2015.
Retail price: 13 euro + postage.
Preorders will start August 25th 2015 via www.scareystore.com, foadrecords@gmail.com and ordini@lovehate80.it
RECENSIONE BETTIE BLUE “YUMA” CD (Autoproduzione, 2015, CD, 2/5)
Dietro al nome Bettie
Blue si cela un duo rock/stoner, composto da Bettie
alla batteria e Blue
alla chitarra e alla voce, ed attivo da
un lustro o giù di lì.
“Yuma”
è però il loro primo album, registrato a Londra nella primavera del 2014 con la
produzione del cantante Omid Jazi, e la preziosa
collaborazione del sound engineer Shuta
Shinoda (Primal Scream, My Bloody Valentine, Hot
Chip).
Otto
le tracce, per 30 minuti circa, che mi lasciano però abbastanza perplesso.
Bravi
i due stoners di casa nostra lo sono, senza dubbio.
Ma
nessun pezzo riesce ad acchiappare l’ascoltatore.
Però
forse la colpa è del fatto che io non sono l’ascoltatore giusto per questo
genere.
I brani
1 UN PROCESSO ATTENTO
2 IL MIO PERSONALE MOSTRO DI LOCHNESS
3 LA PERSISTENZA DELLA MEMORIA
4 MAMBA SURF
5 NO DOUBTS
7 EVERYTHING BUT
YOU
8 YUMA
I contatti
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