RECENSIONE SHANDON “BEST OF 30 YEARS ON THE ROAD VOL. 2” (LP + DIGITAL, 2024, AUTOPRODUZIONE, 4/5)

 

Tornano gli Shandon, ed anche stavolta, come successe 5 anni fa per le nozze d’argento con la musica, i nostri celebrano il trentesimo anniversario con un “Best Of” ricchissimo di ospiti nazionali ed internazionali.

Olly e c. aprono alla grande le danze con “Run Police Run”, il primo singolo (inedito) del disco (qua trovate il video) che vede molti ospiti ai cori (Los fastidios, RFC, Skapital Sound dal Messico, Desorden Publico dal Venezuela) e soprattutto Joxemi degli SKA-P alla chitarra.

Poi è tutto un alternarsi di guest stars da tutto il mondo che aiutano la band a riproporre vecchi brani con una verve ed uno spirito tutti nuovi, che contribuiscono a fare di questa raccolta un qualcosa di raccomandatissimo.

In mezzo a 20 brani di ottimo livello è difficile segnalare qualcosa in particolare, ma devo dire che ho apprezzato molto “Adondo”, impreziosita dal contributo di Dr Ring Ding, “Evoluzione” (con Silvio dei Persiana Jones), “Liquido” (che vede la partecipazione di Maurizio Affuso degli RFC) e soprattutto GG Is Not Dead” a cui la voce di Olga Svetlanas regala un tocco super.

Insomma, un bel disco, che ripercorre i 30 anni di carriera della band celebrati ottimamente con versioni completamente ri-registrate.

(Riki Signorini)

I brani

1.   Run Police Run (Feat. Joxemi SKA-P) 02:47

2.   Ruvida (Feat. Gian Maria Sick Tamburo) 02:08

3.   Adondo (Feat. Dr Ring Ding) 02:53

4.   Evoluzione (Feat. Silvio Persiana Jones) 02:06

5.   P.N.X. (Feat. Pedro Finley) 03:35

6.   Deadlock (Feat. Los Fastidios) 02:22

7.   GG Is Not Dead (Feat. Olga & Diste Svetlanas) 02:24

8.   My Ammonia (Feat. Eugenio Bull Brigade) 02:00

9.   Lamar Y Lavonia (Feat. Horacio Desorden Publico) 02:40

10.  Sangue e Lava (Feat. Sebi Derozer) 02:54

 

11.  OK (Feat. Icas Oreskaband) 02:0

12.  Egostasi (Feat. Alberto Bianco) 03:11

13.  Ocean (Feat. Pat Cosmo Blubeaters) 03:29

14.  Bad Smell (Feat. Jesus Arriaga Skapiital Sound) 02:44

15.  Revenge (Feat. Dinelli Seed n’ Feed) 03:02

16.  Liquido (Feat Maurizio Affuso RFC) 02:50

17.  Time (Feat. Irene Viboras) 02:38

18.  Wrong Way (Feat. Dellarabbia) 02:57

19.  Bambola (Feat. Eva Poles Prozac+) 02:59

20.  Il Vuoto Non Basta (Feat. Divi Ministri) 03:39

 

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RECENSIONE ARPIONI “JANNACCI SECONDO NOI (RIDO E PIANGO CHE NON SI SA MAI) ” (LP, 2023, ARPIONI, 3/5)


Un disco di cover di brani scritti e/o cantati dal Maestro Milanese, reinterpretati da una band che in passato ci ha mostrato di saperci fare davvero bene con questi rifacimenti.

Chiaramente, ascoltando “La Vita La Vita”, si gode ascoltando un pezzo di per sé molto bello riarrangiato in chiave Ska, il genere che è un po’ il marchio di fabbrica degli Arpioni insieme al Reggae (che pure compare anche qua).

Ma non tutto il disco è Ska.

Al contrario, spesso i bergamaschi ci regalano incursioni in un sound meno ritmato e se vogliamo più pop anni 60 (citato anche con la grafica di copertina, molto bella), talvolta sconfinando nel rock(steady), il tutto impreziosito da una gran bella sezione fiati.

Così è bello (ri)scoprire come “Rido” e “Veronica”, riarrangiata meravigliosamente, ma soprattutto l’inno pacifista “Il Monumento” che andrebbe fatto studiare a scuola.

Segnalo infine la presenza di Paolo Rossi in “El Me Indiriss”, che dà quel tocco nonsense tanto caro al buon Jannacci, ciliegina sulla torta di un disco fatto con amore e passione, piaciuto anche al figlio dell’artista Milanese, che lo ha commentato così:

Cari Arpioni,

Ho ascoltato il vostro lavoro e sono molto felice dell' attenzione che rivolgete verso il papà e verso la mia famiglia. Avete raccontato le nostre canzoni con una veste che, io e il papà, non avremmo mai immaginato di usare. ( in effetti lo Ska non l’abbiamo mai capito più di tanto! )

Ma avete lavorato con tanta energia, forza vitale e inventiva. Tutto questo trapela e quindi complimenti.

Vi faccio un enorme in bocca al lupo e nel ringraziarvi ancora, vi abbraccio!

Paolo Jannacci

(Riki Signorini)

I brani

1.   Veronica

2.   L’artista

3.   La Vita La Vita

4.   Secondo Te…Che Gusto C’è?

5.   Rido

6.   Io E Te

7.   Silvano

8.   Il Dritto

9.   El Me Indiriss

10.  Pensare Che

11.  Il Monumento

12.  Per La Moto Non Si Dà

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RECENSIONE THE DEVILS “LET THE WORLD BURN DOWN” (CD, 2024, GO DOWN RECORDS, 4/5)

Quarta uscita per i The Devils, power duo campano che torna sulla scena discografica con “Let The World Burn Down”, album prodotto da Alain Johannes (già presente nel terzo album, e soprattutto già collaboratore di Queens Of The Stone Age, PJ Harvey e Chris Cornell).

Dieci pezzi, tra R’n’R, blues, hard rock e garage, che si fatica a credere provengano da Napoli e non da oltreoceano.

Molto bella la opening track, “Divine Is the Illusion”, con schitarrate a go go ed un groove potente.

E potente, anzi potentissimo, è anche il sound di “Killer’s Kiss”, con un refrain che ti si pianta in testa e non ti molla più (come quello di “Big City Lights”, cover di un vecchio classico di Cleo Randle).

Suono molto Stoner e reminiscenze dei QOTSA la fanno da padroni, ma non mancano episodi più Alt-Rock, come in “Teddy Girl Boogie” e “The Last Rebel”, come non manca il blues sporco e magnetico nella conclusiva “Horror And Desire”.

Ma non temete, non si tratta di pura riproposizione di un sound ormai classico. Qua Erika Switchblade (la cui voce è fenomale) e Gianni Blacula dimostrano di essere capaci di infondere ai brani (sia loro che cover) un’anima nuova, che li rende inconfondibili.

(Riki Signorini)

I brani

1. Divine Is The Illusion

2. Killer’s Kiss

3. Mr Hot Stuff

4. Big City Lights

5. Til Life Do Us Part

6. Roar II

7. Shake ‘em

8. Teddy Girl Boogie

9. The Last Rebel

10. Horror and Desire

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RECENSIONE SMALLTOWN TIGERS “CRUSH ON YOU” (LP, 2024, AREA PIRATA RECORDS, 3/5)


Can you imagine Suzi Quatro writing a real punk rock record?”. 

Così si presenta il trio riminese delle Smalltown Tigers, giunto al debutto sulla lunga distanza dopo l’Ep “Five Things” del 2020.

Dieci brani, pesanti e ruvidi, diretti ed essenziali.

Garage punk, Ramones, Donnas, R’n’R, punk, power pop, una batterista che picchia sulle pelli come se volesse massacrare di botte il suo peggior nemico, una cantante che a tratti ricorda Donita Sparks delle L7 (“I Want You”) e, soprattutto, tanta grinta e passione.

Questi i principali ingredienti del sound delle tre tigri, che hanno registrato il disco in Italia per poi portarlo a masterizzare a Detroit affidandolo alle mani di Jim Diamond (già a fianco, tra gli altri, dei White Stripes).

Crush On You” e “Meet Me In The City” sono i pezzi più punk, che mi piacciono molto.

Ma ci sono anche momenti più tecnici, come “Teddy Bear”, in cui spuntano le tastiere, o la conclusiva (e Stoogesiana) “Killed Myself When I Was Young”, in cui appare invece un sax.

Punk rock. That's all!

(Riki Signorini)

I brani 

1.   Meet Me In The City 02:24

2.   Crush On You 01:57

3.   In A Dream (With A Fool Like You) 02:24

4.   Teddy Bear 02:32

5.   I Want You 02:32

6.   Maybe 02:29

7.   Monster 02:05

8.   Dressed Right And Skinny 03:20

9.   Joey 02:15

10.  Killed Myself When I Was Young 02:53

I contatti

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RECENSIONE STRANGOLATORI DEL GANGE “STRANGOLATORI DEL GANGE” (CD, 2023, AUTOPRODUZIONE, 3/5)

Gli Strangolatori del Gange hanno scelto un monicker che è fighissimo, vengono dal Piemonte (e si sente) e sono al debutto discografico ma sfornano subito un album molto maturo.

“Finché la barca va / lasciala affondare” è il refrain della opening track, “Naufragio”, che subito li introduce come band capace di suonare bene, e capace di fare convivere Arturo, Frammenti e iFasti nelle stesse tracce.

E tutto il CD prosegue sulla stessa falsariga, regalandoci spesso anche citazioni di Belli-Cosi (provare “Calaferte” per credere).

Definirlo hardcore è estremamente limitativo, perché molte sono le influenze diverse, soprattutto quelle Noise (Hammerhead), e perché non renderebbe il dovuto. Diciamo almeno hardcore per palati fini, a volte diretto a volte un po’ strampalato, con 9 brani molto elaborati e complessi, talvolta anche piuttosto lunghi, come nel caso di “Dope Darling”, che dura oltre 5 minuti ed è l'unico pezzo in inglese, almeno nella prima parte.

Per me l’unico brano non all’altezza è il conclusivo “Desolazioni”, troppo lungo e troppo indie per i miei gusti.

Per il resto, pollici in alto!


(Riki Signorini)

I brani

1.   Naufragio

2.   Cintura Ovest

3.   Calaferte

4.   Bess

5.   Dope Darling

6.   Francesca

7.   Vita

8.   Gabbie

9.   Desolazioni

I contatti

Strangolatori del Gange | Strangolatori del Gange (bandcamp.com)

 

RECENSIONE THE MOSQUITOS “IN THE SHADOWS” (CD, 2023, AREA PIRATA, 3/5)

Stavolta Area Pirata pesca nella New York degli anni ’80, e ci porta a casa “In The Shadows”, ovvero la raccolta di tutte le registrazioni in studio dei Mosquitos: i demo del 1982 e del 1983, un demo home made, mix migliori del loro EP del 1985 e sessioni in studio mai pubblicate prima. Il tutto arricchito da artwork esclusivo, inserto di due pagine e download digitale.

Curioso che la fama della band di Long Island sia più dovuto a meriti altrui che a meriti propri, dal momento che un loro brano, "That Was Then, This is Now", fu riproposto dai Monkees appena riformatisi, e trasformato in una hit da Billboard Top 20 nel 1986.

Un sound più rock che garage, arricchito da molte melodie pop (a volte addirittura in Beatles style), e qualche gancio assassino piazzato bene qua e là.

A me piace molto “Darn Well”, brano principale della cassetta “Garage Sale” uscita per la ROIR nel 1985, e apprezzo anche la più melodica “I’m So Ashamed” per il suo ritornello in crescendo.

Per il resto confesso che non mi fanno davvero impazzire, e non sono sorpreso che poi in definitiva non abbiano fatto molto di più, anche se si dice che, comunque, fossero leggendarie le loro esibizioni dal vivo.

(Riki Signorini)

I brani

1. You Don’t Give a Hang (About me)

2. Don’t Know Why

3. Quit it

4. Darn Well

5. I’m So Ashamed

6. Face Up To It

7. Ain’t Necessary So

8. I Apologize

9. Change

10. 11. That Was Then, This Is Now

12. Put Your Foot Down

13. If I’m Lucky

14. Do You Want To Hurt Me?

I contatti

https://www.areapirata.com/prodotto/the-mosquitos-in-the-shadows/

RECENSIONE MINOR THREAT “OUT OF STEP OUTTAKES” (EP, 2023, DISCHORD RECORDS, 5/5)

A distanza di 40 anni tornano i Minor Threat con tre outtakes della sessione di registrazione di “Out of Step”, il loro dodici pollici che senza ombra di dubbio è uno dei dischi più belli e fondamentali della musica che io adoro, l’hardcore.

Si tratta di tre pezzi che furono registrati negli Inner Ear Studios di Don Zientara e mai usati, ritrovati quasi per caso e rimixati da Don e Ian per festeggiare il quarantennale del disco.

Per la precisione, sono versioni inedite di "In My Eyes" e "Filler", che registrarono per sentire come avrebbero suonato con due chitarre, ed un pezzo, "Addams Family", che finì per essere utilizzato come coda di "Cashing In".

Ascoltandoli, mi vengono in mente solo tre cose:

1)  Quanto cazzo erano grandi i Minor Threat!!!!

2)  Se anche li avessero pubblicati in questa forma, e non in quella che conosciamo, ‘sti brani avrebbero spaccato alla grandissima!!!

3)  Ma quanto erano professionali alla Dischord per registrare così bene nello stesso periodo in cui nel resto del mondo gran parte dei dischi HC sembravano registrati nei cessi della metropolitana?

A seguire, cosa scrivono Ian e c. dell’EP sul loro Bandcamp: 

Nel gennaio 1983, i Minor Threat entrarono per la prima volta negli Inner Ear Studio nella formazione a cinque elementi (Brian Baker è passato dal basso alla seconda chitarra e Steve Hansgen suona il basso).

Avevano sei nuove canzoni per quello che divenne l'EP “Out of Step 12".

La band decise anche di riregistrare la canzone "Out of Step" con un po’ di testo in più per cercare di chiarire il contenuto, così come "Cashing In", una canzone ironica sulla scena punk di Washington che avevano suonato dal vivo solo una volta.

Dopo molte discussioni, "Cashing In" fu aggiunta come traccia nascosta nella versione originale del vinile, anche se non riportata sulla copertina o sull'etichetta.

C'era ancora del nastro vuoto sulla bobina, così decisero di registrare uno strumentale con il titolo provvisorio "Addams Family" e poi registrarono nuove versioni di "In My Eyes" e "Filler" per sentire come suonavano con due chitarre. "Addams Family" finì per essere utilizzata come coda di "Cashing In", ma le altre due canzoni non furono mai mixate e vennero in gran parte dimenticate per oltre 35 anni, fino a quando i nastri multitraccia furono portati in studio per essere digitalizzati nel 2021.

Sorpresi dalla scoperta, Ian e Don Zientara hanno mixato le due canzoni insieme alla take completa di "Addams Family". Questi outtakes vengono ora pubblicati su un 7" in occasione del 40° anniversario dell'uscita di Out of Step.


(Riki Signorini)

 

I brani

 

1.   In My Eyes (Out Of Step Outtake)

2.   Filler (Out Of Step Outtake)

3.   Addams family (Out Of Step Outtake)

 

I contatti

https://www.facebook.com/dischordrecords/

https://minorthreat.bandcamp.com/album/out-of-step-outtakes

RECENSIONE THE CELIBATE RIFLES “THE TURGID MIASMA OF EXISTENCE” (CD, 2023, AREA PIRATA, 4/5)

Altro bel colpo della Pisana Area Pirata che ci ripropone “The Turgid Miasma Of Existence”, ristampa del terzo album dei Celibate Rifles, quello (datato 1986) che precede, di poco, l’esplosione internazionale della band Australiana, che arriverà col successivo “Roman Beach Party

Tredici i brani presentati, all’insegna di un garage punk grezzo e aspro, che talvolta sfocia nell’hard rock, e sicuramente si rifà a Radio Birdman e Iggy Pop.

Il tutto, però, è arricchito da una vasta gamma di strumenti non propriamente punk (violoncelli, chitarre acustiche e clarinetti, tra gli altri).

Tra tutti segnalo la opening track “Bill Bonney Regrets” che è diventata un classico della band di Sidney col suo sound intriso di jazz, ed anche “Sometimes”, che mi ricorda i Ramones.

Dunque una gran bella occasione di (ri)scoprire una di quelle band che possiamo definire seminali, proprio in un periodo storico in cui la scena punk australiana sta vivendo una nuova epoca d’oro

raramente sembra sia stata più vitale di quanto lo sia oggi e questo potrebbe essere un buon momento per tornare indietro a quel periodo particolarmente fertile della metà degli anni ’80!

Ciliegina sulla torta la copertina apribile con inserto allegato e codice download (+4 brani live inediti)


(Riki Signorini)

 

I brani

 

1.   Bill Bonney Regrets

2.   Conflict Of Instinct

3.   Temper Temper Mr. Kemper Sentinel

4.   Some Kind Of Feeling

5.   Glasshole

6.   Sometimes

7.   No Sign

8.   Eddie

9.   JNS

10.  New Mistakes

11.  Kill your sons – live

12.  New Mistakes – live

13.  Temper Temper Mr. Kemper – live Wild Desire – live

 

I contatti

https://www.areapirata.com/