RECENSIONE INTEGRITY/AVM (Split EP 7”, 2009, HOLY TERROR)

Split limitatissimo a 350 esemplari che, leggo nei blog, era allegato come omaggio al preorder di un 12” dei BLIND TO FAITH.



La cosa che rende interessante questo split degli Integrity con i nipponici AVM è che gli Integrity ci omaggiano di altre 2 cover dei SEPTIC DEATH anni e anni dopo il celeberrimo 7” “Change/Thaw” del 1995. Gli AVM sono invece per me una band totalmente anonima, che qui si propongono in 2 brani di chiara influenza G.I.S.M. (una band culto della scena hc giapponese degli anni ’80). Per fare qualche riferimento più vicino a noi, direi che ricordano i Wretched un po’ più thrash. Anche se, a dire il vero, una delle 2 tracce ("Nightgrave Secret SS") è praticamente una colata di rumore musicata in sottofondo. Caotici.

Sempre interessanti le cover eseguite dagli Integrity, personali ma non stravolte.

Un’informazione tecnica essenziale: questo disco è stato inciso con la bastardata del doppio solco. Ovvero, se si osserva l’incisione in ciascun lato, non si notano i 2 brani in successione, ma uno solo per lato. Il trucco c’è e si chiama doppio groove: se si mette la puntina nel I groove si ascolta un brano; se la si pone nel II groove si ascolta l’atro brano. Io ho dovuto contattare l’Holy Terror per farmelo spiegare!!!!

350 copie, di cui 250 in vinile nero e cover bianco/nero; 100 copie numerate in vinile verde con cover verde/nera.


Nessun inserto.


Gianni Bandini (gianni@ngi.it)

I BRANI:



1) INTEGRITY: Dream Silent


2) INTEGRITY: Poison Mask


3) AVM: Victims For Sorcery


4) AVM: Nightgrave Secret SS


I CONTATTI

www.holyterror.com

RECENSIONE QUARANTENA “TRE” (CD, THIS IS CORE MUSIC, 2011)


Un disco straordinario grandioso ed indimenticabile, tra Piemonte e Val d’Aosta, tra Kina e Peggio Punx.
Punk Rock efficace e comunicativo, coesti impegnati dal punto di vista socio politico ma non banali né sloganistici
Me ne sono innamorato sin da “L’Eterno Ritorno Dell’Uomo Criceto”,  e proseguendo con l’ascolto non è calato l’interesse, anzi…
“La Provincia” è spettacolare, e “Storia Di Un Vecchio Punk” è bello ed estremamente significativo, specie per chi questa roba la ascolta fin dai tempi dei Kina e dei Peggio.
Peccato solo che i miei casini a casa mi abbiano impedito di comunicarlo a tutti prima. Peccato davvero, perché chi non ha ancora avuto modi di ascoltare questo “Tre” si è perso (per ora) un gran bel disco.

I BRANI
01. L’Eterno Ritorno Dell’Uomo Criceto
02. Uno.Nove.Sei.Nove
03. Ostalgia
04. La Provincia
05. Generazione Crisi
06. Mafia Punk
07. Le Teorie Del Però
08. La Nausea
09. Fata Verde
10. Non Cercare Lontano
11. Il Nostro Sogno E’ Così Grande
12. Storia Di Un Vecchio Punk
13. One Kiss And Go
14. Il Fine Della Storia

I CONTATTI
www.myspace.com/quarantena

RECENSIONE FUCKED UP “DAVID COMES TO LIFE” (2xLP, 2011, MATADOR 952-1)


Questo è il commento con il quale Gianni ha accompaganto la recensione che vi apprestate a leggere:

"Mi sono rimaneggiato questa recensione una dozzina di volte prima di darle la versione definitiva. Ora basta. Mi ha rotto le palle. Prenditela così. Ogni volta che la rileggo cambierei qualche particolare. 'fanculo ai Fucked Up!!!"

Ed ora la recensione:

Dopo averli finalmente visti dal vivo la scorsa estate, posso ulteriormente confermare che a mio personalissimo giudizio questa band è una delle più sovrastimate della storia dell’HC recente. Ergo: il loro concerto a Marina di Ravenna ha rispecchiato la pretenziosità e la noia dei loro doppi album. Poi è chiaro che con una simile affermazione mi tuoneranno fulmini e saette dai loro fan, veri o della domenica che siano. Che vengano pure. A seguito di una premessa così penso che in pochi si aspetterebbero un giudizio positivo di questo loro nuovo lavoro. E infatti… Anche se…. Anche se trovo che tra tutti i loro album finora prodotti questo sia il meno peggio. Non che si discosti tanto dai precedenti. Qui musicalmente si è indirizzata la traettoria più sull’indie rock, le canzoni sono più ammorbidite e la saltuaria presenza della doppia voce femminile è fondamentale nella buona riuscita di alcune tracce. Ma quell’asino ragliante del cantante come al solito appiattisce e banalizza tutto!
…poi sulla menata della rock opera divisa in 4 atti di questo disco vi rimando alla miriade di recensioni, praticamente tutte entusiastiche, che trovate in giro in rete. In passato altri hanno fatto sperimentazione con l’hc e con risultati ben più pregevoli, e mi vengono in mente FLIPPER; POWER OF THE SPOKEN WORD; NOMEANSNO; PART 1; ICEBURN e i nostrani CCCP e I REFUSE IT…. Però i tempi e le mode cambiano… Magari un giorno mi ravvedo e mi innamoro di questa band. Al momento mi annoiano. Ben diverso invece il giudizio sui loro singoli, formato che secondo me calza a pennello per questa band: molte perle e piccoli gioielli tra questi!! E soprattutto finiscono prima di cominciare a diventare tediosi.
Copertina apribile, vinile nero. All’interno poster gigante stampato su ambo i lati coi testi; una doppia cover (quella qui rappresentata è quella “volante”) e coupon per il download del disco.

Gianni Bandini (gianni@ngi.it)



I brani:


01) Let Her Rest
02) Queen Of The Hearts
03) Under My Nose
04) The Other Shoe
05) Turn The Season
06) Running On Nothing
07) Remember My Name
08) A Slanted Tone
09) Serve Me Right
10) Truth I Know
11) Life In Paper
12) Ship Of Fools
13) A Little Death
14) I Was There
15) Inside A Frame
16) The Recursive Girl
17) One More Night
18) Lights Go Up

I contatti:

www.matadorrecords.com

www.davidcomestolife.com


RECENSIONE RIVELARDES “FALLIN’ OFF DISASTER” (INDIEBOX, 2010)

A dispetto del monicker che sembra omaggiare i Rivelardes, i Bresciani sembrano avere però più affinità con i Green Days che con la band di Madison (WI), tanto da sfiorare il plagio nel coro di “Stay Away”. Ma, a parte i Green Day, soprattutto quelli di "Kerplunk". qua si respira in ogni traccia un puro punk rock melodico di quello che (anda)va tanto di moda in California, soprattutto in casa Lookout Records. Dunque melodia a piene mani, venata di malinconia come le calde giornate di sole della Bay Area sono venate sempre di foschia; ritmiche serrate e stile semplice e accattivante, forse anche troppo maturo per una band esordiente, al punto di fare pensare ad un “prodotto” mainstream. Un disco che sento moltissimo in auto, per intenderci, ma che tengo come sottofondo, senza riuscire ad appassionarmi, ma senza neppure decidermi a toglierlo perché in definitiva è “cool”. Forse sono troppo pulitini e perfettini per essere veri, ed il pensiero si rafforza ulteriormente quando vedo il loro myspace: sembrano fatti apposta per finire sul circuito MTV internazionale, e non so decidermi se questo sia un bene o un male. Peccato sarebbe scoprire che non sono veri; perché i Rivelardes ci sanno fare davvero, e dispiacerebbe scoprire che un gran pezzo come “Endless Again” non è sincero, perché da solo vale il biglietto (meglio se assieme a “Live in a mirror”)

I BRANI
01. Live in a mirror
02. Endless again
03. Kelly surgery
04. Ice bleeding
05. Up to now
06. Stay away
07. Juliet
08. Memories of you
09. Don’t forget you
10. Out of me
11. 16 years ago
12. No one understand you
13. Movin'on
14. Miss your eyes

CONTATTI


RECENSIONE YOUNG REPUBLICANS “SABOTAGE YOUR COOKOUT ” (EP 7”, 2010, MORE THAN A WITNESS PRODUCT 02)


Questo disco è interessante solo da un punto di vista filologico, in quanto contiene la formazione embrionale (tra cui il sempre mitico Porcell) di quelli che di li a poco sarebbero diventati gli YOUTH OF TODAY. Dico che è interessante solo per l’aspetto storico, perché musicalmente è veramente scarso. Si tratta della stampa su vinile del demo del 1983 della band, che poi dietro questo moniker non registrò null’altro. Tre dei brani qui presenti sarebbero poi stati riarrangiati e riregistrati per il disco d’esordio degli YOT, appunto. E un ulteriore brano sarebbe poi confluito nell’unico ep dei PROJECT X. Tutti rititolati diversamente.
Qua siamo all’ “adolescent-hc” più acerbo, e musicalmente si tratta di grezzissimo hc melodico veramente basilare.
Confezione curatissima, con inserto con foto e testi; oltre al coupon per il download del disco. Il vinile (nero) poi ha pure il foro largo come i 45 da juke box!
La mia è la versione regolare, ma ne esiste una primissima stampa di 125 esemplari con copertina differente (che non ho però mai visto).

Gianni Bandini (gianni@ngi.it)

I brani:
        1) Sabotage Your Cookout
        2) High School Rednecks
        3) Respect For Authority
        4) Back Door Bomb
        5) Tumor
        6) Clean White People
        7) Show Off
        8) Parasite
        9) We Got The Beat

Contatti:
morethanawitnessarchive.blogspot.com

RECENSIONE STIGMA “New York Blood” (LP, 2009, I SCREAM RECORDS 797)


Altro giro altra corsa e grazia a Gianni ancora una volta....

Vinnie Stigma (vero nome Vincent Capuccio) è sicuramente uno dei chitarristi più noti di tutta l’epopea hardcore sin dalla notte dei tempi. Non che il co-fondatore degli ultracelebri Agnostic Front abbia particolari doti tecniche, ma la perseveranza negli anni e il ruolo primario nella band su citata ne hanno sicuramente fatto un personaggio di grande rispetto.
Questo LP mi risulta sia il suo primo da solista (alla soglia dei 53 anni!), e musicalmente certo è quello che ci si poteva aspettare da un protagonista che da tanto tempo ormai con gli A. Front non riesce più a sfornare un disco minimamente degno della gloriosa storia della band (fino al 1992 secondo me).
Musicalmente siamo al macho-metal-core newyorchese, quello che da anni ormai va solo a Berlino in casa MAD, e non più a New York per intenderci. Più un paio di cose più punk-a-billy.
Brani metallico-melodici, anthemici, cori a go-go, ben suonati e ben prodotti. Un paio di bei brani ci sono: in primis la title track “New York Blood” è degna da antologia (c’è anche il video ufficiale su Youtube). Poi “Still Crucified” (il rimando al super classicissimo degli Iron Cross è solo nel titolo). Ci anche due cover della vecchia Oi! band FORCED REALITY (all’epoca rivendetti il loro unico Lp tanto lo trovavo insulso).. chissà perchè ben due… la ragione proprio mi sfugge.. E poi un’alquanto inaspettata cover di “Young Till I Die” dei 7 SECONDS in finale del disco. Senza infamia né lode.
E’ chiaramente un disco celebrativo del personaggio, ma tant’è il calibro di Stigma, che ci sta.
Vinile colorato con inserto coi testi.

Gianni Bandini (gianni@ngi.it)

I BRANI: 
  1. NY Blood
  2.  My Reflection
  3. Hard Livin
  4. Misery To Mile Stone
  5. Hole In My Heart
  6. Trouble
  7. Still Crucified
  8. Turning The Tide
  9. Were Not Alone
  10. Blurry Nights
  11. 15 Pints
  12. We Are The Boys

CONTATTI:

DOWNLOAD Growing Concern: Disconnection Plus 1993

Un piccolo cambio di programma per mettere a disposizione di chi non li conosce il link al CD dei Growing Concern da Roma che ho trovato sul preziosissimo sito di Radio Molotov (http://radiomolotov.blogspot.com/).
Una "hhod crew" con cui ho avuto anche discussioni ai tempi di Flash per una intervista, ma che mi piaceva davvero molto.
Per dirla con Radio Molotov: "un concentrato di anthems e stop'n'go a cavallo tra la vecchia/nuova scuola newyorkese (GB) e l'hardcore degli IGNITE, con testi prevedibilmente incompromissori. Consigliato a grandi e piccini."


Per scaricarlo cliccate qua e visitate Radio Molotov per i dettagli.

RECENSIONE THE ADOLESCENTS “THE FASTEST KID ALIVE” (LP, 2011, CONCRETE JUNGLE 0206557CTR)

Grazie a Gianni che con questa bella recensione ha contribuito a risvegliarmi dal torpore estivo...
Ed altre recensioni in dirittura d'arrivo.
A presto,
Riki

Alla fine del bel concerto degli Adolescents a Bologna l’11 luglio 2011 ho buttato alle spalle le mie titubanze e ho imbracciato questo LP dal loro banchetto. Ero molto perplesso innanzitutto dalla copertina che trovo davvero troppo dozzinale (però era divertente lo sticker che riportava la scritta “limited edition black vinyl”!!!!); e poi si sa che da questi “rimastoni” c’è il rischio di aspettarsi più delusioni che belle sorprese.

Beh, mi appoggio ad una citazione in tema: “Book and its cover” degli Ill Repute per dire che il mio sesto senso questa volta ha cannato di brutto! Tanto di cappello a questo bel disco di hardcore melodico (per me rimane più sul lato dell’hardcore che del punk) che lungo le sue 15 tracce non conosce cali di livello e corre via che è un piacere dalla prima all’ultima traccia. In “Serf City” si sfiora un po’ la faciloneria, ma per il resto i bei brani e l’ottima produzione rendono giustizia ad una band che sfiora il mito.
Vinile nero, e printed inner sleeve, in cartoncino grezzo, coi testi.

Gianni Bandini (gianni@ngi.it)

I BRANI:
        1) Operation FTW
        2) Inspiration
        3) Wars Aren’t Won, Wars Are Fought
        4) One Nation, Under Siege
        5) Babylon By Bomb
        6) Too fast, Too Loud
        7) Learning To Swim
        8) Can’t Change The World With a Song
        9) Orange Crush
        10) Serf City
        11) The Jefferson Memorial dance Revolution
        12) Tokyo Au Go-Go
        13) No Child Left behind
        14) Branded
        15) Peace Don’t Cost a Thing

I CONTATTI
http://www.theadolescents.com

RECENSIONE GREEDY MISTRESS A COMPULSIVE NEED OF YOU DIRECTOR’S CUT (VAMPATA RECORDS 2010)

Quando Angela “Svetlana” mi propose il CD dei Greedy Mistress, uscito anche questo per Vampata Records come quello, fantastico, degli Svetlanas, mi anticipò che sarebbe stato un disco molto diverso dal loro.
Io risposi che se mi piaceva anche solo la metà di “Svetlanas”, sarei stato lo stesso felice.
Poi, quando lo ho ricevuto, la opening track (“Raping Sonata”) mi ha lasciato un po’ perplesso facendomi pensare che più che un po’ diverso, questo Cd era agli antipodi rispetto all’altro.
In realtà già dal secondo pezzo gli equilibri si ristabiliscono e ci troviamo alle prese con un hardcore possente e cadenzato, con tracce thrash-core che via via, con il passare di brani, sembrano aumentare fino ad episodi quasi mosh (il riff di “If You See Something, Say Something” fa molto Bay Area in the 80’s).
Ciò che più mi piace di questo disco è la voce rauca e sporca che cattura e mi ricorda in modo esagerato quella degli Erode (e scusate se è poco), band che torna in mente anche per la struttura di certi cori.
Da segnalare che si tratta della riedizione ampliata di un disco uscito pochi mesi prima su Point BreaK Society, che faceva seguito ad un tour americano e la pubblicazione di 2 cd, uno split e un Ep.

Tracklist:
  1. Raping Sonata
  2. Make A Wish
  3. (Big) Members Only
  4. It's Only Getting Worse
  5. Romanian Love
  6. Don't Take It Personally
  7. Interlude
  8. If You See Something, Say Something
  9. She's Only Seventeen
  10. Johnny Deep Throat
  11. Concrete Jungle
  12. Baby I Love You So
  13. Dis-Troy Dat-Troy*
  14. It's Only Getting Worse (live)*
  15. Big Members Only (live)*


1.  
*only avialable on director's cut edition

RECENSIONE SOCIAL DISTORTION ”HARD TIMES AND NURSERY RHYMES” (2Xlp, 2010, EPITAPH)

Si, va bene lo confesso, ultimamente sono stato pigro ed indolente, il che mi ha portato a rallentare drasticamente   il ritmo delle recensioni, sia mie che del bun Gianni che invece continuerebbe a sfornare di buona lena.
Ed allora, per non fare arrabbiare troppo il mio compare, riprendiamo le attività con una recensione delle sue.