Recensione Fasti “Lei si alzò dal sordo mormorio” (Cd, Il cerchio perfetto)

Ad ottobre 2007, dopo 12 anni, 400 concerti e 4 dischi, si è concluso il progetto Seminole, una delle band più longeve e coerenti della scena "Do It Your Self" della penisola; a novembre 2007 nasce, da 3/4 dei Seminole, il progetto FASTI, collettivo composto da due bassi, voce, chitarra e, come amano dire loro, un po’ di macchine. L’ambientazione del progetto è Torino, ed ancora una volta è il Piemonte a regalarci gruppi così sperimentali e vivi, ricchi di espressività e vogliosi di crescere al di fuori dai soliti schemi ed al di fuori da convenzioni e luoghi comuni. Quattro tracce, melodiche e teatrali; musica che fa da sottofondo alle parole, ricche di significati ma poetiche fino all’ermetismo, e parole che servono da pretesto per la musica, il tutto corroborato da una base strumentale molto soft, più da piéce teatrale che da centro sociale. Un po’ un indie post-rock ricco di feedback, molto ambient, sprazzi di elettronica rumorosa ma non troppo, molta sperimentalità. Mi piace moltissimo la iniziale “Estate Dove Sei”, e, anche se sicuramente non è il mio genere musicale preferito, consiglio agli amanti delle nuove emozioni di provarlo.


Tracklist:

  1. Estate dove sei
  2. Cagnolini di gesso
  3. Joe Coronado
  4. In intimo
Contatti

www.myspace.com/ifasti
http://www.ifasti.blogspot.com/

COMPLETE CONTROL PUNX FESTIVAL A PARMA

Torna con un Festival, dopo diversi anni di stop, il ciclo dei concerti PUNX Parmigiani dell'ormai chiuso CS. Mariano Lupo, presso l'Onirica di Parma, il 26 Settembre a partire dalle 18, INGRESSO GRATUITO!!

Partecipano all'evento:

IMPOSSIBILI www.myspace.com/impossibili
EREZIONE CONTINUA www.myspace.com/erezionecontinua
BLACK OUT www.myspace.com/blackoutskatepunk


Per informazioni:


mail: pressunitedcommunication@gmail.com

web: myspace.com/unitedcommunication

Recensione Devastator “"UNDERGROUND 'N' ROLL"” (Autoproduzione, 2009)


Vengono da Lucca, mi sembrano giovanissimi, e dicono di suonare Hardcore Thrash Rock’n’Roll dal 2001. Così si presentano i Devastator, che giungono oggi al terzo full length (a cui vanno aggiunti alcuni demo e svariate partecipazioni a compilation perlopiù di ambito thrash). E’ chiaro quindi che un gruppo del genere parte svantaggiato quando a recensirlo è un vecchietto che si era già rotto i maroni del thrash negli anni 80….. Ciononostante non voglio fare l’antico e provo ad essere il più possibile aperto di mente e di orecchie perché chi si da’ da fare merita sempre il massimo rispetto. Ed allora metto sul lettore il CD attendendomi la solita zuppa brutal/grind/thrash, ed al contrario scopro che questi Lucchesi ci sparano dritti in faccia 15 brani tiratissimi in cui ci divertono divertendosi a prendere in giro chi suona thrash tout court o grind o brutal core. Loro, invece, questi generi li mettono in un grande miscelatore di suoni e per trenta minuti, complici litri e litri di alcool, li devastano proponendo brani deliranti come

“Cemetery Beach”, “Satan Porno Dog”, “Rotten Surf”, “Smash Metal Drink Beer”, e “I Hate Cover Bands” che già dal titolo riconciliano con la vita. Certo, niente di trascendentale o veramente nuovo, ma di sicuro un disco divertente più di molti altri che si ascoltano in giro.


I brani


01. Sambafukka Orchestra
02. Here We Go
03. Satan Porno Dog
04. Cemetery Beach
05. No Scout? Yes, Party!
06. Desert
07. Dead Pride
08. Rotten Surf
09. A Very Famous Corpse
10. Underground 'N' Roll
11. Smash Metal Drink Beer
12. My Sweet Cardinal
13. I Hate Cover Bands
14.
Metal J. Fox
15. Hypocrisy


Contatti

www.myspace.com/devastatorcrew


Recensione False Alarm “Fuck ‘em all we’ve all ready (now) won!” (Nicotine Records, 2009)

I False Alarm sono una storica band punk-rock losangelina la cui storia prosegue a singhiozzi dal 1983, tra continue defezioni e cambi di line-up dovuti ad abusi di alcool e sostanze varie, guerre tra gang e via discorrendo (tra l’altro nell’unico disco precedente ha suonato anche Fat Mike…). La registrazione del cd, che, diciamolo, si segnala soprattutto per il suo elevato valore storico-filologico, risale al 2002, e la sua pubblicazione è stata rimandata più volte per i più svariati motivi, ultimo dei quali la morte del cantante Dylan Maunder (avvenuta nel 2005), fino a quando ha finalmente visto la luce nel 2006 sotto forma di autoproduzione. Oggi, finalmente, la nostrana e sempre ottima Nicotine Records ne produce una edizione Europea che farà venire l’acquolina in bocca agli amanti del genere, non fosse altro che per la presenza di guest stars stracult come Cheetah Chrome (Dead Boys), Rick Wilder (Berlin Brats, Mau Maus) e De Detroit (UXA), e per il fatto che la copertina del CD è opera di Dee Dee Ramone e Paul Kostabi, il chitarrista dei False Alarm. Punk rock di vecchio stampo che tuttavia apre alla modernità, con una cover di “Vietnamese Baby” dei New York Dolls a mostrare una certa predilezione per il glam rock. Mi piace molto la voce marcia e disturbata, anche se la qualità della registrazione è un po’ troppo differente da brano a brano, e sembra di trovarci di fronte, di volta in volta, a gruppi differenti. E anche se “Youth Gone Mad” ce la potevano risparmiare, possiamo tranquillamente urlare “Hail! Hail! Rock 'n' Roll”

I brani
  1. Horrible Life
  2. Vietnamese Baby
  3. Enemies
  4. Youth Gone Mad
  5. Tell Me Who I Am
  6. No Choice
  7. My Destruction
  8. In My Mind
  9. Devil Devil
  10. I Could Care Less
  11. High Tension Wire
  12. Day Is Night
  13. Can't See The Sun
  14. I Don't Want To Be Your Friend
Contatti

www.myspace.com/falsealarmrecords
www.myspace.com/falsealarmmusic
www.myspace.com/nicotinerecord
s

Recensione The Doggs “The Doggs” (Autoproduzione)

I Doggs nascono dalle ceneri dei Milanesi Detonators, e, partendo da quel semplice punk ’77, sono giunti ad un Rock che parte dagli Stooges ma passa per un sound psichedelico e jazzato, cionondimeno un po’ troppo scolastico ed elementare. E pensare che la formazione (power trio con donna alla batteria) mi aveva intrigato ancora prima di mettere il cd nel lettore…. Avrebbero almeno dovuto raddoppiare il numero delle battute per piacermi davvero. Mi piacciono comunque il terzo brano, “No Lights”, interamente strumentale, ed il conclusivo “Animal”, appunto più animalesco e selvaggio, e quindi più affine al mio DNA. Probabilmente un disco dedicato ad un circuito che non è il mio. In poche parole: tre i membri del gruppo, due gli ospiti, quattro i pezzi, zero le emozioni che mi regalano. Sorry guys, alla prossima…..


I brani

  1. Underground Drain
  2. Kiss My Blood
  3. No Lights
  4. Animal


Contatti

www.myspace.com/thedoggs69

Recensione Staypunk Compilation Vol. 04 [www.staypunk.it]


Il quarto volume della saga Staypunk ha un respiro più internazionale del solito, restando però legato o doppia o anche tripla mandata al solito immarcescibile spirito pop-punk di sempre…. Venti in tutto i brani, veloci, spensierati e adrenalinici, per altrettanti gruppi. Spiccano i nomi di Sloppy Seconds (www.myspace.com/kingsofjunkrock) e Queers (www.myspace.com/thequeers), che presentano “Tangerine”, ma anche, sul fronte nostrano, Flowers (www.myspace.com/theflowerspunk) e Peawees (www.myspace.com/thepeawees), la cui “Action” è un rockabilly’n’roll scatenato e degno della loro fama. Si comincia subito alla stragrande con il punk’n’roll degli Sloppy Seconds e della loro “Everybody Hates The United States” che mette subito in chiaro che ci troviamo di fronte all’ennesimo colpo andato a segno da parte di Stay Punk. Subito dopo la quasi altrettanto valida “Pizza Party At Spinelli's” dei meno noti, ma non per questo meno validi, Be My Doppelganger (www.myspace.com/bemydoppelganger) da Evansville (Indiana). Molto bella anche “We Hate Your Club” degli Austriaci Mugwumps (www.myspace.com/themugwumps): punk rock di quello con gli attributi ben posizionati. Assolutamente non male, anche se forse un po’ troppo misogini, i Viareggini Kill That Girl (www.myspace.com/killthatgirlband) con “Stupid Bitches”. Da segnalare anche “High School Teen Party” dei canadesi The Varsity Weirdos (www.myspace.com/thevarsityweirdos), laureati a pieni voti alla Ramones High School.

Molti i gruppi che suonano pop punk sulla scia dei Ramones; tra le poche eccezioni segnalo “Drink too much” dei Piacentini Ackees (www.myspace.com/theackees), semmai più vicini ai Fichissimi. Non li conoscevo, ma mi piacciono molto, i The Nappies (www.myspace.com/thenappies) che con “Creepy Moony Friday” sono tra i pochi (insieme ai Teenage Bubblegums - www.myspace.com/teenagebubblegums) ad osare una voce femminile, cosa abbastanza rara per un genere musicale che parla spesso di donne, ma raramente le coinvolge attivamente. Segnalo anche i Nasty Cats (www.myspace.com/nastycatsband), per dire che ho dovuto verificare se il loro cantante fosse Billie Joe dei Green Day, perché la similitudine è imbarazzante. Qualche nota negativa, tanto per cercare il pelo nell’uovo. Numero uno: insolitamente spenti i Crooks (www.myspace.com/thecrooksitaly) con “Danny Boy”; numero due, “We Know Better” dei Plexi 3 (www.myspace.com/plexi3) è francamente inutile, e registrata male; numero tre, “Misfits On The Radio” dei Dressed To Kill (www.myspace.com/dressedtokillrock) chiude la raccolta facendoci rimpiangere che le canzoni non si siano limitate a 19 anziché arrivare a 20.

Un disco che non può mancare dalla collezione di chi ama i Ramones e la loro discendenza, e che oltretutto si scarica come sempre gratuitamente da staypunk.altervista.org/compilation.htm

Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.


I Brani

01 - Sloppy Seconds - Everybody Hates The United States
02 - Be My Doppelganger - Pizza Party At Spinelli's
03 - The Popsters - The Bomb
04 - Radio Days - Rock'n'roll Girl
05 - Mugwumps - We Hate Your Club
06 - The Varsity Weirdos - High School Teen Party
07 - Parasites - All The Time In The World
08 - The Crooks - Danny Boy
09 - The Veterans - Hula Girl
10 - Ackees - Drinktoomuch
11 - The Queers - Tangerine
12 - Kill That Girl - Stupid Bitches
13 - Teenage Bottlerocket - Social Life
14 - The Nappies - Creepy Moony Friday
15 - Nasty Cats - 15
16 - Plexi 3 - We Know Better
17 - The Peawees - Action
18 - The Flowers - Better Without You
19 - Teenage Bubblegums - Betty Sue
20 - Dressed To Kill - Misfits On The Radio


Contatti:

www.staypunk.it

www.myspace.com/staypunk

Recensione Unavoidable “Wrecked, Wasted and still don’t give a Fuck” (Indiebox)

Indie Box stavolta, e per la prima volta, pesca all’estero, in Austria, e ci presenta gli Unavoidable, semi-sconosciuto combo di maniaci spacca strumenti che ci offre 15 brani a cavallo tra S.O.I.A., Unsane e ultimi Agnostic Front. Un CD, lo dico subito, decisamente non adatto agli amanti del melodicore, né a chi, come il sottoscritto, ha visto e sentito troppe bands simili a questa nella sua vita, ed ora non riesce ad essere attratto da chi fa di voce urlata e batteria martellante il suo biglietto da visita. Per di più ‘sti Austriaci hanno il brutto vizio di far durare ogni brano un po’ più del necessario, ed alla fine ci propinano oltre 40 minuti di “solita zuppa” assai difficile da digerire. L’unica cosa da salvare è la grafica, con ua confezione digipack niente male. Per il resto, meglio stendere un velo pietoso ed attendere che Indie Box torni a pescare sul suolo Italico dove si è sempre mossa meglio.

I Brani


Economy

Parasites
S.O.M.D.
Contradiction
My Own Rules
Broken Bones
Mayhen
On My Own
Porn Star
One Of Them
Pull The Switch
Invincible
Hellborn
No Way Out
Determination

Recensione Robert Delirio “California Republic” (Autoproduzione)

Di Robert Delirio, e del suo precedente ottimo minicd (“California Republic”) mi sono già occupato in termini lusinghieri in passato (cliccare qua per maggiori dettagli). Adesso, a non molto tempo di distanza, colui che è stato uno dei fondatori dei mitici Atrox, torna con un altro CD, stavolta cantato perlopiù in Inglese in onore a quella Silicon Valley che ormai da tempo lo ospita. Ancora una volta hardcore divertente, veloce, stralunatO e totalmente al di fuori degli schemi, in quanto contaminato al mille per mille dalla techno, con tanto di campionamenti e loops da delirio (lui lo chiama Digi-Core o Elettro-Core; e chi siamo noi per smentirlo???).
I brani sono 15, in pieno spirito DIY (e cosa aspettarsi da uno che suona in una one man band?), e parlano di sviluppo ecosostenibile, effetto serra, ecologia, sviluppo ecosostenibile e via discorrendo, sempre in modo ironico e dissacrante. Tra i miei preferiti metto sicuramente “Dream of Happy Holidays”, “Made in China” (già presente, in Italiano, su “California Republic”), mentre non mi convince la rivisitazione strumentale dei brani degli Atrox. Apprezzabile e divertente l’idea di proporre un inno per il NAFTA (“Ten Hundred Yearse Pluribus Unum”), Il CD è distribuito digitalmente, e scaricabile con tanto di grafica, ad un prezzo simbolico di 1.99 dollari, dal sito
www.robertdelirio.com

I Brani
1. G.M.O. - The invasion of Genetically Modified Organisms
2. HOT HEAT - Global warming effects
3. DOWN TO THE GROUND
4. BLACK LUNGS - The true color of smokers' lungs
5. IN THE S.U.V. - Interested in hybrid cars?
6. DREAM OF HAPPY HOLIDAYS
7. MADE IN CHINA
8. UNITED NATIONS OF STANDARDIZED FOOD
9. WONDERFUL PILLS - Pharmaceuticals and the placebo effect
10. TEN HUNDRED YEARSE PLURIBUS UNUM - Proposing a N.A.F.T.A national anthem
11. FALAFEL (Italian Version) - Israeli and Palestinians sharing stuff
12. O.G.M. (Italian Version) - G.M.O. in Italian.
13. ATROX HARDCORE REMIX - Greatest Hits of the Italian Hardcore band (Instrumental)
14. EXPERIMENTAL MOZART

Recensione Ashpipe “Waiting For Wave” (Bunker Records)

Un disco che si apre col pianoforte, e qua e la presenta altri strumenti classici, è chiaramente un disco che si segnala per la voglia di osare, e per questo merita un’attenzione particolare. E questo vale anche se poi alla fine si giunge alla conclusione che in definitiva si tratta di punk-rock melodico e graffiante, contraddistinto da voce molto aggressiva e un sacco di stacchetti strappa pogo, con influenze che (parola degli Ashpipe) vanno da NO Fx a Rancid da Droprick Murphys a Real Mckenzies, da Punkreas a Los fastidios, passando per Johnny Cash e fiumi di birra. Questi 8 giovincelli cantano un po’ in Inglese e un po’ in Italiano, e il loro Inglese mi lascia un po’ perplesso. Tutto sommato, però, mi piacciono abbastanza anche se non mi fanno certo impazzire. Ad esempio mi piace molto “CK&JG (Coffee Killer and Joint Generation)”. Molte le aperture allo Ska, anche se a dire il vero i Vogheresi non mi sembrano particolarmente portati a questo genere musicale, soprattutto quando lo fanno in Italiano (“Tu Non 6” e “Notte Buia”), perché le forzature metriche risultano più evidenti. Nei brani più classicamente accaci, o comunque punk-rock, invece, gli Ashpipe danno il meglio di se quando cantano in lingua madre. E’ il caso di “Countdown”, con un coro che mi immagino generare mucchi selvaggi sotto il palco durante il loro shows, o di “Code”, sempre in Italiano, e sempre poghereccio. Segnalo anche “Niente x Sempre”, che li vede più vicini ai Derozer. Anzi, francamente, se gli Ashpipe accettassero un consiglio, direi loro di proseguire su questa strada piuttosto che su quella dello ska.

I BRANI

1. Tell Me Boy
2. CK&JG (Coffee Killer and Joint Generation)
3. Tu Non 6
4. Tropical Milan
5. Notte Buia
6. Countdown
7. This Is
8. Code
9. Borderline Man
10. Heaven
11. Song To Explain
12. Niente x Sempre
13. Mr.Glasses

CONTATTI

Recensione B-Back: “Experiment in Colour” (Area Pirata)

Nuovo disco per i Toscani B-Back, che con “Misunderstood” aprono alla grande con un bell’esempio di garage R’n’R selvaggio, violento e venato di punk con gli urletti giusti al posto giusto. Un pezzo abbastanza distorto e marcio da risultare il mio preferito. Un disco che si chiude alla grande come alla grande era iniziato con “The Guitar That I Love”, dal vago sapore Surf che piacerebbe molto a Tarantino. Spesso però più che a garage rock venato di punk i nostri fanno pensare a beat venato di garage, che io chiamerei “Fuzz Beat”. E’ il caso di “Gin Fuzz”, dove l’organo Farfisa suonato dallo special guest Matteo Addabbo dà un tocco vintage eccessivo e fa perdere quell’aspetto grezzo che a me piacerebbe sentire di più, anche se poi pure “Senior TT” è un brano dal sapore dei tempi che furono con coretti sixties da paura che mi piace molto. Tra i momenti migliori cito anche “They Prefer Blondes”, cover dei Banshees, tra quelli deboli “Monster”. In definitiva un buon album di R’n’R con 12 brani in Inglese senza infamia e senza lode che piacerà molto agli amanti del genere, e segna un altro bel colpo per Area Pirata.

I Brani

01. Misunderstood
02. Gin Fuzz
03. Almost Gone
04. We Wanna Be There
05. They Prefer Blondes
06. Senior T.T.
07. Magneto Touch
08. When I Love You
09. Out of Control
10. Monster
11. Midnight Bus
12. The Guitar That I Love

Contatti