Recensione Cattive Abitudini “Cosa sei disposto a perdere?” (Indie Box)

Che non sono un fan “a priori” delle Cattive Abitudini si capisce dalle recensioni dei primi due loro album che ho volutamente allegato qua sotto, a scanso di equivoci. Ora però che i nostri sono cresciuti, ed hanno imparato a puntare più se stessi che sul passato da Peter Punk, devo ammettere che questo terzo dischetto non è affatto male. Anzi, a dirla tutta, presenta momenti veramente tosti, ed inizia alla grande con “Via dalla Realtà”, in teoria il primo brano che però viene contato come numero 2 dal lettore (odio i dischi con una intro contata come traccia a se, che poi fa slittare di uno la numerazione dei brani seguenti e mi fa perdere il mi rinvengo….). Non mi dispiace neppure la seguente “Marlene”, e segnalo anche “Se Tutti Mollano” (“non voglio compromessi/ se tutti mollano io no” è un coro da pogo selvaggio). In generale, infatti, a me piacciono di più quando ci danno giù duro e maltrattano gli strumenti, come nei brani suddetti e in “Transaminasi”, mentre pezzi come “Amsterdam” e “Soldato Semplice” rappresentano un calo di stile e di tensione che non mi soddisfa. Mi sembrano canzoni forse più studiate per l’airplay su radio Deejay che non per il mio lettore. Segnalo anche le ghost tracks, che vengono dopo una ventina di minuti di saluti e deliri vari da parte dei 4 componenti della band (dimenticavo di segnalare l’ingresso di Michele al basso). La prima si chiama presumibilmente “un anno se ne va” e mi piace, mentre la seconda, al piano, mi fa pensare ai Lunapop…. “La ruvida velocità/ tre accordi sinceri/ ed un gruppo punk”, così si descrivono loro, assai efficacemente, in “Solo Voi”. Io aggiungerei che si tratta di pop-punk (nei brani meno veloci più pop che punk) veloce e pogabile, in classico stile Derozer/Peter Punk/Pornoriviste contraddistinto da riff orecchiabili e voci melodiche. Il tutto egregiamente realizzato dai maestri/capostipite del genere. Se il genere vi piace, fatevi sotto. Il divertimento è assicurato.

I Brani
1. Via dalla Realtà
2. Marlene
3. Amsterdam
4. Cosa sei disposto a perdere?
5. Per sempre
6. Transaminasi
7. Oltre le parole
8. Se tutti Mollano
9. La stessa Storia
10. Solo Voi
11. Voglio Credere
12. Soldato semplice

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Recensione CATTIVE ABITUDINI “Il Meglio Del Peggio” (Indie Box/Self)

Successivamente recensii anche il secondo album delle Cattive Abitudini, sempre per Punkster, ma la recensione non vide mai la luce. Ecco cosa scrissi:

Secondo album per le Cattive Abitudini, molto al di sopra, diciamolo subito, del precedente “Tutto Fa Parte Di Noi”. Così dicendo forse darò un dispiacere al gruppo nato dalle ceneri dei Peter Punk, che nella lunghissima traccia nascosta di ringraziamenti e svagellamenti vari invita i recensori a parlare male del disco, perché le cattive recensioni avevano portato bene al primo CD (ed ad un personale grosso scazzo col loro manager….). Ma tant’è, questo è un disco più vero e passionale del precedente, che si affranca e di molto dall’archetipo Peter Punk che troppo pesava sull’esordio (e bene hanno fatto Ettore e c. a togliere quell’orribile “ex Peter Punk” dalla copertina…). I Trevigiani iniziano subito alla grande con “E Rabbi Sia”, e poi proseguono alla grande con il loro Punk Rock di stile Italico, che deve molto più a Pornoriviste e, soprattutto, Derozer, che non ai Peter Punk. Molto belle anche la Title Track, “Doppia R”, un po’ fuori dagli schemi con una voce urlata che si fa’ apprezzare alla grande, la tiratissima “Attenti Al Ladro”, “Punti Persi”, e “Giudizio Universale”, contro i punk firmati…. Al contrario, mi piacciono meno “Catene”, in cui cadono nella tentazione di rivisitare il mondo Peter Punk, e soprattutto la conclusiva “Infinito”, un lagnoso brano melodico-armonico che ci potevano risparmiare. Dodici brani in tutto, più tre tracce video qualitativamente scadenti, e due super bonus in cui i nostri si divertono a giocare con NOFX e Banda Bassotti con eccellenti risultati.

I Brani

1. E Rabbia Sia
2. Il Meglio Del Peggio
3. Doppia R
4. Catene
5. Come Me
6. Il Bivio
7. Appartamentus
8. Attenti Al Ladro
9. Lacrime
12. Infinito

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Recensione CATTIVE ABITUDINI “Tutto Fa Parte Di Noi” (Linfa Records/Le Parc Music)

Del primo album delle Cattive Abitudini, ex Peter Punk, mi ero già occupato a suo tempo su Punkster numero 6. La mia recensione mi causò un attacco da parte del loro manager, che minacciò di passare alle vie legali (!!!) per quanto da me scritto. Seguì un cordiale scambio di opinioni tra me ed Ettore, che appianò i dissapori. Ecco cosa scrissi al tempo:
Le Cattive Abitudini nascono dalle ceneri dei Peter Punk, e sentono il bisogno di urlarcelo già nella copertina del CD, dove si dichiarano “ex Peter Punk”. Al che la domanda sorge spontanea: a noi che minchia ce ne frega? O sei i Peter Punk, e allora continui a chiamarti così, o, se decidi di cambiare nome, taglia col passato. Oltretutto questi Trevigiani hanno pure il brutto vizio di richiamarsi ai loro illustri predecessori anche nella musica, scimmiottandola pedantemente, e la cosa è ancora più grave. Semmai i nuovi si differenziano dai vecchi per un’attitudine più scanzonata, e testi adolescenziali che talvolta sfiorano il ridicolo, altre divertono per i riferimenti sessuali contenuti (Mi riferisco a “MIMF” e “Superman”). In poche parole: melodia a palla, chitarre distorte, testi ingenui per chi amava i Peter Punk più per la musica che per i contenuti…..

I Brani

1. Voglio Andare

2. Quello Vero

3. Coffi Sciop

4. Superman

5. L'Occhio Del Ciclone

6. Resta Con Me

7. Magico

8. Lettera A Dio

9. Quando Il Sogno Muore

10. MIMF

11. La Grande Fuga

12. Giudy Rum

13. Vola

14. Viva La Sincerità

15. Ogni Volta

16. Tutto Fa Parte Di Noi

17. La Solita Scusa

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Merc.10/12- HC PUNK NIGHT - YOUR FALL(Brasile) + guests @ K100 FUEGOS!

Si prospetta un Mercoledì infuocato nella rockaforte hardcore del K100 Fuegos di Campi Bisenzio (FI). Ad aprire la serata ci saranno i local heroes Break Is Over da Prato e i lanciatissimi Locked In (membri di Ingegno e To Kill) con il loro hc melodico che ricorda il sound di band come Comeback Kid e Bane.

Una nota sugli
YOUR FALL - hardcore da Curitiba,Brasile per tutti i fans di Cro Mags, Leeway, Warzone su Hurry Up Records.
Prima volta in Italia e soprattutto show di inaugurazione del tour Europeo di Dicembre!
Evento immancabile per tutti gli appassionati dell'hc punk internazionale.

Si inizia presto e si finisce presto,visto che il giorno dopo si lavora!

Recensione Why Not Loser “Why Not Loser” (Autoproduzione)

Nati dalla fusione di ex membri di Sottomarca, Lost Soldiers, Grimness 69 e Nest hcm, i Why Not Loser si presentano all’esordio con un demo contenente 4 pezzi, di cui 3 in Inglese, di chiara matrice Punk Rock Californiana. Non so esattamente in che ordine mettere i pezzi, perché il demo si scarica da Internet senza istruzioni e/o indicazioni sull’argomento, ma, se il primo brano è “Bad Way”, come ho scelto io, allora i WNL iniziano spiazzando l’ascoltatore con un bello scratch d’autore che fa molto crossover. Poi però proseguono su territori più standard melodi-core di stampo Californiano (avete mai sentito parlare di Epitaph?). “Cambierà”, il brano in Italiano, si segnala per una super batteria che rulla rulla rulla, ed è il miglior pezzo del lotto, assieme alla già citata “Bad Way”. Ma, più di tanti bei discorsi da parte mia, visto che il demo è disponibile on line ed aggratisse, vi consiglio caldamente di scaricarvelo all’indirizzo www.noloser.it/Why_not_loser_-_Demo_2008.rar e di dare ai quattro una chance. Un consiglio, però, ai quattro losers mi sento di darlo: continuate con l’Italiano, e puntate molto sulle doti del batterista Ciano.

I Brani
1. Bad Way
2. Interdate
3. So Sorry
4. Cambierà

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cenex@noloser.it

Recensione Robert Delirio “California Republic” (Autoproduzione)

Robert Delirio è stato uno dei fondatori dei mitici Atrox, gruppo Hardcore Italiano col quale ha registrato dischetti da paura a titolo di “Fiori Neri”, “Sporco Natale”, “Domani Rosso Sangue” ed “Hardcore Against Repression” (e forse qualcos’altro che ora mi sfugge). Terminata questa esperienza, Robert ha iniziato a girare il mondo in lungo ed in largo per poi finire nella ipertecnologica Silicon Valley, in quella California a cui il CD in oggetto è dedicato. Un CD al di fuori dei soliti schemi ai quali sono abituato, che, partendo dal nostro caro Italico accaci, sperimenta e crossoverizza sapientemente HC, Elettronica e Techno Mitteleuropea, citando ora i Prodigy, ora Nina Hagen, ora gli I Refuse It! Così la rabbia punk e sloganistica dei testi si sposa a frenetici loop musicali ad altissimo tasso di BPM, dove possenti chitarre hardcore si fondono con elettronica e ritornelli ossessivi. Il tutto è un po’ penalizzato da una produzione non all’altezza, con suoni troppo cupi che stancano più del dovuto. Appena sette i brani, l’ultimo dei quali è un outro strumentale di pochi secondi, nei quali si parla di politica, proletariato, impatto eco ambientale del trasporto delle acque (quella Bergamasca si vende in California “e costa mille volte più della locale”) ed altri temi dalla forte connotazione politica, affrontati comunque sempre con piglio ironico. Mi piace molto la voce femminile che a volte si inserisce e decanta brani illustri (“Acqua Business” e “Vita Smarrita”). “Popolo” è forse il mio brano preferito, ma sono da segnalare anche i già citati “Acqua Business” e “Vita Smarrita”. In definitiva un disco diverso, forse troppo, ma che consiglio di provare, perché chi tenta di innovare mantenendo lo spirito punk tradizionale merita rispetto e considerazione.

I Brani
01 -
Popolo

02 - Made In China

03 - E' Dura

04 - Techno Turbine

05 - Vita Smarrita

06 - Acqua Business

07 - One Minute Simphony

Recensione Quarantena “L’epoca dei sogni” (Autoproduzione)

I Quarantena vengono da Mondovì, e dopo qualche anno di attività giungono all’esordio discografico, un CD autoprodotto (e curatissimo nei dettagli) in collaborazione con Sin Records e Boomerang Records. Nove i brani proposti, per un onesto e compatto punk rock cantato in Italiano che non esalta ma neppure deprime, I tre ricordano di volta in volta le Pornoriviste o le Cattive Abitudini, ma anche, e qua viene sicuramente la parte migliore, certe bands eclettiche come, ad esempio, i No Means No (ascoltate per credere l’ottima “Censurato”, dedicata alla loro città natale), ed i Kina. La band di Aosta me la ricordano per la carica introspettiva e la capacità di vedere e fotografare ottimamente la realtà della provincia Italiana, soprattutto quella ricca del nord, che tutto è fuori che felice come vorrebbe invece far finta di essere. Quanto ai brani, segnalo sicuramente “Ti voglio” insieme alla title track, che mi piace molto per il suo coro gradevolmente stonato che invita al sing-along. Buoni anche gli stop’n’go spacca ossa di “Se non sarò solo”, mentre “Whitney” è il pezzo peggiore del disco.

I Brani
1. Quarantena
2. Whitney
3. Normalmente Eccezionale
4. Se Non Sarò Solo
5. Ti Voglio
6. Censurato
7. Liberazione
8. Porto e Baudelaire
9. L'Epoca Dei Sogni

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Recensione Linea “Terra Libera” (Business - a Low Cost Company )

Dopo qualche settimana di riposo rieccomi qua a scrivere dei Milanesi Linea, sulla strada da 15 anni, ma, non mi vergogno a dirlo (o forse dovrei?!) sino ad oggi a me sconosciuti. Combat Folk Rock tra Clash e Gang, passando per Banda Bassotti e Mirafiori Kidz, con qualche parte vocale che richiama Pelù e/o Ligabue. Stilisticamente, fusione più o meno ben riuscita tra reggae, ska e punk, con un suono però troppo piatto ed appiattito, che non mi esalta. Ed è un peccato, perché i testi, perlopiù politicamente e socialmente impegnati, meriterebbero di più. Si parla così di terre confiscata alla mafia (“Terra Libera”) e di morti bianche ("Luce sul cantiere"), di religione (“The Correct Use Of Religion”) e di libertà mancanti (“Blindati e Contenti”). I brani che preferisco, oltre alla gìà citata title track che merita diffusione massima, sono “Blindati e Contenti”, più rock e diretto, ed il roots reggae di “Info@reggaesoundsystem”.

I Brani:
01.Terra Libera
02.Cani Neri
03.Luce Sul Cantiere
04.L'Unica Cosa Giust
05.Cash Is Not My King
06.Ricomincia Da Qui
07.The Correct Use Of Religion
08.Spazio
09.Blindati e Contenti
11.A Metà

Recensione Tennentz Colombo "Nelle nostre Vene" (Anfibio Records)

Primo cd per i veneziani Tennentz Colombo, band veneta nata nel 2003 che propone musica Oi! di stampo abbastanza classico ma ricco di melodia, con un basso slappato che si fa notare. Melodia e potenza, per uno street punk senza infamia e senza lode, tra Klasse Kriminale e 4 Skins, da ascoltare con un bel boccale di birra in mano. Tra i pro, senza dubbio la voce assai melodica e calibrata, e i cori coinvolgenti fatti apposta per rumorosi singalong sotto il palco. Tra i contro un certo appiattimento tra i brani, senza che nessuno spicchi in modo particolare, ed una qualità sonora troppo virata sul suono metallico (attenzione, metallico, non metal!). Scegliete poi se mettere tra i pro o tra i contro il fatto che la prima volta che si ascoltano i brani, sembra di conoscerli già: geniale capacità di scrivere pezzi immediatamente memorabili, o sfacciato ripescaggio di cliché musicali? A voi l'ardua senteza. Per quanto mi riguarda, comunque, un bel discozzo. Il mio brano preferito? "E noi dove eravamo?"

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Recensione AA.VV.: “Indie Box Compilation Volume 3” (Indiebox)

Altro giro, altra raccolta, altra corsa. Stavolta per parlare del terzo volume della ormai tradizionale raccolta di Indie Box, che raccoglie band di grosso calibro Internazionale assieme a promettenti realtà emergenti italiane. Due cd, 58 bands e 58 pezzi sono i numeri in gioco, ed i risultati sono gioco forza altalenanti, anche perché non sempre si è azzeccato il brano giusto per il gruppo presentato; è il caso di Porno Riviste, Los Fastidios e Cattive Abitudini. Punk rock ed Hardcore la fanno da padroni, ma anche lo Ska è presente in forze. Chiaramente presenti tutte le bands di casa Indie Box, ovvero L’Invasione degli Omini Verdi, Cattive Abitudini, Pig-Tails, DDR (segnalo il loro punk rock con voce femminile) , Virginia Madison, Standing Still, Duracel e, se non ho dimenticato altri, Okkupato. In campo internazionale, poi, impossibile non citare i sempreverdi TSOL, con la mitica "Code Blue", a cui si affiancano tra gli altri Avenged Sevenfold, A Wilhelm Scream e Rentokill. Tra i nomi meno noti, invece, segnalo anche i the Popsters ed il punk rock sgangherato degli Italiani Hijackers On The Hip, la "Habemus Papam" dei Peggio Emilia, gli Haulin' Ass, le Bambine Barbute di Donna Concetta, ed i Big D and the Kids table. Come sempre, poi, un inchino ai Gerson. Per finire le note negative, che sonon una eccessiva disomogeneità di stili ed una grafica non eccezionale.

Brani

CD 1:
01. Avenged Sevenfold - Eternal rest
02. A Wilhelm Scream - Cold slither II
03. Rentokill - The political aspect of unpolitical thinking
04. L’Invasione degli Omini Verdi - Se non ci Fosse
05. Skruigners - Alba
06. Standing Still - Brand New
07. Okkupato - Quando le cose cambiano
08. Virginia Madison - Opus dei
09. Nettezza Umana - La Giostra dei mediocri
10. Haulin'ass - Presents from the past
11. Ishwara - I will not forget
12. Anomia – The new Big Loud
13. Temple rents – Out of Here
14. Odatto chernobil - Inferno
15. Happy Noise - Anomalia
16. Raising Compromise - Liar
17. L'Alba Di Nuovo- Ritrovare me stesso
18. Amber pacific - Fall back into my life
19. Cadillac Fun Drivers - Lost without you
20. Over It - Anyday
21. The Flowers - Put your brain in its fuckin' place!
22. Not Your Friend - Something weird
23. Noisepot - Something wrong
24. The Indeep - Life sucks
25. Seven Krasty Days - I say now
26. Line Out - The war
27. The Adrenaline - D-man's room
28. Fun*Never*Ends - Evolution
29. Brainless - Filled up

CD 2:

01. T.S.O.L. - Code blue
02. Los Fastidios - Nightmare
03. Klasse Kriminale – Ribelli
04. Pornoriviste - Un piede nel vuoto
05. Cattive Abitudini - "Appartamentus
06. Piebald - Don’t tell me Nothing"
07. Pig-Tails - The Countdown
08. DDR - Lontano dall’eternità
09. Duracel - V.E.G.A.
10. The popsters - Two minutes
11. Hijackers On The Hip - A rock’n’roll lyric
12. Unavoidable - The look
13. Big D and the Kids table - Breaking the bottle
14. Gerson - La volta di troppo
15. Rabbia Repressa - Vecchia scena Punk
16. Drabness - Ancora in piedi
17. Rainska – Dissenso
18. Farmacia Comunale - Ti ano
19. New Real Disaster - 100 memories
20. Legless - Straight to hell
21. Speedjackers - Il suo pensiero
22. Peggio Emilia - Habemus papam
23. Crancy Crock - Mr. Hide
24. Cani Pazzi - La donna delle pulizie
25. The Wraits - I speak rock ‘n’ roll
26. Kantina 27 - Uno strano case
27. Never2Late - My light
28. A.D.T.S.L. - Did you take my time
29. Le Bambine Barbute di Donna Concetta - L’incubo

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