RECENSIONE THE REPOS “Ending On A Positive Note” (LP, 2008, YOUTH ATTACK 41)

Capitolo finale per una delle più prolifiche band su Y. ATTACK, la band di Chicago è stata degnissima rappresentante del sound della label. E certamente una delle migliori. Hardcore superfast senza concessione alcuna alla melodia. Con 2 LP già all’attivo, la band si sciolse nel 2008 con questo album di commiato stampato in sole 300 copie, vinile trasparente maculato, e diventato immediatamente oggetto di caccia su eBay, ma facilmente scaricabile dai molti blog che si trovano in rete. Ma venendo all’aspetto musicale della questione, questo terzo loro disco altro non è che il rifacimento del classico album “We’re Not In This Alone” degli Youth Of Today. Operazione alquanto pericolosa andare a toccare mostri sacri come quelli, che nella maggior parte dei casi rischierebbe di sputtanarne i fautori impossibilitati a reggere il confronto con gli originali. Ma questa volta è in verità molto ben riuscita. I Repos hanno personalizzato l’album dei Nostri senza sconvolgerne minimamente lo spirito e l’impatto. L’esecuzione è alla velocità della luce, i brani originali sono stati molto velocizzati e il disco corre via bene, senza mai cali di tensione. Layout come al solito scarno, da tradizione della label: 2 immagini in bianco/nero in copertina, un booklet dentro con foto sempre in B/N senza una nota che è una in tutto il disco, senza titoli, senza nulla. Insomma lasciano completo spazio all’immaginazione. Cosa alquanto presuntuosa. Quest’etichetta manca di umiltà.

Gianni Bandini (gianni@ngi.it)

TRACCE
1) Flame Still Burns
2) Slow Down
3) Choose To Be
4) Put It Aside
5) Wake Up And Live
6) No More
7) What Goes Around
8) Potential Friends
9) A Time We’ll remember
10) Live Free
11) Understand
12) Prejudice
13) Keep It Up

CONTATTI

Recensione Spleen Flipper "Istinto alla sopravvivenza" (Vacation House/Soulcraft, 2004)

In vista della prossima pubblicazione della recensione del nuovo lavoro degli Spleen Flipper, mi piace recuperare il mio commento al loro precedente “Istinto alla sopravvivenza”. Un commento che apparve a Marzo 2004 nella sezione conclusiva della mia rubrica “Hard To The Core” che tenevo su Flash:


…. Per finire voglio premiare chi ha avuto la pazienza di arrivare sino in fondo segnalando l’esplosivo esordio degli Spleen Flipper (“Istinto Alla Sopravvivenza”, Vacation House/Soulcraft, voto 80). Tra l’hardcore dei primissimi Bad Brains ed i Wretched (cover di “Senti Il Richiamo” con la presenza di Zambo, drummer della formazione Milanese), tra gli Impact ed i Raw Power, 13 brani e 37 minuti di furia hardcore con testi in Italiano (e Spagnolo su “Castillos De Arena”…).


Riki Signorini (ribelliavita@myspace.com)

Recensione Spleen Flipper "Alchimia Del Dolore" (Red Zeppelin, Basura, Dischi Rozzi, Still Screaming, 2008)

Cremonesi, o meglio Cremaschi (nel senso che vengono da Crema….), e con alle spalle una sequela di cambi di line up degni di una soap opera (oggi hanno due chitarre), gli Spleen Flipper giungono dopo dieci anni di onorata carriera al loro secondo album. O meglio, ci giungono dopo otto anni, visto che “Alchimia Del Dolore” è datato fine 2008, ma il CD a me arriva ora, per cui per me gli anni sono dieci. Hardcore old school di stampo Italianissimo, che sfocia nel grindcore e talvolta addirittura nel death metal, velocissimo e brutale, anche troppo brutale, almeno nella voce, per piacermi davvero. Li preferisco quando, come in “Buio Apparente”, pur nella violenza e velocità estrema riescono a dare spazio ad un po’ di melodia, fino a rammentare i Negazione più metallici, oppure quando la voce scorre più fluida e lineare come in “Polvere”. Non dubito che piacerà enormemente agli amanti del genere, perché intensità rabbia e disperazione sono evidenti in ogni nota riff e coro; però, e lo ripeto sino allo sfinimento, quando la voce è troppo brutal non gliela faccio e non li digerisco proprio.

Riki Signorini (ribelliavita@myspace.com)

Tracklist
01.Zio
02.Buio apparente
03.Cielo nero
04.L’arco
05.L’urlo
06.Niente da perdere
07.Artigli
08.Senza
09.Solo merda
10.Polvere
Contatti

RECENSIONE TOMMI E GLI ONESTI CITTADINI “TOMMI E GLI ONESTI CITTADINI” (Indie Box, 2010)

Qualunque cosa ciò voglia dire, Tommi e gli Onesti Cittadini sono definiti un “super-gruppo”. Forse perché ne fanno parte personaggi di spicco del panorama punk rock Italiano, da Tommi (Pornoriviste) a Carlame (Skruigners), da Agu (Franziska) a Jack (Camerini). Purtroppo, però, a tanti nomi “importanti” non fa seguito un CD altrettanto importante. O meglio; il risultato è un lavoro troppo altalenante, che inizia alla grande con “Io Ci Odio” e poi non mantiene le aspettative perdendosi per strada. Chiaramente punk rock assai melodico, chiaramente la voce è bella ed intrigante come era bella ed intrigante la voce delle Pornoriviste, ma i ritmi sono esageratamente lenti e meditati, tanto da risultare a volte irritanti. A proposito della voce, forse Tommi consapevole del fatto di “giocare in casa”, ha corrotto chi stava dietro al banco mixer per porla troppo in primo piano. Comunque, dieci brani in tutto, cantati in Italiano, che non si staccano più di tanto dallo stile delle Pornoriviste, e parlano in modo abbastanza schietto e scorretto (nel senso di “non politically correct”…) di Milano e della vita ai tempi nostri. Il tutto scorre abbastanza bene, ma in definitiva oltre alla opening track io ricordo solo “La Soluzione”…..
Riki Signorini (ribelliavita@myspace.com)

I BRANI:


01- Io ci odio

02- Pioggia

03- Meno possibile

04- Milano

05- Le mie bugie

06- Vogliono tutti me

07- La soluzione

08- Fino alla fine

09- Scappi

10- Nato sbagliato


CONTATTI:

www.myspace.com/tommieglionesticittadini

www.myspace.com/indieboxmusic360

RECENSIONE TAYLOR BOW “Thin Air” (LP, 2009, YOUTH ATTACK 51)


Dopo un 7” d’esordio su Hospital Production che ancora non ho avuto la possibilità di ascoltare, il primo LP di questa band newyorchese esce con buoni presupposti, vista la fama di cui gode la loro attuale etichetta discografica. Non seguo assiduamente la Youth Attack nelle sue uscite, anche perché vorrebbe dire dedicare buona parte del mio tempo libero solo per questa, viste le produzioni bizzarre nei formati (alcuni titolo addirittura li producono solo in cassetta!!!) e nelle limitatissime tirature. Ma un po’ di roba loro l’ho ascoltata, e qui la recensirò anche se magari un po’ datata. Trovo che questa label sia molto lineare dal punto di vista musicale nelle sue uscite, e le band che produce hanno un sound immediatamente identificabile. Questi Taylor Bow non fanno eccezione, ma a onor loro devo riconoscere che un pizzico in più di originalità e di varietà la tirano fuori. A differenza dei loro compagni di scuderia CULT RITUAL (probabilmente la band di punta della Y. Attack in questo periodo), il cui LP mi sembra decisamente monocorde e fin troppo ortodosso alla filosofia della label, i T. Bow inseriscono prepotentemente nel loro assalto sonoro elementi di noise che mi ricorda molto da vicino i newyorchesi SIGHTINGS, oltre a citazioni al punk crust inglese dell’epoca 82 (Amebix e Actives o forse altri ancora), in particolare nell’uso della batteria. Molto bravo il cantante che non urla esagitatamente dal primo all’ultimo minuto del disco, ma riesce ad essere più flessibile. Produzione indovinata, un po’ lo-fi che da’ più ruvidità al disco. Un’alternanza di brani corti e veloci ad altri più lunghi ed “ossessivi” rendono il disco sempre interessante e non scadono mai nella noia a differenza di alcuni loro più blasonati compagni d’etichetta. Il tutto in poco più di mezz’ora totale. Bella la copertina, che nel formato che ho io (LP) è in cartonato spesso come si usava nei dischi degli anni ’70, ma ahimè c’è da sottolineare la totale assenza di note, di un qualsiasi inserto, testi ecc… nulla di nulla. 600 copie (ma che sia vero??). Secondo me una delle poche cose veramente valide uscite nel 2009. E sempre a mio giudizio, la migliore uscita della Youth Attack da un po’ di tempo a questa parte. Io l’ho ascoltato già tante volte e lo riascolto volentieri. Che non è poco.
Gianni Bandini (gianni@ngi.it)

TRACCE

1) Without A Moment Of Ease
2) Hours Passed
3) Walk Forward
4) Woke At Midnight
5) No Surprise
6) Before The Sun
7) White Was The Window
8) Massive City Rotting
9) Pure Now
10) Face And Features Full
11) Worse Things Happened
12) Night Was Coming
13) Watch You Perform
14) Rocks And Coal And Iron
15) Morning After Love

CONTATTI

RECENSIONE INTEGRITY “Mirror In Reverse/ Walpurgisnacht” (7”, 2008, A389 23)

Rieccolo rispuntare il veterano Dwid (il progetto INTEGRITY è lui più i vari sessionmen del momento). Come ormai storia ci insegna, questo alterato personaggio della scena hc alterna a capolavori, a lavori inspidi ad altri brutti. Ma tant’è che va bene così. E’ comunque un personaggio dalla fortissima personalità, degno del massimo rispetto. Se non altro per quei due fondamentali dischi che hanno segnato la storia del’hc, cioè “Those Who Fear Tomorrow” e “Humanity Is The Devil”. Ma non solo quelli. In questo caso ci troviamo di fronte ad un dischetto abbastanza routinario, nel metalcore che da anni ormai ripete senza variazioni significative. Ok, ma non indispensabile. Vinile marmoreo.


Gianni Bandini (gianni@ngi.it)



TRACCE


1) Mirror In Reverse


2) Walpurgisnacht



CONTATTI


www.dwidhellion.com


www.a389records.com

RECENSIONE S.B.V. “Swallow The Pill” (7”, 2009, REFUSE)

Capitolo finale per questa band di S. Diego, band che non penso abbia mai avuto nessun’altra pretesa se non quella di suonare un buon hardcore melodico di stampo Uniform Choice. E l’obiettivo è ancora una volta raggiunto! Il 7” in questione si pone in perfetta continuità con l’LP che lo ha preceduto, qui però la registrazione ed i suoni sono decisamente più curati, facendone un lavoro tecnicamente migliore. Certo se è l’originalità che si cerca, è bene girare al largo da questo prodotto. Questa volta la pubblicazione è toccata alla polacca Refuse, che ha curato davvero il lavoro sotto ogni aspetto, dalla copertina patinata, al vinile (rosso).

Bel lavoro!


Gianni Bandini (gianni@ngi.it)


I BRANI


1) Revising The Alphabet

2) The Search For Carrion

3) The Church

4) Grammar Nazi

5) A Modern proposal

6) Chaos In Paradise


CONTATTI

www.myspace.com/sbvsilentbutviolent

www.myspace.com/refuserecords

RECENSIONE DI FINE BEFORE YOU CAME “SFORTUNA” (CD 2009)

Hardcore, in senso lato, meditato e drammatico, per i FBYC da Milano, che, per giungere finalmente alla pubblicazione di questo CD, sono passati da una serie infinite di sfighe (e non so se il nome “Sfortuna” è una conseguenza di quanto raccontano questi giovanotti al proposito della genesi del disco o meno….). Un disco scaricabile gratuitamente dal sito della band (www.finebeforeyoucame.com), composto da 7 brani cantati stavolta in Italiano, intensissimi dal punto di vista emotivo, tanto quanto intricati da quello musicale. Un po’ come se gli I Refuse It tornassero sui palchi in questo nuovo millennio a suonare emo di quello buono, non quello da riviste patinate per teenagers brufolosi… Il tutto si segnala per il massiccio uso di chitarra non distorta, ma addirittura accarezzata arpeggiando in molteplici passaggi. Molto belli e poetici i testi, la parte migliore, ma purtroppo il tutto risulta un po’ troppo monocorde, senza un pezzo che stacchi sugli altri, tanto che alla fine anche la complessità dei brani sembra appiattire il tutto. Peccato.

Contatti

www.myspace.com/finebeforeyoucamerock

Tracce
  1. Lista
  2. Buio
  3. Fede
  4. Natale
  5. Piovono pietre
  6. O è un cerchio che si chiude
  7. VIXI

RECENSIONE CIRCLES “LAY OF THE LAND B/W THE LIVES OF OTHERS” (2008, SILLY GIRL 12, 7”)

A questo giro la SILLY GIRL ci propone una band canadese che suona taaaaaanto Dag Nasty! Anche questi Circles (ma veh te che nome… chissà com’è…) sono al loro esordio discografico, e l’EP di due brani in questione è un esercizio di stile molto ben fatto…. Chiariamoci, qui siamo al limite del plagio, ma del resto loro certo non lo nascondono. Il mio giudizio? Molto grazioso! Due brani proprio piacevoli!

Gianni Bandini (gianni@ngi.it)

I Brani

  1. Lay Of The Land
  2. The Lives of Others

Contatti

www.myspace.com/circlesvancouver

RECENSIONE RIVELARDES “FALLIN’ OFF DISASTER” (INDIEBOX, 2010)

A dispetto del monicker che sembra omaggiare i Rivelardes, i Bresciani sembrano avere però più affinità con i Green Days che con la band di Madison (WI), tanto da sfiorare il plagio nel coro di “Stay Away”. Ma, a parte i Green Day, soprattutto quelli di "Kerplunk". qua si respira in ogni traccia un puro punk rock melodico di quello che (anda)va tanto di moda in California, soprattutto in casa Lookout Records. Dunque melodia a piene mani, venata di malinconia come le calde giornate di sole della Bay Area sono venate sempre di foschia; ritmiche serrate e stile semplice e accattivante, forse anche troppo maturo per una band esordiente, al punto di fare pensare ad un “prodotto” mainstream. Un disco che sento moltissimo in auto, per intenderci, ma che tengo come sottofondo, senza riuscire ad appassionarmi, ma senza neppure decidermi a toglierlo perché in definitiva è “cool”. Forse sono troppo pulitini e perfettini per essere veri, ed il pensiero si rafforza ulteriormente quando vedo il loro myspace: sembrano fatti apposta per finire sul circuito MTV internazionale, e non so decidermi se questo sia un bene o un male. Peccato sarebbe scoprire che non sono veri; perché i Rivelardes ci sanno fare davvero, e dispiacerebbe scoprire che un gran pezzo come “Endless Again” non è sincero, perché da solo vale il biglietto (meglio se assieme a “Live in a mirror”)

I BRANI
01. Live in a mirror
02. Endless again
03. Kelly surgery
04. Ice bleeding
05. Up to now
06. Stay away
07. Juliet
08. Memories of you
09. Don’t forget you
10. Out of me
11. 16 years ago
12. No one understand you
13. Movin'on
14.
Miss your eyes
CONTATTI
www.myspace.com/indieboxmusic360