Recensione Makako Jump “Lasciate La Mancia Al Portapizze” (Maninalto!)

Il caso ha voluto che un giorno, in auto, ascoltando “Caterpillar” alla radio, mi sia imbattuto in un pezzo, “Precario”, dei Macaco Jump. Lo stesso giorno, arrivato a casa, mi sono trovato nella posta il promo dell’album che contiene il brano in questione, e, visto che quanto trasmesso dai Dottori Cirri e Solibello in trasmissione mi piaceva, mi sono apprestato con entusiasmo ad ascoltare il CD intero. Purtroppo, però, tale entusiasmo non è stato ripagato dalla band Triestina, che, a parte pochissime eccezioni, sforna una quindicina di brani perlopiù anonimi, tra Reggae, Raggamuffin e Ska, con qualche puntata nel punk. Testi come quello di “Shanghai” sono quantomeno insulsi, e da evitare, ed inoltre i nostri riescono nel difficile intento di rovinare la cover di Eleanor Rigby” dei Beatles. Oltre alla già citata “Precario”, segnalo comunque “La Volpe e il Cervo” con Dava e Skandi (Vallanzaska), una “swingata” storia di malavita à la Buscaglione, con improvvisa accelerata finale, “A Modo Mio”, il brano se vogliamo più Punk per la presenza di chitarre pesanti, ed “Attenti all’uomo Bianco”, con Bunna alla voce, presentata anche in versione Radio Edit, oltre che in una traccia video (visibile anche attraverso il link a http://www.youtube.com/watch?v=qdcIfJKCNfs). Quest’ultima canzone è stata scritta per EMERGENCY, e trae ispirazione dal diario omonimo scritto da Raul Pantaleo sulle testimonianze raccolte durante la costruzione del centro cardiochirurgico Salam, primo assouluto nella della storia del Sudan, progettato e costruito dai volontari dell'associazione a Khartoum. Da segnalare una serie di guest stars oltre a quelle già citate, dalle percussioni di Papa Nico (Africa Unite), al basso di Faso (Elio e le storie tese), passano per la partecipazione di La Dava, Skandi e Specchio dei Vallanzaska, le voci di Sergio Sgrilli (Zelig) e il trombone di Federico Nalesso degli Ska-J.

I Brani:

01. Il Verso Dei Topini

02. Libera Lamento
03. Precario
04. Attenti All'Uomo Bianco
05. Scalatore D'Aria
06. Agosto
07. Eleanor Rigby
08. La Volpe E Il Cervo
09. Senza Illusioni
10. A Modo Mio
11. Muvin
12. Discarica
13. Shanghai
14. Sabbia
15. Attenti All'Uomo Bianco (Radio Edit)

Apre Silverado a Viareggio!!!

Si, lo so che non lo dovrei fare e che non è etico, ma Klaus è un amico e non posso non segnalare che finalmente sta per coronare il suo sogno di aprire un negozio ROCK N ROLL!!!

E allora vi informo che
Sabato 7 Giugno party d'inaugurazione per “Silverado american store”, nuovo locale di abbigliamento, oggettistica e gadgets made in usa e uk ideato da Klaus Byron di Flash.
Appuntamento in via Verdi 101/103 a Viareggio (trenta metri dal mercato centrale) per un pomeriggio colorato e... alcolico!!!!


Contatti:

Tel 0584/54201

klausbyron@tin.it

www.myspace.com/silveradoamericanstore

www.silveradoamericanstore.it

Recensione Deadwalk “Like Raging Wolves” (autoproduzione 2008)

Dopo “Full Energy Shock” del 2002 e “Super Boring Music” del 2005, i quattro Cremonesi ci riprovano con “Like Raging Wolves”, album autoprodotto con 12 tracce in 38 minuti. Old school metallico cantato in un Inglese non inappuntabile (anzi…), che non mi fa impazzire ma si lascia apprezzare per un sound compatto ed una certa verve cattiva ben espressa nel testo di “We should write shorter songs (and titles)”, dove i nostri cantano “We are not a punk band and we play what the fuck we want”. Ricordano molto i Woptime, ma non disdegnano Offspring e Turbonegro, ed ascoltando la opening track, “What a Shame”, non è possibile non pensare ai Negazione di Little Dreamer. Mi piace quando sperimantano l’alternarsi di voci come in “Self Destructive Anthem”, meno rabbiosa delle altre ma comunque interessante. Non mi dispiace neppure l’esperimento Rap Core di “Eat Me Right Now”, sullo stile Rage Against The Machine, anche se nella intro la voce non si sposa molto al genere, riprendendosi poi nelle parti cantate.

Brani:

01. What a Shame!
02. Lost (Once Again)
03. We are fire/Try to stop us
04. Hypocrite
05. Carved in black
06. Positive thinking has never been so easy
07. Self-Destructive anthem
08. We should write shorter songs (and titles)
09. Eat me right now
10. Ten Shots
11. Static Trip
12. I feel alive

Contatti:

www.thedeadwalk.net

www.myspace.com/deadwalk

Recensione Deadwalk "Full Energy Shock" (Lambrusco records, 2002)

Tanto per rinfrescarci un po' la memoria, ed in attesa della recensione del nuovo album, riporto la recensione di "Full Energy Shock" che pubblicai sulla rubrica Hard To The Core che all'epoca curavo su Flash:
Visto che sta per iniziare la scuola, partiamo con una prova matematica per aiutarvi a mettervi subito in carreggiata. Provate allora a risolvere l’equazione “Operation Ivy – Ska + Misfit + Rancid – MTV”, e troverete come risultato il Rock’n’Roll Core a manetta che ci offrono questi allegri mattacchioni che rispondono al nome di Deadwalk (“Full Energy Shock”, Lambrusco Record, Voto 85) e che suonano e protestano col cuore! Un disco compatto ed energico di quelli che purtroppo non si ascoltano frequentemente, ricco di cori mai scontati né troppo pop, che però si memorizzano al volo. Fa bene sapere che in questi giorni hanno finito di registrare al Westlink un nuovo album.

Recensione Dead Elephant “Lowest Shared Descent” (Donna Bavosa)

Solitamente, devo ammetterlo, non mi occupo di questo genere musicale, ma la simpatia per la Donna Bavosa è tale (cazzo, è la label dei Laghetto!!!) da farmi cambiare regole ed abitudini, e dare un ascolto anche a questo CD d’esordio dei Dead Elephant. Album nel quale i tre Cuneesi ci offrono un noise industriale pesantemente cruento, con vena drammatica e drammaturgica, a metà tra Unsane e e Neurosis, passando per i Jesus Lizard e citando anche Zorn (ascoltare “Post Crucifixion” per credere). Otto pezzi, tutti pazzi, estremamente articolati e contorti, che non riesco a dire di apprezzare perché normalmente non amo il genere, ma che, sono sicuro, piaceranno molto ai cultori di questi suoni.

Brani

1. Introducing My Eye, In Flames
2.
Another Fuckin’ Word to Say We Miss You
3. Post Crucifixion
4. Black Coffee Breakfast
5. Abyss Heart
6. Clopixol
7. The Same Breath
8.
The Worst & The Best

Contatti

www.deadelephantband.com

www.myspace.com/thedeadelephant

www.donnabavosa.com


i miei gemelli-gioielli


Venerdì 9 Maggio sono nati i miei gemelli-gioielli, Sebastiano e Tancredi, che adesso faranno compagnia al loro fratellino Ranieri......
Ciao
Riki

Recensione Treni all’alba “Folk Destroyers” (Smartz!)

Ultimamente, forse per l’imminente paternità, sono precipitato in una voragine di lentezza, che mi ha portato ad accumulare un gran numero di CD da recensire. Cerco allora in qualche modo di recuperare il tempo perduto, proponendo subito una nuova recensione, stavolta occupandomi dei Treni all’Alba, quattro musicisti (due di Aosta e due di Torino, e dato ciò che suonano, non poteva essere differente la collocazione geografica) già assai noti nel circuito alternativo, ed in qualche modo nati dalle ceneri dei mitici BelliCosi. Ciò che ci propongono è un mix musicale assai diversificato e diverso dal solito, difficile da digerire anche per un onnivoro come me, che dal punk rock, anche se molto sperimentale, si aspetta durezza e crudezza, non arpeggi e virtuosismi come quelli offerti in questo disco. Ciò detto, è innegabile che i Treni all’Alba sono dei virtuosi, capaci di mescolare tra loro sonorità balcaniche e latino-americane, passando per il Sud dell’Italia senza dimenticare un po’ di sound industriale, meritandosi così l’azzeccato appellativo di Folk Destroyers, dal momento che di musica folk, popolare, si parla, ma in modo destrutturato e destrutturante. Da segnalare, oltre alle ottime illustrazioni di Domenico Sorrenti, anche la miriade di collaborazioni ai nove brani, tutti strumentali tranne un breve intermezzo parlato tratto dal copione di “Essi vivono” di John Carpenter, che vanno da A. Pomini (Fichissimi tra gli altri) al buon Ventrella (Kina, Frontiera), passando per i Manacuma e le loro tarantelle.

Brani

01. 2:09

02. 4:37

03. 5:07

04. 3:05

05. 4:29

06. 5:21

07. 3:46

08. 6:04

09. 1:15


Contatti


http://www.itreniallalba.com/


www.myspace.com/itreniallalba


http://www.smartzrecords.org/

Recensione Lobello “Supercommerciale” (Gotta Gallo Records)

Dei Lobello mi ero già occupato recensendo la loro “Solo me (fabe)” presentata sulla compilation di Staypunk. Vengono da Pavia e suonano in giro già da un po’ (alcuni di loro suonano anche nei Tosters, e questo è il loro terzo CD). Quello che ci propongono è un onesto Punk rock sulla scia di Ramones e Misfits, dallo stile giovanilistico ed adolescenziale, che richiama anche quei gruppi come Impossibili, Fichissimi e Monelli che negli anni 90 ci facevano impazzire con le loro melodie ed i loro coretti. Anche qua si canta in Italiano, proponendo 12 brani (più una bonus track) perlopiù veloci e accattivanti. Segnalo la opening track, “Ramona” (ancora una donna protagonista!!!!) e soprattutto “Videonoleggio”, tra Ramones veloci e Derozer più Impossibili. E anche se in questo genere musicale c’è ormai poco di nuovo da dire, i nostri provano a sperimentare un po’ con la “robotica” “Dal Po”, dove maggiori sono le influenze dei Misfits. Ed i Misfits li sento anche in “Dentro la TV” e nella successiva “Heavy Metal” , così come in “Psycho Baby”. Fenomenale la ghost track, che penso si chiami “Lobello” ed è un po’ la summa del pensiero del gruppo, e presumo dal vivo scateni poghi selvaggi. Insomma, i soliti tre accordi, testi prevedibilmente piacevoli, e null’altro. Ma che posso farci se anche a 42 anni mi sento sempre un bimbo e ‘sta roba mi piace?

I Brani:

01.Ramona
02.Voglio Nn Voglio
03.Videonoleggio
04.Susanna
05.Distratto
06.Dal Po
07.Dentro La Tv
08.Heavy Metal
09.Sole Me
10.Veronica
11.Psycho Baby
12.Stile Punk

Contatti:

www.myspace.com/ilobello

Recensione Duracel “Domani è come oggi” (Indie Box)

Una delle prime regole da seguire quando ci si accinge a fare una recensione è quella di non lasciarsi condizionare dalla grafica di copertina: altrimenti col cavolo che mi sarei messo ad ascoltare una band con un nome così, oltretutto introdotta da una cover assai dozzinale. Altra regola importante, quella di non lasciarsi condizionare dalla facile equazione “musica da tre accordi uguale musica facile da suonare”. Se così fosse, non ci troveremmo a canticchiare le tredici tracce di questo CD sin dal primo ascolto, perché, è innegabile, i Veneziani suoneranno anche solo i tre accordi in questione, ma li sanno combinare come pochi altri, e colpiscono diritti al volto con colpi da KO in sequenza. Testi giovanilistici e tanta allegria scanzonata, musica fresca e poppeggiante, Punk rock adolescenziale sulla scia di Ramones, Queers e Screeching Weasel per quanto riguarda gli USA, Succo Marcio, Cattive Abitudini e, soprattutto, Derozer, per l’Italia. Questi sono i Duracel, nulla più e, soprattutto, nulla meno. Prendere o lasciare. Si inizia subito benissimo con “Voglio ritornare al Liceo”, manifesto dello spirito dei quattro giovinastri, e della loro voglia di restare giovani e divertirsi, e si prosegue alla grande con “Sara”, dedicata ad una ragazza nella migliore tradizione del genere, che rappresenta uno dei picchi più alti toccati nel disco. Ma mi piacciono assai anche “Nonostante te”, doveroso omaggio ai Queers, e “Non sarò mai una star” che attacca i “Fin….”, quella band andata a Sanremo prodotta da Cecchetto che gioca a fare i ribelli "fra bimbi e Mtv" . Forse “Lunghe notti al bar” e “Sono fragile” sono gli unici due brani un pò sotto tono, ma ci si può stare. Personalmente apprezzo davvero tanto la voce di Zamu, intonata ed adattissima al genere. Un album di punk rock di ieri suonato da chi lo ama ancora oggi. 1, 2, 3, 4 go!

I brani

1. Voglio Ritornare Al Liceo
2. Sara
3. Vola
4. Non Sarò Mai Una Star
5. Antipatica
6. Lunghe Notti Al Bar
7. Sono Fragile
8. V.E.G.A
9. Grazie A Te
10. Soldi Non Ne Ho
11. Copo È Il Nostro Bar
12. Voglio Giocare
13. Nonostante Te

Contatti

www.duracel.it

www.indiebox.org

5 NUOVI BRANI NETTEZZA UMANA SCARICABILI


Ebbene si, sono un lavativo, e come sempre vado lungo. Ma siccome ai Nettezza Umana (Adrenalinic hardcore since 1998 da Brescia, Derotten Records, www.nettezzaumana.it) voglio bene, faccio uno strappo alla regola e anziché una recensione stavolta metto un comunicato, oltretutto un po’ in ritardo.

I Nettezza umana hanno infatti da poc finito di registrare, mixare e masterizzare 5 NUOVI BRANI (del tutto inediti) presso il LIVING RHUM STUDIO (Castelgoffredo, MN), ascoltabili e scaricabili su:

www.myspace.com/nettezzaumana

Ecco i titoli delle 5 nuove canzoni in questione, che saranno eseguite anche dal vivo, nel frattempo, nel prosieguo de “IL TEATRO DELL’ASSURDO” tour:

1) "LA GIOSTRA DEI MEDIOCRI" –

2) “L’ESTREMO LIMITE DEL VERO" –

3) "IN CONTROLUCE" –

4) "NIENTE PER NIENTE" –

5) "IL MIO INCUBO MIGLIORE" –

Si tratta di un piccolo "assaggio" gratuito in vista del prossimo album, al quale la band continuerà intanto a lavorare, arrangiando e affinando i nuovissimi brani, con ritmiche ancora più furiose e sonorità ancora più incazzate!

www.nettezzaumana.it

www.myspace.com/nettezzaumana