Party di presentazione del debut-album dei WETDOGS

BUSINESS A LOW COST COMPANY Label/booking  è orgogliosa di presentare l'uscita del debut-album dei The WetDogs: 'Magenta Avenue 78th'.
I the WetDogs  sono una band giovane come storia, ma formata da elementi impegnati da anni con altre formazioni italiane protagoniste della scena alternativa (Tracciazero, Hyades e Dustineyes).
Il gruppo suona dell'ottimo rock n roll di stampo americano, cantato in inglese e con una grandissima padronanza degli strumenti, il tutto mixato con l'anima più poetica e country di artisti come Johnny Cash ed i Pogues.
Business a low cost company presenta ora il loro primo album: 13 tracce di puro rock n roll dove a farla da padrone troviamo una voce potente e melodica insieme, una sezione ritmica trascinante dove non mancano punte di grande tecnica, liriche personali, intime, ma senza per questo risultare banali o scontate.
'Magenta Avenue 78th' è un debutto forte, ben suonato e registrato ottimamente; impreziosito da collaborazioni esterne e da un artwork che nulla ha da invidiare rispetto a molti lavori europei ed americani.
In definitiva un album ed una band di cui sentiremo parlare ben presto e che già sta riscuotendo apprezzamenti sempre maggiori nelle prime date a supporto dell'uscita.
Per questa prima presentazione la band gioca in casa e ha deciso di proporsi in uno stupendo set acustico dove i pezzi dell'album saranno da assaporare passaggio dopo passaggio, dove la potenza lascerà spazio alla melodia e alla poesia che solo il rock n roll sa regalare!
Come dicono i WetDogs stessi: 'there are only two kind of music: rock and roll!!!' e 'Magenta avenue 78th' è l'album perfetto per chi ama questa musica!


Vi aspettiamo tutti al MilleNote Club di Busto Arsizio!
SABATO 17 OTTOBRE ore 22.00



Contatti
www.wetdogrocks.com
BOOKING/PRODUZIONE
www.myspace.com/business_a_low_cost
info@businessalowcost.it
UFFICIO STAMPA
www.myspace.com/unitedcommunication


Paolo Scaroni, vittima di uno stato distratto!

A parte la musica la mia grande passione è il calcio, il Pisa Calcio, che seguo da sempre e del quale mi ritengo Ultras. Stimando e rispettando la mentalità Ultras, quella vera, non quella delle lame e degli agguati, e non condividendo la logica repressiva che tiene sempre più gente lontana dagli stadi, voglio pubblicare anche io la lettera che Paolo ha inviato all'elenco di indirizzi riportati sotto. Di fronte a certe cose non esistono rivalità!


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Ill.mo Ministro degli Interni
p.c. Presidente della Repubblica
p.c. Presidente del Consiglio
p.c. Ministro di Giustizia
p.c. Sindaco di Brescia
p.c. Prefetto di Brescia
p.c. Questore di Brescia
p.c. Sindaco di Verona
p.c. giornali e tv

Scrivo questa lettera alla vigilia dell’anniversario di una data che mi ha cambiato la vita: il 24 settembre del 2005.
Mi presento: sono Paolo Scaroni, abito a Castenedolo, piccolo paese della provincia di Brescia.
Ero un allevatore di tori.
Ero un ragazzo normale, con amicizie, una ragazza, passioni, sani valori -anche sportivi- e la giusta curiosità. Facevo infatti molto sport e viaggiavo quando potevo.
Ero soprattutto un grande tifoso del Brescia.
Una persona normale, come tante, direbbe Lei.
Oggi non lo sono più (per la verità tifoso del Brescia lo sono rimasto, sebbene non possa più vivere la partita allo stadio com’ero solito fare: cantando, saltando, godendo oppure soffrendo).
Tutto è cambiato il 24 settembre del 2005, nella stazione di Porta Nuova a Verona.
Quel giorno, alla pari di migliaia di tifosi bresciani -fra i quali molte famiglie e bambini- avevo deciso di seguire la Leonessa a Verona con le migliori intenzioni, per quella che si preannunciava una sfida decisiva per il nostro campionato di serie B. Finita la partita, siamo stati scortati in stazione dalla polizia senza nessun intoppo o tensione. Dopo essermi recato al bar sottostante la stazione, stavo tornando con molta serenità al treno riservato a noi tifosi portando dell’acqua al resto della compagnia (era stata una giornata molto calda ed eravamo quasi tutti disidratati). Tutti gli altri tifosi erano già pronti sui vagoni per fare velocemente ritorno a Brescia. Mancavano pochi minuti ed i binari della stazione erano completamente deserti. Cosa alquanto strana visto il periodo, l’orario e soprattutto la città in cui eravamo, centro nevralgico per il passaggio dei treni.
Improvvisamente, senza alcun preavviso o motivo apparente, sono stato travolto da una carica di “alleggerimento” del reparto celere in servizio quel giorno per mantenere l’ordine pubblico e picchiato a sangue, senza avere nemmeno la possibilità di ripararmi. Sottratto al pestaggio dagli amici (colpiti loro stessi dalla furia delle manganellate), sono entrato in coma nel giro di pochissimo e quasi morto.
Dopo circa venti minuti dall’aver perso conoscenza sono stato caricato su un’ambulanza -osteggiata, più o meno velatamente, dallo stesso reparto che mi aveva aggredito- e trasportato all’ospedale di Borgo Trento a Verona. Lì sono stato operato d’urgenza. Lì sono stato salvato. Lì sono tornato dal coma dopo molte settimane. Lì ho passato alcuni mesi della mia nuova vita. Una vita d’inferno.
Nel frattempo la mia famiglia, in uno stato d’animo che fatico ad immaginare, subiva pressioni e minacce affinché la mia vicenda mantenesse un basso profilo.
Ai miei amici non andava certo meglio, nonostante tutti gli sforzi per far uscire la verità.
Ovviamente, alcune cose di cui sopra le ho sapute molto tempo dopo la mia aggressione. Il resto l’ho scoperto grazie al lavoro del mio avvocato.
Dalla ricostruzione dei fatti e tramite le tante testimonianze, emerge un quadro inquietante, quasi da non credere; ma proprio per questo da rendere pubblico.
In seguito alle gravissime lesioni subite, presso la Procura della Repubblica di Verona è iniziato un procedimento a carico di alcuni poliziotti e funzionari identificati quali autori delle lesioni da me subite. Nonostante il Giudice per le Indagini Preliminari abbia respinto due volte la richiesta d’archiviazione, il Pubblico Ministero non ha ancora esercitato l’azione penale contro gli indagati.
Mi domando per quale ragione ciò avvenga e perché mi sia negata giustizia.
Oggi, dopo avere perso quasi tutto, rimango perciò nell’attesa di un processo, nemmeno tanto scontato, considerati i precedenti ed i tentativi di screditarmi. Oltretutto i poliziotti erano tutti a volto coperto, quindi non identificabili (com’è possibile tutto questo?), sebbene a comandarli ci fosse una persona riconoscibilissima.
Dopo le tante bugie e cattiverie uscite in modo strumentale sul mio conto a seguito della vicenda, aspetto soprattutto che mi venga restituita la dignità.
Ill.mo Ministro degli Interni, sebbene la mia vicenda non abbia destato lo stesso scalpore, ricorda un po’ le tragedie di Gabriele Sandri, di Carlo Giuliani, ed in particolare di Federico Aldrovandi (accaduta a poche ore di distanza dalla mia), con una piccola, grande differenza: io la mia storia la posso ancora raccontare, nonostante tutto.
Le dinamiche delle vicende sopra citate forse non saranno identiche, ma la volontà di uccidere sì, è stata la medesima. Altrimenti non si spiega l’accanimento di queste persone nei miei confronti, soprattutto se si considera che non vi era una reale situazione di pericolo: era tutto tranquillo; ero caduto a terra; ero completamente inerme. Ma le manganellate, come descrive il referto medico, non si sono più fermate.
Forse, ho pensato, oltre alla vita volevano togliermi anche l’anima.
Per farla breve, in pochi secondi ho perso quasi tutto quello per cui avevo vissuto -per questo mi sento ogni giorno più vicino a Federico- e senza un motivo apparente. Sempre ovviamente che esista una giustificazione per scatenare tanta crudeltà ed efficienza.
Le mie funzioni fisiche sono state ridotte notevolmente, e nonostante la lunga riabilitazione a cui mi sottopongo da anni con molta tenacia non avrò molti margini di miglioramento. Questo lo so quasi con certezza: l’unica cosa funzionante come prima nel mio corpo infatti è il cervello, attivo come non mai. Dopo quattro anni non ho ancora stabilito se questa sia stata una fortuna.
Ho perso il lavoro, sebbene abbia un padre caparbio che insiste nel mandare avanti la mia ditta, sottraendo tempo e valore ai suoi impegni.
Ho perso la ragazza.
Ho perso il gusto del viaggiare (il più delle volte quelli che erano itinerari di piacere si sono trasformati in veri e propri calvari a causa delle mie condizioni fisiche), nonostante mi spinga ancora molto lontano.
Ho perso soprattutto molte certezze, relative alla Libertà, al Rispetto, alla Dignità, alla Giustizia e soprattutto alla Sicurezza.
Quella sicurezza che Lei invoca ogni giorno, e tenta d’imporre sommando nuove leggi e nuove norme a quelle già esistenti (fino a ieri molto efficaci, almeno per l’opinione pubblica).
Peccato però che queste leggi non abbiano saputo difendere me, Federico, Carlo e Gabriele dagli eccessi di coloro che rappresentavano, in quel momento, le istituzioni.
Ill.mo Ministro degli Interni, alcune cose mi martellano più di tutto: ogni giorno mi domando infatti cosa possa spingere degli uomini a tanto. Non ho la risposta.
Ogni giorno mi domando se qualcuna di queste tragedie potesse essere evitata. La risposta è sempre quella: sì.
A mio modesto parere, ciò che ha permesso a queste persone di liberare la parte peggiore di sé è stata la sicurezza di farla franca.
Sembra un paradosso, ma in un Paese come il nostro in cui si parla tanto di “certezza della pena”, di “responsabilità” e di “omertà”, proprio coloro che dovrebbero dare l’esempio agiscono impuniti infrangendo ogni legge scritta e non, disonorano razionalmente la divisa e l’istituzione rappresentata, difendono chi fra loro sbaglia impunemente.
Ill.mo Ministro degli Interni, dopo tante elucubrazioni, sono giunto ad una conclusione: se queste persone fossero state immediatamente riconoscibili, responsabili perciò delle loro azioni, non si sarebbero comportate in quella maniera ed io non avrei perso tanto.
Le chiedo quindi: com’è possibile che in Italia i poliziotti non portino un segno di riconoscimento immediato come accade nella maggior parte delle Nazioni europee?
Ill.mo Ministro degli Interni, io non cerco vendetta, semmai Giustizia.
Mi appello a Lei ed a tutte le persone di buon senso affinché questi uomini vengano fermati ed impossibilitati nello svolgere ancora il loro “dovere”.
Chiedo quindi che si faccia il processo e nulla sia insabbiato.

Cordiali saluti.

Paolo Scaroni, vittima di uno Stato distratto.

Contatti:
paolopaesa@alice.it
cellulare: 335-5332735
telefono fisso: 030-2732284
studio legale Mainardi: 030/44138

Recensione Marzio Bertotti “Il Futuro della Vita Insolente” (Vacation House 2009)

Chissà, forse se un disco del genere me lo avessero dato negli anni 80, quelli del furore Hardcore, forse lo avrei gettato direttamente via. E forse la stessa reazione la avrebbe avuta anche Marzio Bertotti, aka Mungo, che di quegli anni e di quel furore è stata una colonna portante, suonando la chitarra per i mai troppo compianti Declino da Torino, una tra le più interessanti e originali band del nostro paese. Oggi, alle soglie del 2010, a oltre vent’anni di distanza, molte cose sono cambiate, e decido di recensire il CD in questione perché legato a tre leggende dell’hardcore nostrano che io rispetto e stimo a priori. Nel progetto, infatti, oltre a Marzio/Mungo, sono coinvolti anche la mitica Vacation House, etichetta che da oltre 15 anni da’ un supporto insostituibile a moltissimi gruppi musicali underground Italiani, e Rudy Medea, che è il boss di Vacation House, certo, ma è anche stato la voce dei leggendari Indigesti (nota a margine: quando gli Indigesti si ritrovarono per registrare un nuovo album (In Disparte), Rudy chiamò Mungo a suonare nella nuova line-up, con risultati sorprendenti anche se il buon Marzio da anni non suonava più, preferendo la scrittura alla musica). Che dire allora del “Futuro della Vita Insolente”?
Essenzialmente che è un disco in prevalenza acustico, pieno di poesia e di ballate folk-rock, molto, forse troppo, intimista, ispirato da un periodo passate da solo in montagna e dalla volontà di ricreare, con brani acustici, la magia e la dimensione onirica di quei luoghi, miscelati a testi che rispecchiano il lato meno compromesso dell’uomo Bertotti. Un progetto, questo, di quelli da prendere o lasciare, amare o odiare, senza mezze misure, che con l'hardcore (se inteso solo come musica) non ha niente a che vedere. La voce, spesso sussurrata al limite della soglia dell’udibile, unita a testi toccanti e musiche soffuse, fa’ pensare più alla musica cantautoriale che al punk, ed è dura pensare che un disco del genere possa avere un mercato. Io però, per il rispetto e la stima che ho per le tre leggende coinvolte, auguro a Marzio-Mungo, Vacation House e Rudy le migliori fortune e un grande successo.


I Brani


01. Dopo, Il Silenzio
02. Una Donna, Una Madre / Laa Salaam
03. Piccole Acrobazie
04. Dialoghi Senza Inizio
05. Winter Blume (pt.II)
06. Senso Nemico
07. Vetri
08. Briciole Di Nulla
09. Come Una Promessa
10. Winter Blume (pt.I)
11. Aprile


Contatti
http://www.vacationhouserecords.com/

Recensione Fasti “Lei si alzò dal sordo mormorio” (Cd, Il cerchio perfetto)

Ad ottobre 2007, dopo 12 anni, 400 concerti e 4 dischi, si è concluso il progetto Seminole, una delle band più longeve e coerenti della scena "Do It Your Self" della penisola; a novembre 2007 nasce, da 3/4 dei Seminole, il progetto FASTI, collettivo composto da due bassi, voce, chitarra e, come amano dire loro, un po’ di macchine. L’ambientazione del progetto è Torino, ed ancora una volta è il Piemonte a regalarci gruppi così sperimentali e vivi, ricchi di espressività e vogliosi di crescere al di fuori dai soliti schemi ed al di fuori da convenzioni e luoghi comuni. Quattro tracce, melodiche e teatrali; musica che fa da sottofondo alle parole, ricche di significati ma poetiche fino all’ermetismo, e parole che servono da pretesto per la musica, il tutto corroborato da una base strumentale molto soft, più da piéce teatrale che da centro sociale. Un po’ un indie post-rock ricco di feedback, molto ambient, sprazzi di elettronica rumorosa ma non troppo, molta sperimentalità. Mi piace moltissimo la iniziale “Estate Dove Sei”, e, anche se sicuramente non è il mio genere musicale preferito, consiglio agli amanti delle nuove emozioni di provarlo.


Tracklist:

  1. Estate dove sei
  2. Cagnolini di gesso
  3. Joe Coronado
  4. In intimo
Contatti

www.myspace.com/ifasti
http://www.ifasti.blogspot.com/

COMPLETE CONTROL PUNX FESTIVAL A PARMA

Torna con un Festival, dopo diversi anni di stop, il ciclo dei concerti PUNX Parmigiani dell'ormai chiuso CS. Mariano Lupo, presso l'Onirica di Parma, il 26 Settembre a partire dalle 18, INGRESSO GRATUITO!!

Partecipano all'evento:

IMPOSSIBILI www.myspace.com/impossibili
EREZIONE CONTINUA www.myspace.com/erezionecontinua
BLACK OUT www.myspace.com/blackoutskatepunk


Per informazioni:


mail: pressunitedcommunication@gmail.com

web: myspace.com/unitedcommunication

Recensione Devastator “"UNDERGROUND 'N' ROLL"” (Autoproduzione, 2009)


Vengono da Lucca, mi sembrano giovanissimi, e dicono di suonare Hardcore Thrash Rock’n’Roll dal 2001. Così si presentano i Devastator, che giungono oggi al terzo full length (a cui vanno aggiunti alcuni demo e svariate partecipazioni a compilation perlopiù di ambito thrash). E’ chiaro quindi che un gruppo del genere parte svantaggiato quando a recensirlo è un vecchietto che si era già rotto i maroni del thrash negli anni 80….. Ciononostante non voglio fare l’antico e provo ad essere il più possibile aperto di mente e di orecchie perché chi si da’ da fare merita sempre il massimo rispetto. Ed allora metto sul lettore il CD attendendomi la solita zuppa brutal/grind/thrash, ed al contrario scopro che questi Lucchesi ci sparano dritti in faccia 15 brani tiratissimi in cui ci divertono divertendosi a prendere in giro chi suona thrash tout court o grind o brutal core. Loro, invece, questi generi li mettono in un grande miscelatore di suoni e per trenta minuti, complici litri e litri di alcool, li devastano proponendo brani deliranti come

Cemetery Beach, “Satan Porno Dog”, “Rotten Surf”, “Smash Metal Drink Beer”, e “I Hate Cover Bands” che già dal titolo riconciliano con la vita. Certo, niente di trascendentale o veramente nuovo, ma di sicuro un disco divertente più di molti altri che si ascoltano in giro.


I brani


01. Sambafukka Orchestra
02. Here We Go
03. Satan Porno Dog
04. Cemetery Beach
05. No Scout? Yes, Party!
06. Desert
07. Dead Pride
08. Rotten Surf
09. A Very Famous Corpse
10. Underground 'N' Roll
11. Smash Metal Drink Beer
12. My Sweet Cardinal
13. I Hate Cover Bands
14.
Metal J. Fox
15. Hypocrisy


Contatti

www.myspace.com/devastatorcrew


Recensione False Alarm “Fuck ‘em all we’ve all ready (now) won!” (Nicotine Records, 2009)

I False Alarm sono una storica band punk-rock losangelina la cui storia prosegue a singhiozzi dal 1983, tra continue defezioni e cambi di line-up dovuti ad abusi di alcool e sostanze varie, guerre tra gang e via discorrendo (tra l’altro nell’unico disco precedente ha suonato anche Fat Mike…). La registrazione del cd, che, diciamolo, si segnala soprattutto per il suo elevato valore storico-filologico, risale al 2002, e la sua pubblicazione è stata rimandata più volte per i più svariati motivi, ultimo dei quali la morte del cantante Dylan Maunder (avvenuta nel 2005), fino a quando ha finalmente visto la luce nel 2006 sotto forma di autoproduzione. Oggi, finalmente, la nostrana e sempre ottima Nicotine Records ne produce una edizione Europea che farà venire l’acquolina in bocca agli amanti del genere, non fosse altro che per la presenza di guest stars stracult come Cheetah Chrome (Dead Boys), Rick Wilder (Berlin Brats, Mau Maus) e De Detroit (UXA), e per il fatto che la copertina del CD è opera di Dee Dee Ramone e Paul Kostabi, il chitarrista dei False Alarm. Punk rock di vecchio stampo che tuttavia apre alla modernità, con una cover di “Vietnamese Baby” dei New York Dolls a mostrare una certa predilezione per il glam rock. Mi piace molto la voce marcia e disturbata, anche se la qualità della registrazione è un po’ troppo differente da brano a brano, e sembra di trovarci di fronte, di volta in volta, a gruppi differenti. E anche se “Youth Gone Mad” ce la potevano risparmiare, possiamo tranquillamente urlare “Hail! Hail! Rock 'n' Roll”

I brani
  1. Horrible Life
  2. Vietnamese Baby
  3. Enemies
  4. Youth Gone Mad
  5. Tell Me Who I Am
  6. No Choice
  7. My Destruction
  8. In My Mind
  9. Devil Devil
  10. I Could Care Less
  11. High Tension Wire
  12. Day Is Night
  13. Can't See The Sun
  14. I Don't Want To Be Your Friend
Contatti

www.myspace.com/falsealarmrecords
www.myspace.com/falsealarmmusic
www.myspace.com/nicotinerecord
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Recensione The Doggs “The Doggs” (Autoproduzione)

I Doggs nascono dalle ceneri dei Milanesi Detonators, e, partendo da quel semplice punk ’77, sono giunti ad un Rock che parte dagli Stooges ma passa per un sound psichedelico e jazzato, cionondimeno un po’ troppo scolastico ed elementare. E pensare che la formazione (power trio con donna alla batteria) mi aveva intrigato ancora prima di mettere il cd nel lettore…. Avrebbero almeno dovuto raddoppiare il numero delle battute per piacermi davvero. Mi piacciono comunque il terzo brano, “No Lights”, interamente strumentale, ed il conclusivo “Animal”, appunto più animalesco e selvaggio, e quindi più affine al mio DNA. Probabilmente un disco dedicato ad un circuito che non è il mio. In poche parole: tre i membri del gruppo, due gli ospiti, quattro i pezzi, zero le emozioni che mi regalano. Sorry guys, alla prossima…..


I brani

  1. Underground Drain
  2. Kiss My Blood
  3. No Lights
  4. Animal


Contatti

www.myspace.com/thedoggs69

Recensione Staypunk Compilation Vol. 04 [www.staypunk.it]


Il quarto volume della saga Staypunk ha un respiro più internazionale del solito, restando però legato o doppia o anche tripla mandata al solito immarcescibile spirito pop-punk di sempre…. Venti in tutto i brani, veloci, spensierati e adrenalinici, per altrettanti gruppi. Spiccano i nomi di Sloppy Seconds (www.myspace.com/kingsofjunkrock) e Queers (www.myspace.com/thequeers), che presentano “Tangerine”, ma anche, sul fronte nostrano, Flowers (www.myspace.com/theflowerspunk) e Peawees (www.myspace.com/thepeawees), la cui “Action” è un rockabilly’n’roll scatenato e degno della loro fama. Si comincia subito alla stragrande con il punk’n’roll degli Sloppy Seconds e della loro “Everybody Hates The United States” che mette subito in chiaro che ci troviamo di fronte all’ennesimo colpo andato a segno da parte di Stay Punk. Subito dopo la quasi altrettanto valida “Pizza Party At Spinelli's” dei meno noti, ma non per questo meno validi, Be My Doppelganger (www.myspace.com/bemydoppelganger) da Evansville (Indiana). Molto bella anche “We Hate Your Club” degli Austriaci Mugwumps (www.myspace.com/themugwumps): punk rock di quello con gli attributi ben posizionati. Assolutamente non male, anche se forse un po’ troppo misogini, i Viareggini Kill That Girl (www.myspace.com/killthatgirlband) con “Stupid Bitches”. Da segnalare anche “High School Teen Party” dei canadesi The Varsity Weirdos (www.myspace.com/thevarsityweirdos), laureati a pieni voti alla Ramones High School.

Molti i gruppi che suonano pop punk sulla scia dei Ramones; tra le poche eccezioni segnalo “Drink too much” dei Piacentini Ackees (www.myspace.com/theackees), semmai più vicini ai Fichissimi. Non li conoscevo, ma mi piacciono molto, i The Nappies (www.myspace.com/thenappies) che con “Creepy Moony Friday” sono tra i pochi (insieme ai Teenage Bubblegums - www.myspace.com/teenagebubblegums) ad osare una voce femminile, cosa abbastanza rara per un genere musicale che parla spesso di donne, ma raramente le coinvolge attivamente. Segnalo anche i Nasty Cats (www.myspace.com/nastycatsband), per dire che ho dovuto verificare se il loro cantante fosse Billie Joe dei Green Day, perché la similitudine è imbarazzante. Qualche nota negativa, tanto per cercare il pelo nell’uovo. Numero uno: insolitamente spenti i Crooks (www.myspace.com/thecrooksitaly) con “Danny Boy”; numero due, “We Know Better” dei Plexi 3 (www.myspace.com/plexi3) è francamente inutile, e registrata male; numero tre, “Misfits On The Radio” dei Dressed To Kill (www.myspace.com/dressedtokillrock) chiude la raccolta facendoci rimpiangere che le canzoni non si siano limitate a 19 anziché arrivare a 20.

Un disco che non può mancare dalla collezione di chi ama i Ramones e la loro discendenza, e che oltretutto si scarica come sempre gratuitamente da staypunk.altervista.org/compilation.htm

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I Brani

01 - Sloppy Seconds - Everybody Hates The United States
02 - Be My Doppelganger - Pizza Party At Spinelli's
03 - The Popsters - The Bomb
04 - Radio Days - Rock'n'roll Girl
05 - Mugwumps - We Hate Your Club
06 - The Varsity Weirdos - High School Teen Party
07 - Parasites - All The Time In The World
08 - The Crooks - Danny Boy
09 - The Veterans - Hula Girl
10 - Ackees - Drinktoomuch
11 - The Queers - Tangerine
12 - Kill That Girl - Stupid Bitches
13 - Teenage Bottlerocket - Social Life
14 - The Nappies - Creepy Moony Friday
15 - Nasty Cats - 15
16 - Plexi 3 - We Know Better
17 - The Peawees - Action
18 - The Flowers - Better Without You
19 - Teenage Bubblegums - Betty Sue
20 - Dressed To Kill - Misfits On The Radio


Contatti:

www.staypunk.it

www.myspace.com/staypunk

Recensione Unavoidable “Wrecked, Wasted and still don’t give a Fuck” (Indiebox)

Indie Box stavolta, e per la prima volta, pesca all’estero, in Austria, e ci presenta gli Unavoidable, semi-sconosciuto combo di maniaci spacca strumenti che ci offre 15 brani a cavallo tra S.O.I.A., Unsane e ultimi Agnostic Front. Un CD, lo dico subito, decisamente non adatto agli amanti del melodicore, né a chi, come il sottoscritto, ha visto e sentito troppe bands simili a questa nella sua vita, ed ora non riesce ad essere attratto da chi fa di voce urlata e batteria martellante il suo biglietto da visita. Per di più ‘sti Austriaci hanno il brutto vizio di far durare ogni brano un po’ più del necessario, ed alla fine ci propinano oltre 40 minuti di “solita zuppa” assai difficile da digerire. L’unica cosa da salvare è la grafica, con ua confezione digipack niente male. Per il resto, meglio stendere un velo pietoso ed attendere che Indie Box torni a pescare sul suolo Italico dove si è sempre mossa meglio.

I Brani


Economy

Parasites
S.O.M.D.
Contradiction
My Own Rules
Broken Bones
Mayhen
On My Own
Porn Star
One Of Them
Pull The Switch
Invincible
Hellborn
No Way Out
Determination